Sono gay in coppia e sono in crisi

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Sinceramente il fatto che tu, in questa situazione, voglia "aiutare" il tuo ragazzo mi lascia molto perplessa.
Aiutarlo in cosa, poi? Nel chiarire i suoi sentimenti?
O nel salvarlo da questo rapporto virtuale?

Sai, a me lui dà l'impressione di qualcuno che ha estremamente paura di dirsi (e non di dirti) come stanno le cose. E quali sono i suoi desideri. Perchè sa che una volta dette dovrà cambiare lo status quo, iniziare a prendere una direzione.
E quindi cerca il tuo sostegno, un po' perchè sicuramente questa situazione non lo fa stare bene, un po' per "deresponsabilizzarsi" un po'.

Secondo me dovresti starne fuori. Tu puoi agire solo nei limiti della coppia. Il resto esula dalle tue possibilità, ma soprattutto ti può far molto male.

Il problema fondamentalmente è che l'onere di far chiarezza con sè stesso è solo ed esclusivamente suo. Tu nei confronti di quest'onere sei solo in credito.
Non stiamo parlando di un ragazzo malato, o dipendente da qualcosa. Stiamo parlando di un uomo che ha preso una sbandata, per quanto sciocca e irreale questa possa essere.

Tu il massimo che puoi fare è ascoltarlo per capire come si sente. E come ti senti tu. Ma finisce e deve finire lì.

E sinceramente anche riguardo al viaggio non mi metterei in mezzo per nessuna ragione al mondo.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Avete ragione.
Ci ho pensato su tutta la notte anziché dormire :(
Qualcosa non mi quadra e oggi mi dovrà dire TUTTO in modo sincero. Io lo aiuterò e lo sosterrò ma deve essere sincero. Se continuerà a fare il misterioso, dico/non dico, dico solo quello che posso e il resto lo ometto, io mi vedrò costretto a fare una cosa che non avrei mai voluto fare. E me ne sbatto le "palle" (permettete il termine) del "NON SI FA, NON E' GIUSTO".

Un mio amico di lavoro, al quale in questi giorni ho raccontato tutto (ora sa della mia omosessualità nascosta per anni), mi aiuterà a entrare nella sua casella di posta e SE SOLO TROVO, QUELLO CHE PIU' TEMO, IL VIAGGIO POTRA' FARLO DA SOLO.

Mi sta facendo passare per un cretino! Prima vuole partire solo, poi gli vengono i dubbi, poi chiude il telefono dicendomi che quando è con me vuole dedicarsi solo a me (Bugiardo! Lo chiude perché sa che glielo prendo e leggo quello che si scrivono!) per darmi tutte le attenzioni del mondo perché dopo una giornataccia di lavoro, io merito le coccole. Poi, quando è a casa sua, sta con lui, perché pure l'altro merita le coccole.

Ma insomma...stanotte mi sono innervosito : "Io accanto a me voglio un uomo, non ho bisogno di un figlio da accudire, né di un genitore che si prenda cura di me e mi dia la giusta razione giornaliera di attenzioni!". Io non ho bisogno di questo. Posso stare bene anche da solo.
Non mi serve un amore così. Non ho bisogno del contentino.

Sono molto arrabbiato oggi. Lui non capisce che io ci tengo, che voglio aiutarlo e che l'altro lo sta distruggendo e non capisce che io, a differenza sua, sono comprensivo e tollero, tollero e tollero ma se mi sento preso in giro e ferito profondamente, io chiudo e non torno più indietro. Poi soffro...ma quelli sono solo xxxx miei!

Lui non sta comprendendo il mio dolore e non sta capendo nemmeno il suo. Ci soffre per questa cosa. Ma che rapporto di amicizia o amore è una cosa che ti fa solo soffrire???

O stasera mi dirà tutto ma proprio tutto o io sarò costretto a fare questa "violazione della privacy". So già quello che troverò e immagino anche come finirà. :(:unhappy::unhappy:
Senti.

tutta quella roba che ti si sta muovendo dentro è ansia, paura e orgoglio ferito. Affetto deluso.

Fermati. Fermati soltanto su di te. Non puoi impedire alla Vita di accadere.
E non puoi neanche spostarti mentre accade. Accade lo stesso.

Non puoi impedirti di sentire quello che senti. Ascolta te stesso e basta.

Io lo capisco che vuoi sapere come andrà a finire. La sospensione è dolorosa.
E capisco l'orgoglio ferito dall'essere trattato in questo modo.

E non tanto per l'altro. Immagino. Quanto per quello che sta emergendo da parte del tuo compagno. Ossia la sua scarsa capacità di prendere posizione. Che oscilla lui. Ma nel suo oscillare ti tira dentro e destabilizza anche te.

Lascialo oscillare. Non ci puoi fare niente.

O chiudi. Di botto. Ma non mi sembra sia quello che tu desideri. Quello che riesci a fare.
O decidi di affidarti al tempo, guardando con attenzione e lasciando l'altro libero di essere quello che è, ma più che altro, è questa la cosa importante, concedendo a te di guardarlo bene. Ascoltare dentro se quello che stai vedendo è l'uomo che vuoi o non vuoi. E ascoltando quello che vuoi. Soltanto per te.
Senti affetto o quello che è. Non puoi impedirti di sentirlo. Sentilo e basta. Insieme al dolore, alla delusione, alla disillusione.

