Sono gay in coppia e sono in crisi

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Fedefree

Utente di lunga data
Lascialo e prenditi i tuoi spazi ...
Non riesco a lasciarlo adesso.
Una parte di me continua a sperare che cambierà idea. Ma vorrei che lo facesse di sua spontanea volontà e non perché gli faccio pena.
Un'altra parte di me (quella "toro") vorrebbe mandarlo a quel paese e chiudere definitivamente.
Un'altra parte ancora vorrebbe prendergli la testa e sfasciargliela contro il muro ma non per violenza, ma solo per fargli capire che sta facendo la cazzata più grossa di tutta la sua vita. Prendere e partire e ... se quel tipo fosse un "pazzo squilibrato"?

Lui mi ha detto che sente di conoscerlo da una vita ...
 

Ultimo

Escluso
Non riesco a lasciarlo adesso.
Una parte di me continua a sperare che cambierà idea. Ma vorrei che lo facesse di sua spontanea volontà e non perché gli faccio pena.
Un'altra parte di me (quella "toro") vorrebbe mandarlo a quel paese e chiudere definitivamente.
Un'altra parte ancora vorrebbe prendergli la testa e sfasciargliela contro il muro ma non per violenza, ma solo per fargli capire che sta facendo la cazzata più grossa di tutta la sua vita. Prendere e partire e ... se quel tipo fosse un "pazzo squilibrato"?

Lui mi ha detto che sente di conoscerlo da una vita ...
Sul neretto: pazzo squilibrato no, probabilmente un tipo che vive sulle nuvole, vive sull'immaginario, vive su quello che non esiste, esattamente come sta facendo il tuo compagno.

Lui mi ha detto di conoscerlo da una vita. Certo, secondo te chi vive la fantasia non corre sullo stesso filo? E' facile discutere su tante questioni e ritrovarsi, la chat è proprio questo, unire la fantasia credendo di viverla (uguale), che alla fine con la realtà non centra un cazzo, la vita è ben diversa dalla fantasia. Guarda se io ti scrivo che mi piacerebbe passeggiare con te su una spiaggia mano sulla mano, guardare il mare, il tramonto, quella coppia che si bacia e che si ama... aiutare quel bimbo che è caduto e comprargli un gelato... Fede, credo che anche a te piace quello che ho scritto, no? E mica non si può fare, solo che la realtà è diversa, nella realtà quello che vivi, tipo una passeggiata sulla spiaggia, la vivi con te stesso, anche se sei mano nella mano col tuo uomo e mai è comunque amplificata e sentita come nella scrittura.
Prova a parlargliene.
 

giulietta6677

Utente di lunga data
Non riesco a lasciarlo adesso.
Una parte di me continua a sperare che cambierà idea. Ma vorrei che lo facesse di sua spontanea volontà e non perché gli faccio pena.
Un'altra parte di me (quella "toro") vorrebbe mandarlo a quel paese e chiudere definitivamente.
Un'altra parte ancora vorrebbe prendergli la testa e sfasciargliela contro il muro ma non per violenza, ma solo per fargli capire che sta facendo la cazzata più grossa di tutta la sua vita. Prendere e partire e ... se quel tipo fosse un "pazzo squilibrato"?

Lui mi ha detto che sente di conoscerlo da una vita ...
Mi sembri una persona molto profonda fedefree, con forti sentimenti e un cuore grande..il tuo comportamento in questo frangente ti fa onore, sono certa che il tuo compagno conosce il tuo valore e ti auguro che si renda conto di quanto rischia di perdere...un grosso in bocca al lupo!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.
Il suo "chiedermi il permesso" è un modo per farlo sentire meno in colpa ma lui lo sa (perché gliel'ho detto chiaramente) che dovrà assumersi le sue responsabilità.

In una discussione fatta in questi giorni gli ho detto che non lo trovo equilibrato affatto. E' su di giri perché si sta organizzando con il suo "amante", con il quale mi ha costretto a parlare anche al telefono...forse vogliono la mia "benedizione". Non so.

Gli ho detto di viversi questa favola al meglio. Sì perché è presissimo ma sta attento e cerca di contenere l'eccitazione e la voglia che ha di fare questo viaggio per non ferirmi.

Che vada...non è detto che io lo aspetti in aeroporto quando torna.

Ieri sera gli ho dato un ultimatum (avendo letto un suo messaggio su whatsapp e abbiamo anche litigato per questa "violazione di privacy") dicendogli che se ne può andare e con quello può farci quello che vuole: può essere suo amico, può continuare a fare il suo "salvatore", può fargli da genitore o può anche portarselo a letto. Gli ho detto che quando torna, non mi deve assolutamente dire nulla di ciò che ha fatto. Se torna e decide di restare con me, la musica deve cambiare. Non gli dico di allontanare questo ragazzo ma se è un amico, deve restare un amico. Io ho un migliore amico ma non lo sento 29.000 volte al giorno né gli scrivo per filo e per segno come passo le mie giornate. Eppure siamo migliori amici da anni, ci stimiamo e ci vogliamo bene.

Se torna e torna più confuso di prima (cosa molto probabile), che si prenda tutto il tempo necessario per capire cosa vuole, ma lontano da me.

Se torna e vuole lasciarmi perché pensa di essere innamorato dell'altro, va bene. Finirà la storia. Soffrirò ma poi me ne farò una ragione. Non voglio stare insieme ad una persona che non mi ama o che "si inventerebbe un secondo cuore se fosse necessario" per stare con lui (è questo che gli ha scritto su whatsapp).

