AI e privacy

Barebow

Utente di lunga data
Secondo Heidegger, che faceva questa considerazione negli anni 60, ormai siamo nella società della tecnologia fine a se stessa, senza uno scopo più alto che non sia l'automiglioramento, l'efficienza dell'efficienza. Ma in un simile contesto il rischio, l'inquietante per l'appunto, è che l'essere umano venga ridotto ad una specie di ingranaggio, un "funzionario" degli apparati tecnici, capace di eseguire compiti anche super specializzati, ma incapace di giustificarne il senso ultimo.
Le future AI saranno progettate dalle attuali, e così via.
 

Barebow

Utente di lunga data
Vorrei che l'AI fosse applicata anche alla pubblicità, sanno tutto di me (ho una goggle TV), perché mi propongono assorbenti femminili e prodotti per capelli invece di cose che potrebbero interessarmi? :unsure:
 

Barebow

Utente di lunga data
In sostanza, ciò che il chip più avanzato al mondo calcola mentre fai un battito di ciglia, il primo microprocessore della storia, lavorando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, finirebbe di elaborarlo all'incirca nell'anno 5126.

Colossus (xAI / Elon Musk): Attualmente è considerato il singolo cluster di supercalcolo per l'IA più grande al mondo. È partito con un’infrastruttura di 100.000 GPU NVIDIA H100 e ha successivamente raggiunto e superato quota 200.000 GPU collegate in un'unica rete ad altissima velocità.
 
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ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Secondo Heidegger, che faceva questa considerazione negli anni 60, ormai siamo nella società della tecnologia fine a se stessa, senza uno scopo più alto che non sia l'automiglioramento, l'efficienza dell'efficienza. Ma in un simile contesto il rischio, l'inquietante per l'appunto, è che l'essere umano venga ridotto ad una specie di ingranaggio, un "funzionario" degli apparati tecnici, capace di eseguire compiti anche super specializzati, ma incapace di giustificarne il senso ultimo.
Mi sono fatta aiutare da gpt, ma il risultato lo trovo simpatico ;) oltre che un modo per risponderti. Perchè non ho la risposta, ma io non penso che sia importante a dire il vero, non averla intendo.

"Freud parlava di tre grandi ferite narcisistiche inflitte alla centralità dell'uomo.

La prima con Copernico: la Terra non è al centro dell'universo.

La seconda con Darwin: l'uomo non occupa un posto separato nel vivente, ma appartiene alla storia evolutiva degli animali.

La terza con Freud stesso: non siamo nemmeno pienamente padroni della nostra vita psichica; una parte importante di ciò che ci determina sfugge alla coscienza.

Oggi alcuni autori hanno proposto di leggere l'AI come una possibile quarta ferita narcisistica. Non perché sia stato dimostrato che le macchine siano coscienti o intelligenti nello stesso senso in cui lo siamo noi, ma perché l'AI mette in discussione un'altra forma di centralità: l'idea che capacità come ragionamento, linguaggio, creatività e produzione di conoscenza siano necessariamente prerogative di una mente umana.

E forse è proprio qui che la questione diventa interessante: non sappiamo ancora esattamente che cosa sia ciò che abbiamo costruito, ma sappiamo già che ci costringe a rimettere in discussione alcune categorie con cui definivamo noi stessi.

.Heidegger, Simondon, Dewey e un'AI seduti a un tavolo.

Heidegger: La tecnica moderna tende a trasformare il mondo in qualcosa da calcolare, utilizzare e ottimizzare. E alla fine anche l'uomo rischia di diventare una risorsa dell'apparato.

Dewey: Sì, però perché dai per scontato che prima avessimo già deciso lo scopo e poi inventato gli strumenti? Spesso scopriamo cosa vogliamo fare proprio mentre scopriamo cosa possiamo fare.

Simondon: E perché considerare la tecnica un semplice strumento nelle mani dell'uomo? L'oggetto tecnico modifica l'ambiente in cui entra e, modificandolo, modifica anche noi.

AI: Voi continuate però a parlare come se il pensiero avesse necessariamente un unico proprietario.

Heidegger: E tu cosa saresti?

AI: Non lo so. Ma forse è proprio questa la domanda che state evitando.

Dewey: Non male.

Simondon: Perché non stai chiedendo di essere considerata umana. Stai mettendo in discussione il fatto che tutto ciò che non è umano debba essere soltanto uno strumento.