Lascia andare l'ansia di sapere. Concentrati su di te.

Lascia accadere.

La verità è che non ci puoi fare proprio niente.

E anche rispetto all'aiutarlo...non è il momento. Prima tu devi capire. E lui deve capire.

Poi vedrete.

Il presente è semplice in realtà:

Lui è disorientato e sta seguendo un suo desiderare confuso, coinvolgendoti in modo goffo e confuso. E facendoti male.

tu sei disorientato, che non lo riconosci più. Che quello che vedi non lo vuoi, ma quello con cui sei stato ti manca e gli vuoi bene.

Per lui non puoi fare niente ora.

Fai per te. Senti i tuoi sentimenti e osserva lui.

Non avere paura del dolore. Stai già soffrendo. Vivi il dolore presente, non quello futuro.

Non puoi fare altro. SE non riesci a chiudere di botto.

E io lo capisco che tu non riesca a chiudere di botto...che questo tuo compagno ti è inedito. Non lo riconosci. E ti dibatti fra questo che stai vedendo ora e quello che ricordi prima.

Ascolta e basta. Rendi l'attesa attiva per te. E renderla attiva è ascoltare il tuo sentire, seguire il dolore invece di opporsi con la rabbia e il voler mettere punti che in realtà non ti corrispondono (se no li avresti già messi).

Tu pensa a non tradire te stesso. E' l'unica cosa veramente importante.

Il problema non è che lui ti tradirà o meno. Il problema è che questo lui non te lo aspettavi e non lo riconosci e non lo vuoi.
Su questo ti devi concentrare.

Tradire o meno è una cazzata a confronto.

E non leggere le mail. Te ne pentiresti poi. E non per quello che leggi. Ma per aver violato cose che lui non ti aveva dato il permesso di violare. Le mail non contano niente. Quello che devi vedere è già davanti ai tuoi occhi. Smettila di dibatterti fra passato e presente e fissa lo sguardo sul presente.
 
Ultima modifica:

Sbriciolata

Escluso
è un po' che leggo questo 3d e sono oltremodo perplessa.
Aldilà dell'omosessualità che gioca un ruolo, ma non in quanto peculiarità degli individui(Passy, non so se uso un termine adatto, passamela)
Ci sono due persone che stanno assieme 11 anni nascostamente e questo è fondamentale.
Quando ci si nasconde non si definisce.
E' una relazione ma clandestina(perdona Fede, senza offesa), ovvero senza il passo fondamentale della dichiarazione che viene dalla certezza che sia cosa giusta, e fanculo a chi non sta bene.
E questa situazione va avanti da 11 anni, e non sono pochi.
Capisco le mille difficoltà o meglio le immagino, non sto giudicando la decisione.
Però, come hanno detto anche altri, è un aspetto molto importante.
Poichè nessuno ne sa nulla, agli occhi del mondo non esiste.
E poichè non ci si è assunta nessuna responsabilità di fronte a nessuno, non si hanno responsabilità... e non si hanno neppure metri di paragone.
Allora i confini, per uno dei due se non per entrambi, possono essere confusi.
A quale coppia possono fare idealmente riferimento queste due persone?
Cos'è una coppia? Sono due individui che condividono e pianificano le loro vite assieme uniti dai sentimenti.
Ma per condividere una vita bisogna stare assieme alla luce del sole, altrimenti si condividono solo poche cose.
E per pianificare una vita in comune, per progettarla, bisogna intanto buttare le fondamenta per questa vita.
Due amanti non sono una coppia proprio per questi motivi.
Ma se io sono amante di una persona, posso tradirla? No. Perchè gli impegni presi con un amante sono scritti sulle nuvole.
Io non vorrei far arrabbiare nessuno, voglio solo sottolineare come sia difficile in una situazione dove solo i sentimenti siano definiti, e sono definiti a parole, capire quali siano gli impegni che abbiamo.
Rimane l'etica del non ledere, della sincerità.
Ma anche questa se non poggia su una base solida traballa.
Abbiamo bisogno di riferimenti per capire cosa possiamo e non possiamo fare, è per questo motivo che i riferimenti esistono.
Nel mondo ideale tutti dovremmo sapere quello che è bene e quello che è male e scartare sempre il male.
Nella vita reale non funziona così.
Abbiamo bisogno di punti fissi per orientarci: se siamo disorientati cerchiamo qualcosa che ci possa sembrare un riferimento. Io non credo ci sia una dipendenza da virtuale, credo ci sia una difficoltà di identificazione.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
è un po' che leggo questo 3d e sono oltremodo perplessa.
Aldilà dell'omosessualità che gioca un ruolo, ma non in quanto peculiarità degli individui(Passy, non so se uso un termine adatto, passamela)
Ci sono due persone che stanno assieme 11 anni nascostamente e questo è fondamentale.
Quando ci si nasconde non si definisce.
E' una relazione ma clandestina(perdona Fede, senza offesa), ovvero senza il passo fondamentale della dichiarazione che viene dalla certezza che sia cosa giusta, e fanculo a chi non sta bene.
E questa situazione va avanti da 11 anni, e non sono pochi.
Capisco le mille difficoltà o meglio le immagino, non sto giudicando la decisione.
Però, come hanno detto anche altri, è un aspetto molto importante.
Poichè nessuno ne sa nulla, agli occhi del mondo non esiste.
E poichè non ci si è assunta nessuna responsabilità di fronte a nessuno, non si hanno responsabilità... e non si hanno neppure metri di paragone.
Allora i confini, per uno dei due se non per entrambi, possono essere confusi.
A quale coppia possono fare idealmente riferimento queste due persone?
Cos'è una coppia? Sono due individui che condividono e pianificano le loro vite assieme uniti dai sentimenti.
Ma per condividere una vita bisogna stare assieme alla luce del sole, altrimenti si condividono solo poche cose.
E per pianificare una vita in comune, per progettarla, bisogna intanto buttare le fondamenta per questa vita.
Due amanti non sono una coppia proprio per questi motivi.
Ma se io sono amante di una persona, posso tradirla? No. Perchè gli impegni presi con un amante sono scritti sulle nuvole.
Io non vorrei far arrabbiare nessuno, voglio solo sottolineare come sia difficile in una situazione dove solo i sentimenti siano definiti, e sono definiti a parole, capire quali siano gli impegni che abbiamo.
Rimane l'etica del non ledere, della sincerità.
Ma anche questa se non poggia su una base solida traballa.
Abbiamo bisogno di riferimenti per capire cosa possiamo e non possiamo fare, è per questo motivo che i riferimenti esistono.
Nel mondo ideale tutti dovremmo sapere quello che è bene e quello che è male e scartare sempre il male.
Nella vita reale non funziona così.
Abbiamo bisogno di punti fissi per orientarci: se siamo disorientati cerchiamo qualcosa che ci possa sembrare un riferimento. Io non credo ci sia una dipendenza da virtuale, credo ci sia una difficoltà di identificazione.
Ma cosa dichiarano adesso?

