Matrimonio appeso ad un filo

delfino curioso

Utente di lunga data
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?

Ti rispondo per quello che mi è successo invece di collezionare biciclette mi sono "invaghito" per una ragazza (più giovane di 10 anni), e ho combinato un vero e proprio "casino" sono uscito da casa per 5 mesi per una "pausa di riflessione" trovando ospitalità a casa di un amico che vive solo. Pensa che lui facendo i turni si alzata alle 6 di mattina, ed io lo lasciavo andare a dormire (maledicendolo) non prima delle 2,30 avevo bisogno di "parlare". Che grande amico con il "senno di poi" mi sarei mandato a fanculo da solo. Poi con suo sommo sollievo sono ritornato a casa mia.
 

Woland

Utente di lunga data
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?

Ehm, credo di aver letto la risposta a questa domanda in un 3d e quando leggo qualcosa di bello tendo a ricordarmelo e tu scrivi cose molto belle. La risposta penso sia no, non tradiresti tua moglie; perchè sei marito e padre con tutte le responsabilità che ciò comporta. Però di fronte a un'assalto frontale potresti vacillare... :p

Comunque in generale mi piace la tenerezza con cui parli di tua moglie nonostante tutto quello che ti è capitato. Sei ancora innamorato di lei vero?
 
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delfino curioso

Utente di lunga data
Sì.
Ipotizzando questa situazione.

Danny se proprio sei deciso, secondo me pensi troppo (e soprattutto pensi che ti scopra subito e se non lo fa lei confessi tu per come sei fatto:)) ti fai troppe "seghe mentali".
Rilassati disattiva un attimo il cervello (o per lo mena la parte coerente e logica) e vedi che succede se è proprio questo che voi.
 
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danny

Utente di lunga data
Ehm, credo di aver letto la risposta a questa domanda in un 3d e quando leggo qualcosa di bello tendo a ricordarmelo e tu scrivi cose molto belle. La risposta penso sia no, non tradiresti tua moglie; perchè sei marito e padre con tutte le responsabilità che ciò comporta. Però di fronte a un'assalto frontale potresti vacillare... :p

Comunque in generale mi piace la tenerezza con cui parli di tua moglie nonostante tutto che quello che ti è capitato. Sei ancora innamorato di lei vero?

Le voglio bene e penso che sotto alcuni aspetti sia il meglio che abbia trovato.
Per altri la strozzerei:), ma credo che non si possa pretendere tutto quello che si desidera.
La risposta è no, certo, ma non perché io sia migliore di lei, ma proprio perché mi trovavo appagato dall'essere marito e padre.
Questo è servito a riempire i vuoti, le ansie che inevitabilmente ognuno di noi trova lungo il suo cammino quando si avvicina ai 50.
A trovare pace anche nel tempo che passa, in un modo secondo il quale vedo il nostro percorso di vita come una staffetta. Il sentirsi legati ad altri infatti è servito a trovare un senso al mio percorso, anche quando ha cominciato a entrare nella seconda metà della vita.
Ma questa è solo la parte di me che dominava, quella meno rischiosa da applicare.
Altre mi suggerivano differenti soluzioni.
Mi facevano pensare ad altre donne, ed è proprio questo quando dico che forse avrei potuto comportarmi diversamente se avessi trovato l'occasione giusta, perché questa avrebbe vinto la paura di cambiare il senso della mia esistenza, mi avrebbe reso incosciente delle conseguenze di questa scelta e pertanto predisposto a dare spazio ad altri aspetti della mia personalità che rimanevano in secondo piano, perché valutati meno importanti o tollerabili rispetto ad altri.
Perché non credo che si sia tutti solo fedeli.
C'è una parte di noi che lo è e un'altra che non vorrebbe esserlo.
Poi di solito scegliamo quello che più ci appaga, o ci fa meno paura.
Potendo, credo che ognuno di noi darebbe spazio a tutte le vite diverse che vorrebbe avere.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tutti "sotto" nessuno "sopra"? Maga circe
nah...Circe è una forma del mio essere romantica, mica roba che gioco con gli sconosciuti...serve una reciprocità, in quel gioco di magia, che è escluso dal gioco fra sconosciuti.

