Matrimonio appeso ad un filo

Brunetta

Utente di lunga data
Chiarito? No. Solo sesso senza nessun coinvolgimento si può se si è in due a volerlo, e non parlo di un solo incontro ma di vari, con lo stesso partner. Le partner extra erano o single o separate: per i traditi ( maschi) devastati, una scelta da me sempre fatta. Potevo avere un rapporto con una ns. amica comune ma ho declinato, la sua situazione ora è di separata in casa con amante.
:facepalm::rotfl:

Non chiedevo se se ci fosse coinvolgimento sentimentale.
Chiedievo che SENSO avesse per te.
 

Brunetta

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Iniziamo a dire che il sesso è una di quelle cose che ha una prevalenza nel mio mondo. Nel mio rapporto "primario" quando suddetto è stato un po' dimenticato. Non è una scusante ma con il tempo ha avuto il suo peso per incontri extra, che sono stati solo incontri per sesso senza coinvolgimento. In un post ho detto che per il traditore è un peccato veniale. Per la famiglia del Mulino Bianco sono d'accordo. La mia: tre figli, quattro nipoti rapporti più che bene con nuore, facciamo i nonni alla grande: Mulino Bianco?
Anche nel mio mondo ha una prevalenza, e non da poco. Direi anzi che per me è fondamentale. Non le pratiche in sè, di cui mi interessa per il semplice divertimento e sperimentazione (tipo assaggiare cibi nuovi).
Ma proprio come espressione di me nella comunicazione con l'altro.

E infatti, uno degli indicatori che mi avevano portata a mettere in discussione la mia relazione decennale era proprio il sesso scialbo, piatto e non appagante.
Magari era soddisfacente in termini fisici.
Ma a me non basta. Mi soddisfo da sola a quel punto.
E l'intensità me la vado a prendere in giro, che fra l'altro mi viene anche più facile vivere pienamente certe intensità con sconosciuti che con un compagno.
Mi aveva intristita e allarmata e quando avevo provato a parlarne mi ero pure presa della troia, fra le altre cose.
E non che la cosa mi abbia offesa eh. Solo che a me sarebbe piaciuto moltissimo condividere il mio essere troia con il mio uomo. Che spesso nella testa considero come la mia puttana.

Se vado per il romanticismo, mi viene in mente circe che trasformava i maschi in maiali...ecco...se il desiderio di me e con me, non "trasforma" il maschio che ho vicino in maiale, a tutti i livelli, io mi sperdo e non sono più appagata. E inizio a sentire forte la mancanza di quella parte di comunicazione. La coppia si "interrompe" per me.
E l'altro inizia a diventarmi un impegno. Una responsabilità.
E sono devota fra l'altro al rispetto degli impegni e delle responsabilità. Ma sulla lunga, prevale il mio desiderio di me. Di vita. E non riesco a permanere in una relazione tutta aggrovigliata su responsabilità e impegno e non su comunicazione profonda, compresa quella sessuale.

Forse credo ancora nel mulino bianco nel senso che la mia utopia (o distopia) è una relazione in cui entrambi cercano quello. Ognuno a suo modo ovviamente. Ma che lo cercano. E quindi cerco comunque chiarezza, onesta, trasparenza. Consensualità.
E cerco che il potere sia messo apertamente in mezzo, per poterne fare le cessioni che più appagano.

Non ce l'ho, invece, nei termini di un progetto di relazione stile matrimonio, non fa per me. non mi ci riconosco. Ha presupposti che non mi bastano. E che mi fanno sentire soffocata. A partire dai figli, che non desidero, per quanto mi diverta molto fare la zia.
Di mio fra l'altro non ho il ruolo della moglie come mitologia.
Per citare @twinpeaks, io desidero essere l'etera del mio compagno. Non la moglie. E la prostituta è un qualcosa che soddisfa unicamente me, è autoreferenziale, un gioco con me stessa.
Finisco su una sorta di piedistallo in cui i maschi che subiscono l'influsso della prostituta perdono di stimabilità ai miei occhi, e li considero esseri inferiori. Con cui mi è impossibile relazionarmi alla pari.

