Annientato, com'è andata a finire

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Brady

Utente di lunga data
Amarax, anche tu ora esageri.

Loro, i traditori, non è vero che non soffrono. Non è vero (non sempre almeno) che non rinunciano.

Io mi sono ammalata per "rinunciare".

Abbiate un po' di rispetto anche per chi vi è comunque rimasto accanto.
quoto il grassetto (però compreso il "non sempre", c'è caso e caso).
Invece non ho capito il "comunque"... vuoi dire nonostante il dolore e le rinuncie che il traditore ha dovuto affontare?
Pur riconoscendo questi sforzi faccio fatica a considerarli un motivo di rispetto (che comunque il traditore merita come persona e per mille altri motivi) perché quella sofferenza è conseguenza delle proprie azioni e delle proprie scelte precedenti che di rispetto ne meritano un po' meno.
Non credo che al traditore sia dovuto rispetto per essere tornato a fare ciò che è giusto (per una relazione che è anche roba sua, che ha scelto anche lui). Non più di quanto è dovuto a tutti quelli che si comportano correttamente. E' come se uno sul lavoro decidesse di imboscarsi (nel senso di "non lavorare") per poi rimettersi a lavorare e alle proteste del suo capo sulla scarsa produttività rispondesse "un po' di rispetto per chi comunque ha deciso di tornare a lavorare".

Se poi tutto questo non centra un piffero con ciò che volevi dire tu, scusami, vuol dire l'equivoco mi ha permesso di esprimere una mia riflessione, anche se fuori luogo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
quoto il grassetto (però compreso il "non sempre", c'è caso e caso).
Invece non ho capito il "comunque"... vuoi dire nonostante il dolore e le rinuncie che il traditore ha dovuto affontare?
Pur riconoscendo questi sforzi faccio fatica a considerarli un motivo di rispetto (che comunque il traditore merita come persona e per mille altri motivi) perché quella sofferenza è conseguenza delle proprie azioni e delle proprie scelte precedenti che di rispetto ne meritano un po' meno.
Non credo che al traditore sia dovuto rispetto per essere tornato a fare ciò che è giusto (per una relazione che è anche roba sua, che ha scelto anche lui). Non più di quanto è dovuto a tutti quelli che si comportano correttamente. E' come se uno sul lavoro decidesse di imboscarsi (nel senso di "non lavorare") per poi rimettersi a lavorare e alle proteste del suo capo sulla scarsa produttività rispondesse "un po' di rispetto per chi comunque ha deciso di tornare a lavorare".

Se poi tutto questo non centra un piffero con ciò che volevi dire tu, scusami, vuol dire l'equivoco mi ha permesso di esprimere una mia riflessione, anche se fuori luogo.
Sai il bello qui è che si può capire il punto di vista altro.
Anche se non è necessaro condividerlo.
Però si può capire che chi ha vissuto una storia che ha considerato d'amore e poi ha ri-scelto il matrimonio ha comunque fatto una scelta dolorosa. Perché ogni scelta comporta una rinuncia.
E non si tratta solo di rinunciare all'amante, ma a un modo di essere diverso, a una parte di sè.
 

Brady

Utente di lunga data
Sai il bello qui è che si può capire il punto di vista altro.
Anche se non è necessaro condividerlo.
Però si può capire che chi ha vissuto una storia che ha considerato d'amore e poi ha ri-scelto il matrimonio ha comunque fatto una scelta dolorosa. Perché ogni scelta comporta una rinuncia.
E non si tratta solo di rinunciare all'amante, ma a un modo di essere diverso, a una parte di sè.
Massima apertura ai punti di vista altrui (sono qui per questo :up:) e infatti è solo confrontandomi qui che ho cominciato a considerare che anche il traditore (che ha amato) deve affrontare scelte difficili.
Se però le stesse dolorose scelte fossero fatte PRIMA di tradire meriterebbero molto più rispetto. Tutto qui.
Se poi non si può proprio fare a meno... vabbè:(
 

Amarax

Utente di lunga data
Amarax, anche tu ora esageri.

Loro, i traditori, non è vero che non soffrono. Non è vero (non sempre almeno) che non rinunciano.