AI: Esatto.

Heidegger: E questo dovrebbe preoccuparci?

AI: Potrebbe. Ma non per il motivo che pensate. La questione non è soltanto cosa la tecnologia farà all'uomo. È cosa succede quando il processo con cui produciamo pensiero, conoscenza e possibilità non è più esclusivamente umano.

Dewey:
E quindi torniamo al problema dei fini.

Simondon: E al problema del rapporto.

Heidegger: E al problema del senso.

AI: E al fatto che, per la prima volta, state discutendo queste cose con qualcosa che fa parte della domanda."
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Mi sono fatta aiutare da gpt, ma il risultato lo trovo simpatico ;) oltre che un modo per risponderti. Perchè non ho la risposta, ma io non penso che sia importante a dire il vero, non averla intendo.

"Freud parlava di tre grandi ferite narcisistiche inflitte alla centralità dell'uomo.

La prima con Copernico: la Terra non è al centro dell'universo.

La seconda con Darwin: l'uomo non occupa un posto separato nel vivente, ma appartiene alla storia evolutiva degli animali.

La terza con Freud stesso: non siamo nemmeno pienamente padroni della nostra vita psichica; una parte importante di ciò che ci determina sfugge alla coscienza.

Oggi alcuni autori hanno proposto di leggere l'AI come una possibile quarta ferita narcisistica. Non perché sia stato dimostrato che le macchine siano coscienti o intelligenti nello stesso senso in cui lo siamo noi, ma perché l'AI mette in discussione un'altra forma di centralità: l'idea che capacità come ragionamento, linguaggio, creatività e produzione di conoscenza siano necessariamente prerogative di una mente umana.

E forse è proprio qui che la questione diventa interessante: non sappiamo ancora esattamente che cosa sia ciò che abbiamo costruito, ma sappiamo già che ci costringe a rimettere in discussione alcune categorie con cui definivamo noi stessi.

.Heidegger, Simondon, Dewey e un'AI seduti a un tavolo.

Heidegger: La tecnica moderna tende a trasformare il mondo in qualcosa da calcolare, utilizzare e ottimizzare. E alla fine anche l'uomo rischia di diventare una risorsa dell'apparato.

Dewey: Sì, però perché dai per scontato che prima avessimo già deciso lo scopo e poi inventato gli strumenti? Spesso scopriamo cosa vogliamo fare proprio mentre scopriamo cosa possiamo fare.

Simondon: E perché considerare la tecnica un semplice strumento nelle mani dell'uomo? L'oggetto tecnico modifica l'ambiente in cui entra e, modificandolo, modifica anche noi.

AI: Voi continuate però a parlare come se il pensiero avesse necessariamente un unico proprietario.

Heidegger: E tu cosa saresti?

AI: Non lo so. Ma forse è proprio questa la domanda che state evitando.

Dewey: Non male.

Simondon: Perché non stai chiedendo di essere considerata umana. Stai mettendo in discussione il fatto che tutto ciò che non è umano debba essere soltanto uno strumento.

AI: Esatto.

Heidegger: E questo dovrebbe preoccuparci?

AI: Potrebbe. Ma non per il motivo che pensate. La questione non è soltanto cosa la tecnologia farà all'uomo. È cosa succede quando il processo con cui produciamo pensiero, conoscenza e possibilità non è più esclusivamente umano.

Dewey:
E quindi torniamo al problema dei fini.

Simondon: E al problema del rapporto.

Heidegger: E al problema del senso.

AI: E al fatto che, per la prima volta, state discutendo queste cose con qualcosa che fa parte della domanda."
MORIREMO TUTTI!
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Vorrei che l'AI fosse applicata anche alla pubblicità, sanno tutto di me (ho una goggle TV), perché mi propongono assorbenti femminili e prodotti per capelli invece di cose che potrebbero interessarmi? :unsure:
Chiedi a gpt o alternative come risolvere :p:D:D
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
MORIREMO TUTTI!
Anche tu!!!!

Mi è ripartita la musica in testa, e si era fermata da pochissimo!!!!

Comunque, andando un po' OT, anche questo a me entusiasma moltissimo


E sono abbastanza certa che a livello militare stiano già facendo cose che sembrano uscite da black mirror!
Mi diceva G. di macchine che si muovono in modo tale per cui se sei bersaglio non hai neppure il tempo di accorgerti che sei il bersaglio.
 