Però per me il tradimento, e ho tradito molto, non è mai stato veniale.
L'ho sempre tenuto molto separato dalla relazione principale. E ho sempre seguito una sorta di "manuale", di regole per cui il mio tradire sarebbe rimasto separato dalla relazione. E è sempre stata presente in me la tutela dell'altro che tradivo. Salvo che da ragazzetta giovane e inesperta, i miei tradimenti sono sempre rimasti un qualcosa fra me e me. Che è un trucco in realtà. Ma tant'è, mi ha dato l'illusione di non creare troppa sofferenza. Anche se poi ho fatto lo stesso soffrire...perchè sono sempre finita a mollare tutti e stare per i fatti miei.

Quindi faccio molta fatica a comprendere il compromesso del "cerco soddisfazione fuori" e tengo il dentro.
Forse perchè quando mi accorgo che il dentro non mi basta più, non riesco a rimanerci a lungo. Mi sento ingabbiata e devo, devo proprio, andarmene.

Per mulino bianco io intendo l'usare la scusa dell'amore per permanere in situazioni non appaganti. Senza dirselo. O dicendoselo in parte.
Usare la stampella delle regole comuni anzichè la propria testa.

Poi probabilmente un po' sto invecchiando...che mi sto rendendo conto che è più un mio problema il considerare in modo dispregiativo l'uso delle stampelle...ma in fondo se servono non c'è nulla di male a farlo.
 
Ultima modifica:

Blaise53

Utente di lunga data
Anche nel mio mondo ha una prevalenza, e non da poco. Direi anzi che per me è fondamentale. Non le pratiche in sè, di cui mi interessa per il semplice divertimento e sperimentazione (tipo assaggiare cibi nuovi).
Ma proprio come espressione di me nella comunicazione con l'altro.

E infatti, uno degli indicatori che mi avevano portata a mettere in discussione la mia relazione decennale era proprio il sesso scialbo, piatto e non appagante.
Magari era soddisfacente in termini fisici.
Ma a me non basta. Mi soddisfo da sola a quel punto.
E l'intensità me la vado a prendere in giro, che fra l'altro mi viene anche più facile vivere pienamente certe intensità con sconosciuti che con un compagno.
Mi aveva intristita e allarmata e quando avevo provato a parlarne mi ero pure presa della troia, fra le altre cose.
E non che la cosa mi abbia offesa eh. Solo che a me sarebbe piaciuto moltissimo condividere il mio essere troia con il mio uomo. Che spesso nella testa considero come la mia puttana.

Se vado per il romanticismo, mi viene in mente circe che trasformava i maschi in maiali...ecco...se il desiderio di me e con me, non "trasforma" il maschio che ho vicino in maiale, a tutti i livelli, io mi sperdo e non sono più appagata. E inizio a sentire forte la mancanza di quella parte di comunicazione. La coppia si "interrompe" per me.
E l'altro inizia a diventarmi un impegno. Una responsabilità.
E sono devota fra l'altro al rispetto degli impegni e delle responsabilità. Ma sulla lunga, prevale il mio desiderio di me. Di vita. E non riesco a permanere in una relazione tutta aggrovigliata su responsabilità e impegno e non su comunicazione profonda, compresa quella sessuale.

Forse credo ancora nel mulino bianco nel senso che la mia utopia (o distopia) è una relazione in cui entrambi cercano quello. Ognuno a suo modo ovviamente. Ma che lo cercano. E quindi cerco comunque chiarezza, onesta, trasparenza. Consensualità.
E cerco che il potere sia messo apertamente in mezzo, per poterne fare le cessioni che più appagano.