La situazione è insostenibile. Io non la reggo più. Lui è non solo infantile, ma sembra che abbia seri problemi. Avete presente un ragazzo tossicodipendente? Che quando non ha la sua dose di eroina, inizia a tremare, ad essere nervoso e non sa più quello che dice o pensa? Ecco. Lui è così. E' diventato così. E' tossico dipendente da un incantatore di parole che, a causa del suo squilibrio mentale, lo sta tenendo in pugno.

Che lo incontri, che lo veda. Spero che il ragazzo in questione riesca a sorprenderlo anche dal vivo nello stesso modo in cui lo sorprende a parole! Ho forti dubbi!

Potete pensare che sono un egoista e che di lui non me ne freghi niente ma non è così. Non posso aiutare chi non vuol essere aiutato. Fino a oggi pomeriggio l'ho pregato di restare e non andare e di provare a risolvere le cose in altro modo ma si è rattristato e poi si è messo anche a piangere. Signori miei, può essere bambino e pure stronzo, ma quando piange il mio cuore si scioglie. :(

Vuole fare questa pazzia? Che la faccia.

E che finisca questo tormento. Pure per me. Non ce la faccio più.
Non riesco a dormire, non riesco a lavorare e mi sento stralunato.
Non voglio rovinarmi la vita per questa situazione.
Tolto il dente, tolto il dolore.

So che dormiranno insieme. L'ho capito da alcune cose che mi ha detto e che ho "visto". Che faccia ciò che vuole...il senso di colpa sarà il suo peso, non il mio. E lui forse non lo sa ancora...ma il rimorso e il senso di colpa saranno insopportabili per lui (se deciderà di restare con me e ammesso che io lo voglia ancora).

Questi giorni che trascorrerà con l'amante serviranno anche a me. Capirò se davvero voglio aspettare le sue decisioni e se davvero voglio passare il resto della mia vita con una persona del genere.
Un mio vecchio e caro collega, quando un giorno gli dissi per una situazione "mi sento in colpa." Cercando consolazione in realtà. E rassicurazione in realtà dl mio essere "dalla parte del giusto", mi ha risposto "se ti senti un colpa, un motivo ci sarà sicuramente."

E' stata una botta. Io volevo essere rassicurata. Sollevata. Assolta. E benedetta. Con quel senso di colpa.

Il mo collega mi ha "amata" invece, nel non farmi sconti e nello spingermi a ragionare su ciò che stavo facendo assumendomene la responsabilità. Che significa dirmi che non ero soltanto buona. Come avrei voluto essere. Ma anche cattiva. E anche quella parte fa parte del mio essere.

Non mi ha assolta. E mi ha pesantemente ribaltata. E' un debito che ho con lui. Mi ha insegnato tanto. Non benedendomi e non assolvendomi, ma spingendomi a guardarmi allo specchio e a chiedermi cosa volessi davvero.

Quoto tutto, specialmente il grassetto e specialmente l'ultimo grassetto.

E quel piangere....è un problema suo. o condivide il dolore anche suo che sta dietro quel piangere, ma se lo usa per impietosirti e spingerti a VOLERE QUELLO CHE VUOLE LUI, io glielo lascerei.

E mi farei anche due domande su questa modalità.

E non è tossico...semplicemente ha già deciso. A priori.

Se anche tu gli avessi detto no avrebbe fatto comunque. Probabilmente.

Ed è ipocrita. Dal mio punto di vista. Che se voleva chiederti il permesso doveva darti il permesso di non darglielo.
Questo è chiedere il permesso.

Quello che ha fatto lui è altro. Ha messo te nella condizione di non poter dire che sì. Perchè lui aveva già deciso che era sì.

Nell'attesa io penserei anche a questi elementi. E gliene chiederei conto.

I suoi sensi di colpa, come i miei allora, se ci sono molto probabilmente hanno già radice anche in queste comunicazioni poco chiare e nascoste.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io sono d'accordo con quel che tu dici, come concetto generale. E anzi mi hai anche dato nuovi interessanti spunti :rolleyes:
Ma a me sembra, forse mi sbaglio, che in questo caso specifico non si tratti di 'dare permessi' o di trasferire tutta la responsabilità su di sè; quasi il contrario. Anzi mi sembra dare piena responsabilità all'altro, nel senso di 'io non faccio nulla per fermarti nè per spingerti, la scelta è completamente tua'; ed anche se, ovviamente, la scelta sarebbe completamente sua comunque, toglie la possibilità di scaricare responsabilità, di appigliarsi al 'tu vorresti impedirmelo' come spinta dall'altro a scegliere una cosa piuttosto che un'altra. Mi sembra, più che dare un permesso, scegliere di dare una benedizione a prescindere dalle scelte dell'altro, decidendo di non tentare di reprimere con minacce o sensi di colpa. In questo senso, una rinuncia a tentare di confondere maggiormente l'altro per avere una risposta più veloce e chiara. Io ho amato i post dell'utente per il modo in cui ha deciso di porsi. Nei miei momenti di confusione,chi ha assunto questo atteggiamento nei miei confronti ha sempre 'vinto' la partita: perchè permette di avere la chiarezza tale per poter capire meglio e subito cosa si farebbe per sè, e se quel che si farebbe per il partner entra in conflitto con ciò e quanto e in che modo. Se ci si sente colpevolizzati dal compagno, è più probabile che si venga spinti in una direzione contraria rispetto a quella che si prenderebbe se fosse possibile fare spazio sufficiente al proprio istinto, per capire cosa si vuole veramente e perchè. Almeno a me, fa questo effetto.
Ciao:)

capire quello che si vuole, in una relazione significa inserire quel volere in quella relazione.