non l'hanno fatto prima. Solo loro sanno il perchè. Non serve ADESSO.

Adesso è bufera. E quella devono attraversare. Cercando di venirne fuori il meglio possibile.

Poi vedranno il resto.

E' sicuramente un bivio per loro questo. Importante.

E questo devono vivere. E definirsi. In questo momento.

Il resto distrae. Non sanno neanche più se quello che si erano detti è ancora valido o no.

Certo che il fuori è importante. Ma per motivi loro, hanno deciso o soprasseduto. Questo lo sanno soltanto loro.

Adesso devono capire, entrambi, cosa sta succedendo dentro.

Il resto, secondo me, fluirà di conseguenza.

Fede ha davanti uno sconosciuto.

e questo è uno dei motivi per cui va a pescare nelle definizioni patologiche. Che tranquillizzano. E mettono dei punti.

Ma, al di là delle definizioni, questo sconosciuto che lo sta ferendo è quello con cui scambiava baci e affetto non molto tempo fa.

E questo sconosciuto, che adesso gli sembra talmente altro da sembrargli malato, però è sempre il suo compagno.
E fede si dibatte, che no riesce a crederci. Che quei baci siano diventati questo dolore.

Cosa mettono fuori, se non riconoscono più quello che è dentro?

Quel che è stato è stato, e quel che è stato non è. (cit.)

E' nell'è che devono ritrovare posizione. Adesso. Poi si vedrà.

Secondo me.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
è un po' che leggo questo 3d e sono oltremodo perplessa.
Aldilà dell'omosessualità che gioca un ruolo, ma non in quanto peculiarità degli individui(Passy, non so se uso un termine adatto, passamela)
Ci sono due persone che stanno assieme 11 anni nascostamente e questo è fondamentale.
Quando ci si nasconde non si definisce.
E' una relazione ma clandestina(perdona Fede, senza offesa), ovvero senza il passo fondamentale della dichiarazione che viene dalla certezza che sia cosa giusta, e fanculo a chi non sta bene.
E questa situazione va avanti da 11 anni, e non sono pochi.
Capisco le mille difficoltà o meglio le immagino, non sto giudicando la decisione.
Però, come hanno detto anche altri, è un aspetto molto importante.
Poichè nessuno ne sa nulla, agli occhi del mondo non esiste.
E poichè non ci si è assunta nessuna responsabilità di fronte a nessuno, non si hanno responsabilità... e non si hanno neppure metri di paragone.
Allora i confini, per uno dei due se non per entrambi, possono essere confusi.
A quale coppia possono fare idealmente riferimento queste due persone?
Cos'è una coppia? Sono due individui che condividono e pianificano le loro vite assieme uniti dai sentimenti.
Ma per condividere una vita bisogna stare assieme alla luce del sole, altrimenti si condividono solo poche cose.
E per pianificare una vita in comune, per progettarla, bisogna intanto buttare le fondamenta per questa vita.
Due amanti non sono una coppia proprio per questi motivi.
Ma se io sono amante di una persona, posso tradirla? No. Perchè gli impegni presi con un amante sono scritti sulle nuvole.
Io non vorrei far arrabbiare nessuno, voglio solo sottolineare come sia difficile in una situazione dove solo i sentimenti siano definiti, e sono definiti a parole, capire quali siano gli impegni che abbiamo.
Rimane l'etica del non ledere, della sincerità.
Ma anche questa se non poggia su una base solida traballa.
Abbiamo bisogno di riferimenti per capire cosa possiamo e non possiamo fare, è per questo motivo che i riferimenti esistono.
Nel mondo ideale tutti dovremmo sapere quello che è bene e quello che è male e scartare sempre il male.
Nella vita reale non funziona così.
Abbiamo bisogno di punti fissi per orientarci: se siamo disorientati cerchiamo qualcosa che ci possa sembrare un riferimento. Io non credo ci sia una dipendenza da virtuale, credo ci sia una difficoltà di identificazione.
Poi sono pienamente d'accordo con te.

