Sono gay in coppia e sono in crisi

Stato
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Fedefree

Utente di lunga data
Ora, quando la preoccupazione di ciò che per ora non è ha la meglio, vieni qui e mettiti a scrivere. O qualsiasi altra cosa ti serva per staccare la tensione.

GRAZIE DAVVERO A TUTTI.

Mi state aiutando. Il mio amico ( che sa di noi ) dice che non mi sto facendo valere e che dovrei essere severo o minacciarlo ma non è da me.
Ho paura di perderlo perché ho notato oggi il suo senso di sollievo quando gli ho detto che potrà vederlo e potrà prendersi tutto il tempo che vorrà per capire. Lui mi ha rassicurato dicendomi che non deve capire con chi voler stare o cose del genere perché vuole stare solo con me, però ho paura lo stesso.
Se questo tizio è stato capace di portarmelo via (o rapire, ha usato lui stesso questo verbo) da lontano (pure dal punto di vista sessuale, devo ammettere che tra noi c'è stato un calo)...non oso immaginare quando saranno vicini.
E poi, perché il suo timore di incontrarlo da solo? Questo significa che entrambi avranno qualche desiderio.

Se mi tradirà ma capirà di amarmi, io sarò pronto a perdonarlo.
Se per capire cosa sono io per lui, ha bisogno davvero di vedere questo tizio che lo faccia.

Stasera gli dirò che comunque deve prendere una decisione dopo questo incontro perché io non tollero terze persone nel mio rapporto di coppia e se tra loro dovrà continuare un'amicizia, che continui su basi più sane e non su questo bisogno di stare insieme tramite cellulare o pc.

Non dico che lo dovrà escludere dalla sua vita e farlo soffrire ma le cose dovranno bilanciarsi e ognuno dovrà stare al posto suo e rispettare quella posizione. Un amico sarà un amico, un fidanzato sarà un fidanzato.
L'amichetto virtuale semi amante o cose del genere, a quel punto, non lo tollero.

Bene. Adesso esco con lui.

So che per qualcuno sarò paranoico e rompixxxxx ma, grazie a voi, riesco a sfogare la mia ansia.

Mi siete davvero di aiuto.
 
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Fantastica

Utente di lunga data
@Fedefree

Spero proprio che il tuo ragazzo si renda conto di quale uomo splendido tu sia e che non faccia sciocchi errori. Il tuo modo di amare lo trovo sublime. Tu ami veramente e questo è bellissimo a prescindere, è un tuo grande dono.
Ora ti dico come agirei io al tuo posto. Al tuo posto, io vorrei un incontro a tre, se davvero questo ragazzo è così disorientato, sofferente, bisognoso, può trovare anche in te un conforto, un appoggio. Inoltre, da quell'incontro potresti ricavare degli indizi importanti osservando le reazioni spontanee del tuo ragazzo in presenza dell'altro, potresti cioè decidere se ravvisi gli estremi per una perdita sentimentale, non sessuale. Potrebbe farti molto male... Forse è per questo che inviti il tuo ragazzo a incontrare l'altro da solo a solo? C'è qualcosa di molto grande e bello anche in questa tua scelta di lasciarlo fare, di lasciarlo andare. Ma temo che il quadro eroico potrebbe essere "sporcato" da una qualche bugia del tuo ragazzo, dopo quell'incontro... È evidente che tra loro c'è una forte attrazione, e non escludo che il tuo ragazzo sia affascinato dall'idea, magari inconscia, di fare da guida, di "svezzare" quest'altro, in cui credo proietti se stesso, facendo le tue veci verso di lui...
 

banshee

The Queen
GRAZIE DAVVERO A TUTTI.

Mi state aiutando. Il mio amico ( che sa di noi ) dice che non mi sto facendo valere e che dovrei essere severo o minacciarlo ma non è da me.
Ho paura di perderlo perché ho notato oggi il suo senso di sollievo quando gli ho detto che potrà vederlo e potrà prendersi tutto il tempo che vorrà per capire. Lui mi ha rassicurato dicendomi che non deve capire con chi voler stare o cose del genere perché vuole stare solo con me, però ho paura lo stesso.
Se questo tizio è stato capace di portarmelo via (o rapire, ha usato lui stesso questo verbo) da lontano (pure dal punto di vista sessuale, devo ammettere che tra noi c'è stato un calo)...non oso immaginare quando saranno vicini.
E poi, perché il suo timore di incontrarlo da solo? Questo significa che entrambi avranno qualche desiderio.

Se mi tradirà ma capirà di amarmi, io sarò pronto a perdonarlo.
Se per capire cosa sono io per lui, ha bisogno davvero di vedere questo tizio che lo faccia.

Stasera gli dirò che comunque deve prendere una decisione dopo questo incontro perché io non tollero terze persone nel mio rapporto di coppia e se tra loro dovrà continuare un'amicizia, che continui su basi più sane e non su questo bisogno di stare insieme tramite cellulare o pc.