E inserire il proprio volere in una relazione significa assumersi, con se stessi innanzitutto, la responsabilità che le proprie azioni provocano conseguenze anche nell'altro. Belle e anche brutte.

Il compagno di fede non lo fa.

Chiede un permesso. Ma senza dare il permesso di rispondere davvero.

Lui vuole una risposta che lo assolva. Questo è il punto.

fede è il suo compagno. non il suo confessore. E neanche la sua mamma.

Trovo sia una profonda mancanza di rispetto una richiesta del tipo (ed è quella del compagno di fede) "cambia idea rispetto AL TUO SENTIRE per amor mio. "

Io ad una richiesta del genere neanche risponderei. Avrei già catalogato la persona e sarebbe fuori dalle storie. Anche a costo di strisciare sui gomiti.

Se io sento dolore lo sento. punto.
La mia correttezza sta nel non buttartelo addosso, mettendo in atto dinamichine tipo "io da sola non so tollerare questo dolore, non farmi soffrire..." e affini.

Ma correttezza è anche non nascondertelo. Che c'è. Lo sento. E mi fa rotolare dal male.

Correttezza tua è accettare che da parte mia ci sia dolore. E non lasciartene condizionare nelle tue decisioni.
E correttezza è anche non nascondersi nel senso di colpa. Dinamichina tipo "se tu stai male io non sono libero di (mettici quello che vuoi). Che è un ricatto delle peggior specie questo. Che è chiedere all'altro di non sentire emozioni che mettono in discussione le proprie emozioni e il proprio volere.

Questo intendevo.

Io non starei con una persona che non sa gestire il senso di colpa e lo usa. Contro se stesso e contro di me.
Come non starei con una persona che si "sacrifica" per me.

Sono persone inaffidabili per me. Sono persone che fanno discendere il loro decidere e il loro vivere dall'avere approvazione. Da fuori.

E quando il fuori salta o le disconferma, fanno i capricci. Che neanche sanno gestire la frustrazione.

Poi ognuno sceglie con chi accompagnarsi.
 
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Ecate

Utente di lunga data
Ciao:)

capire quello che si vuole, in una relazione significa inserire quel volere in quella relazione.

E inserire il proprio volere in una relazione significa assumersi, con se stessi innanzitutto, la responsabilità che le proprie azioni provocano conseguenze anche nell'altro. Belle e anche brutte.

Il compagno di fede non lo fa.

Chiede un permesso. Ma senza dare il permesso di rispondere davvero.

Lui vuole una risposta che lo assolva. Questo è il punto.

fede è il suo compagno. non il suo confessore. E neanche la sua mamma.

Trovo sia una profonda mancanza di rispetto una richiesta del tipo (ed è quella del compagno di fede) "cambia idea rispetto AL TUO SENTIRE per amor mio. "

Io ad una richiesta del genere neanche risponderei. Avrei già catalogato la persona e sarebbe fuori dalle storie. Anche a costo di strisciare sui gomiti.

Se io sento dolore lo sento. punto.
La mia correttezza sta nel non buttartelo addosso, mettendo in atto dinamichine tipo "io da sola non so tollerare questo dolore, non farmi soffrire..." e affini.

Ma correttezza è anche non nascondertelo. Che c'è. Lo sento. E mi fa rotolare dal male.

Correttezza tua è accettare che da parte mia ci sia dolore. E non lasciartene condizionare nelle tue decisioni.
E correttezza è anche non nascondersi nel senso di colpa. Dinamichina tipo "se tu stai male io non sono libero di (mettici quello che vuoi). Che è un ricatto delle peggior specie questo. Che è chiedere all'altro di non sentire emozioni che mettono in discussione le proprie emozioni e il proprio volere.

Questo intendevo.

Io non starei con una persona che non sa gestire il senso di colpa e lo usa. Contro se stesso e contro di me.
Come non starei con una persona che si "sacrifica" per me.


Sono persone inaffidabili per me. Sono persone che fanno discendere il loro decidere e il loro vivere dall'avere approvazione. Da fuori.

E quando il fuori salta o le disconferma, fanno i capricci. Che neanche sanno gestire la frustrazione.

Poi ognuno sceglie con chi accompagnarsi.
quoto
:)
 

passante

Utente di lunga data
Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.
Il suo "chiedermi il permesso" è un modo per farlo sentire meno in colpa ma lui lo sa (perché gliel'ho detto chiaramente) che dovrà assumersi le sue responsabilità.

In una discussione fatta in questi giorni gli ho detto che non lo trovo equilibrato affatto. E' su di giri perché si sta organizzando con il suo "amante", con il quale mi ha costretto a parlare anche al telefono...forse vogliono la mia "benedizione". Non so.

Gli ho detto di viversi questa favola al meglio. Sì perché è presissimo ma sta attento e cerca di contenere l'eccitazione e la voglia che ha di fare questo viaggio per non ferirmi.

Che vada...non è detto che io lo aspetti in aeroporto quando torna.