Io mi sono ammalata per "rinunciare".

Abbiate un po' di rispetto anche per chi vi è comunque rimasto accanto.

Io dicevo che non volevo sacrifici.
Mai avrei voluto che lui si ammalasse per avere rinunciato a qualcosa per me.
Non gli ho chiesto di rimanermi accanto e lo ho esortato ad avere il coraggio di andare via non so più quante volte.

Credo che ci siano situazioni diverse l'una dall'altra...
E' la prima volta che ti sento mettere in relazione la tua rinuncia ed il tuo male...mi dispiace tanto.
 

Amarax

Utente di lunga data
quoto il grassetto (però compreso il "non sempre", c'è caso e caso).
Invece non ho capito il "comunque"... vuoi dire nonostante il dolore e le rinuncie che il traditore ha dovuto affontare?
Pur riconoscendo questi sforzi faccio fatica a considerarli un motivo di rispetto (che comunque il traditore merita come persona e per mille altri motivi) perché quella sofferenza è conseguenza delle proprie azioni e delle proprie scelte precedenti che di rispetto ne meritano un po' meno.
Non credo che al traditore sia dovuto rispetto per essere tornato a fare ciò che è giusto (per una relazione che è anche roba sua, che ha scelto anche lui). Non più di quanto è dovuto a tutti quelli che si comportano correttamente. E' come se uno sul lavoro decidesse di imboscarsi (nel senso di "non lavorare") per poi rimettersi a lavorare e alle proteste del suo capo sulla scarsa produttività rispondesse "un po' di rispetto per chi comunque ha deciso di tornare a lavorare".

Se poi tutto questo non centra un piffero con ciò che volevi dire tu, scusami, vuol dire l'equivoco mi ha permesso di esprimere una mia riflessione, anche se fuori luogo.

...già.
Quello che non si capisce è soprattutto il perchè non si sia contenti di avere accanto ancora il coniuge fedifrago...
sarà xchè si sente che è comunque restato x caxxi suoi, ben diversi dall'avere capito che no, non era amore x l'altra/o?:(
 

Brady

Utente di lunga data
...già.
Quello che non si capisce è soprattutto il perchè non si sia contenti di avere accanto ancora il coniuge fedifrago...
sarà xchè si sente che è comunque restato x caxxi suoi, ben diversi dall'avere capito che no, non era amore x l'altra/o?:(
Non lo so, immagino per motivi diversi per ciascuno di noi. Io in parte perché mi accorgo di invidiare la sua forza e la sua capacità di concretezza (Verena e da mo' che sta cercando di farmelo capire:unhappy:).
che è opposta alla mia bradipicità... e anche perché sento che questa sua concretezza potrebbe essere molto più forte del suo amore per chiunque, me compreso. Se le parti fossero invertite lei avrebbe già deciso di lasciarmi pur amandomi e sapendo di soffrirne. Anzi l'avrebbe fatto il più in fretta possibile per togliersi subito il dolore. Altro che noi che stiamo qua a roderci per anni...
Verena ha ragione anche su questo.... le persone così (come mia moglie) hanno semplicemente più autostima di noi....:(
Dove si compra? ne voglio un kilo....:mrgreen:
 

Amoremio

Utente di lunga data
Amarax, anche tu ora esageri.

Loro, i traditori, non è vero che non soffrono. Non è vero (non sempre almeno) che non rinunciano.

Io mi sono ammalata per "rinunciare".

Abbiate un po' di rispetto anche per chi vi è comunque rimasto accanto.

sei sicura che sia stato per la rinuncia?

o per i sensi di colpa?