Non dico che lo dovrà escludere dalla sua vita e farlo soffrire ma le cose dovranno bilanciarsi e ognuno dovrà stare al posto suo e rispettare quella posizione. Un amico sarà un amico, un fidanzato sarà un fidanzato.
L'amichetto virtuale semi amante o cose del genere, a quel punto, non lo tollero.

Bene. Adesso esco con lui.

So che per qualcuno sarò paranoico e rompixxxxx ma, grazie a voi, riesco a sfogare la mia ansia.

Mi siete davvero di aiuto.
sul neretto, quoto :up:

scrivi come, quando e quanto vuoi. per mia esperienza personale so quanto può essere di conforto avere uno spazio "proprio" in cui poter esternare ciò che si sente dentro senza alcun filtro o remora...
 

passante

Utente di lunga data
...secondo me se si trattasse di una coppia etero, magari con prole, pur rimanendo nel campo del virtuale, non si direbbe affatto che l'utente ingrandisce l'importanza dei fatti.
si tratta comunque di due trentenni impegnati, no?
(non scrivo questo per alimentare polemiche, solo per capire).
questo a prescindere dalla considerazione, giustissima,
che anche in questo caso, se c'è, il problema sta nella coppia e
preesiste l'arrivo di un terzo.
eh però io sono d'accordo con Horny, dai: se invece che il mio ragazzo avesse scritto la mia ragazza, gli avreste fatto un culo come una corba: e l'amore per te stesso, e l'autostima e il rispetto... :rolleyes:

e niente, qui mi sento un po' di appartenere a una specie protetta... e senza nemmeno mangiare il bambù :D:D:D
 

Brunetta

Utente di lunga data
eh però io sono d'accordo con Horny, dai: se invece che il mio ragazzo avesse scritto la mia ragazza, gli avreste fatto un culo come una corba: e l'amore per te stesso, e l'autostima e il rispetto... :rolleyes:

e niente, qui mi sento un po' di appartenere a una specie protetta... e senza nemmeno mangiare il bambù :D:D:D
È una specie, poco protetta, che si conosce solo attraverso conoscenze particolari che non possono essere rappresentative di tutti.

Io ho conosciuto coppie trentennali e persone che vivevano in modo promiscuo.
Fede si è presentato monogamo e destabilizzato da una relazione virtuale e credo che, sì hai ragione, ci sia un po' di timore a contrastare le sue affermazioni perché c'è l'idea di una diversità che evidentemente non c'è. I sentimenti sono sempre uguali.
 

passante

Utente di lunga data
È una specie, poco protetta, che si conosce solo attraverso conoscenze particolari che non possono essere rappresentative di tutti.

Io ho conosciuto coppie trentennali e persone che vivevano in modo promiscuo.
Fede si è presentato monogamo e destabilizzato da una relazione virtuale e credo che, sì hai ragione, ci sia un po' di timore a contrastare le sue affermazioni perché c'è l'idea di una diversità che evidentemente non c'è. I sentimenti sono sempre uguali.
ma la mia era una considerazione affettuosa.
davvero.
 

Spot

utente in roaming.
Sinceramente non vedo cosa c'entrino nè l'amore per sè stessi nè la promiscuità :confused:
 

Brunetta

Utente di lunga data
Sinceramente non vedo cosa c'entrino nè l'amore per sè stessi nè la promiscuità :confused:
L'amore per se stessi è spesso utilizzato per spronare a reagire.
Ho conosciuto coppie gay che trovavano abbastanza normale inserire terzi nella relazione.
Ovviamente anche questi, come in tutte le coppie aperte, si sono arrabbiati quando gli incontri avvenivano poi a due.
Tutto uguale come tra etero.
 

Spot

utente in roaming.
L'amore per se stessi è spesso utilizzato per spronare a reagire.
Ho conosciuto coppie gay che trovavano abbastanza normale inserire terzi nella relazione.
Ovviamente anche questi, come in tutte le coppie aperte, si sono arrabbiati quando gli incontri avvenivano poi a due.
Tutto uguale come tra etero.
Appunto, le dinamiche son quelle.
Ma qui stiamo parlando di una coppia decisamente monogama.
Tu intendi dire che viene spontaneo associare il concetto di coppia aperta con l'omosessualità, e quindi si tende ad essere più sfumati nei giudizi? Mi sembra forzato.
Usare la carta dell' "amore per sè stessi" per qualsiasi problema di coppia è una scemenza.
 

Ultimo

Escluso
GRAZIE DAVVERO A TUTTI.

Mi state aiutando. Il mio amico ( che sa di noi ) dice che non mi sto facendo valere e che dovrei essere severo o minacciarlo ma non è da me.
Ho paura di perderlo perché ho notato oggi il suo senso di sollievo quando gli ho detto che potrà vederlo e potrà prendersi tutto il tempo che vorrà per capire. Lui mi ha rassicurato dicendomi che non deve capire con chi voler stare o cose del genere perché vuole stare solo con me, però ho paura lo stesso.
Se questo tizio è stato capace di portarmelo via (o rapire, ha usato lui stesso questo verbo) da lontano (pure dal punto di vista sessuale, devo ammettere che tra noi c'è stato un calo)...non oso immaginare quando saranno vicini.
E poi, perché il suo timore di incontrarlo da solo? Questo significa che entrambi avranno qualche desiderio.