Credo nè sopra nè sotto...semplicemente ho sperimentato, più volte, che i maschi che vogliono essere sconosciuti, poi si piegano su se stessi e finiscono sotto a se stessi, quando trovano la sconosciuta....
che loro pensano al loro essere sconosciuti in un contesto di riconoscimento dell'altro e di se stessi...quando si trovano davanti la sconosciuta per davvero...deragliano...e non sanno più giocare...

profumieri, appunto :carneval:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Una volta la si classificava come crisi della mezza età.
Ci si è sempre passati tutti.
Dopodiché ci si rassegnava ad invecchiare, mantenendo comunque la stabilità acquisita in precedenza.
Oggi la parola vecchiaia fa paura perché in fin dei conti si considerano i vecchi la parte meno utile della società.
E magari la si vede molto lontana, i capelli si tingono (solo per le donne, eh), ci si mette in tiro, e si sembra più giovani.
E si cerca di vivere come se lo si fosse ancora.
Il che rende insopportabile quel che si avverte come invecchiato e che rimane lì, davanti a noi, tutti i giorni, come uno specchio divenuto fastidioso da guardare.
Io non vedo consapevolezza, ma illusioni.
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
Tu parli dei Checco Zalone del matrimonio.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Tu parli dei Checco Zalone del matrimonio.
Che si riprendono però, alcuni almeno :)

Il mio ex, per esempio, era un Checco Zalone che neanche sotto tortura dura avrebbe smesso di esserlo...inutile anche spiegargli che gli serviva una che la pensasse come lui, e che non tutte erano la stessa cosa...

alcune desideravano, e non era desiderare la luna, anche un percorso autentico insieme...non solo le bollette e il pane...e la sicurezza che ora è ora e sarà per sempre...senza fare niente per renderlo possibile per davvero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Che si riprendono però, alcuni almeno :)

Il mio ex, per esempio, era un Checco Zalone che neanche sotto tortura dura avrebbe smesso di esserlo...inutile anche spiegargli che gli serviva una che la pensasse come lui, e che non tutte erano la stessa cosa...

alcune desideravano, e non era desiderare la luna, anche un percorso autentico insieme...non solo le bollette e il pane...e la sicurezza che ora è ora e sarà per sempre...senza fare niente per renderlo possibile per davvero.
Per me sono molti di più quelli che restano nel posto fisso lavorando il meno possibile.
 

ilnikko

utente chitarrista
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
Tiè, beccati 'sto verde va'
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Per me sono molti di più quelli che restano nel posto fisso lavorando il meno possibile.
sembra anche a me...ma a volte mi dico che sono io che ho una visione nera dell'umanità...poi penso che siamo un popolo di schiavi...tendenzialmente...e gli schiavi aspettano di essere liberati, da altri schiavi magari...ma aspettano, per la maggioranza...
 
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danny

Utente di lunga data
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
Sì. Tenendo conto che certe strade le si è percorse a volte proprio perché dominati dall'ansia o dall'incapacità di vedere se stessi con consapevolezza. Una maturità tardiva, ritengo, accorgersene a 40 anni. O forse il coraggio di dominare la propria ansia e uscirne quando si avverte che comincia a fare troppi danni e l'equilibrio non si trova più così facilmente. Temo che col tempo la zona comfort tenda a restringersi.
 
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patroclo

Utente di lunga data
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
Tu parli dei Checco Zalone del matrimonio.
.....non mi sono mai sentito sfiorato dalla crisi di mezza età...... non ho moto, ne tatuaggi, ne auto sportive....ecc.ecc.
.....mi ritrovo nella descrizione che hai fatto

In questo momento ho la sensazione che rimarrò precario a vita...... vedremo....non ho fretta
 

void

Utente di lunga data
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...

Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.

E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.

Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.

La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.

Mentire a se stessi per una vita intera purtroppo significa spesso aver mentito anche a qualcun altro. E alle fine i conti non si fanno da mai da soli. Anche se non c'è dolo ci si trova allora a rifugiarsi nel secondo neretto. Fino a che nel barcamenarsi fra l'uno e l'altro si perde la progettualità della propria vita.
 
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