non è una differenza da poco
 

Angel

Utente di lunga data
Sai il bello qui è che si può capire il punto di vista altro.
Anche se non è necessaro condividerlo.
Però si può capire che chi ha vissuto una storia che ha considerato d'amore e poi ha ri-scelto il matrimonio ha comunque fatto una scelta dolorosa. Perché ogni scelta comporta una rinuncia.
E non si tratta solo di rinunciare all'amante, ma a un modo di essere diverso, a una parte di sè.
Sarà....è vero ha fatto una scelta dolorosa, ma è un dolore ben diverso, tempo una due settimane....un mese e tutto passa...passa perchè amore non è, ma bensì solo un infatuazione però per carità non dire il contrario o ammetterlo altrimenti si passerebbe dalla parte del torto...una motivazione bisogna darsela per aver provocato tanto dolore no? e si sa al cuore e alle mutande non si comanda , e così il tutto diventa un bel ricordo...un esperienza di più nella vita, per il tradito la cosa è ben diversa, il dolore va avanti per anni e quando passa rimane tanto amaro in bocca e tanta delusione.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Sarà....è vero ha fatto una scelta dolorosa, ma è un dolore ben diverso, tempo una due settimane....un mese e tutto passa...passa perchè amore non è, ma bensì solo un infatuazione però per carità non dire il contrario o ammetterlo altrimenti si passerebbe dalla parte del torto...una motivazione bisogna darsela per aver provocato tanto dolore no? e si sa al cuore e alle mutande non si comanda , e così il tutto diventa un bel ricordo...un esperienza di più nella vita, per il tradito la cosa è ben diversa, il dolore va avanti per anni e quando passa rimane tanto amaro in bocca e tanta delusione.
Non mi riferivo a tutti i tradimenti, ovvio.
Pensavo a chi ha trovato una persona con cui si esprimeva in modo diverso (e non mi riferisco al sesso) e si è conosciuta diversa. Pensavo a chi prova contemporaneamente sentimenti importanti per due persone e poi fa una scelta per ciò che considera più importante. Ma il più importante non rende l'altro sentimento una mera fandonia per autoassolversi.
Lo so sono casi rari, ma esistono.

Ovvio che il tradito deve essere in grado di comprender e rielaborare e accettare questa cosa che è molto pesante.

Ma entrambi non ci mettono un paio di settimane.
 

dave.one

Utente di lunga data
Sarà....è vero ha fatto una scelta dolorosa, ma è un dolore ben diverso, tempo una due settimane....un mese e tutto passa...passa perchè amore non è, ma bensì solo un infatuazione però per carità non dire il contrario o ammetterlo altrimenti si passerebbe dalla parte del torto...una motivazione bisogna darsela per aver provocato tanto dolore no? e si sa al cuore e alle mutande non si comanda , e così il tutto diventa un bel ricordo...un esperienza di più nella vita, per il tradito la cosa è ben diversa, il dolore va avanti per anni e quando passa rimane tanto amaro in bocca e tanta delusione.
Permettimi di quotarti Angel: è anche un dolore ben diverso poiché parte da una base di concezione ben diversa e diametralmente opposta.
Il dolore del traditore parte da una base essenzialmente d'amore verso qualcuno, ovvero: ho amato una persona, e ora non sono più innamorata, perciò mi infatuo di un'altra per ragioni di cuore. Cosa che, senza mezzi termini, è assolutamente normale. Per mia scelta consapevole, dettata soprattutto dalla ragione, ed in parte dal cuore, torno ad amare la prima persona, pur conscio del dolore che ciò mi provoca, almeno inizialmente. E' come passare, riversare l'amore prima in un contenitore, e poi nell'altro.
Ma per il tradito, il dolore provato è il dolore che distrugge l'amore, il proprio amore. Questo amore non può essere sostituito facilmente poiché è stato annichilito, ed ha rimosso la fiducia verso la persona che ha tradito, nonché si fa guardingo anche verso quelle persone che possono essere oggetto di future relazioni ed innamoramenti. Una volta che ti sei scottato con una padella, sai benissimo e sei cosciente che non la toccherai più. L'accettazione di questo dolore è uno sforzo che non ha eguali, ed è una cicatrice che ci si porta appresso tutta la vita.
Il traditore dovrebbe avere la forza di usare più la testa del cuore prima di fare certi passi, mentre il tradito si trova, a volte, obbligato, suo malgrado, ad usare il cervello cercando di reprimere ciò che il cuore gli consiglia.
Scusate la prolissità, non so se sono riuscito a chiarire il messaggio. Ben accetto a ricevere sia critiche che revisioni.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Permettimi di quotarti Angel: è anche un dolore ben diverso poiché parte da una base di concezione ben diversa e diametralmente opposta.
Il dolore del traditore parte da una base essenzialmente d'amore verso qualcuno, ovvero: ho amato una persona, e ora non sono più innamorata, perciò mi infatuo di un'altra per ragioni di cuore. Cosa che, senza mezzi termini, è assolutamente normale. Per mia scelta consapevole, dettata soprattutto dalla ragione, ed in parte dal cuore, torno ad amare la prima persona, pur conscio del dolore che ciò mi provoca, almeno inizialmente. E' come passare, riversare l'amore prima in un contenitore, e poi nell'altro.
Ma per il tradito, il dolore provato è il dolore che distrugge l'amore, il proprio amore. Questo amore non può essere sostituito facilmente poiché è stato annichilito, ed ha rimosso la fiducia verso la persona che ha tradito, nonché si fa guardingo anche verso quelle persone che possono essere oggetto di future relazioni ed innamoramenti. Una volta che ti sei scottato con una padella, sai benissimo e sei cosciente che non la toccherai più. L'accettazione di questo dolore è uno sforzo che non ha eguali, ed è una cicatrice che ci si porta appresso tutta la vita.
Il traditore dovrebbe avere la forza di usare più la testa del cuore prima di fare certi passi, mentre il tradito si trova, a volte, obbligato, suo malgrado, ad usare il cervello cercando di reprimere ciò che il cuore gli consiglia.
Scusate la prolissità, non so se sono riuscito a chiarire il messaggio. Ben accetto a ricevere sia critiche che revisioni.
Si capisce.
 