Se mi tradirà ma capirà di amarmi, io sarò pronto a perdonarlo.
Se per capire cosa sono io per lui, ha bisogno davvero di vedere questo tizio che lo faccia.

Stasera gli dirò che comunque deve prendere una decisione dopo questo incontro perché io non tollero terze persone nel mio rapporto di coppia e se tra loro dovrà continuare un'amicizia, che continui su basi più sane e non su questo bisogno di stare insieme tramite cellulare o pc.

Non dico che lo dovrà escludere dalla sua vita e farlo soffrire ma le cose dovranno bilanciarsi e ognuno dovrà stare al posto suo e rispettare quella posizione. Un amico sarà un amico, un fidanzato sarà un fidanzato.
L'amichetto virtuale semi amante o cose del genere, a quel punto, non lo tollero.

Bene. Adesso esco con lui.

So che per qualcuno sarò paranoico e rompixxxxx ma, grazie a voi, riesco a sfogare la mia ansia.

Mi siete davvero di aiuto.
Perfetto.

Ora la mossa che farei io al tuo posto sarebbe un'altra. Ora io me ne andrei dicendogli, ti ho messo alla prova e tu ci sei cascato, vuoi incontrarlo. Incontralo ma anche quando non lo farai dopo quello che sto per dirti, io me ne vado, io non sono l'alternativa a nessuno soprattutto ad una figura virtuale, perchè la virtualità non fa parte della mia dimensione, la realtà fa parte della mia dimensione, gli odori, i dispiaceri i volti che si guardano in un litigio e la carezza che si da o si riceve guardando negli occhi, palesandosi per intero. Gli direi di risolversi i suoi problemi col tizio che incontrerà, problemi che erano vostri e non del tizio. Problemi che vanno affrontati guardandosi negli occhi ed eventualmente lasciarsi anche per un'altra persona, vera, reale, fisica!
Ma una persona totalmente sconosciuta non può e non deve intromettersi nella vita di chi amo e di deve avere i piedi per terra.

Lascialo e prenditi i tuoi spazi, eventualmente il tuo ex o qualcun'altro nel tempo, da amare lo trovi.

Lo so che ti sembra un controsenso dopo quello che ti ho scritta inizialmente, non lo è credimi, seguo un mio filo logico, mio eh, non tuo, esclusivamente mio.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E' quello che farò tra un paio di ore e che il cielo mi assista.
Gli dirò tutto ma proprio tutto di me, di come mi sento, di cosa provo, della gelosia che mi sta "soffocando"...poi gli chiederò di parlarmi di lui, di dirmi cosa sente per me, cosa prova per lui, quanto è importante questa persona nella sua vita e poi che faccia ciò che sente. Se sente di volerlo incontrare, avrà il mio permesso.
Parlo di "lasciarlo libero" perché lui mi chiede sempre il permesso di fare le cose. Mi ha chiesto il permesso di potersi sentire al tel con lui, di scambiarsi i numeri di tel e l'altro giorno mi ha anche detto "Ma sei sicuro di volerlo incontrare? Ti va bene questa cosa? ". Lui, in un certo senso, chiede il mio permesso ma non gli ho mai messo catene. Non gli ho mai vietato niente.
Stasera sono sicuro che mi dirà se gli do il permesso di andare da lui. Certo che glielo do.
E' giusto che lui capisca. Mi fa male questa cosa, molto male perché se lui sente il bisogno di vedere un altro ragazzo, significa che prova un sentimento forte nei suoi confronti. Ma cosa posso fare? Lo vieto? Cerco strategie e mi avveleno? No, non serve a niente.
Io voglio stare con una persona che mi ama e che sceglie liberamente di stare con me e non con una persona che sta al mio fianco perché mi teme o perché subisce i miei ricatti o perché pensa che ormai è così e deve accettarlo.
Lui sa chi sono io e cosa sono per lui ma se per capirlo, per avere una riconferma di questo, ha necessità di incontrare l'altro, io non glielo impedirò. Se lo facessi, lo allontanerei di più.

Sono a pezzi da due settimane e in questi giorni ancora di più ma le cose non possono più restare così. Inutile opporsi a un cambiamento. Che resti con me o che se ne vada...lo status quo non è più possibile e me ne accorgo da mille cose.

:(
Hai continuato a nominare il permesso. Il dare il permesso.

io non so che tipo di relazione avete costruito....ma questa cosa del permesso, non è di semplicissima gestione. Secondo me.

Da come scrivi il permesso che descrivi a me sembra tanto un modo per avere la tua approvazione. Ed è un atteggiamento che io trovo infantile e molto.

Scusami se mi permetto. Non è giudizio. Vado di libere associazioni leggendoti.

Chiedere il permesso di fare, è in un qualche modo delegare le proprie responsabilità.