Non ce l'ho, invece, nei termini di un progetto di relazione stile matrimonio, non fa per me. non mi ci riconosco. Ha presupposti che non mi bastano. E che mi fanno sentire soffocata. A partire dai figli, che non desidero, per quanto mi diverta molto fare la zia.
Di mio fra l'altro non ho il ruolo della moglie come mitologia.
Per citare @twinpeaks, io desidero essere l'etera del mio compagno. Non la moglie. E la prostituta è un qualcosa che soddisfa unicamente me, è autoreferenziale, un gioco con me stessa.
Finisco su una sorta di piedistallo in cui i maschi che subiscono l'influsso della prostituta perdono di stimabilità ai miei occhi, e li considero esseri inferiori. Con cui mi è impossibile relazionarmi alla pari.

Però per me il tradimento, e ho tradito molto, non è mai stato veniale.
L'ho sempre tenuto molto separato dalla relazione principale. E ho sempre seguito una sorta di "manuale", di regole per cui il mio tradire sarebbe rimasto separato dalla relazione. E è sempre stata presente in me la tutela dell'altro che tradivo. Salvo che da ragazzetta giovane e inesperta, i miei tradimenti sono sempre rimasti un qualcosa fra me e me. Che è un trucco in realtà. Ma tant'è, mi ha dato l'illusione di non creare troppa sofferenza. Anche se poi ho fatto lo stesso soffrire...perchè sono sempre finita a mollare tutti e stare per i fatti miei.

Quindi faccio molta fatica a comprendere il compromesso del "cerco soddisfazione fuori" e tengo il dentro.
Forse perchè quando mi accorgo che il dentro non mi basta più, non riesco a rimanerci a lungo. Mi sento ingabbiata e devo, devo proprio, andarmene.

Per mulino bianco io intendo l'usare la scusa dell'amore per permanere in situazioni non appaganti. Senza dirselo. O dicendoselo in parte.
Usare la stampella delle regole comuni anzichè la propria testa.

Poi probabilmente un po' sto invecchiando...che mi sto rendendo conto che è più un mio problema il considerare in modo dispregiativo l'uso delle stampelle...ma in fondo se servono non c'è nulla di male a farlo.
Avessi qualche anno di meno..... ideale di donna. 😇
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Avessi qualche anno di meno..... ideale di donna. 😇
E' una battuta? (non le capisco tendenzialmente :D)

Sono stati pochissimi i maschi che hanno retto davvero l'impatto con me e io stessa ci sono rimasta sotto, a me stessa intendo, per un tot di anni...altro che ideale di donna :carneval:
 

Blaise53

Utente di lunga data
E' una battuta? (non le capisco tendenzialmente :D)

Sono stati pochissimi i maschi che hanno retto davvero l'impatto con me e io stessa ci sono rimasta sotto, a me stessa intendo, per un tot di anni...altro che ideale di donna :carneval:
"E l'intensità me la vado a prendere in giro, che fra l'altro mi viene anche più facile vivere pienamente certe intensità con sconosciuti che con un compagno."

Donna ideale per uno sconosciuto.
 

Diletta

Utente di lunga data
"E l'intensità me la vado a prendere in giro, che fra l'altro mi viene anche più facile vivere pienamente certe intensità con sconosciuti che con un compagno."

Donna ideale per uno sconosciuto.

Scusa, ma non ho capito se tua moglie sa che sei stato "cattivello".
 

Diletta

Utente di lunga data
Tra immaginare e sapere c'è un abisso, a parte che io preferisco di gran lunga la verità nuda e cruda, ma capisco che per altre/i sia il contrario e la vaghezza del dubbio possano essere un conforto e una illusione.
Credi che cambierebbe tanto se l`immaginare diventasse evidenza?
Porterebbe un grave squilibrio nel vostro matrimonio?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
"E l'intensità me la vado a prendere in giro, che fra l'altro mi viene anche più facile vivere pienamente certe intensità con sconosciuti che con un compagno."

Donna ideale per uno sconosciuto.
Lo pensavano anche gli sconosciuti :rotfl:

Poi finivano per scontrarsi con loro stessi...chi mi ha odiata, chi ha confuso la donna ideale con quella reale e chi ha pure pensato di salvarmi e ha creduto di essere innamorato o altro

Raramente ho incontrato maschi che sapessero rimanere davvero sconosciuti. In un modo o nell'altro, non sono stati capaci di tollerarlo...