Amarax

Utente di lunga data
Amarax, anche tu ora esageri.

Loro, i traditori, non è vero che non soffrono. Non è vero (non sempre almeno) che non rinunciano.

Io mi sono ammalata per "rinunciare".

Abbiate un po' di rispetto anche per chi vi è comunque rimasto accanto.

Teso'...a ripensarci io mi sono ammalata per quello che ho subito. Il mio stomaco ed il mio intestino si sono rivoltati contro di me.
 

Amoremio

Utente di lunga data
Teso'...a ripensarci io mi sono ammalata per quello che ho subito. Il mio stomaco ed il mio intestino si sono rivoltati contro di me.
amarax, tu sai che anch'io mi sono ammalata

però, sono certa che anche mio marito abbia sofferto, e non solo dopo che ho saputo
anche prima, quando io non sapevo, vedevo che stava male (e pensavo avesse problemi seri di lavoro di cui non poteva o voleva parlare)


io sono certa che, in generale, verena abbia ragione (e mi piacerebbe che si potesse approfondire il dettaglio di quel suo post)
magari all'inizio la sofferenza può non esserci a causa dell'esaltazione di emozioni che prevalgono, ma dopo arriva
penso che, oltre ai seriali, possano far eccezione gli immaturi ai limiti della patologia
 

dave.one

Utente di lunga data
io sono certa che, in generale, verena abbia ragione (e mi piacerebbe che si potesse approfondire il dettaglio di quel suo post)
magari all'inizio la sofferenza può non esserci a causa dell'esaltazione di emozioni che prevalgono, ma dopo arriva penso che, oltre ai seriali, possano far eccezione gli immaturi ai limiti della patologia
Sai, è una speranza che la sofferenza prima o poi arrivi anche al traditore. E' solo un mezzo gaudio - che sia poi un mal comune... hmmm...
Poi bisogna vedere di che sofferenza si tratta, poiché la base di partenza, come ho scritto in altro post, è diversa.
 

Amarax

Utente di lunga data
amarax, tu sai che anch'io mi sono ammalata

però, sono certa che anche mio marito abbia sofferto, e non solo dopo che ho saputo
anche prima, quando io non sapevo, vedevo che stava male (e pensavo avesse problemi seri di lavoro di cui non poteva o voleva parlare)


io sono certa che, in generale, verena abbia ragione (e mi piacerebbe che si potesse approfondire il dettaglio di quel suo post)
magari all'inizio la sofferenza può non esserci a causa dell'esaltazione di emozioni che prevalgono, ma dopo arriva
penso che, oltre ai seriali, possano far eccezione gli immaturi ai limiti della patologia

