E' quello che farò tra un paio di ore e che il cielo mi assista.
Gli dirò tutto ma proprio tutto di me, di come mi sento, di cosa provo, della gelosia che mi sta "soffocando"...poi gli chiederò di parlarmi di lui, di dirmi cosa sente per me, cosa prova per lui, quanto è importante questa persona nella sua vita e poi che faccia ciò che sente.
Se sente di volerlo incontrare, avrà il mio permesso.
Parlo di "lasciarlo libero" perché lui mi chiede sempre il permesso di fare le cose. Mi ha chiesto il permesso di potersi sentire al tel con lui, di scambiarsi i numeri di tel e l'altro giorno mi ha anche detto "Ma sei sicuro di volerlo incontrare? Ti va bene questa cosa? ". Lui, in un certo senso, chiede il mio permesso ma non gli ho mai messo catene. Non gli ho mai vietato niente.
Stasera sono sicuro che mi dirà
se gli do il permesso di andare da lui.
Certo che glielo do.
E' giusto che lui capisca. Mi fa male questa cosa, molto male perché se lui sente il bisogno di vedere un altro ragazzo, significa che prova un sentimento forte nei suoi confronti. Ma cosa posso fare? Lo vieto? Cerco strategie e mi avveleno? No, non serve a niente.
Io voglio stare con una persona che mi ama e che sceglie liberamente di stare con me e non con una persona che sta al mio fianco perché mi teme o perché subisce i miei ricatti o perché pensa che ormai è così e deve accettarlo.
Lui sa chi sono io e cosa sono per lui ma se per capirlo, per avere una riconferma di questo, ha necessità di incontrare l'altro, io non glielo impedirò. Se lo facessi, lo allontanerei di più.
Sono a pezzi da due settimane e in questi giorni ancora di più ma le cose non possono più restare così. Inutile opporsi a un cambiamento. Che resti con me o che se ne vada...lo status quo non è più possibile e me ne accorgo da mille cose.
Hai continuato a nominare il permesso. Il dare il permesso.
io non so che tipo di relazione avete costruito....ma questa cosa del permesso, non è di semplicissima gestione. Secondo me.
Da come scrivi il permesso che descrivi a me sembra tanto un modo per avere la tua approvazione. Ed è un atteggiamento che io trovo infantile e molto.
Scusami se mi permetto. Non è giudizio. Vado di libere associazioni leggendoti.
Chiedere il permesso di fare, è in un qualche modo delegare le proprie responsabilità.
Non è chiedere.
E non è dire.
E semplicemente farsi dare l'autorizzazione. Cosa significa in prospettiva?
Che, qualunque cosa succeda, TU gli avevi dato il permesso? Quindi le conseguenze, di qualunque tipo e genere verrebbero scaricate su di te?
Una cosa tipo "eh...ma tu mi avevi dato il permesso. Quindi io credevo che...".
A me non sembra equilibrato.
E fra l'altro è una forma sottile di legaccio.
Che non è che puoi dire "il permesso non te lo do".
Sei costretto a rispondere sì.
Perchè come dicevamo tu non leghi nessuno.
Cosa succederebbe se tu dicessi "no. Io il permesso non te lo do. "?
Chiedere il permesso, come lo descrivi, è un modo per non assumersi tutte le risposte.
E chiedere invece riguarda il sapere che la risposta potrebbe essere sì ma anche no.
Io ho la sensazione che tu ti stia assumendo responsabilità che non sono tue.
E secondo me il rischio che corri, nella peggiore delle ipotesi e cioè che lui con questo tizio ci andasse, è che ti ritroveresti anche a dirti "ma io gli avevo detto che poteva. Sono responsabile anche io"
E in quel caso non ti assumeresti responsabilità, perchè non puoi assumerti le sue. E ti assumeresti invece il senso di colpa verso te stesso.
Che se lui con questo ci va per davvero. Non penso che tu starai bene.
Che si assuma le SUE responsabilità.
Le rassicurazioni d'amore stanno a zero. Non servono. SE lui non si assume la responsabilità delle sue decisioni, delle sue azioni e delle conseguenze.
Assumersi responsabilità è assumersi il dolore che stai provando. Che questo provi. E anche questo è parte della relazione in questo momento. E se lui è davvero in relazione con te, il tuo dolore per i suoi comportamenti è anche affar suo. Lo riguarda direttamente. E non può aggirarlo rassicurandoti. Non funziona così. Perchè tu stai male. Adesso. E per davvero.
Questo riguarda la cura che vuoi per te.
E assumersi il tuo dolore non significa risparmiartelo, rinunciando lui. Ma significa che nel suo agire deve essere incluso. Quello che fa ti fa male.
Che mi sembri molto preso a ragionare su quello di cui ha bisogno lui. E molto poco su quello di cui hai bisogno tu.
Che vada se vuole. Sono anche io di questa posizione.
Ma se la cosa ti fa soffrire, ti fa dibattere, è anche una sua responsabilità.
Dagliela e non assumertela. E' sua. Non tua.
Non sei tu che non funzioni se stai male.
Tu stai male perchè i suoi comportamenti non ti permettono di sentire stabilità nei tuoi confronti da parte sua. E tu vuoi stabilità, invece. E questa è roba che può risolvere solo lui. Non tu.
Tu, secondo me, ascolta semplicemente quello che stai sentendo. E guardalo, attentamente, alla luce di quello che senti.
Poi si vedrà.
Che è bellissima questa ode al sacrificio....ma ti assicuro che non porta da nessuna parte.
Che relazione è quella in cui si sacrifica il proprio sentire e ci si assume la responsabilità del sentire dell'altro?
Tu vuoi una relazione così....impari?
In questo momento lui non si sta curando di te. E questa è una responsabilità che è bene si carichi sulle spalle.
SE non è un bambino.