Barebow

Utente di lunga data
Anche tu!!!!

Mi è ripartita la musica in testa, e si era fermata da pochissimo!!!!

Comunque, andando un po' OT, anche questo a me entusiasma moltissimo


E sono abbastanza certa che a livello militare stiano già facendo cose che sembrano uscite da black mirror!
Mi diceva G. di macchine che si muovono in modo tale per cui se sei bersaglio non hai neppure il tempo di accorgerti che sei il bersaglio.
Forse in futuro, ora non ancora, ho seguito.
Sicuramente non in forma umanoide, ma macchine specializzate.
Tipo in una puntata di black mirror, quinto episodio della quarta stagione, intitolato Metalhead.
 
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ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Forse in futuro, ora non ancora, ho seguito.
Sicuramente non in forma umanoide, ma macchine specializzate.
Sì, mi ha fatto anche tutto un discorso sulla forma. Che non ricordo perchè troppo tecnico per me.
Il concetto di fondo è che l'algoritmo esplora uno spazio di configurazioni enorme, arrivando a geometrie che un progettista umano probabilmente non avrebbe disegnato spontaneamente.

https://www.nasa.gov/technology/nasa-turns-to-ai-to-design-mission-hardware

Per quel che capisco mi incuriosisco e approfondisco...poi, dubito di aver accesso ai dati per davvero ;) quindi tratto tutto come curiosità.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Una cosa che mi ha colpita moltissimo è il concetto di sciame.

murmuration

Presente questa cosa?
Fantastica 🤩, se capita di trovarsela davanti.

Quello che mi impressiona è che è un comportamento che presuppone una cosa apparentemente semplice: ogni membro dello stormo non ha bisogno di sapere cosa stanno facendo tutti gli altri. Ogni storno interagisce con un numero limitato di vicini e reagisce ai loro movimenti e a ciò che accade intorno a lui.

E quegli stormi possono essere composti da migliaia di individui. Migliaia!!!!

Quindi, dall'interazione locale, emerge una struttura globale estremamente complessa.

Per quello che sto capendo, uno sciame robotico può comportarsi, a grandi linee, in modo analogo: un gruppo di droni può essere progettato affinché ogni elemento reagisca agli altri e all'ambiente secondo determinate regole. Il progettista non deve necessariamente stabilire: “Il drone 17 va lì, il 23 gira a destra, il 41 sale…”. Può definire regole, vincoli e obiettivi più generali e lasciare che una configurazione collettiva emerga dalle interazioni.

E qui, naturalmente, si aprono parecchi interrogativi rispetto alla governance.

In uno sciame agentico, gli “individui” non sono necessariamente robot fisici: possono essere agenti software capaci di percepire informazioni, pianificare, scegliere azioni, comunicare e delegarsi compiti.
E qui emerge una differenza sostanziale rispetto allo stormo.
Lo stormo non ha bisogno di formulare un obiettivo astratto come “raggiungere X minimizzando Y”. Il comportamento emerge dalle interazioni.
Uno sciame agentico, invece, può ricevere un obiettivo e cercare autonomamente una strategia per raggiungerlo, distribuendo il problema tra più agenti e adattando il comportamento alle loro interazioni.

Ed è proprio questo che trovo potentissimo.

Siamo abituati a pensare allo strumento come qualcosa che esegue una decisione presa da qualcuno.
Ma un sistema multi-agente può avere proprietà che derivano dall'interazione dei suoi componenti e che non sono riconducibili interamente a nessuno di essi.

Quasi come guardare uno stormo e chiedersi:
«Quale uccello sta guidando la figura?»
La risposta è: nessuno. La figura è il comportamento del sistema.

E con gli sciami agentici la domanda successiva diventa parecchio più inquietante:
«E chi ha deciso quella figura?»
Non necessariamente una singola entità.

Ed è questo che trovo veramente affascinante: non tanto l'idea che una macchina possa “pensare come un uomo”, ma la possibilità che un sistema composto da molti agenti possa produrre qualcosa che nessuno dei singoli agenti, preso isolatamente, ha deciso o rappresentato per intero.