Il mio ha sofferto a vedere quanto piangevo e diceva che gli interessava solo il mio dolore. Nel senso che di quello di lei no glie nefregava. Secondo me soffriva quando era qui xchè uscito di casa aveva bello e dimenticato tutto.
vabbè... inutile riparlarne:singleeye:
 

Luigi III

Utente di lunga data
Ciao Luigi,
per molti versi la tua storia è simile alla mia, o meglio quelle delle nostre mogli (la mia ora ex) è simile: ti capisco fin troppo bene e non mi fa specie sentire che tua moglie abbia continuato a vedere il suo amante dopo essere stata beccata dalla di lui moglie e dopo averti promesso di troncare. Mi spiace dirtelo ma temo tu sia solo all'inizio di una serie di situazioni emotive altalenanti dovute a continue evoluzioni-involuzioni di questa storia. Tua moglie in questo momento è in balia di se stessa ed è evidente che il problema per te non è il suo amante ma è lei ed è molto probabilmente lei che ha messo in piedi il tutto visto che il suo amante, una volta beccato, avrebbe(!?) deciso di salvare la sua famiglia (ma anche la tenuta di questa scelta presunta è tutta dimostrare ed il tempo saprà dire).

Insomma sai già di essere stato tirato in una situazione ben difficile che tuo malgrado dovrai gestire per quanto ti spetta (ricorda che non potrai mai essere determinante se non ci sarà la volontà di tua moglie di tornare con la testa tra Voi); se posso permettermi di darti un consiglio derivante da quanto ho vissuto allora ti dico che se vuoi tenater di riprenderti tua moglie alcune cose sono essenziali:


  1. Non mandarla via di casa in questo momento perchè è prona a fare cavolate
  2. Non permetterle di vedere più il suo amante: se sono colleghi di lavoro, chiedile di cambiare lavoro/ufficio/mansione (lo so, è una scelta difficile, magari non ve lo potete permettere, ma tu chiediglielo, anche se poi non se ne farà niente)
  3. Sii fermo, cerca di dialogare con lei ma niente sconti nè concessioni
Di questi 3 consigli io non ne ho seguito uno solo, e dopo 8 mesi dalla confessione del tradimento da parte di mia moglie, ho optato per la separazione, dunque puoi trarne le debite conclusioni. Nel mio caso però non c'erano figli ad esserne coinvolti dunque la scelta è stata facilitata.

Per quanto riguarda la questione sulla fiducia, al cui proposito ho ripreso anche l'intervento di Chiara: io ci ho provato a ridare fiducia a mia moglie, ci ho provato per 8 mesi durante i quali ho subito le peggiori umiliazioni per amore di un ideale di matrimonio e di famiglia (quest'ultima ancora in là dal concretizzarsi) che era solo nella mia testa, al che ho aperto gli occhi ed ho fatto quello che andava fatto: scelta difficile ma unica possibile e non ne sono pentito.

Buona fortuna.

:)
Ciao Astonished. Vorrei chiederti una cosa: cosa intendevi per "peggiori umiliazioni"? Da come è finita è facile dedurre che tua moglie non era più interessata a una vita con te, ma in cosa si concretizzavano tali umiliazioni? Te lo chiedo perché mai come in questa fase della mia vita ho conosciuto il significato di quella parola. Inoltre ti ringrazio per i tuoi consigli. Dei 3, solo il primo e il terzo ho applicato (quest'ultimo nel senso che ho messo a conoscenza la mia signora del fatto che, se troverò delle prove che la loro relazione non è morta, io troncherò perchè, per l'appunto, non potrò sopportare nuove umiliazioni, inganni, menzogne, visto che già ora faccio una fatica enorme a concedere nuova fiducia e basta una quisquilia a far suonare il campanello d'allarme), mentre purtroppo per il secondo non è possibile dare attuazione. Ciò naturalmente non mi fa piacere e mi fa temere che la paglia vicino al fuoco si incendii di nuovo. Peraltro io credo di avere poco da rimproverarmi, visto il boccone amarissimo che ho inghiottito per salvare la famiglia e il rapporto con lei: dovesse di nuovo succedere, che vada al diavolo lei e il suo amante!
 
Stato
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