Ieri sera gli ho dato un ultimatum (avendo letto un suo messaggio su whatsapp e abbiamo anche litigato per questa "violazione di privacy") dicendogli che se ne può andare e con quello può farci quello che vuole: può essere suo amico, può continuare a fare il suo "salvatore", può fargli da genitore o può anche portarselo a letto. Gli ho detto che quando torna, non mi deve assolutamente dire nulla di ciò che ha fatto. Se torna e decide di restare con me, la musica deve cambiare. Non gli dico di allontanare questo ragazzo ma se è un amico, deve restare un amico. Io ho un migliore amico ma non lo sento 29.000 volte al giorno né gli scrivo per filo e per segno come passo le mie giornate. Eppure siamo migliori amici da anni, ci stimiamo e ci vogliamo bene.

Se torna e torna più confuso di prima (cosa molto probabile), che si prenda tutto il tempo necessario per capire cosa vuole, ma lontano da me.

Se torna e vuole lasciarmi perché pensa di essere innamorato dell'altro, va bene. Finirà la storia. Soffrirò ma poi me ne farò una ragione. Non voglio stare insieme ad una persona che non mi ama o che "si inventerebbe un secondo cuore se fosse necessario" per stare con lui (è questo che gli ha scritto su whatsapp).

La situazione è insostenibile. Io non la reggo più. Lui è non solo infantile, ma sembra che abbia seri problemi. Avete presente un ragazzo tossicodipendente? Che quando non ha la sua dose di eroina, inizia a tremare, ad essere nervoso e non sa più quello che dice o pensa? Ecco. Lui è così. E' diventato così. E' tossico dipendente da un incantatore di parole che, a causa del suo squilibrio mentale, lo sta tenendo in pugno.

Che lo incontri, che lo veda. Spero che il ragazzo in questione riesca a sorprenderlo anche dal vivo nello stesso modo in cui lo sorprende a parole! Ho forti dubbi!

Potete pensare che sono un egoista e che di lui non me ne freghi niente ma non è così. Non posso aiutare chi non vuol essere aiutato. Fino a oggi pomeriggio l'ho pregato di restare e non andare e di provare a risolvere le cose in altro modo ma si è rattristato e poi si è messo anche a piangere. Signori miei, può essere bambino e pure stronzo, ma quando piange il mio cuore si scioglie. :(

Vuole fare questa pazzia? Che la faccia.

E che finisca questo tormento. Pure per me. Non ce la faccio più.
Non riesco a dormire, non riesco a lavorare e mi sento stralunato.
Non voglio rovinarmi la vita per questa situazione.
Tolto il dente, tolto il dolore.

So che dormiranno insieme. L'ho capito da alcune cose che mi ha detto e che ho "visto". Che faccia ciò che vuole...il senso di colpa sarà il suo peso, non il mio. E lui forse non lo sa ancora...ma il rimorso e il senso di colpa saranno insopportabili per lui (se deciderà di restare con me e ammesso che io lo voglia ancora).

Questi giorni che trascorrerà con l'amante serviranno anche a me. Capirò se davvero voglio aspettare le sue decisioni e se davvero voglio passare il resto della mia vita con una persona del genere.
io penso che se sei riuscito sia a lasciarlo libero che a ricordargli le sue responsabilità hai fatto una cosa molto ben fatta, e molto difficile, sei stato bravo.
quando parte?
 

Fedefree

Utente di lunga data
Tu sei Toro, e il tuo ragazzo?
Lui: Pesci ascendente Cancro

Io sono Toro ascendente Toro

Ma so bene che due segni zodiacali e un ascendente non dicono niente di una persona.
Io dovrei essere possessivo e attaccato alle persone come se fossero mia proprietà, ma non lo sono.
Lui dovrebbe essere sognatore, ultra sensibile, empatico, il salvatore del mondo (in effetti lo è, ma con un'altra persona o meglio con la persona che lo ha "incantato").
Molti dicono che gli ascendenti cancro sono dolcissimi ed è vero ma pure "Mengele" il nazista era un ascendente cancro...:rolleyes::rolleyes::rolleyes:
 

Fedefree

Utente di lunga data
io penso che se sei riuscito sia a lasciarlo libero che a ricordargli le sue responsabilità hai fatto una cosa molto ben fatta, e molto difficile, sei stato bravo.
quando parte?

Signori, stasera ho una novità:

Non so se abbia fatto un esame di coscienza o se abbia avuto un colloquio telefonico con il suo "migliore amico" ma, con mio stupore, mi ha chiesto di partire con lui e di non lasciarlo andare da solo.
Mi ha detto che solo non se la sente, che forse è troppo preso da questa cosa e dovrebbe darsi una calmata (almeno lo ha capito).

Era stralunato e quindi le cose sono due:

O avranno litigato e l'idillio è finito oppure ha davvero capito che andando da solo combinerebbe cavolate di cui, dopo, potrebbe pentirsi.
Mi ha chiesto di andare per un weekend e così ne approfittiamo per stare un po' insieme noi due, girare per la città, cambiare aria.

Gli ho detto che devo pensarci su e l'ho lasciato sulle spine ma in realtà andrò perché penso di sbagliare a spedirlo tra le fauci dello squalo da solo. Credo che tra loro si sia innescata una relazione di codipendenza, su basi assurde e fantasticate.