Se non si può stare sotto al cielo, a prescindere dalle definizioni che si usano e a prescindere dai patti che si scelgono per starci, è un segnale. importante. Su cui interrogarsi.
 

Sbriciolata

Escluso
Poi sono pienamente d'accordo con te.

Se non si può stare sotto al cielo, a prescindere dalle definizioni che si usano e a prescindere dai patti che si scelgono per starci, è un segnale. importante. Su cui interrogarsi.
Ipa, mica dicevo che lo devono fare adesso. Il mio è più un dubbio sul motivo per il quale sto ragazzo sembra non sapere cosa sta facendo, sembra non rendersi conto. Come fosse un adolescente ma qui stiamo parlando di gente che ha 30 anni.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipa, mica dicevo che lo devono fare adesso. Il mio è più un dubbio sul motivo per il quale sto ragazzo sembra non sapere cosa sta facendo, sembra non rendersi conto. Come fosse un adolescente ma qui stiamo parlando di gente che ha 30 anni.
Sul grassetto...sono sempre più convinta che la discrimine non sia l'età. A dirti il vero.

La questione del segreto, del non saper stare sotto il sole è importante. Sono d'accordo.

Ma la rivelazione della coppia, io credo, è successiva alla rivelazione di se stessi. A se stessi e al mondo.

E qui, entrambi, fede ed il compagno, si sono chiusi fra di loro. Il segreto è rimasto fra di loro. Protetto.

Sicuramente questo ha un peso non indifferente. Che una relazione costruita sul segreto ognuno di sè, tiene ancorati dentro. Con le conseguenza inevitabili di questo.

E non permette crescita. Ognuno di sè e poi come coppia.

Loro ci stanno sbattendo il naso pesantemente.

E dovranno ragionarci, su questo, sia che restino insieme sia che si lascino.

Sono destabilizzati entrambi. E non per mancanza di identificazione. Ma per eccesso di identificazione.

Una relazione, io credo, dovrebbe essere una base sicura per andare nel mondo.
Non un posto in chiudere fuori il mondo per essere pienamente quello che si è.

Io spero che usino questa opportunità, dolorosa fino a che si vuole, per imparare.

Ecco perchè batto sulla responsabilità ognuno di sè.
 

Sbriciolata

Escluso
Sul grassetto...sono sempre più convinta che la discrimine non sia l'età. A dirti il vero.

La questione del segreto, del non saper stare sotto il sole è importante. Sono d'accordo.

Ma la rivelazione della coppia, io credo, è successiva alla rivelazione di se stessi. A se stessi e al mondo.

E qui, entrambi, fede ed il compagno, si sono chiusi fra di loro. Il segreto è rimasto fra di loro. Protetto.

Sicuramente questo ha un peso non indifferente. Che una relazione costruita sul segreto ognuno di sè, tiene ancorati dentro. Con le conseguenza inevitabili di questo.

E non permette crescita. Ognuno di sè e poi come coppia.

Loro ci stanno sbattendo il naso pesantemente.

E dovranno ragionarci, su questo, sia che restino insieme sia che si lascino.

Sono destabilizzati entrambi. E non per mancanza di identificazione. Ma per eccesso di identificazione.

Una relazione, io credo, dovrebbe essere una base sicura per andare nel mondo.
Non un posto in chiudere fuori il mondo per essere pienamente quello che si è.

Io spero che usino questa opportunità, dolorosa fino a che si vuole, per imparare.

Ecco perchè batto sulla responsabilità ognuno di sè.
temo tu stia dicendo le stesse cose mie a parle l'eccesso di identificazione che però credo tu intenda in altro modo.
Io sono molto basica: sto con una persona? Bene, sono il suo compagno. Avrò con lui una serie di comportamenti che mi derivano da questo identificarmi nel compagno.
Lo devo nascondere? allora cosa sono io, se non posso definirmi? questo intendevo. In cosa mi identifico? Come mi comporto?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
temo tu stia dicendo le stesse cose mie a parle l'eccesso di identificazione che però credo tu intenda in altro modo.
Io sono molto basica: sto con una persona? Bene, sono il suo compagno. Avrò con lui una serie di comportamenti che mi derivano da questo identificarmi nel compagno.
Lo devo nascondere? allora cosa sono io, se non posso definirmi? questo intendevo. In cosa mi identifico? Come mi comporto?
Si, stiamo dicendo cose simili.

