"Quel senso di dolore e di sofferenza era lì - quando andavo a letto, di notte, quando mi svegliavo al mattino e anche durante il giorno. Ho attraversato un periodo di infelicità che mi faceva torcere le budella".
Questa testimonianza, tratta dal libro Se questo è amore, scritto da un team di psicologi americani, calza a pennello per descrivere quello che è diventata la mia vita da che mia moglie mi ha raccontato del suo travolgente rapporto extraconiugio. Ma, dopo più di 3 mesi da quel maledetto giorno di marzo, sento che dentro di me si sta facendo strada un nuovo sentimento: la rassegnazione. Non è un bel sentimento, ma almeno esso soffoca la speranza e senza speranza anche la disperazione comincia a mordere di meno.
Domenica scorsa, dopo aver letto uno scambio di messaggi, senza sesso, ma molto tenero e complice fra mia moglie e il suo ex amante, sono andato via di casa, non ce l'ho più fatta, anche se lei sottolineava che era una cosa di 2 mesi fa.
Quando sono tornato, a tarda sera e dopo una lunga passeggiata scarica-tensione, mi sono sentito di dirle di chiuderla qui perché non posso stare con una donna che ama un altro, anche se è stata la donna della mia vita, la madre delle mie piccole, ricordi che hanno avuto peso solo per me evidentemente. La rassegnazione mi ha portato a questo passo. Ma lei, che mi aspettava sulla porta, l'ho vista disperata; in quelle poche ore che sono mancato (mezzo pomeriggio e la sera), ha avuto un piccolo anticipo di quella che sarebbe la sua vita futura e finalmente non ha più dato per scontato il mio amore per lei, la nostra famiglia e tutto quello che faticosamente avevamo costruito e che lei avrebbe buttato volentieri nel cesso per stare con quell'altro, che l'amava così tanto che al primo vero problema l'ha subito scaricata.
Quindi siamo ancora sotto lo stesso tetto. Mi ha fatto delle promesse. Dice di amarmi, di voler ricostruire. Non voglio illudermi, però. Ho registrato le sue affermazioni con lo scetticismo del tradito, anche perchè è certo che, se l'altro avesse mollato la sua di moglie, lei avrebbe mollato me. Su questo non ci piove. Preferisco quindi stare alla finestra e vedere cosa succede. Se dovessi scoprire che quell'altro è ancora in gioco o anche solo che questa donna non merita più la sofferenza che mi fa provare, mollo tutto. All'inizio proprio non sentivo la forza per farlo, ma solo la disperazione descritta nella testimonianza di apertura; ora Dignità e Rassegnazione stanno a poco a poco cambiando il mio punto di vista e questo talvolta mi fa stare anche un po' meglio.