La cosa strana è che mi ha anche chiesto se, una volta in quella città, potrei lasciarli soli per un po' così possono parlare tranquillamente delle loro cose...e io, come uno stronzo, resterei a girovagare per la città (cosa che comunque non mi dispiacerebbe perché adoro esplorare posti nuovi senza rompixxxx tra i piedi).

Sinceramente non so ... mi puzza un po' di bruciato.

Da un lato vorrei mandarli a quel paese, dall'altro non posso farlo partire da solo. Se succedesse qualcosa, mi sentirei responsabile perché ha chiesto il mio aiuto.

Stasera ho notato che la mia fidcuia vacilla, nel senso che non riesco a fidarmi completamente di lui e questo è un campanello di allarme.

:confused::eek:
 
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Fedefree

Utente di lunga data
Ciao:)

Io non starei con una persona che non sa gestire il senso di colpa e lo usa. Contro se stesso e contro di me.
Come non starei con una persona che si "sacrifica" per me.

Sono persone inaffidabili per me. Sono persone che fanno discendere il loro decidere e il loro vivere dall'avere approvazione. Da fuori.

E quando il fuori salta o le disconferma, fanno i capricci. Che neanche sanno gestire la frustrazione.

Poi ognuno sceglie con chi accompagnarsi.
Il mio ragazzo ha bisogno di aiuto. Sto pensando che abbia seriamente un problema. Stasera ho cercato un po' sul web e ho letto degli articoli sulla co-dipendenza e sul ruolo del "salvatore". E' esattamente la sua descrizione. Non era così; è sempre stato un ragazzo, forse un po' infantile per certi versi, ma equilibrato e con la testa sulle spalle.
Se almeno fosse davvero innamorato di questa persona, lo capirei e li lascerei liberi, senza rancore e senza gelosia. Gli augurerei tutto il bene del mondo e tutta la felicità, anche se dentro me soffrirei come un cane bastonato (ma quelli saranno affari miei). L'amore come inizia può anche finire.
In realtà lui non è innamorato di questa persona, lui ne è plagiato. E' un'ossessione, è la sua droga. Non rìesce a staccarsi. E' un bisogno forte di sentirla in qualsiasi momento attraverso stupidi messaggi. Questo non è amore. Questo si chiama bisogno, dipendenza.
Quando è con me, spegne il cellulare (da ieri lo spegne direttamente per evitare che io glielo prenda) ma soffre. Il suo è quasi un sentirsi in colpa per trascurare l'altro.
Qui più che un viaggio, servirebbe uno psicologo.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Il mio ragazzo ha bisogno di aiuto. Sto pensando che abbia seriamente un problema. Stasera ho cercato un po' sul web e ho letto degli articoli sulla co-dipendenza e sul ruolo del "salvatore". E' esattamente la sua descrizione. Non era così; è sempre stato un ragazzo, forse un po' infantile per certi versi, ma equilibrato e con la testa sulle spalle.
Se almeno fosse davvero innamorato di questa persona, lo capirei e li lascerei liberi, senza rancore e senza gelosia. Gli augurerei tutto il bene del mondo e tutta la felicità, anche se dentro me soffrirei come un cane bastonato (ma quelli saranno affari miei). L'amore come inizia può anche finire.
In realtà lui non è innamorato di questa persona, lui ne è plagiato. E' un'ossessione, è la sua droga. Non rìesce a staccarsi. E' un bisogno forte di sentirla in qualsiasi momento attraverso stupidi messaggi. Questo non è amore. Questo si chiama bisogno, dipendenza.
Quando è con me, spegne il cellulare (da ieri lo spegne direttamente per evitare che io glielo prenda) ma soffre. Il suo è quasi un sentirsi in colpa per trascurare l'altro.
Qui più che un viaggio, servirebbe uno psicologo.
A costo di sembrarti cinica e cattiva.

L'importante è che non ti metti tu a prenderti in carico lui. E questo te lo dico davvero per esperienza diretta. Che il viaggio all'inferno poi lo fate in due. E venirne fuori non è nè rapido nè indolore.

Di sicuro, per essersi perso a questo modo, lui "vede" cose in quel tizio. Cose amplificate dalla virtualità. (questa è una delle questioni della comunicazione virtuale). E probabilmente la cosa è reciproca. Da quello che descrivi.

Non è plagiato. Molto probabilmente quelle che vede nell'altro sono cose sue. Bisogni suoi. Che riesce a sentire per interposta persona.
E' un meccanismo comunissimo, senza andare a scomodare dipendenza e co-dipendenza. Il fatto che sia comunissimo non significa che non sia indicatore di qualche funzionamento come minimo ingrippato da qualche parte. Specialmente se chi lo vive non ne ha coscienza.
In ogni caso le proiezioni negli immaginari sono campanelli di allarme. O meglio, il fatto che sia la proiezione a prendere il sopravvento sulla realtà.

Un bel bagno di realtà può far bene. Ma tieni comunque presente che gli occhi vedono quello che si aspettano di vedere. Non quello che è. E "sbucciare" l'altro dagli immaginari non è immediato. In ogni caso realtà e chiarezza fanno bene. :)

Ma se i campanelli li senti soltanto tu, più che provare a farglielo notare non puoi. Tienilo davvero bene a mente. Nessuno salva nessuno. Neanche chi vuole essere salvato. Il viaggio è comunque da soli. Ci si può essere compagni. Ma si viaggia soli. E ognuno non può che camminare sulle sue gambe.