Ma eccesso di identificazione è una cosa rischiosa. Te lo firmo.

Significa che tu non sai vedere cose dentro di te. E le metti sull'altro. Cose profonde intendo. Bisogni profondi. Che non ti sai dichiarare. Per x, y, z motivi.

Esempio concreto: ho bisogno di essere curata. Ma non so accettare la cura. E allora curo te, per curare me.

Ci sono segreti, profondi, che si hanno con sè e col mondo. E si ha paura a dirli. A esprimerli. Che riguardano il proprio essere veri.
Ci sono segreti che legano dentro. E creano sigilli. E aprire quei sigilli è strappare. E fa male. Molto. Del male sai anche tu.

A volte capita che una relazione diventi lo scrigno di quei segreti. E diventi un modo per evitarsi nel mondo.
Quando si ha tanta paura. Quando le cose sono chiuse dentro.
Per x, y,z motivi.

Non è così scontato dire "sto con te, sei il mio compagno."

O meglio, quello è anche scontato dirlo.

Ma quando lo stare con te, mi permette di tenere il segreto di me chiuso anche in te. Allora la questione si complica. E non poco.

E il mondo è importante in questo. Non perchè fa cose.
Ma perchè esporsi nel mondo, per come si è per davvero, significa essere per davvero prima di andare nel mondo. O almeno avere iniziato a esserlo.
Poi nel mondo si fa allenamento.

Ma prima è con se stessi che bisogna decidere di svelarsi. E dirsi.
Se no nel mondo si esce con la maschera.

E le maschere sono comode. Proteggono. E tengono i dolori nell'intimità.

E ti assicuro che l'intimità che nasce nel dolore, nascosto, è un'intimità potente e legante.
E pericolosa anche.

Che avere il segreto di sè. E' molto diverso che avere segreti col mondo e alleati con cui condividerli.

Diventa un patto di ferro. Avere il segreto di sè e saperlo solo con quel qualcuno. (le proiezioni sono in parte l'espressione anche di questo).

L'identificazione non conta più. Perchè conta che il segreto sia tenuto nello scrigno.

E l'identificazione è rivolta uno verso l'altro. A quel punto.

Ed è un bel problema.

Ecco perchè continuo a menarla con la responsabilità di sè. Separata dall'altro.

La sessualità, vissuta diversamente dai canoni stabiliti, tende ancora ad essere un segreto.

E non parlo di omosessualità. Parlo di sessualità come modo di porre il proprio essere maschile o femminile nel mondo.

E nella sessualità ci metto la genitalità, ma anche i diversi modi di vivere l'affetto.

Giorgiocan ci aveva aperto un 3d interessante tempo fa a riguardo.
 
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Escluso
è un po' che leggo questo 3d e sono oltremodo perplessa.
Aldilà dell'omosessualità che gioca un ruolo, ma non in quanto peculiarità degli individui(Passy, non so se uso un termine adatto, passamela)
Ci sono due persone che stanno assieme 11 anni nascostamente e questo è fondamentale.
Quando ci si nasconde non si definisce.
E' una relazione ma clandestina(perdona Fede, senza offesa), ovvero senza il passo fondamentale della dichiarazione che viene dalla certezza che sia cosa giusta, e fanculo a chi non sta bene.
E questa situazione va avanti da 11 anni, e non sono pochi.
Capisco le mille difficoltà o meglio le immagino, non sto giudicando la decisione.
Però, come hanno detto anche altri, è un aspetto molto importante.
Poichè nessuno ne sa nulla, agli occhi del mondo non esiste.
E poichè non ci si è assunta nessuna responsabilità di fronte a nessuno, non si hanno responsabilità... e non si hanno neppure metri di paragone.
Allora i confini, per uno dei due se non per entrambi, possono essere confusi.
A quale coppia possono fare idealmente riferimento queste due persone?
Cos'è una coppia? Sono due individui che condividono e pianificano le loro vite assieme uniti dai sentimenti.
Ma per condividere una vita bisogna stare assieme alla luce del sole, altrimenti si condividono solo poche cose.
E per pianificare una vita in comune, per progettarla, bisogna intanto buttare le fondamenta per questa vita.
Due amanti non sono una coppia proprio per questi motivi.
Ma se io sono amante di una persona, posso tradirla? No. Perchè gli impegni presi con un amante sono scritti sulle nuvole.
Io non vorrei far arrabbiare nessuno, voglio solo sottolineare come sia difficile in una situazione dove solo i sentimenti siano definiti, e sono definiti a parole, capire quali siano gli impegni che abbiamo.
Rimane l'etica del non ledere, della sincerità.
Ma anche questa se non poggia su una base solida traballa.
Abbiamo bisogno di riferimenti per capire cosa possiamo e non possiamo fare, è per questo motivo che i riferimenti esistono.
Nel mondo ideale tutti dovremmo sapere quello che è bene e quello che è male e scartare sempre il male.
Nella vita reale non funziona così.
Abbiamo bisogno di punti fissi per orientarci: se siamo disorientati cerchiamo qualcosa che ci possa sembrare un riferimento. Io non credo ci sia una dipendenza da virtuale, credo ci sia una difficoltà di identificazione.
Minchia mi ero perso il passaggio che erano nascosti al mondo. Questo cambia le dinamiche o potrebbe cambiare le dinamiche del fidanzato, che, tramite chat evade quello che è un problema di identità di coppia.
 