Non è chiedere.

E non è dire.

E semplicemente farsi dare l'autorizzazione. Cosa significa in prospettiva?

Che, qualunque cosa succeda, TU gli avevi dato il permesso? Quindi le conseguenze, di qualunque tipo e genere verrebbero scaricate su di te?

Una cosa tipo "eh...ma tu mi avevi dato il permesso. Quindi io credevo che...".

A me non sembra equilibrato.

E fra l'altro è una forma sottile di legaccio.

Che non è che puoi dire "il permesso non te lo do".
Sei costretto a rispondere sì.

Perchè come dicevamo tu non leghi nessuno.

Cosa succederebbe se tu dicessi "no. Io il permesso non te lo do. "?

Chiedere il permesso, come lo descrivi, è un modo per non assumersi tutte le risposte.

E chiedere invece riguarda il sapere che la risposta potrebbe essere sì ma anche no.

Io ho la sensazione che tu ti stia assumendo responsabilità che non sono tue.

E secondo me il rischio che corri, nella peggiore delle ipotesi e cioè che lui con questo tizio ci andasse, è che ti ritroveresti anche a dirti "ma io gli avevo detto che poteva. Sono responsabile anche io"
E in quel caso non ti assumeresti responsabilità, perchè non puoi assumerti le sue. E ti assumeresti invece il senso di colpa verso te stesso.

Che se lui con questo ci va per davvero. Non penso che tu starai bene.

Che si assuma le SUE responsabilità.

Le rassicurazioni d'amore stanno a zero. Non servono. SE lui non si assume la responsabilità delle sue decisioni, delle sue azioni e delle conseguenze.

Assumersi responsabilità è assumersi il dolore che stai provando. Che questo provi. E anche questo è parte della relazione in questo momento. E se lui è davvero in relazione con te, il tuo dolore per i suoi comportamenti è anche affar suo. Lo riguarda direttamente. E non può aggirarlo rassicurandoti. Non funziona così. Perchè tu stai male. Adesso. E per davvero.

Questo riguarda la cura che vuoi per te.

E assumersi il tuo dolore non significa risparmiartelo, rinunciando lui. Ma significa che nel suo agire deve essere incluso. Quello che fa ti fa male.

Che mi sembri molto preso a ragionare su quello di cui ha bisogno lui. E molto poco su quello di cui hai bisogno tu.

Che vada se vuole. Sono anche io di questa posizione.

Ma se la cosa ti fa soffrire, ti fa dibattere, è anche una sua responsabilità.
Dagliela e non assumertela. E' sua. Non tua.

Non sei tu che non funzioni se stai male.

Tu stai male perchè i suoi comportamenti non ti permettono di sentire stabilità nei tuoi confronti da parte sua. E tu vuoi stabilità, invece. E questa è roba che può risolvere solo lui. Non tu.

Tu, secondo me, ascolta semplicemente quello che stai sentendo. E guardalo, attentamente, alla luce di quello che senti.

Poi si vedrà.

Che è bellissima questa ode al sacrificio....ma ti assicuro che non porta da nessuna parte.

Che relazione è quella in cui si sacrifica il proprio sentire e ci si assume la responsabilità del sentire dell'altro?

Tu vuoi una relazione così....impari?

In questo momento lui non si sta curando di te. E questa è una responsabilità che è bene si carichi sulle spalle.

SE non è un bambino.
 
Ultima modifica:

Lucrezia

Utente di lunga data
Hai continuato a nominare il permesso. Il dare il permesso.

io non so che tipo di relazione avete costruito....ma questa cosa del permesso, non è di semplicissima gestione. Secondo me.

Da come scrivi il permesso che descrivi a me sembra tanto un modo per avere la tua approvazione. Ed è un atteggiamento che io trovo infantile e molto.

Scusami se mi permetto. Non è giudizio. Vado di libere associazioni leggendoti.

Chiedere il permesso di fare, è in un qualche modo delegare le proprie responsabilità.

Non è chiedere.

E non è dire.

E semplicemente farsi dare l'autorizzazione. Cosa significa in prospettiva?

Che, qualunque cosa succeda, TU gli avevi dato il permesso? Quindi le conseguenze, di qualunque tipo e genere verrebbero scaricate su di te?

Una cosa tipo "eh...ma tu mi avevi dato il permesso. Quindi io credevo che...".

A me non sembra equilibrato.

E fra l'altro è una forma sottile di legaccio.

Che non è che puoi dire "il permesso non te lo do".
Sei costretto a rispondere sì.

Perchè come dicevamo tu non leghi nessuno.

Cosa succederebbe se tu dicessi "no. Io il permesso non te lo do. "?

Chiedere il permesso, come lo descrivi, è un modo per non assumersi tutte le risposte.

E chiedere invece riguarda il sapere che la risposta potrebbe essere sì ma anche no.

Io ho la sensazione che tu ti stia assumendo responsabilità che non sono tue.

