Perdono

Divì

Utente senza meta
Eh sì, è proprio così :)

Io mi sentivo pure ricattato anche solo nel vedere un atteggiamento che "evocasse" una richiesta di perdono

Ho capito che c'è chi invece, a rovescio, "auspica" proprio di vedere esattamente quegli atteggiamenti , definendoli come "impegno che ci starebbe mettendo l'altro per recuperare"

A me invece suonavano proprio come forme di "ricatto"
Verissimo
 

patroclo

Utente di lunga data
Non ho capito una cosa, ma il perdono in questa discussione è inteso come: "ti perdono e quindi non ti sbatto fuori di casa"?
Non darei per scontata la coesistenza delle due azioni....
 

danny

Utente di lunga data
... più che altro...
Ma chi cazzo sono io per diventare colui che perdona.
Al limite capisco. E accetto.
 

patroclo

Utente di lunga data
Non hai visto Schindler's list?
PS capire e accettare e la cosa più difficile e impegnativa da traditi.
Non ci riesce quasi nessuno.
....visto, ma non sono sicuro di cogliere il parallelismo, anzi ci sarebbero mille motivi per ritenerlo fuori luogo....

Capisco, posso capirlo un tradimento. Sono abbastanza razionale per comprendere e bilanciare responsibilità e eventuali corresponsabilità.
Ma in questo caso il tuo concetto di accettazione non capisco se diventa sinonimo di comprensione o perdono
 

danny

Utente di lunga data
....visto, ma non sono sicuro di cogliere il parallelismo, anzi ci sarebbero mille motivi per ritenerlo fuori luogo....

Capisco, posso capirlo un tradimento. Sono abbastanza razionale per comprendere e bilanciare responsibilità e eventuali corresponsabilità.
Ma in questo caso il tuo concetto di accettazione non capisco se diventa sinonimo di comprensione o perdono
Accetti l'avvenimento. Lo integri con l'immagine che hai del partner e della coppia.
E su basi concrete e non su visioni parziali e ideali ridefinisci la relazione.
Eviti gli schematismi del tipo vittima-carnefice.
 
Ultima modifica:

patroclo

Utente di lunga data
Accetti l'avvenimento. Lo integri con l'immagine che hai del partner e della coppia.
E su basi concrete e non su visioni parziali e ideali ridefinisci la relazione.
Eviti gli schematismi del tipo vittima-carnefice.
.....chiaro, ma giusto per riprendere la mia domanda iniziale: e poi?
 

Divì

Utente senza meta
Non ho capito una cosa, ma il perdono in questa discussione è inteso come: "ti perdono e quindi non ti sbatto fuori di casa"?
Non darei per scontata la coesistenza delle due azioni....
Non so: io sostengo che è più semplice perdonare se si chiude la relazione. Ma è un mio sentire.
E condivido il punto di vista di [MENTION=4075]Lostris[/MENTION] e di [MENTION=5708]spleen[/MENTION]. Ovvero che lato traditore il perdono non si chiede. Che il pentimento non si esprime spiattellando ogni cosa e dicendo non lo faccio più. Che occorre riparare al male fatto ma in modo "nascosto" ovvero che non si tratta di una trattativa.
Lato tradito, il perdono è un atto "interno" e unilaterale della parte lesa, che la parte lesa compie per sé per allontanare da sé il male ricevuto. Niente di tutto ciò è dovuto, da nessuno a nessuno.
 

Lostris

Utente Ludica
Non so: io sostengo che è più semplice perdonare se si chiude la relazione. Ma è un mio sentire.
E condivido il punto di vista di @Lostris e di @spleen. Ovvero che lato traditore il perdono non si chiede. Che il pentimento non si esprime spiattellando ogni cosa e dicendo non lo faccio più. Che occorre riparare al male fatto ma in modo "nascosto" ovvero che non si tratta di una trattativa.
Lato tradito, il perdono è un atto "interno" e unilaterale della parte lesa, che la parte lesa compie per sé per allontanare da sé il male ricevuto. Niente di tutto ciò è dovuto, da nessuno a nessuno.
:up:
 

