AI e privacy

Barebow

Utente di lunga data
E questa è "solo" roba commerciale ad un prezzo accessibile tutto sommato.
Come sono ad un prezzo accessibile le licenze.

Io mi chiedo della sostenibilità di questi prezzi anche solo su medio periodo.
E la stessa domanda me la faccio per i modelli utilizzabili di AI.
Non serve licenza.
Costa poco produrli.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
No, interessante c'è sullo store del kobo, leggo l'anteprima.View attachment 23553

«L’intelligenza artificiale per me è il corrispettivo di ciò che per Platone era la scrittura, cioè un pharmakon, contemporaneamente cura e veleno. Questa idea per me è importantissima, l’ho anche scritta nel libro “L’alba dei nuovi dei”. Così come per Platone la scrittura causava in realtà non un aumento della memoria, ma un indebolimento della memoria, e non rendeva più sapienti ma più stolti, eppure la usava - e la usava per pagine che sono tra le più belle mai scritte nella storia della letteratura, non solo della filosofia - allo stesso modo dobbiamo imparare a usare bene l’intelligenza artificiale. Io l’ho fatto per scopi accademici. Ma c’è chi può usarla a scapito della nostra libertà». (Colamedici)
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Nostra o delle aziende, dici che c'è una bolla economica?
Diciamo utilizzatori in generale, senza entrare troppo nella specificazione.

Quello che sto capendo è che il costo di una singola risposta può essere relativamente basso, ma quella singola risposta va moltiplicata per il numero enorme di richieste generate dagli utilizzatori. E a questo bisogna comunque aggiungere il costo dell'infrastruttura necessaria per far funzionare tutto il sistema.

Trovo altrettanto curioso che le Big Tech stiano investendo miliardi nell'infrastruttura AI, mentre i ricavi direttamente riconducibili all'AI non sembrano ancora spiegare da soli una scala di investimenti del genere.

Non lo so.

Ma mi incuriosisce molto.
Dubito che anche il sistema finanziario non abbia un ruolo in tutto questo e che non sia un elemento neutro: aspettative, disponibilità di capitale e prospettive di rendimento possono sostenere investimenti enormi anche prima che i ritorni economici siano pienamente dimostrati.
 
Ultima modifica:

Barebow

Utente di lunga data
Diciamo utilizzatori in generale, senza entrare troppo nella specificazione.

Quello che sto capendo è che il costo di una singola risposta può essere relativamente basso, ma quella singola risposta va moltiplicata per il numero enorme di richieste generate dagli utilizzatori. E a questo bisogna comunque aggiungere il costo dell'infrastruttura necessaria per far funzionare tutto il sistema.

Trovo altrettanto curioso che le Big Tech stiano investendo miliardi nell'infrastruttura AI, mentre i ricavi direttamente riconducibili all'AI non sembrano ancora spiegare da soli una scala di investimenti del genere.

Non lo so.

Ma mi incuriosisce molto.
Dubito che anche il sistema finanziario non abbia un ruolo in tutto questo e che non sia un elemento neutro: aspettative, disponibilità di capitale e prospettive di rendimento possono sostenere investimenti enormi anche prima che i ritorni economici siano pienamente dimostrati.
Scusa, mi ero fissato sulla sostenibilità dei
Droni.
Per ora in molti casi l'IA è gratuita o a prezzo abbordabile.
Poi diventerà indispensabile e come le compagnie di telecomunicazioni sono rientrate dagli investimenti miliardari anche loro rientreranno essendo ad esse collegate.
Pensa solo alle migliaia di satelliti di starlink.
Senza fibra ottica e satelliti non va nulla ormai.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Scusa, mi ero fissato sulla sostenibilità dei
Droni.
Per ora in molti casi l'IA è gratuita o a prezzo abbordabile.
Poi diventerà indispensabile e come le compagnie di telecomunicazioni sono rientrate dagli investimenti miliardari anche loro rientreranno essendo ad esse collegate.
Pensa solo alle migliaia di satelliti di starlink.
Senza fibra ottica e satelliti non va nulla ormai.
Avevo sovrapposto io nel post prima. :p