E secondo me il rischio che corri, nella peggiore delle ipotesi e cioè che lui con questo tizio ci andasse, è che ti ritroveresti anche a dirti "ma io gli avevo detto che poteva. Sono responsabile anche io"
E in quel caso non ti assumeresti responsabilità, perchè non puoi assumerti le sue. E ti assumeresti invece il senso di colpa verso te stesso.

Che se lui con questo ci va per davvero. Non penso che tu starai bene.

Che si assuma le SUE responsabilità.

Le rassicurazioni d'amore stanno a zero. Non servono. SE lui non si assume la responsabilità delle sue decisioni, delle sue azioni e delle conseguenze.

Assumersi responsabilità è assumersi il dolore che stai provando. Che questo provi. E anche questo è parte della relazione in questo momento. E se lui è davvero in relazione con te, il tuo dolore per i suoi comportamenti è anche affar suo. Lo riguarda direttamente. E non può aggirarlo rassicurandoti. Non funziona così. Perchè tu stai male. Adesso. E per davvero.

Questo riguarda la cura che vuoi per te.

E assumersi il tuo dolore non significa risparmiartelo, rinunciando lui. Ma significa che nel suo agire deve essere incluso. Quello che fa ti fa male.

Che mi sembri molto preso a ragionare su quello di cui ha bisogno lui. E molto poco su quello di cui hai bisogno tu.

Che vada se vuole. Sono anche io di questa posizione.

Ma se la cosa ti fa soffrire, ti fa dibattere, è anche una sua responsabilità.
Dagliela e non assumertela. E' sua. Non tua.

Non sei tu che non funzioni se stai male.

Tu stai male perchè i suoi comportamenti non ti permettono di sentire stabilità nei tuoi confronti da parte sua. E tu vuoi stabilità, invece. E questa è roba che può risolvere solo lui. Non tu.

Tu, secondo me, ascolta semplicemente quello che stai sentendo. E guardalo, attentamente, alla luce di quello che senti.

Poi si vedrà.

Che è bellissima questa ode al sacrificio....ma ti assicuro che non porta da nessuna parte.

Che relazione è quella in cui si sacrifica il proprio sentire e ci si assume la responsabilità del sentire dell'altro?

Tu vuoi una relazione così....impari?

In questo momento lui non si sta curando di te. E questa è una responsabilità che è bene si carichi sulle spalle.

SE non è un bambino.
Io sono d'accordo con quel che tu dici, come concetto generale. E anzi mi hai anche dato nuovi interessanti spunti :rolleyes:
Ma a me sembra, forse mi sbaglio, che in questo caso specifico non si tratti di 'dare permessi' o di trasferire tutta la responsabilità su di sè; quasi il contrario. Anzi mi sembra dare piena responsabilità all'altro, nel senso di 'io non faccio nulla per fermarti nè per spingerti, la scelta è completamente tua'; ed anche se, ovviamente, la scelta sarebbe completamente sua comunque, toglie la possibilità di scaricare responsabilità, di appigliarsi al 'tu vorresti impedirmelo' come spinta dall'altro a scegliere una cosa piuttosto che un'altra. Mi sembra, più che dare un permesso, scegliere di dare una benedizione a prescindere dalle scelte dell'altro, decidendo di non tentare di reprimere con minacce o sensi di colpa. In questo senso, una rinuncia a tentare di confondere maggiormente l'altro per avere una risposta più veloce e chiara. Io ho amato i post dell'utente per il modo in cui ha deciso di porsi. Nei miei momenti di confusione,chi ha assunto questo atteggiamento nei miei confronti ha sempre 'vinto' la partita: perchè permette di avere la chiarezza tale per poter capire meglio e subito cosa si farebbe per sè, e se quel che si farebbe per il partner entra in conflitto con ciò e quanto e in che modo. Se ci si sente colpevolizzati dal compagno, è più probabile che si venga spinti in una direzione contraria rispetto a quella che si prenderebbe se fosse possibile fare spazio sufficiente al proprio istinto, per capire cosa si vuole veramente e perchè. Almeno a me, fa questo effetto.
 

passante

Utente di lunga data
Sinceramente non vedo cosa c'entrino nè l'amore per sè stessi nè la promiscuità :confused:
l'ho tirato fuori io l'amore per se stessi, ma spot abbi pietà di me sono stanchissimo. :unhappy: magari un altro giorno provo a spiegarmi meglio.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Io sono d'accordo con quel che tu dici, come concetto generale. E anzi mi hai anche dato nuovi interessanti spunti :rolleyes:
Ma a me sembra, forse mi sbaglio, che in questo caso specifico non si tratti di 'dare permessi' o di trasferire tutta la responsabilità su di sè; quasi il contrario. Anzi mi sembra dare piena responsabilità all'altro, nel senso di 'io non faccio nulla per fermarti nè per spingerti, la scelta è completamente tua'; ed anche se, ovviamente, la scelta sarebbe completamente sua comunque, toglie la possibilità di scaricare responsabilità, di appigliarsi al 'tu vorresti impedirmelo' come spinta dall'altro a scegliere una cosa piuttosto che un'altra. Mi sembra, più che dare un permesso, scegliere di dare una benedizione a prescindere dalle scelte dell'altro, decidendo di non tentare di reprimere con minacce o sensi di colpa. In questo senso, una rinuncia a tentare di confondere maggiormente l'altro per avere una risposta più veloce e chiara. Io ho amato i post dell'utente per il modo in cui ha deciso di porsi. Nei miei momenti di confusione,chi ha assunto questo atteggiamento nei miei confronti ha sempre 'vinto' la partita: perchè permette di avere la chiarezza tale per poter capire meglio e subito cosa si farebbe per sè, e se quel che si farebbe per il partner entra in conflitto con ciò e quanto e in che modo. Se ci si sente colpevolizzati dal compagno, è più probabile che si venga spinti in una direzione contraria rispetto a quella che si prenderebbe se fosse possibile fare spazio sufficiente al proprio istinto, per capire cosa si vuole veramente e perchè. Almeno a me, fa questo effetto.
Concordo totalmente. @Fedefree ama "bene", se si può dire. Io l'ho detto:)
 