Bruja

Utente di lunga data
Non so: io sostengo che è più semplice perdonare se si chiude la relazione. Ma è un mio sentire.
E condivido il punto di vista di @Lostris e di @spleen. Ovvero che lato traditore il perdono non si chiede. Che il pentimento non si esprime spiattellando ogni cosa e dicendo non lo faccio più. Che occorre riparare al male fatto ma in modo "nascosto" ovvero che non si tratta di una trattativa.
Lato tradito, il perdono è un atto "interno" e unilaterale della parte lesa, che la parte lesa compie per sé per allontanare da sé il male ricevuto. Niente di tutto ciò è dovuto, da nessuno a nessuno.
Direi che hai compreso il senso del perdono. In altro post sostenni che il perdono è anche un atto liberatorio che chiude la porta al rancore che si ripercuote comunque nella vita di coppia e blocca in caso la visuale di soluzioni ed orizzonti migliori per noi stessi.
Alla fine se si perdona con convinzione per restare nella coppia significa che si é trovata la strada della comprensione degli errori, a volte reciproci anche se con percentuali diverse, mentre in caso di chiusura del rapporto si perdona per liberarsi dal ricordo di un peso esistenziale e per andare liberi da sentimenti opprimenti verso un futuro che potrebbe essere pieno di promesse. A me basterebbe il fatto di tornare a pensare singolarmente occupandomi, dove possibile, della mia personale felicità.
Il perdono può diventare un modo sanatorio per seppellire sentimenti negativi riappropriandosi della bellezza della vita che non dipende e non è mai dipesa da altri, sia nello stato di innamoramento che nella possibile cocente delusione. Un buon rapporto di coppia è solo un miglioramento di una individualità risolta e gratificante. Se non fosse così non saremmo individui compiuti e nel contempo subiremmo le pressioni altrui compresi i tradimenti di tutti gli ordini, sentimentali, progettuali e qualitativi.
Ovvio che sta al sentire personale decidere se restare o andarsene, restando serve una vera, profonda e ragionata convinzione, perché nulla è più difficile e precario di un perdono che mantenga il dubbio...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ho capito una cosa, ma il perdono in questa discussione è inteso come: "ti perdono e quindi non ti sbatto fuori di casa"?
Non darei per scontata la coesistenza delle due azioni....
Nooooo
Non era nel mio pensiero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
In soldoni riformulo: se perdoni per sentirti buono (in pace) vuoi che il perdonato riconosca la tua santità.
 

alias75

Utente di lunga data
Riflettevo sul senso del perdono che è stato approfondito più volte sia nel significato etimologico, sia nel senso di pacificazione, di abbandono del rancore.
Riflettevo invece come il legame affettivo si deformi più attraverso il perdono che attraverso l’offesa.
Perdonando si cerca un cambiamento nell’altro, la negazione di una parte di sé, il rinnegare il suo vissuto.
Non solo, chi perdona ha aspettative di riconoscenza e amore di alta qualità in base alla magnanimità dimostrata.
C’è qualcosa di perverso in questo ed è forse la ragione per la quale chi ha perdonato sente riemergere periodicamente qualcosa di inquietante e amaro.
Percepisce che forse non c’è quella riconoscenza che gli sarebbe dovuta.
Riflessione estremamente profonda.
Il perdono è un percorso pieno di buche che si chiamano paradossi.
Un tradimento si perdona perchè in fondo proviamo ancora qualcosa per l'altra persona, il paradosso quindi è che perdoniamo per egoismo.
Il perdono significa accettare che il nostro partner ha commesso uno sbaglio, il paradosso è che uno sbaglio è per sua natura involontario (al massimo di distrazione) ma quando scientemente si và a letto con un'altro/a elaborando le scuse più pazzesche non è più uno sbaglio ma una scelta.

Il perdono quindi è paradossale e come tutti i paradossi la nostra mente fa molta fatica ad accettarlo.
 

disincantata

Utente di lunga data
In soldoni riformulo: se perdoni per sentirti buono (in pace) vuoi che il perdonato riconosca la tua santità.

Io non perdono, non lo accetto, capirlo ovvio che l'ho capito, mica difficile, non sono santa, non me ne frega nulla di esserlo, penso solo a stare bene, a casa e al mare, con lui e senza di lui, andiamo d'accordo, da oltre 40 anni, ottima intesa sessuale, peccato non vendano la pillola rossa per dimenticare i tradimenti. Altrimenti sarebbe tutto perfetto.

Quando invece si decide di separarsi, non credo conti molto perdonare o no, piu' facile smettere di pensarcI.