Quello che puoi fare, e aiuta entrambi, è tenerti bello solido. Come stai facendo. E spingerlo a guardarsi e a prendersi la responsabilità di se stesso.
E non assumerti responsabilità che non hai. Carichi che non hai.
Volergli bene è anche metterlo di fronte alla realtà. Anche duramente. Ma poi tocca a lui.

Penso che tu stia davvero volendo bene al tuo compagno. Proprio perchè lo guardi, cercando di svelarlo ai tuoi occhi. E poi gli ridai lo sguardo.

Vi auguro davvero che questa storia sia apprendimento per entrambi. Per te è evidente lo sia già. Spero anche per lui.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Senti, fuori dai denti, cerco di immedesimarmi. Il mio uomo si mette in contatto con una che poverina ha bisogno di conforto.
Io mando a cagare lui e lei.
Ma che senso ha?
Non ci credo che un uomo vuole aiutare una poverina. Se la vuole fare e stop e lei pure.
Nel mondo gay può esserci qualcuno che non ha coraggio di esprimere la sua identità e ha bisogno di appoggio di associazioni, gruppi culturali che lo sostengano ma non un singolo con cui chattare e mandarsi foto ecc.
Andare entrambi sarebbe un modo di fare da gruppo di sostegno.
Ma non sta né in cielo né in terra anche perché il tuo ragazzo non è certo un campione del coming out.
Non capisco niente di questa vicenda assurda.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Senti, fuori dai denti, cerco di immedesimarmi. Il mio uomo si mette in contatto con una che poverina ha bisogno di conforto.
Io mando a cagare lui e lei.
Ma che senso ha?
Non ci credo che un uomo vuole aiutare una poverina. Se la vuole fare e stop e lei pure.
Nel mondo gay può esserci qualcuno che non ha coraggio di esprimere la sua identità e ha bisogno di appoggio di associazioni, gruppi culturali che lo sostengano ma non un singolo con cui chattare e mandarsi foto ecc.
Andare entrambi sarebbe un modo di fare da gruppo di sostegno.
Ma non sta né in cielo né in terra anche perché il tuo ragazzo non è certo un campione del coming out.
Non capisco niente di questa vicenda assurda.
Ma io non credo sia questione di omosessualità. Però.

Io credo che dentro, quando si è dentro, si cerchi la via migliore per venirne fuori. Cercando di farlo insieme.

E penso che fede abbia ben chiaro che la questione del sostegno è una paravento per il desiderare.

Mi sembra che però abbia bisogno di capire cosa sta desiderando il suo compagno.

Forse perchè io, che faccio una fatica immonda a dare gli strappi netti (ricordi la ceretta?:D) mi riconosco in questi passaggi di conoscenza.

Non farei più adesso e da esterna alla situazione un sacco di cose. Ma è senno di poi.

Quando si è dentro, le cose si vivono da dentro. E il tempo cambia. Anche quello che serve per vedere.

A me sembra che fede stia provando faticosamente a guardare.

Poi...a me la dinamica del permesso fa venire il brivido blu per la schiena.

Ma penso stia tenendo botta. E stia guardando. non sta fuggendo in qualche sogno anche lui. Cerca verità.

Farà cavolate...io non penso accompagnerei un ipotetico compagno in un viaggio del genere. E non per lui. Ma per me.

Per vivermi fino in fondo gli effetti dei suoi comportamenti. Per sentire tutto. Dentro di me.

Non lo so...io non riesco ad escludere che stando insieme, possa capitare di girarsi fuori e trovare cose e curiosità.

La questione non è tanto quella. La questione è come la si gestisce.

Il fatto che si guardi fuori per cercare dentro, come fa il compagno di fede, adesso come adesso mi metterebbe in guardia. E non da un possibile tradimento.

Ma proprio dalla persona.

Però...a volte serve fare tutto il giro. Più che non farlo.

Credo.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

Ho l’impressione che al tuo compagno gli siano venuti i “piedi freddi”. Forse, sta notando lui stesso che dietro a quel mantello di copertura che si sono dati, di volere aiutare, si nascondi invece anche altro. Altro, che ora lo sta spaventando. Forse, perché sta assumendo contorni sempre più chiari. Credo, che ti abbia chiesto di accompagnarlo proprio per riportare il tutto sul piano d’origine. Potrebbe ben essere ciò la questione su cui hanno discusso. Accade, quando alle cose non si danno le parole giuste … così nasce uno spazio tra detto e non detto che include tutto e nulla e può far nascere così dei dissapori, se uno dei due si spinge o fantastica altro … sul campo privo di parole concrete.

Sicuramente il ragazzo rispecchia un vissuto, un sentire, un’esperienza molto vicina al tuo compagno. Perciò quell’impressione che si conoscono da una vita. È solo, probabilmente, uno specchio / riflesso di se stesso. Mi sembra un aspetto al quanto normale. Accade anche nel reale. Il virtuale ha in più l’aspetto dell’amplificazione, ma rimane che il tutto ha un aspetto reale. Come quando due emigrati s’incontrano e si scambiano sul loro vissuto. Si sentono vicinissimi, capiscono e conoscono bene quei aspetti di vissuto, di sentire, di rabbia, di tristezza, di ricerca, di tanti aspetti che hanno in comune. Normalissimo. Quello che forse ai due e sfuggito di mano è che hanno nascosto, forse, esigenze diverse dietro questo scambio … che ora il tuo compagno vorrebbe risistemare. Ti ha chiesto di accompagnarlo. In fin dei conti ti sta chiedendo di aiutarlo a mettere i puntini sulle i nei confronti dell’altro. Dei puntini, che non se la sente di pronunciare … di esprimere a parole. Sarebbe da chiedergli il perché. Paura di rovinare tutto? Paura di perdere così quel campo inespresso? Paura di se stesso, di aver fatto credere anche altro e si chiede il perché?