Fedefree

Utente di lunga data
Hai continuato a nominare il permesso. Il dare il permesso.

io non so che tipo di relazione avete costruito....ma questa cosa del permesso, non è di semplicissima gestione. Secondo me.

Da come scrivi il permesso che descrivi a me sembra tanto un modo per avere la tua approvazione. Ed è un atteggiamento che io trovo infantile e molto.

Scusami se mi permetto. Non è giudizio. Vado di libere associazioni leggendoti.

Chiedere il permesso di fare, è in un qualche modo delegare le proprie responsabilità.

Non è chiedere.

E non è dire.

E semplicemente farsi dare l'autorizzazione. Cosa significa in prospettiva?

Che, qualunque cosa succeda, TU gli avevi dato il permesso? Quindi le conseguenze, di qualunque tipo e genere verrebbero scaricate su di te?

Una cosa tipo "eh...ma tu mi avevi dato il permesso. Quindi io credevo che...".

A me non sembra equilibrato.

E fra l'altro è una forma sottile di legaccio.

Che non è che puoi dire "il permesso non te lo do".
Sei costretto a rispondere sì.

Perchè come dicevamo tu non leghi nessuno.

Cosa succederebbe se tu dicessi "no. Io il permesso non te lo do. "?

Chiedere il permesso, come lo descrivi, è un modo per non assumersi tutte le risposte.

E chiedere invece riguarda il sapere che la risposta potrebbe essere sì ma anche no.

Io ho la sensazione che tu ti stia assumendo responsabilità che non sono tue.

E secondo me il rischio che corri, nella peggiore delle ipotesi e cioè che lui con questo tizio ci andasse, è che ti ritroveresti anche a dirti "ma io gli avevo detto che poteva. Sono responsabile anche io"
E in quel caso non ti assumeresti responsabilità, perchè non puoi assumerti le sue. E ti assumeresti invece il senso di colpa verso te stesso.

Che se lui con questo ci va per davvero. Non penso che tu starai bene.

Che si assuma le SUE responsabilità.

Le rassicurazioni d'amore stanno a zero. Non servono. SE lui non si assume la responsabilità delle sue decisioni, delle sue azioni e delle conseguenze.

Assumersi responsabilità è assumersi il dolore che stai provando. Che questo provi. E anche questo è parte della relazione in questo momento. E se lui è davvero in relazione con te, il tuo dolore per i suoi comportamenti è anche affar suo. Lo riguarda direttamente. E non può aggirarlo rassicurandoti. Non funziona così. Perchè tu stai male. Adesso. E per davvero.

Questo riguarda la cura che vuoi per te.

E assumersi il tuo dolore non significa risparmiartelo, rinunciando lui. Ma significa che nel suo agire deve essere incluso. Quello che fa ti fa male.

Che mi sembri molto preso a ragionare su quello di cui ha bisogno lui. E molto poco su quello di cui hai bisogno tu.

Che vada se vuole. Sono anche io di questa posizione.

Ma se la cosa ti fa soffrire, ti fa dibattere, è anche una sua responsabilità.
Dagliela e non assumertela. E' sua. Non tua.

Non sei tu che non funzioni se stai male.

Tu stai male perchè i suoi comportamenti non ti permettono di sentire stabilità nei tuoi confronti da parte sua. E tu vuoi stabilità, invece. E questa è roba che può risolvere solo lui. Non tu.

Tu, secondo me, ascolta semplicemente quello che stai sentendo. E guardalo, attentamente, alla luce di quello che senti.

Poi si vedrà.

Che è bellissima questa ode al sacrificio....ma ti assicuro che non porta da nessuna parte.

Che relazione è quella in cui si sacrifica il proprio sentire e ci si assume la responsabilità del sentire dell'altro?

Tu vuoi una relazione così....impari?

In questo momento lui non si sta curando di te. E questa è una responsabilità che è bene si carichi sulle spalle.

