Perdono

Brunetta

Utente di lunga data
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
 

spleen

utente ?
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
Perchè il perdono è il bene da acquistare ma la moneta si chiama espiazione.
Ad avere una cosa gratis sorge sempre il dubbio che non valga nulla.
 

Lostris

Utente Ludica
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
Chi intende il perdono come una cambiale in bianco da riscuotere, un credito, semplicemente non perdona.

Il perdono reale e profondo è disinteressato e un atto che risolve.. soprattutto per sé stessi.
Non un ricatto morale.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perchè il perdono è il bene da acquistare ma la moneta si chiama espiazione.
Ad avere una cosa gratis sorge sempre il dubbio che non valga nulla.
La gratuità è la base del pensiero cristiano. Ma è gratuità del dare, non dell’avere.
Chi dà il perdono li deve dare gratuitamente.
Chi lo riceve deve pagare.
E poi in ogni altro campo a ciò che è gratis è facile viene attribuito scarso valore.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Chi intende il perdono come una cambiale in bianco da riscuotere, un credito, semplicemente non perdona.

Il perdono reale e profondo è disinteressato e un atto che risolve.. soprattutto per sé stessi.
Non un ricatto morale.
Io credo che questo perdono sia impossibile restando insieme.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
Tu non pensi che si possa "perdonare" pur lasciando?

Ti lascio perché comunque non corrispondi più a ciò che voglio. Non di meno, perdono quello che mi hai fatto.
Secondo me non sono posizioni inconciliabili. Non è che devo trovarmi ancora insieme a te, nel momento in cui mi lascio alle spalle un tuo fatto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu non pensi che si possa "perdonare" pur lasciando?

Ti lascio perché comunque non corrispondi più a ciò che voglio. Non di meno, perdono quello che mi hai fatto.
Secondo me non sono posizioni inconciliabili. Non è che devo trovarmi ancora insieme a te, nel momento in cui mi lascio alle spalle un tuo fatto.
Io penso che si possa perdonare solo lasciando.
Ovviamente lo penso della soggettività e provvisorietà dei miei pensieri.
 

mistral

Utente di lunga data
Io ho preso atto di non potere o avere interesse a perdonare.Mentitei se fingessi una magnanimità che nei riguardi di questo specifico caso non mi appartiene.
E poi,primis nessuno se na fa nulla della mia assoluzione.
Io ho semplicemente lasciato al suo posto un uomo che mi ha disperatamente chiesto di restare .Non ho perdonato,ho semplicemente concesso una grazia.
Non deve espiare per ringraziarmi ma deve espiare per tenere fede alle promesse di cambiamento che lui stesso ha spergiurato di voler mettere in pratica e che avrebbero fatto si che il meglio a venire si contrapponesse al peso del peggio passato.
Ogni sassolino colorato che si aggiunge ,si contrappone al peso della merda sull’altro piatto.
Forse la penso così perché non mi viene in mente nessun comportamento da parte sua che differisca da ciò che ha promesso e giuro che non ci avrei scommesso un centesimo.
E ci tengo a ripetere che parlo di promesse fatte da lui riguardo alla sua presa di coscienza sui pregressi comportamenti anche prima del tradimento e non di mie pretese o imposizioni.
 

MariLea

Utente di lunga data
"Perdonare e dimenticare? Non sono Dio e non ho l’alzheimer "


Per quanto riguarda il tradimento, non credo c'entri niente il perdono,
o si capisce il perché e sai comprendere e scusare il lato umano con pregi e difetti... o niente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io ho preso atto di non potere o avere interesse a perdonare.Mentitei se fingessi una magnanimità che nei riguardi di questo specifico caso non mi appartiene.
E poi,primis nessuno se na fa nulla della mia assoluzione.
Io ho semplicemente lasciato al suo posto un uomo che mi ha disperatamente chiesto di restare .Non ho perdonato,ho semplicemente concesso una grazia.
Non deve espiare per ringraziarmi ma deve espiare per tenere fede alle promesse di cambiamento che lui stesso ha spergiurato di voler mettere in pratica e che avrebbero fatto si che il meglio a venire si contrapponesse al peso del peggio passato.
Ogni sassolino colorato che si aggiunge ,si contrappone al peso della merda sull’altro piatto.
Forse la penso così perché non mi viene in mente nessun comportamento da parte sua che differisca da ciò che ha promesso e giuro che non ci avrei scommesso un centesimo.
E ci tengo a ripetere che parlo di promesse fatte da lui riguardo alla sua presa di coscienza sui pregressi comportamenti anche prima del tradimento e non di mie pretese o imposizioni.
Di sua iniziativa, ma non ti pare che sia proprio quello di cui parlavo? “Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.”
 