Il problema non è più soltanto quanto costa il modello, ma quale economia deve esserci intorno perché possa reggersi.
Il costo di una singola risposta può essere molto basso, ma quella risposta va moltiplicata per milioni di richieste. E dietro ci sono comunque infrastrutture molto costose: chip, data center, energia, raffreddamento, rete.
In più, i modelli vengono già inseriti sempre più diffusamente in prodotti e servizi. Quindi non cresce soltanto il numero di persone che li usa: cresce anche il numero di richieste che i sistemi devono elaborare continuamente, e quindi il costo dell'inferenza. Senza contare l'implementazione stessa dei modelli.
Pensa al video che hai postato di geopop.

Per questo non sono così convinta del passaggio “diventerà indispensabile, quindi gli investimenti rientreranno”. Può diventare indispensabile, certo, ma questo non significa automaticamente che i ricavi saranno sufficienti a sostenere tutta l'infrastruttura necessaria. (EDIT: prova a cercare informazioni solo su quanto è stato emesso in obbligazioni per finanziare l'espansione dei data center, io l'ho fatto inseguendo la mia domanda)

Il paragone con le telecomunicazioni può essere utile, ma non significa che l'AI seguirà necessariamente lo stesso percorso.

È questo che mi incuriosisce: non tanto se l'AI diventerà indispensabile, ma quale economia dovrà esserci intorno perché tutto questo sistema possa reggersi.
 
Ultima modifica:

The Reverend

Utente di lunga data
Ed intanto mi alzo il culo e vado a lavorare. AI o no AI. Piove ed è una mmmerda la fuori. Aspetto con ansia il lavoro intelligente (visto capo che non ho detto smart working!?) e poi il reddito di sopravvivenza 😂.

Ed uso AI per dire ai Bangla il perché devono rispettare le norme italiane che regolano la sicurezza in azienda 🤣
 

danny

Utente di lunga data
Questo non l'ho imparato da GPT, per esempio. :D

Trovo curioso, trovo interessante.

A naso direi che siano formule molto usate e che quindi possano essere entrate nei modelli proprio perché funzionano bene rispetto alle aspettative conversazionali degli utenti: sono formule che ammorbidiscono il dissenso, introducono una distinzione e mantengono il tono collaborativo.

Però, se si usa un modello personalizzato, anche l'interazione può diventare parecchio più interessante di così. ;)
L'Ai commerciale deve compiacere il cliente, per abituarlo ad usarla e a delegare.
Tenendo conto che gli investimenti necessari sono dell'ordine dei trilioni di dollari (anche in Cina), questa prima fase è solo una parte di ciò che vedremo e di ciò che sarà.

Per quanto riguarda i Paesi, USA e Cina sono i primi due ad investire a livello mondiale in AI.
Segue il Regno Unito.
Un mio umile parere è che lo sviluppo dell'AI serve a consolidare la potenza, anche a livello economico, di chi già ora domina il mondo.
E' uno strumento di (ri)conquista, in fondo.

L'AI ha un compito subdolo: appiattisce le competenze e peculiarità umane. A livello gerarchico uno stagista e una persona dotata di competenze e conoscenza sono praticamente uguali. Un bengalese e un cinese ottengono gli stessi risultati.
Una discreta parte dei contenuti social oramai lo notate è scritta dall'AI. Archivi fotografici come Shutterstock inglobano sempre più foto di modelle che non esistono. Perché usare modelle se puoi fare la stessa cosa con la AI? Anche le voci narranti sono sintetiche.
Avete poi mai provato anche solo a realizzare un brano musicale con Suno?
L'AI quindi impone degli standard mondiali che dipendono/dipenderanno al massimo da due o tre stati.
 