SE non è un bambino.
Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.
Il suo "chiedermi il permesso" è un modo per farlo sentire meno in colpa ma lui lo sa (perché gliel'ho detto chiaramente) che dovrà assumersi le sue responsabilità.

In una discussione fatta in questi giorni gli ho detto che non lo trovo equilibrato affatto. E' su di giri perché si sta organizzando con il suo "amante", con il quale mi ha costretto a parlare anche al telefono...forse vogliono la mia "benedizione". Non so.

Gli ho detto di viversi questa favola al meglio. Sì perché è presissimo ma sta attento e cerca di contenere l'eccitazione e la voglia che ha di fare questo viaggio per non ferirmi.

Che vada...non è detto che io lo aspetti in aeroporto quando torna.

Ieri sera gli ho dato un ultimatum (avendo letto un suo messaggio su whatsapp e abbiamo anche litigato per questa "violazione di privacy") dicendogli che se ne può andare e con quello può farci quello che vuole: può essere suo amico, può continuare a fare il suo "salvatore", può fargli da genitore o può anche portarselo a letto. Gli ho detto che quando torna, non mi deve assolutamente dire nulla di ciò che ha fatto. Se torna e decide di restare con me, la musica deve cambiare. Non gli dico di allontanare questo ragazzo ma se è un amico, deve restare un amico. Io ho un migliore amico ma non lo sento 29.000 volte al giorno né gli scrivo per filo e per segno come passo le mie giornate. Eppure siamo migliori amici da anni, ci stimiamo e ci vogliamo bene.

Se torna e torna più confuso di prima (cosa molto probabile), che si prenda tutto il tempo necessario per capire cosa vuole, ma lontano da me.

Se torna e vuole lasciarmi perché pensa di essere innamorato dell'altro, va bene. Finirà la storia. Soffrirò ma poi me ne farò una ragione. Non voglio stare insieme ad una persona che non mi ama o che "si inventerebbe un secondo cuore se fosse necessario" per stare con lui (è questo che gli ha scritto su whatsapp).

La situazione è insostenibile. Io non la reggo più. Lui è non solo infantile, ma sembra che abbia seri problemi. Avete presente un ragazzo tossicodipendente? Che quando non ha la sua dose di eroina, inizia a tremare, ad essere nervoso e non sa più quello che dice o pensa? Ecco. Lui è così. E' diventato così. E' tossico dipendente da un incantatore di parole che, a causa del suo squilibrio mentale, lo sta tenendo in pugno.

Che lo incontri, che lo veda. Spero che il ragazzo in questione riesca a sorprenderlo anche dal vivo nello stesso modo in cui lo sorprende a parole! Ho forti dubbi!

Potete pensare che sono un egoista e che di lui non me ne freghi niente ma non è così. Non posso aiutare chi non vuol essere aiutato. Fino a oggi pomeriggio l'ho pregato di restare e non andare e di provare a risolvere le cose in altro modo ma si è rattristato e poi si è messo anche a piangere. Signori miei, può essere bambino e pure stronzo, ma quando piange il mio cuore si scioglie. :(

Vuole fare questa pazzia? Che la faccia.

E che finisca questo tormento. Pure per me. Non ce la faccio più.
Non riesco a dormire, non riesco a lavorare e mi sento stralunato.
Non voglio rovinarmi la vita per questa situazione.
Tolto il dente, tolto il dolore.

So che dormiranno insieme. L'ho capito da alcune cose che mi ha detto e che ho "visto". Che faccia ciò che vuole...il senso di colpa sarà il suo peso, non il mio. E lui forse non lo sa ancora...ma il rimorso e il senso di colpa saranno insopportabili per lui (se deciderà di restare con me e ammesso che io lo voglia ancora).

Questi giorni che trascorrerà con l'amante serviranno anche a me. Capirò se davvero voglio aspettare le sue decisioni e se davvero voglio passare il resto della mia vita con una persona del genere.
 
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Fedefree

Utente di lunga data
Io sono d'accordo con quel che tu dici, come concetto generale. E anzi mi hai anche dato nuovi interessanti spunti :rolleyes:
Ma a me sembra, forse mi sbaglio, che in questo caso specifico non si tratti di 'dare permessi' o di trasferire tutta la responsabilità su di sè; quasi il contrario. Anzi mi sembra dare piena responsabilità all'altro, nel senso di 'io non faccio nulla per fermarti nè per spingerti, la scelta è completamente tua'; ed anche se, ovviamente, la scelta sarebbe completamente sua comunque, toglie la possibilità di scaricare responsabilità, di appigliarsi al 'tu vorresti impedirmelo' come spinta dall'altro a scegliere una cosa piuttosto che un'altra. Mi sembra, più che dare un permesso, scegliere di dare una benedizione a prescindere dalle scelte dell'altro, decidendo di non tentare di reprimere con minacce o sensi di colpa. In questo senso, una rinuncia a tentare di confondere maggiormente l'altro per avere una risposta più veloce e chiara. Io ho amato i post dell'utente per il modo in cui ha deciso di porsi. Nei miei momenti di confusione,chi ha assunto questo atteggiamento nei miei confronti ha sempre 'vinto' la partita: perchè permette di avere la chiarezza tale per poter capire meglio e subito cosa si farebbe per sè, e se quel che si farebbe per il partner entra in conflitto con ciò e quanto e in che modo. Se ci si sente colpevolizzati dal compagno, è più probabile che si venga spinti in una direzione contraria rispetto a quella che si prenderebbe se fosse possibile fare spazio sufficiente al proprio istinto, per capire cosa si vuole veramente e perchè. Almeno a me, fa questo effetto.