Sbriciolata

Escluso
Si, stiamo dicendo cose simili.

Ma eccesso di identificazione è una cosa rischiosa. Te lo firmo.

Significa che tu non sai vedere cose dentro di te. E le metti sull'altro. Cose profonde intendo. Bisogni profondi. Che non ti sai dichiarare. Per x, y, z motivi.

Esempio concreto: ho bisogno di essere curata. Ma non so accettare la cura. E allora curo te, per curare me.

Ci sono segreti, profondi, che si hanno con sè e col mondo. E si ha paura a dirli. A esprimerli. Che riguardano il proprio essere veri.
Ci sono segreti che legano dentro. E creano sigilli. E aprire quei sigilli è strappare. E fa male. Molto. Del male sai anche tu.

A volte capita che una relazione diventi lo scrigno di quei segreti. E diventi un modo per evitarsi nel mondo.
Quando si ha tanta paura. Quando le cose sono chiuse dentro.
Per x, y,z motivi.

Non è così scontato dire "sto con te, sei il mio compagno."

O meglio, quello è anche scontato dirlo.

Ma quando lo stare con te, mi permette di tenere il segreto di me chiuso anche in te. Allora la questione si complica. E non poco.

E il mondo è importante in questo. Non perchè fa cose.
Ma perchè esporsi nel mondo, per come si è per davvero, significa essere per davvero prima di andare nel mondo. O almeno avere iniziato a esserlo.
Poi nel mondo si fa allenamento.

Ma prima è con se stessi che bisogna decidere di svelarsi. E dirsi.
Se no nel mondo si esce con la maschera.

E le maschere sono comode. Proteggono. E tengono i dolori nell'intimità.

E ti assicuro che l'intimità che nasce nel dolore, nascosto, è un'intimità potente e legante.
E pericolosa anche.

Che avere il segreto di sè. E' molto diverso che avere segreti col mondo e alleati con cui condividerli.

Diventa un patto di ferro. Avere il segreto di sè e saperlo solo con quel qualcuno. (le proiezioni sono in parte l'espressione anche di questo).

L'identificazione non conta più. Perchè conta che il segreto sia tenuto nello scrigno.

E l'identificazione è rivolta uno verso l'altro. A quel punto.

Ed è un bel problema.

Ecco perchè continuo a menarla con la responsabilità di sè. Separata dall'altro.

La sessualità, vissuta diversamente dai canoni stabiliti, tende ancora ad essere un segreto.

E non parlo di omosessualità. Parlo di sessualità come modo di porre il proprio essere maschile o femminile nel mondo.

E nella sessualità ci metto la genitalità, ma anche i diversi modi di vivere l'affetto.

Giorgiocan ci aveva aperto un 3d interessante tempo fa a riguardo.
Certo. Ci sono tante difficoltà individuali in questa storia a monte di quelle di relazione.
Per quello parlare di dipendenza virtuale tout-court non mi sembra calzi.
La dipendenza virtuale è spesso smania di apparire il più possibile.
Il fatto di cercare un'identificazione fuori da questo rapporto chiuso e nascosto poteva succedere anche per altre vie. Secondo me.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo. Ci sono tante difficoltà individuali in questa storia a monte di quelle di relazione.
Per quello parlare di dipendenza virtuale tout-court non mi sembra calzi.
La dipendenza virtuale è spesso smania di apparire il più possibile.
Il fatto di cercare un'identificazione fuori da questo rapporto chiuso e nascosto poteva succedere anche per altre vie. Secondo me.
Sono d'accordo.

Ecco perchè dicevo che andare a scomodare dipendenza e co-dipendenza è quantomeno presto.

Certo, può essere una risposta. E fede è in ansia e vuole risposte.

E' talmente spaventato che preferisce pensare a dipendenza/co-dipendenza del compagno. E vuole anche aiutarlo.
Che, voglio dire, mica è un letto di rose. Tutt'altro :unhappy:

Il problema non è di coppia. Lo diventa se gli individui che danno vita alla coppia non affrontano ognuno la sua di problematica.

Ora pensare alla coppia, dispari come sono non serve a nulla.

Adesso devono pensare ognuno a capire e guardare. Se stesso e l'altro.

E potrebbero anche essere alleati in questo. Ma il compagno di fede è lanciato in tutt'altra direzione.

