In soldoni riformulo: se perdoni per sentirti buono (in pace) vuoi che il perdonato riconosca la tua santità.
Sicuramente esiste questa componente che suona come una specie di rivincita dei poveri, l'ho provata. Personalmente sono andata oltre, nel senso che mi è anche scappato di dirgli che lo perdono, ma non ci credevo io per prima e men che meno lui. Non è questione di perdono l'andare avanti insieme, è un argomento che ho accantonato. In certi momenti potrei affermare che l'ho fatto, perdonarlo, in altri dico che non succederà mai, ma non sono pazza

, è che è fuori di me il concetto.
Ciò che mi interessava era che riconoscesse lo spessore del male che avevo ricevuto, che lo capisse, e che capisse se stesso e, mi duole ammetterlo, ciò è stato possibile solo assaggiando sulla sua pelle qualcosa di assimilabile a quanto ci era successo.
A volte penso che questa specie di lieve tensione dovuta all'imperdonabilità/perdonabilità del tradimento sia perfino funzionale al benessere nuovo della coppia.
Non ti perdono affinchè tu non pensi che la ferita del tradimento sia svanita del tutto; non ti perdono perchè non vuoi essere perdonato, perchè non vuoi dimenticare di cosa sei stato capace anche per non rifarlo più; non ti perdono perchè voglio usare quell'odore di male subito quando devo rafforzare posizioni, anche intime, con me stessa, che da sole non ce la fanno a sostentarsi; ti perdono perchè ti amo; ti perdono perchè è con te che voglio vivere e condividere la mia vita; ti perdono perchè il poco di buono che ho, anche se ci hai sputato sopra, è diventato un po' più che "poco" ed è bastato per tutti e due.
Il perdono credo che non serva a chi ha sbagliato; il perdono, spesso, lo si aziona esclusivamente per farsi un regalo.
Ma è il regalo che si concede chi non ha accettato. Ecco, il perdono sopperisce alla mancata accettazione. Se si riesce ad accettare l'inaccettabile, la rappresentazione mentale del perdono diventa un'astrazione confusa e irrilevante.
Io non perdono, non lo accetto, capirlo ovvio che l'ho capito, mica difficile, non sono santa, non me ne frega nulla di esserlo, penso solo a stare bene, a casa e al mare, con lui e senza di lui, andiamo d'accordo, da oltre 40 anni, ottima intesa sessuale, peccato non vendano la pillola rossa per dimenticare i tradimenti. Altrimenti sarebbe tutto perfetto.
Quando invece si decide di separarsi, non credo conti molto perdonare o no, piu' facile smettere di pensarcI.
Provo a pensare cosa avrei provato, lasciandolo, ma e' difficile, essendoci rimasta insieme, a modo mio.
Sempre convinta di aver fatto la scelta giusta. Per la famiglia soprattutto.
Ognuno deve trovare la sua via, quella che fa stare bene, e tu l'hai fatto. Ti ammiro