È vero, secondo me. Il tuo compagno ti sta chiedendo dell’aiuto. Da chiedersi, in cosa esattamente? Perché non ci riesce o vuole farlo da solo?


sienne
 

Ultimo

Escluso
Signori, stasera ho una novità:

Non so se abbia fatto un esame di coscienza o se abbia avuto un colloquio telefonico con il suo "migliore amico" ma, con mio stupore, mi ha chiesto di partire con lui e di non lasciarlo andare da solo.
Mi ha detto che solo non se la sente, che forse è troppo preso da questa cosa e dovrebbe darsi una calmata (almeno lo ha capito).

Era stralunato e quindi le cose sono due:

O avranno litigato e l'idillio è finito oppure ha davvero capito che andando da solo combinerebbe cavolate di cui, dopo, potrebbe pentirsi.
Mi ha chiesto di andare per un weekend e così ne approfittiamo per stare un po' insieme noi due, girare per la città, cambiare aria.

Gli ho detto che devo pensarci su e l'ho lasciato sulle spine ma in realtà andrò perché penso di sbagliare a spedirlo tra le fauci dello squalo da solo. Credo che tra loro si sia innescata una relazione di codipendenza, su basi assurde e fantasticate.

La cosa strana è che mi ha anche chiesto se, una volta in quella città, potrei lasciarli soli per un po' così possono parlare tranquillamente delle loro cose...e io, come uno stronzo, resterei a girovagare per la città (cosa che comunque non mi dispiacerebbe perché adoro esplorare posti nuovi senza rompixxxx tra i piedi).

Sinceramente non so ... mi puzza un po' di bruciato.

Da un lato vorrei mandarli a quel paese, dall'altro non posso farlo partire da solo. Se succedesse qualcosa, mi sentirei responsabile perché ha chiesto il mio aiuto.

Stasera ho notato che la mia fidcuia vacilla, nel senso che non riesco a fidarmi completamente di lui e questo è un campanello di allarme.

:confused::eek:
Sul nereretto mi sto muto altrimenti potrei cominciare a sbiellare!

E' un bene che la tua fiducia vacilla, probabilmente perchè finalmente stai percependo quanto questa storia sia fuori di testa.
 

Fedefree

Utente di lunga data
Sul nereretto mi sto muto altrimenti potrei cominciare a sbiellare!

E' un bene che la tua fiducia vacilla, probabilmente perchè finalmente stai percependo quanto questa storia sia fuori di testa.
Avete ragione.
Ci ho pensato su tutta la notte anziché dormire :(
Qualcosa non mi quadra e oggi mi dovrà dire TUTTO in modo sincero. Io lo aiuterò e lo sosterrò ma deve essere sincero. Se continuerà a fare il misterioso, dico/non dico, dico solo quello che posso e il resto lo ometto, io mi vedrò costretto a fare una cosa che non avrei mai voluto fare. E me ne sbatto le "palle" (permettete il termine) del "NON SI FA, NON E' GIUSTO".

Un mio amico di lavoro, al quale in questi giorni ho raccontato tutto (ora sa della mia omosessualità nascosta per anni), mi aiuterà a entrare nella sua casella di posta e SE SOLO TROVO, QUELLO CHE PIU' TEMO, IL VIAGGIO POTRA' FARLO DA SOLO.

Mi sta facendo passare per un cretino! Prima vuole partire solo, poi gli vengono i dubbi, poi chiude il telefono dicendomi che quando è con me vuole dedicarsi solo a me (Bugiardo! Lo chiude perché sa che glielo prendo e leggo quello che si scrivono!) per darmi tutte le attenzioni del mondo perché dopo una giornataccia di lavoro, io merito le coccole. Poi, quando è a casa sua, sta con lui, perché pure l'altro merita le coccole.

Ma insomma...stanotte mi sono innervosito : "Io accanto a me voglio un uomo, non ho bisogno di un figlio da accudire, né di un genitore che si prenda cura di me e mi dia la giusta razione giornaliera di attenzioni!". Io non ho bisogno di questo. Posso stare bene anche da solo.
Non mi serve un amore così. Non ho bisogno del contentino.

Sono molto arrabbiato oggi. Lui non capisce che io ci tengo, che voglio aiutarlo e che l'altro lo sta distruggendo e non capisce che io, a differenza sua, sono comprensivo e tollero, tollero e tollero ma se mi sento preso in giro e ferito profondamente, io chiudo e non torno più indietro. Poi soffro...ma quelli sono solo xxxx miei!

Lui non sta comprendendo il mio dolore e non sta capendo nemmeno il suo. Ci soffre per questa cosa. Ma che rapporto di amicizia o amore è una cosa che ti fa solo soffrire???