Ultima modifica:

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma seriamente vi mettete a chiacchierare e scherzare con un computer? La fine è già iniziata...
Non è che ci chiacchieri e ci scherzi, ma la puoi usare come il dr House usava i 3 scagnozzi. Alla fine era come se parlasse con se stesso ad alta voce e alla soluzione ci arrivava sempre lui, però lo aiutava il rimbalzo di ipotesi coi 3 pirla, che magari tra un ribalzo e l'altro tiravano fuori una parolina o un concetto da lui trascurato che lo illuminava, e inoltre veniva sgravato dai compiti d'"ordine" o ripetitivi come fare gli esami ecc ecc
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
L'Ai commerciale deve compiacere il cliente, per abituarlo ad usarla e a delegare.
Tenendo conto che gli investimenti necessari sono dell'ordine dei trilioni di dollari (anche in Cina), questa prima fase è solo una parte di ciò che vedremo e di ciò che sarà.

Per quanto riguarda i Paesi, USA e Cina sono i primi due ad investire a livello mondiale in AI.
Segue il Regno Unito.
Un mio umile parere è che lo sviluppo dell'AI serve a consolidare la potenza, anche a livello economico, di chi già ora domina il mondo.
E' uno strumento di (ri)conquista, in fondo.

L'AI ha un compito subdolo: appiattisce le competenze e peculiarità umane. A livello gerarchico uno stagista e una persona dotata di competenze e conoscenza sono praticamente uguali. Un bengalese e un cinese ottengono gli stessi risultati.
Una discreta parte dei contenuti social oramai lo notate è scritta dall'AI. Archivi fotografici come Shutterstock inglobano sempre più foto di modelle che non esistono. Perché usare modelle se puoi fare la stessa cosa con la AI? Anche le voci narranti sono sintetiche.
Avete poi mai provato anche solo a realizzare un brano musicale con Suno?
L'AI quindi impone degli standard mondiali che dipendono/dipenderanno al massimo da due o tre stati.
Sono d'accordo e non sono d'accordo contemporaneamente :D

Il cliente, il consumatore, ha una responsabilità: sapere, per quanto gli è possibile, cosa sta usando, cosa compra e come lo usa.
Certo, qui entra il “divide” in maniera prepotente: chi se lo può permettere?
E non parlo soltanto di soldi, ma anche di competenze, capacità di utilizzo, accesso e possibilità di formazione.

Sono anche io piuttosto convinta che questa possa essere una fase di consolidamento dei poteri. E probabilmente creerà nuovi equilibri, più o meno pacifici.
Ma non è una novità storica: le grandi trasformazioni tecnologiche hanno sempre redistribuito capacità, capitale e potere.

Se l'era industriale ha, per così dire, potenziato il corpo, l'era AI potenzia alcune capacità cognitive.
Con tutti i rischi che comporta il “potenziare”.

Quello dell'appiattimento è sicuramente uno di questi. L'AI può rendere più accessibili alcune competenze e ridurre alcune differenze di performance tra persone, ma può anche creare nuove differenze tra chi sa usarla bene e chi non sa farlo.
Qui secondo me la questione si amplia: non siamo tutti uguali per condizioni di partenza, territorio, istruzione, risorse, competenze e possibilità.
E una tecnologia così potente può ridurre alcune differenze e amplificarne altre.

Per questo non sono così sicura che il problema sia semplicemente che l'AI “appiattirà” le peculiarità umane.
Potrebbe invece spostare il livello su cui le differenze contano.

Se una tecnologia rende facilmente accessibili a tutti alcune competenze, quelle competenze smettono in parte di essere un elemento distintivo.
Ma diventano più importanti altre capacità: sapere cosa chiedere, capire se la risposta ha senso, riconoscere gli errori, mettere insieme conoscenze diverse e soprattutto decidere cosa farne.

Quindi forse l'AI non eliminerà semplicemente le differenze tra le persone: ne sposterà il peso e il significato.
Potrebbe renderci più simili nel risultato di alcune attività, aumentando però la differenza tra chi possiede gli strumenti culturali, economici e cognitivi per governare quel risultato e chi invece si limita a riceverlo.

