aridaglie con le interpretazioni ad personam.Forse è sbagliato stravedere no?
A me è successo una volta sola, poi sono rinsavito.
Ringrazio San Cinismo che mi ha sempre parato mio culetto.
Come dice Amarax, mi sarò perso gioie impagabili, ma mi sono preservato dal dolore. Per me "non soffrire" è infinitamente più importante del "godere".
Io polemizzo solo su questo fatto:
Il matrimonio civile è dissolubile.
QUello religioso no.
Ora il matrimonio civile, è un patto per la vita, solo se i due giorno per giorno decidono che sia così: quel giorno che decidono la separazione, è loro diritto e amici come prima.
Non si pongono sulla sfera del bene o del male, e sfuggono così alle categorie morali, ma rimangono solo nella sfera etica.
La legge lo permette: mio diritto, ergo è un bene! é un diritto che io esercito nel mio interesse. Certo tutelarsi è un diritto.
Nel matrimonio religioso, il patto è per la vita e stop.
Non osi separare l'uomo ciò che Dio unisce.
Lo stesso dicasi per l'aborto.
Mica è detto che dato che la legge lo permette, sia un bene.
Vediamo come si mette se un giorno verrà abolita la fedeltà come conditio sine qua non. Regolamentiamo l'adulterio, ed esso cesserà di essere un male.
Esercito il mio diritto di esercitare l'adulterio con chi mi pare e piace, per il mio benessere psicofisico. Ho anch'io diritto di soddisfare tutte le mie esigenze sessuali. Per il mio benessere psicofisico. Se la legge lo permette...esercito un diritto no?
Hai detto che credi in Dio e che hai contratto un matrimonio religioso.
la fedeltà è nel matrimonio religioso conditio sine qua non, non ci son cazzi.