Provo a pensare cosa avrei provato, lasciandolo, ma e' difficile, essendoci rimasta insieme, a modo mio.

Sempre convinta di aver fatto la scelta giusta. Per la famiglia soprattutto.
 

Ioeimiei100rossetti

Utente di lunga data
In soldoni riformulo: se perdoni per sentirti buono (in pace) vuoi che il perdonato riconosca la tua santità.
Sicuramente esiste questa componente che suona come una specie di rivincita dei poveri, l'ho provata. Personalmente sono andata oltre, nel senso che mi è anche scappato di dirgli che lo perdono, ma non ci credevo io per prima e men che meno lui. Non è questione di perdono l'andare avanti insieme, è un argomento che ho accantonato. In certi momenti potrei affermare che l'ho fatto, perdonarlo, in altri dico che non succederà mai, ma non sono pazza :D, è che è fuori di me il concetto.
Ciò che mi interessava era che riconoscesse lo spessore del male che avevo ricevuto, che lo capisse, e che capisse se stesso e, mi duole ammetterlo, ciò è stato possibile solo assaggiando sulla sua pelle qualcosa di assimilabile a quanto ci era successo.

A volte penso che questa specie di lieve tensione dovuta all'imperdonabilità/perdonabilità del tradimento sia perfino funzionale al benessere nuovo della coppia.

Non ti perdono affinchè tu non pensi che la ferita del tradimento sia svanita del tutto; non ti perdono perchè non vuoi essere perdonato, perchè non vuoi dimenticare di cosa sei stato capace anche per non rifarlo più; non ti perdono perchè voglio usare quell'odore di male subito quando devo rafforzare posizioni, anche intime, con me stessa, che da sole non ce la fanno a sostentarsi; ti perdono perchè ti amo; ti perdono perchè è con te che voglio vivere e condividere la mia vita; ti perdono perchè il poco di buono che ho, anche se ci hai sputato sopra, è diventato un po' più che "poco" ed è bastato per tutti e due.

Il perdono credo che non serva a chi ha sbagliato; il perdono, spesso, lo si aziona esclusivamente per farsi un regalo.
Ma è il regalo che si concede chi non ha accettato. Ecco, il perdono sopperisce alla mancata accettazione. Se si riesce ad accettare l'inaccettabile, la rappresentazione mentale del perdono diventa un'astrazione confusa e irrilevante.



Io non perdono, non lo accetto, capirlo ovvio che l'ho capito, mica difficile, non sono santa, non me ne frega nulla di esserlo, penso solo a stare bene, a casa e al mare, con lui e senza di lui, andiamo d'accordo, da oltre 40 anni, ottima intesa sessuale, peccato non vendano la pillola rossa per dimenticare i tradimenti. Altrimenti sarebbe tutto perfetto.

Quando invece si decide di separarsi, non credo conti molto perdonare o no, piu' facile smettere di pensarcI.

Provo a pensare cosa avrei provato, lasciandolo, ma e' difficile, essendoci rimasta insieme, a modo mio.

Sempre convinta di aver fatto la scelta giusta. Per la famiglia soprattutto.

Ognuno deve trovare la sua via, quella che fa stare bene, e tu l'hai fatto. Ti ammiro :)
 

Eagle72

Utente di lunga data
Io non perdono, non lo accetto, capirlo ovvio che l'ho capito, mica difficile, non sono santa, non me ne frega nulla di esserlo, penso solo a stare bene, a casa e al mare, con lui e senza di lui, andiamo d'accordo, da oltre 40 anni, ottima intesa sessuale, peccato non vendano la pillola rossa per dimenticare i tradimenti. Altrimenti sarebbe tutto perfetto.

Quando invece si decide di separarsi, non credo conti molto perdonare o no, piu' facile smettere di pensarcI.

Provo a pensare cosa avrei provato, lasciandolo, ma e' difficile, essendoci rimasta insieme, a modo mio.

Sempre convinta di aver fatto la scelta giusta. Per la famiglia soprattutto.
Da tre mesi sto facendo stesso percorso con stessi ragionamenti..spero di trovare la tua serenità...anche se un velo di tristezza si percepisce...un vero peccato, per te e per lui...Per me tradire non conviene mai. Senza se e senza ma. Conoscendo il prezzo che si fa pagare a se' stessi e all'altro penso nessuno rifarebbe stesse scelte
 
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