C'è da dire che viviamo in un paese che, mentre nel mondo fanno i giochi della robotica, organizza la sagra della salamina.
Senza nulla togliere alla sagra della salamina, sia chiaro. 😃
In questo Paese l'inerzia è pesante. Molto.
 

ipazia

utente nonconvergente ᴸᴹᴬᴼ 💀
Non è che ci chiacchieri e ci scherzi, ma la puoi usare come il dr House usava i 3 scagnozzi. Alla fine era come se parlasse con se stesso ad alta voce e alla soluzione ci arrivava sempre lui, però lo aiutava il rimbalzo di ipotesi coi 3 pirla, che magari tra un ribalzo e l'altro tiravano fuori una parolina o un concetto da lui trascurato che lo illuminava, e inoltre veniva sgravato dai compiti d'"ordine" o ripetitivi come fare gli esami ecc ecc
Una delle cose complesse è progettare il contesto: perimetrare e stabilire le conoscenze, i vincoli e le condizioni entro cui il modello può fare quel tipo di rimbalzo di ipotesi, e monitorare il processo mentre lo fa.
E serve farlo sapendo che si sta progettando qualcosa senza conoscere completamente, all'inizio, quali problemi emergeranno lungo il percorso.
Ma è anche la parte divertente! :)

Poi, a me piace usare l'AI come compagno di gioco.
È un gioco. Capisco cose, capisco come funziono io e capisco come funziona il modello.

Se non gioco, non riesco ad imparare.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sono d'accordo e non sono d'accordo contemporaneamente :D

Il cliente, il consumatore, ha una responsabilità: sapere, per quanto gli è possibile, cosa sta usando, cosa compra e come lo usa.
Certo, qui entra il “divide” in maniera prepotente: chi se lo può permettere?
E non parlo soltanto di soldi, ma anche di competenze, capacità di utilizzo, accesso e possibilità di formazione.

Sono anche io piuttosto convinta che questa possa essere una fase di consolidamento dei poteri. E probabilmente creerà nuovi equilibri, più o meno pacifici.
Ma non è una novità storica: le grandi trasformazioni tecnologiche hanno sempre redistribuito capacità, capitale e potere.

Se l'era industriale ha, per così dire, potenziato il corpo, l'era AI potenzia alcune capacità cognitive.
Con tutti i rischi che comporta il “potenziare”.

Quello dell'appiattimento è sicuramente uno di questi. L'AI può rendere più accessibili alcune competenze e ridurre alcune differenze di performance tra persone, ma può anche creare nuove differenze tra chi sa usarla bene e chi non sa farlo.
Qui secondo me la questione si amplia: non siamo tutti uguali per condizioni di partenza, territorio, istruzione, risorse, competenze e possibilità.
E una tecnologia così potente può ridurre alcune differenze e amplificarne altre.

Per questo non sono così sicura che il problema sia semplicemente che l'AI “appiattirà” le peculiarità umane.
Potrebbe invece spostare il livello su cui le differenze contano.

Se una tecnologia rende facilmente accessibili a tutti alcune competenze, quelle competenze smettono in parte di essere un elemento distintivo.
Ma diventano più importanti altre capacità: sapere cosa chiedere, capire se la risposta ha senso, riconoscere gli errori, mettere insieme conoscenze diverse e soprattutto decidere cosa farne.

Quindi forse l'AI non eliminerà semplicemente le differenze tra le persone: ne sposterà il peso e il significato.
Potrebbe renderci più simili nel risultato di alcune attività, aumentando però la differenza tra chi possiede gli strumenti culturali, economici e cognitivi per governare quel risultato e chi invece si limita a riceverlo.