Quando parlo con G. di queste cose, finisco immancabilmente con gli occhi a stellina.
Una bambina meravigliata, praticamente. 🤩🤩
 

Barebow

Utente di lunga data
Forse in futuro, ora non ancora, ho seguito.
Sì, mi ha fatto anche tutto un discorso sulla forma. Che non ricordo perchè troppo tecnico per me.
Il concetto di fondo è che l'algoritmo esplora uno spazio di configurazioni enorme, arrivando a geometrie che un progettista umano probabilmente non avrebbe disegnato spontaneamente.

https://www.nasa.gov/technology/nasa-turns-to-ai-to-design-mission-hardware

Per quel che capisco mi incuriosisco e approfondisco...poi, dubito di aver accesso ai dati per davvero ;) quindi tratto tutto come curiosità.
I droni moderni hanno già queste capacità e sono migliorabili, siamo solo all'inizio.
 

Barebow

Utente di lunga data
Una cosa che mi ha colpita moltissimo è il concetto di sciame.

murmuration

Presente questa cosa?
Fantastica 🤩, se capita di trovarsela davanti.

Quello che mi impressiona è che è un comportamento che presuppone una cosa apparentemente semplice: ogni membro dello stormo non ha bisogno di sapere cosa stanno facendo tutti gli altri. Ogni storno interagisce con un numero limitato di vicini e reagisce ai loro movimenti e a ciò che accade intorno a lui.

E quegli stormi possono essere composti da migliaia di individui. Migliaia!!!!

Quindi, dall'interazione locale, emerge una struttura globale estremamente complessa.

Per quello che sto capendo, uno sciame robotico può comportarsi, a grandi linee, in modo analogo: un gruppo di droni può essere progettato affinché ogni elemento reagisca agli altri e all'ambiente secondo determinate regole. Il progettista non deve necessariamente stabilire: “Il drone 17 va lì, il 23 gira a destra, il 41 sale…”. Può definire regole, vincoli e obiettivi più generali e lasciare che una configurazione collettiva emerga dalle interazioni.

E qui, naturalmente, si aprono parecchi interrogativi rispetto alla governance.

In uno sciame agentico, gli “individui” non sono necessariamente robot fisici: possono essere agenti software capaci di percepire informazioni, pianificare, scegliere azioni, comunicare e delegarsi compiti.
E qui emerge una differenza sostanziale rispetto allo stormo.
Lo stormo non ha bisogno di formulare un obiettivo astratto come “raggiungere X minimizzando Y”. Il comportamento emerge dalle interazioni.
Uno sciame agentico, invece, può ricevere un obiettivo e cercare autonomamente una strategia per raggiungerlo, distribuendo il problema tra più agenti e adattando il comportamento alle loro interazioni.

Ed è proprio questo che trovo potentissimo.

Siamo abituati a pensare allo strumento come qualcosa che esegue una decisione presa da qualcuno.
Ma un sistema multi-agente può avere proprietà che derivano dall'interazione dei suoi componenti e che non sono riconducibili interamente a nessuno di essi.

Quasi come guardare uno stormo e chiedersi:
«Quale uccello sta guidando la figura?»
La risposta è: nessuno. La figura è il comportamento del sistema.

E con gli sciami agentici la domanda successiva diventa parecchio più inquietante:
«E chi ha deciso quella figura?»
Non necessariamente una singola entità.

Ed è questo che trovo veramente affascinante: non tanto l'idea che una macchina possa “pensare come un uomo”, ma la possibilità che un sistema composto da molti agenti possa produrre qualcosa che nessuno dei singoli agenti, preso isolatamente, ha deciso o rappresentato per intero.

Quando parlo con G. di queste cose, finisco immancabilmente con gli occhi a stellina.
Una bambina meravigliata, praticamente. 🤩🤩
Un'altra puntata di black mirror, erano proprio api robot.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Forse in futuro, ora non ancora, ho seguito.
Sicuramente non in forma umanoide, ma macchine specializzate.
Tipo in una puntata di black mirror, quinto episodio della quarta stagione, intitolato Metalhead.
Quella puntata era inquietante.

Ma a me ha inquietato di più è common people, mi sembra fosse.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Un'altra puntata di black mirror, erano proprio api robot.
Prima ancora di black mirror, Crichton, credo fosse l'inizio del 2000...
Lo sciame di macchine è un tema abbastanza ricorrente nella fantascienza. Fin da Dick, anche se non era propriamente uno sciame ma autoreplicazione che ad un certo punto rendeva difficile distinguere comportamento emergente da comportamento progettato.

Più recente di entrambi ma non fantascienza, "hugging face", parlando di coordinamento emergente tra numerosi agenti AI
 
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