Brunetta

Utente di lunga data
"Perdonare e dimenticare? Non sono Dio e non ho l’alzheimer "


Per quanto riguarda il tradimento, non credo c'entri niente il perdono,
o si capisce il perché e sai comprendere e scusare il lato umano con pregi e difetti... o niente.
Questo di cui parli invece è una integrazione di tutto. Non è “Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.”
 

mistral

Utente di lunga data
Di sua iniziativa, ma non ti pare che sia proprio quello di cui parlavo? “Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.”
Perché rinnegare un suo vissuto?
Non perdono proprio perché ho ben presente il suo vissuto e le motivazioni egoistiche che lo hanno spinto in quella direzione.
Lui non deve necessariamente rinnegare ,potrebbe semplicemente aver preso atto che pensava fosse amore e invece era un calesse.Avesse capito di adorare il calesse ,non doveva nemmeno fare la fatica di cambiare nulla ,ci saliva sopra e spariva .
Puoi benissimo non rinnegare di aver fatto una cagata colossale che alla resa dei conti non ti ha portato nessun beneficio se non qualche fuoco fatuo durante .
A me è capitato di rinnegare qualcosa che potessi tornare indietro mai rifarei,e mi rifiuto di identificare il mio essere un quell’errore.
Mica un tradimento per forza di cose ti deve far capire che nel profondo sei un traditore ,potrebbe anche farti capire che quella melma non fa per te.
Ho letto spesso anche qui di traditori occasionali che si sono resi conto del disagio dell’aver compiuto un gesto che ha restituito loro frustrazione..
 

mistral

Utente di lunga data
E ovviamente parlo per me e non per mio marito.
Lui non so come se la smazza con se stesso,ad occhio maluccio.
Faccio un altro esempio,sono segno di terra non amo stare per aria.
Anni fa mi feci convincere che salire sulle catene del luna park potesse fare per me ,la mia amica malata di adrenalina insisteva perché le mancava una partner per prendere la coda sospesa che poteva farle vincere il giro gratis..
Eppure lo sapevo che non era un genere di brivido che ricercavo o che mi dava particolari soddisfazioni.
Non sono mai più salita sulle catene ,al solo pensarci mi gira la testa e mi viene la nausea.
Avrei anche potuto scoprire che era la cosa più figa che potesse esistere ed iniziare una serie infinita di giri in giostra .
Quindi ,non perché ci sia salita quella volta significa che la mia natura emersa fosse quella del fenomeno da luna park.
 

Brunetta

Utente di lunga data
E ovviamente parlo per me e non per mio marito.
Lui non so come se la smazza con se stesso,ad occhio maluccio.
Faccio un altro esempio,sono segno di terra non amo stare per aria.
Anni fa mi feci convincere che salire sulle catene del luna park potesse fare per me ,la mia amica malata di adrenalina insisteva perché le mancava una partner per prendere la coda sospesa che poteva farle vincere il giro gratis..
Eppure lo sapevo che non era un genere di brivido che ricercavo o che mi dava particolari soddisfazioni.
Non sono mai più salita sulle catene ,al solo pensarci mi gira la testa e mi viene la nausea.
Avrei anche potuto scoprire che era la cosa più figa che potesse esistere ed iniziare una serie infinita di giri in giostra .
Quindi ,non perché ci sia salita quella volta significa che la mia natura emersa fosse quella del fenomeno da luna park.
La tua natura è farti convincere dalla amica per non farle vivere la frustrazione di non poter vivere quella esperienza.
Se non si individua in cosa consiste una esperienza non può che essere vista come estranea a sé.
 