C'è da dire che viviamo in un paese che, mentre nel mondo fanno i giochi della robotica, organizza la sagra della salamina.
Senza nulla togliere alla sagra della salamina, sia chiaro. 😃
In questo Paese l'inerzia è pesante. Molto.
Un continente vorrai dire. Considera che sostanzialmente quasi tutte, ma proprio tutte, le infrastrutture informatiche europee sono di proprietà privata USA. Esempio starlink: se un giorno Denim Musk decide che te le chiude e ti ricatta, che fai a parte metterti a 90° per prenderla nel bombardino?
 

danny

Utente di lunga data
Sono d'accordo e non sono d'accordo contemporaneamente :D

Il cliente, il consumatore, ha una responsabilità: sapere, per quanto gli è possibile, cosa sta usando, cosa compra e come lo usa.
Certo, qui entra il “divide” in maniera prepotente: chi se lo può permettere?
E non parlo soltanto di soldi, ma anche di competenze, capacità di utilizzo, accesso e possibilità di formazione.

Sono anche io piuttosto convinta che questa possa essere una fase di consolidamento dei poteri. E probabilmente creerà nuovi equilibri, più o meno pacifici.
Ma non è una novità storica: le grandi trasformazioni tecnologiche hanno sempre redistribuito capacità, capitale e potere.

Se l'era industriale ha, per così dire, potenziato il corpo, l'era AI potenzia alcune capacità cognitive.
Con tutti i rischi che comporta il “potenziare”.

Quello dell'appiattimento è sicuramente uno di questi. L'AI può rendere più accessibili alcune competenze e ridurre alcune differenze di performance tra persone, ma può anche creare nuove differenze tra chi sa usarla bene e chi non sa farlo.
Qui secondo me la questione si amplia: non siamo tutti uguali per condizioni di partenza, territorio, istruzione, risorse, competenze e possibilità.
E una tecnologia così potente può ridurre alcune differenze e amplificarne altre.

Per questo non sono così sicura che il problema sia semplicemente che l'AI “appiattirà” le peculiarità umane.
Potrebbe invece spostare il livello su cui le differenze contano.

Se una tecnologia rende facilmente accessibili a tutti alcune competenze, quelle competenze smettono in parte di essere un elemento distintivo.
Ma diventano più importanti altre capacità: sapere cosa chiedere, capire se la risposta ha senso, riconoscere gli errori, mettere insieme conoscenze diverse e soprattutto decidere cosa farne.

Quindi forse l'AI non eliminerà semplicemente le differenze tra le persone: ne sposterà il peso e il significato.
Potrebbe renderci più simili nel risultato di alcune attività, aumentando però la differenza tra chi possiede gli strumenti culturali, economici e cognitivi per governare quel risultato e chi invece si limita a riceverlo.

C'è da dire che viviamo in un paese che, mentre nel mondo fanno i giochi della robotica, organizza la sagra della salamina.
Senza nulla togliere alla sagra della salamina, sia chiaro. 😃
In questo Paese l'inerzia è pesante. Molto.
Uscendo dalla teoria, se io ho bisogno di un'immagine per un prodotto editoriale, a chi mi rivolgo?
Fino a poco tempo fa a un'agenzia fotografica, a cui inoltravo la richiesta, che mi inviava una dia o una stampa secondo i parametri richiesti.
Poi sono arrivati i siti stock. Paghi 2500 euro l'anno per ogni singolo archivio di cui hai bisogno.
In entrambi i casi paghi chi gestisce e rende disponibili i prodotti e allo stesso tempo chi li realizza.
Quindi titolari di agenzie, proprietari dei siti di archiviazione e tutti i fotografi che collaborano, i quali devono avere delle competenze specifiche per risultare competitivi.
Con la AI, i siti stock si sono riempiti di foto "finte", ovvero di immagini credibili realizzati con la AI, ovvero clonate da altre migliaia di foto realizzate dall'uomo negli anni precedenti, ma è il canto del cigno, perché oggi chiunque può usare una AI generativa a pagamento per realizzare l'immagine di cui ha bisogno, e difatti è quello che sta accadendo, web e carta stampata sono pieni di foto fake che sono a livello di merda.
Hai eliminato le competenze di grafici, fotografi, titolari di agenzie. E relativi guadagni, che andranno solo agli sviluppatori della AI.
Questo per tutti i settori creativi, e parlo solo di AI generativa.
Se elimini la professionalità, crei diversi livelli, anche a livello di equilibri economici globali.
 
Top