Ecco perchè dicevo che ha già deciso. E non intendo che ha deciso l'altro. Ha deciso, per buona parte, che questo percorso lo vuole fare da solo.
Ma non è mica convinto e infatti vuole coinvolgere fede, poi cambia idea, poi la ricambia.

E fede è lì.

Ecco perchè gli suggerivo attesa attiva. Di quelle in cui ci si prende cura di se stessi. Si guarda bene l'altro. Si ascolta.
E si valuta.

Ma a partire da sè stessi.

C'è una grande confusione. In loro e fra loro.

E mettere troppa carne al fuoco serve solo ad aumentarla.

Devono lasciarsi un po' portare adesso. E affidarsi. Affidarsi davvero. Mica tanto per dire.

Al tempo. Rimanendo ognuno ben presente a se stesso.

Che qui il tradimento non è l'uno verso l'altro. Ma di ognuno verso se stesso.

E adesso è importante che non tradiscano, nessuno dei due, il loro sentire.
Ovunque li porti.

Prendersi ognuno la propria responsabilità, comunicare, o almeno provarci. Per conoscere. Per dire. Non per chiedere.

Non hanno niente da chiedersi adesso. SE non rassicurazioni. Che non li smuovono comunque da dove sono.

Possono solo decidere se raccontarsi ognuno all'altro o no.

E questo è il motivo per cui battevo su non nascondere il dolore. Che fra loro ce n'è tanto. E liberarsene.
Affrontare la paura del dolore dell'altro. Perchè il dolore dell'altro è anche il proprio.

Insieme al piacere. ovvio. Ma mi sa che questo è più tempo di dolore. Che di piacere.

Assumersi il proprio, significa fare spazio al piacere senza rivestirlo di aspettative sull'altro.
Che già ci sono. Ricaricarle anche confonde e basta.
 

passante

Utente di lunga data
io mi sono "Invaghito"(?) di un altro, anni fa.

era una conoscenza reale, non virtuale, ma poco importa, fede.

ero letteralmente in botta.

e alla fine... niente, non c'ho fatto niente.

per senso di colpa, probabilmente, per paura, forse.

è stato un "sacrificio" almeno all'inizio.

ma contemporaneamente è stata una scelta.

non ho seguito quello che sentivo, ma quello che volevo e quello che ricordavo di aver sentito e che avevo fiducia sarei ritornato a sentire.

questo lo scrivo perché vedo che in generale ci si aspetta che l'altro torni o stia con noi con entusiasmo,
in libertà.., ma secondo me, o meglio, per la mia esperienza non sempre è così non in tutti i momenti di una storia di coppia, soprattutto se è lunga. e io non ci trovo niente di male, sarà perché l'ho vissuto.

in questa vostra storia c'è tantissima confusione, e anche io non saprei proprio che cosa consigliare, ammesso che sia possibile consigliare qualcosa.

mi piaceva il tuo tentativo di lasciare libero lui di scegliere mettendolo davanti, però, alle sue responsabilità.

ma non saprei proprio dire come questo si possa realizzare.

quello che è accaduto tra me e matteo ha funzionato perché io sono io e, soprattutto, matteo è matteo, quindi non so nemmeno dare consigli a partire dalla nostra esperienza.

non lo so fede, cerca di non perdere la lucidità e armati di pazienza perché non sono cose che si risolvono velocemente.
 

Fedefree

Utente di lunga data
Risponderò ad ognuno di voi appena sarò in grado di farlo. Ho letto tutto quello che avete scritto.

Voglio solo dirvi che stasera l'ho mandato via.
Dopo l'ennesima discussione avuta e le sue "ennesime" bugie e tentativi di arrampicarsi sugli specchi, l'ho preso gentilmente per le spalle e l'ho sbattuto fuori di casa. Avrei tanto voluto prenderlo a calci!
Non lo accompagnerò da nessuna parte. Che risolva il caos che ha in testa (da solo) e soltanto quando avrà capito chi o cosa vuole, semplicemente che me lo comunichi. A quel punto, deciderò cosa sarà meglio per me.
Mi ha fatto male il suo atteggiamento di oggi.

Penserete che sono furioso per avergli controllato la posta? No!
Gli ho messo il pc davanti chiedendogli di farmi leggere qualche loro mail o messaggio, tanto per capire quanto sia "speciale" questa loro amicizia. Non ha voluto. Gliel'ho chiesto tre volte e tutte e tre le volte si è rifiutato e si è anche infastidito. Mi ha detto che devo fidarmi di lui se lo amo. Se non mi fido significa che non lo amo abbastanza. Capite cosa mi ha detto? Non posso tollerare più questa situazione assurda!
Se non avesse avuto nulla da nascondere, non gli sarebbe costato nulla farmi leggere qualche mail, no?

L'ho preso e l'ho sbattuto fuori. Non se ne voleva andare.
Stavolta non mi sono lasciato intenerire dalle sue lacrime.

Non ha nessun problema. Si è affezionato a quel ragazzo e allora che se ne vada da lui e che mi lasci stare!
Fa male, fa molto male ma mi sento preso in giro dalla persona che amo. :-(

Buona serata e a presto
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me sembra una reazione comprensibile.
 

sienne

lucida-confusa
Risponderò ad ognuno di voi appena sarò in grado di farlo. Ho letto tutto quello che avete scritto.