mistral

Utente di lunga data
La tua natura è farti convincere dalla amica per non farle vivere la frustrazione di non poter vivere quella esperienza.
Se non si individua in cosa consiste una esperienza non può che essere vista come estranea a sé.
Macché ,posso affermare di essere refrattaria al farmi convincere a fare qualsivoglia cosa .
Quella sera ho pensato di poter fare uno strappo alla regola ,è stato un compromesso con me stessa e non con l’amica che ha insistito come ha fatto per anni senza che me ne fregasse un granché.
Il termine “convincere” che ho usato era per spiegare che la sua richiesta mi ha fatto pensare che avrei potuto provare .Io ho voluto provare.
Non mi è piaciuto è lungi da me dare la colpa a lei .
 

spleen

utente ?
Chi intende il perdono come una cambiale in bianco da riscuotere, un credito, semplicemente non perdona.

Il perdono reale e profondo è disinteressato e un atto che risolve.. soprattutto per sé stessi.
Non un ricatto morale.
Ho come l'impressione che il perdono sia un credito inesigibile.
Ho anche l' impressione che chi non fa nulla per averlo non se lo meriti.:D
 

Lostris

Utente Ludica
Ho come l'impressione che il perdono sia un credito inesigibile.
Ho anche l' impressione che chi non fa nulla per averlo non se lo meriti.:D
Probabilmente.

Peccato che, come per i sentimenti, secondo me il merito non c’entra molto.

D’accordo che uno può essere più incline a perdonare dinanzi a pentimento rimorso autofustigazioni cilicio e quant’altro, ma il perdono nell’essenza libera chi lo concede, non chi lo riceve.
 

spleen

utente ?
Probabilmente.

Peccato che, come per i sentimenti, secondo me il merito non c’entra molto.

D’accordo che uno può essere più incline a perdonare dinanzi a pentimento rimorso autofustigazioni cilicio e quant’altro, ma il perdono nell’essenza libera chi lo concede, non chi lo riceve.
E' vero che il merito coi sentimenti centra poco ma il merito centra molto con la razionalità del giudizio. Posso amare alla follia una persona e ugualmente ritenerla intimamente indegna di stare con me e il cilicio ugualmente non centra nulla.

Il pensiero moderno ha smarrito completamente il significato di riscatto, lo ha fatto perchè si è assunto la responsabilità etica della gratuità ad ogni costo ed ha elevato il sentimento al di sopra di qualsiasi altro concetto.
Salvo accorgersi che la nostra pretesa di fare questo è surreale. Surreale tanto quanto il giornalista idiota che chiede in tv ai parenti di una vittima fresca se sono disposti a perdonare....

Perdonare significa assumersi l'autorità etica di farlo. Ma davvero è una cosa che spetta del tutto a noi?:rolleyes:
 

Jacaranda

Utente di lunga data
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
Mi è capitato di perdonare solo quando sono riuscita a capire....a darmi una spiegazione o trovare una motivazione per la sofferenza ricevuta ... Perdono chi mi ha trattato male perché “malato”, perdono chi mi ha fatto soffrire perché posso averci messo del mio perché ciò accadesse...Oppure ti perdono perché il tuo farmi male mi ha dato la possibilità di passare ad uno stadio successivo di consapevolezza che poi mi ha fatto del bene a prescindere dalla sofferenza.
Si, mi è capitato più volte di perdonare chi dicevo che avrei aspettato sulla riva del fiume ....
l’ho fatto però più per me, perché unico modo per trovare un po’ di pace. Se ti perdono non mi fai più del male .... sono oltre .... non c’e più neppure una traccia tossica di astio.. il perdono spiazza...stordisce chi lo riceve (in modo esplicito o meno )..
Certo..mi ci è sempre voluto del tempo e spero in diversi casi di essere stata perdonata anch’io...
 
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