O stasera mi dirà tutto ma proprio tutto o io sarò costretto a fare questa "violazione della privacy". So già quello che troverò e immagino anche come finirà. :(:unhappy::unhappy:
 
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Avete ragione.
Ci ho pensato su tutta la notte anziché dormire :(
Qualcosa non mi quadra e oggi mi dovrà dire TUTTO in modo sincero. Io lo aiuterò e lo sosterrò ma deve essere sincero. Se continuerà a fare il misterioso, dico/non dico, dico solo quello che posso e il resto lo ometto, io mi vedrò costretto a fare una cosa che non avrei mai voluto fare. E me ne sbatto le "palle" (permettete il termine) del "NON SI FA, NON E' GIUSTO".

Un mio amico di lavoro, al quale in questi giorni ho raccontato tutto (ora sa della mia omosessualità nascosta per anni), mi aiuterà a entrare nella sua casella di posta e SE SOLO TROVO, QUELLO CHE PIU' TEMO, IL VIAGGIO POTRA' FARLO DA SOLO.

Mi sta facendo passare per un cretino! Prima vuole partire solo, poi gli vengono i dubbi, poi chiude il telefono dicendomi che quando è con me vuole dedicarsi solo a me (Bugiardo! Lo chiude perché sa che glielo prendo e leggo quello che si scrivono!) per darmi tutte le attenzioni del mondo perché dopo una giornataccia di lavoro, io merito le coccole. Poi, quando è a casa sua, sta con lui, perché pure l'altro merita le coccole.

Ma insomma...stanotte mi sono innervosito : "Io accanto a me voglio un uomo, non ho bisogno di un figlio da accudire, né di un genitore che si prenda cura di me e mi dia la giusta razione giornaliera di attenzioni!". Io non ho bisogno di questo. Posso stare bene anche da solo.
Non mi serve un amore così. Non ho bisogno del contentino.

Sono molto arrabbiato oggi. Lui non capisce che io ci tengo, che voglio aiutarlo e che l'altro lo sta distruggendo e non capisce che io, a differenza sua, sono comprensivo e tollero, tollero e tollero ma se mi sento preso in giro e ferito profondamente, io chiudo e non torno più indietro. Poi soffro...ma quelli sono solo xxxx miei!

Lui non sta comprendendo il mio dolore e non sta capendo nemmeno il suo. Ci soffre per questa cosa. Ma che rapporto di amicizia o amore è una cosa che ti fa solo soffrire???

O stasera mi dirà tutto ma proprio tutto o io sarò costretto a fare questa "violazione della privacy". So già quello che troverò e immagino anche come finirà. :(:unhappy::unhappy:
Sono totalmente d'accordo con quello che hai scritto.
 

patroclo

Utente di lunga data
Avete ragione.
Ci ho pensato su tutta la notte anziché dormire :(
Qualcosa non mi quadra e oggi mi dovrà dire TUTTO in modo sincero. Io lo aiuterò e lo sosterrò ma deve essere sincero. Se continuerà a fare il misterioso, dico/non dico, dico solo quello che posso e il resto lo ometto, io mi vedrò costretto a fare una cosa che non avrei mai voluto fare. E me ne sbatto le "palle" (permettete il termine) del "NON SI FA, NON E' GIUSTO".

Un mio amico di lavoro, al quale in questi giorni ho raccontato tutto (ora sa della mia omosessualità nascosta per anni), mi aiuterà a entrare nella sua casella di posta e SE SOLO TROVO, QUELLO CHE PIU' TEMO, IL VIAGGIO POTRA' FARLO DA SOLO.

Mi sta facendo passare per un cretino! Prima vuole partire solo, poi gli vengono i dubbi, poi chiude il telefono dicendomi che quando è con me vuole dedicarsi solo a me (Bugiardo! Lo chiude perché sa che glielo prendo e leggo quello che si scrivono!) per darmi tutte le attenzioni del mondo perché dopo una giornataccia di lavoro, io merito le coccole. Poi, quando è a casa sua, sta con lui, perché pure l'altro merita le coccole.

Ma insomma...stanotte mi sono innervosito : "Io accanto a me voglio un uomo, non ho bisogno di un figlio da accudire, né di un genitore che si prenda cura di me e mi dia la giusta razione giornaliera di attenzioni!". Io non ho bisogno di questo. Posso stare bene anche da solo.
Non mi serve un amore così. Non ho bisogno del contentino.

Sono molto arrabbiato oggi. Lui non capisce che io ci tengo, che voglio aiutarlo e che l'altro lo sta distruggendo e non capisce che io, a differenza sua, sono comprensivo e tollero, tollero e tollero ma se mi sento preso in giro e ferito profondamente, io chiudo e non torno più indietro. Poi soffro...ma quelli sono solo xxxx miei!

Lui non sta comprendendo il mio dolore e non sta capendo nemmeno il suo. Ci soffre per questa cosa. Ma che rapporto di amicizia o amore è una cosa che ti fa solo soffrire.

O stasera mi dirà tutto ma proprio tutto o io sarò costretto a fare questa "violazione della privacy". So già quello che troverò e immagino anche come finirà. :(:unhappy::unhappy:
Non farlo....... se vuole andare che vada, che faccia tutto quello che vuole ma da uomo libero......... non aiutarlo , non sostenerlo, fatti suoi .... ti stai sfinendo, non è su queste basi che funzionano le relazioni.
Mi dispiace essere così duro e dare consigli così diretti ..... ma non ti si può proprio sentire !!!!!!!!!! ogni volta che ti leggo mi si strizza lo stomaco .... capisco l'amore, che siete giovani .... ma basta farsi del male
 
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