Il punto è che lui VUOLE e LO DESIDERA dal profondo del cuore questo incontro. Non gli impedirò nulla. Che si chiarisca le idee e il suo cuore. Devo ammettere di avere paura per lui. E' troppo preso da questa cosa, sembra un drogato. Mi chiedo se un giorno non se la prenderà con me per non averlo fermato.
Il mio migliore amico, proprio oggi, mi ha aperto un po' gli occhi e mi ha detto che, per il suo bene, non dovrei permettere questa cosa e non dovrei lasciarlo andare da solo perché, da quello che gli ho raccontato, l'altro ragazzo è come lui. Sono entrambi sotto effetto "droga" virtuale.
Secondo il mio amico io dovrei andare con lui. Ma io non voglio. Il mio ragazzo ha 30 anni e so che, sotto sotto, vuole andare da solo. Che vada, che veda con i suoi occhi e capisca quello che vuole o chi vuole.

Io so cosa voglio. E' lui quello che non lo sa ancora.
 

sienne

lucida-confusa
Ciao

mi dispiace per questa situazione. È pesante.
Ho come l'impressione che il tuo compagno abbia inconsapevolmente già scelto.
Perché se pur vedendo il male che sta facendo non si ferma, un certo significato allora l'altro lo ha.

Fai bene a proteggerti.


sienne
 

Fedefree

Utente di lunga data
Concordo totalmente. @Fedefree ama "bene", se si può dire. Io l'ho detto:)
Ti ringrazio. :)
Non so se amo bene o meno. Io lo amo con tutto il cuore e vorrei passare il resto della mia vita con lui. Non gli ho mai impedito nulla e, forse, per questo non vuole ferirmi e si sente in colpa per me.
MI ha confessato che si sente profondamente in colpa per le cose che sente per l'altro ragazzo. Dice che io non merito questo suo comportamento e io gli credo quando dice questo. Se certe cose le sente, le sente. C'è poco da fare. Capisco che l'amore così come inizia, può anche finire.
E nessuno può farci niente.
Se lui ha dei dubbi sulla nostra storia e se questo tizio lo ha totalmente rapito, evidentemente qualcosa che non va c'è. Non posso obbligarlo ad amarmi e a stare con me se non è questo che desidera.
La mia paura è che lui tornerà più confuso e destabilizzato di adesso.
La mia speranza è che lui mi chiami e mi dica "Non andrò. Voglio stare con te". Questo, purtroppo, succede solo nei film.
 
Ultima modifica:

Fedefree

Utente di lunga data
Ciao

mi dispiace per questa situazione. È pesante.
Ho come l'impressione che il tuo compagno abbia inconsapevolmente già scelto.
Perché se pur vedendo il male che sta facendo non si ferma, un certo significato allora l'altro lo ha.

Fai bene a proteggerti.


sienne

Hai detto bene "inconsapevolmente".
Il mio ragazzo non ha ancora capito (appunto perché non è consapevole di quello che sta combinando) che potrebbe avere una delle delusioni più amare di tutta la sua vita.
Lui sta andando incontro al nulla.

Se mi ama e sarà convinto di voler stare con me senza SE e senza MA, io me lo riprendo con tutte le corna (che poi, se vogliamo proprio dirla tutta "Un illuso del web" + "Un altro illuso del web" non credo faranno fuochi d'artificio! Ma ammesso che li facciano...L'amore è un'altra cosa e io penso di avergli dimostrato il mio amore)

Se dice di amarmi ma continuerà ad avere dubbi ed incertezze,con SE e Ma ... sarò io a lasciarlo.
E non tornerò indietro a quel punto.
Io voglio stare con un uomo che mi ama e che sa cosa vuole e che riesce a capire che a volte bisogna anche mettere delle distanze tra sé e gli altri.
Una persona che ti fagocita, che ti ingoia e divora...al mio paese si chiama VAMPIRO, non amico. L'amicizia è un'altra cosa.
 

Fedefree

Utente di lunga data
L'amore per se stessi è spesso utilizzato per spronare a reagire.
Ho conosciuto coppie gay che trovavano abbastanza normale inserire terzi nella relazione.
Ovviamente anche questi, come in tutte le coppie aperte, si sono arrabbiati quando gli incontri avvenivano poi a due.
Tutto uguale come tra etero.
Questa è una cosa che io non potrei ammettere mai nel mio rapporto di coppia.
Spero che non torni con questa "idea" in testa perché a quel punto farò uscire il TORO (segno zodiacale) che c'è in me.
 
Stato
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