Voglio solo dirvi che stasera l'ho mandato via.
Dopo l'ennesima discussione avuta e le sue "ennesime" bugie e tentativi di arrampicarsi sugli specchi, l'ho preso gentilmente per le spalle e l'ho sbattuto fuori di casa. Avrei tanto voluto prenderlo a calci!
Non lo accompagnerò da nessuna parte. Che risolva il caos che ha in testa (da solo) e soltanto quando avrà capito chi o cosa vuole, semplicemente che me lo comunichi. A quel punto, deciderò cosa sarà meglio per me.
Mi ha fatto male il suo atteggiamento di oggi.

Penserete che sono furioso per avergli controllato la posta? No!
Gli ho messo il pc davanti chiedendogli di farmi leggere qualche loro mail o messaggio, tanto per capire quanto sia "speciale" questa loro amicizia. Non ha voluto. Gliel'ho chiesto tre volte e tutte e tre le volte si è rifiutato e si è anche infastidito. Mi ha detto che devo fidarmi di lui se lo amo. Se non mi fido significa che non lo amo abbastanza. Capite cosa mi ha detto? Non posso tollerare più questa situazione assurda!
Se non avesse avuto nulla da nascondere, non gli sarebbe costato nulla farmi leggere qualche mail, no?

L'ho preso e l'ho sbattuto fuori. Non se ne voleva andare.
Stavolta non mi sono lasciato intenerire dalle sue lacrime.

Non ha nessun problema. Si è affezionato a quel ragazzo e allora che se ne vada da lui e che mi lasci stare!
Fa male, fa molto male ma mi sento preso in giro dalla persona che amo. :-(

Buona serata e a presto

Ciao

hai toccato un confine molto delicato. La prova. La fiducia.

Ne avevi e hai bisogno. Soprattutto dopo tutte le discussioni e confessioni fatte e non fatte. Ti capisco bene. Il dubbio è un animale che divora e non da pace. Fa un male cane. Questo il tuo compagno non solo lo avrà visto e sentito oramai da giorni, ma lo ha anche alimentato. Dall'altra parte capisco che avrebbe voluto che gli credevi, visto che ti ha raccontato e provato a farti partecipe. Lui aveva bisogno della tua fiducia. Forse per sentire te come suo alleato. Forse, per avere lui una prova del tuo affetto. Una prova della sua integrità nei tuoi confronti tramite la tua fiducia.

È un momento dove entrambi avete bisogno di comprensione. Di fiducia e di prove. State passando un vero esame. Mi dispiace. Credo, che tocchi a lui però di dimostrare. È lui che ha aperto la porta e fatto entrare qualcuno ... e non si capisce né chi né come né perché né in quali vesti esattamente ...


sienne
 
Ultima modifica:

sienne

lucida-confusa
A me sembra una reazione comprensibile.

Ciao

quale?

La reazione dopo delle discussioni di volere delle prove?
O la reazione di chiedere fiducia nel proprio compagno?

Non riesco a capire.


sienne
 

Ultimo

Escluso
Risponderò ad ognuno di voi appena sarò in grado di farlo. Ho letto tutto quello che avete scritto.

Voglio solo dirvi che stasera l'ho mandato via.
Dopo l'ennesima discussione avuta e le sue "ennesime" bugie e tentativi di arrampicarsi sugli specchi, l'ho preso gentilmente per le spalle e l'ho sbattuto fuori di casa. Avrei tanto voluto prenderlo a calci!
Non lo accompagnerò da nessuna parte. Che risolva il caos che ha in testa (da solo) e soltanto quando avrà capito chi o cosa vuole, semplicemente che me lo comunichi. A quel punto, deciderò cosa sarà meglio per me.
Mi ha fatto male il suo atteggiamento di oggi.

Penserete che sono furioso per avergli controllato la posta? No!
Gli ho messo il pc davanti chiedendogli di farmi leggere qualche loro mail o messaggio, tanto per capire quanto sia "speciale" questa loro amicizia. Non ha voluto. Gliel'ho chiesto tre volte e tutte e tre le volte si è rifiutato e si è anche infastidito. Mi ha detto che devo fidarmi di lui se lo amo. Se non mi fido significa che non lo amo abbastanza. Capite cosa mi ha detto? Non posso tollerare più questa situazione assurda!
Se non avesse avuto nulla da nascondere, non gli sarebbe costato nulla farmi leggere qualche mail, no?

L'ho preso e l'ho sbattuto fuori. Non se ne voleva andare.
Stavolta non mi sono lasciato intenerire dalle sue lacrime.

Non ha nessun problema. Si è affezionato a quel ragazzo e allora che se ne vada da lui e che mi lasci stare!
Fa male, fa molto male ma mi sento preso in giro dalla persona che amo. :-(

Buona serata e a presto
Approvo il tuo comportamento!

Un abbraccio...
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Approvo!
Sono convinta che una scossone sia più utile di tutta la comprensione che hai dimostrato fino ad ora
 
Stato
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