Pochi mi han davvero soddisfatta da quel punto di vista. Alla fine tutti chiedevano di essere riconosciuti, in un qualche modo :)

Un sacco di profumieri ci sono in giro:carneval:
 

Blaise53

Utente di lunga data
Lo pensavano anche gli sconosciuti :rotfl:

Poi finivano per scontrarsi con loro stessi...chi mi ha odiata, chi ha confuso la donna ideale con quella reale e chi ha pure pensato di salvarmi e ha creduto di essere innamorato o altro

Raramente ho incontrato maschi che sapessero rimanere davvero sconosciuti. In un modo o nell'altro, non sono stati capaci di tollerarlo...

Pochi mi han davvero soddisfatta da quel punto di vista. Alla fine tutti chiedevano di essere riconosciuti, in un qualche modo :)

Un sacco di profumieri ci sono in giro:carneval:
Tutti "sotto" nessuno "sopra"? Maga circe
 

danny

Utente di lunga data
sai che sto conoscendo un sacco di gente che proprio intorno a quell'età, si ritrova a cambiare...che poi non è esattamente cambiare...la mia interpretazione è che intorno a quell'età, raggiunte una serie di sicurezze interne, ci si permetta uno sguardo su se stessi un poco più profondo, in termini di desiderio, erotismo, bisogni relazionali...e qualcuno fa "scoperte"...che sono poi scoperte dell'acqua calda, che era tutto lì anche prima...solo che forse prima ci si affida più ai dettami del "grande libro della vita" per scoprire ad un certo punto che non sono esattamente quei dettami in cui ci si riconosce per davvero...o non bastano...o non lo so..ma non corrispondono.

E ci si ritrova ad un bivio...poi ognuno trova soluzioni personali, chi la depressione, chi l'ansia, chi il tradimento, chi segmentare la vita in compartimenti stagni, chi la solitudine, chi il rifiuto del sesso...boh..non mi è molto chiaro quel che succede...

Ma intorno a me ne sto trovando un sacco che si rivoltano come calzini intorno a quell'età...

La butto lì, come cazzata...forse anche l'attesa di vita, uno stato di salute più lungo rispetto a qualche decennio fa..insomma...io credo stiano cambiando molte cose...

Non lo so...

Se penso a me...e di anni ne ho 39, ho iniziato ad affrontare me stessa intorno ai 34 anni...quando sono giù di morale penso che sono una "ritardat(ari)a"...poi se guardo bene il mio percorso di vita, mi rendo conto che ho fatto il meglio che potevo...più di così, proprio non riuscivo. Non ho tirato indietro. Semplicemente non ci riuscivo. Quelli sono stati e sono i miei tempi.
Una volta la si classificava come crisi della mezza età.
Ci si è sempre passati tutti.
Dopodiché ci si rassegnava ad invecchiare, mantenendo comunque la stabilità acquisita in precedenza.
Oggi la parola vecchiaia fa paura perché in fin dei conti si considerano i vecchi la parte meno utile della società.
E magari la si vede molto lontana, i capelli si tingono (solo per le donne, eh), ci si mette in tiro, e si sembra più giovani.
E si cerca di vivere come se lo si fosse ancora.
Il che rende insopportabile quel che si avverte come invecchiato e che rimane lì, davanti a noi, tutti i giorni, come uno specchio divenuto fastidioso da guardare.
Io non vedo consapevolezza, ma illusioni.
 
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trilobita

Utente di lunga data
Una volta la si classificava come crisi della mezza età.
Ci si è sempre passati tutti.
Dopodiché ci si rassegnava ad invecchiare, mantenendo comunque la stabilità acquisita in precedenza.
Oggi la parola vecchiaia fa paura perché in fin dei conti si considerano i vecchi la parte meno utile della società.
E magari la si vede molto lontana, i capelli si tingono (solo per le donne, eh), ci si mette in tiro, e si sembra più giovani.
E si cerca di vivere come se lo si fosse ancora.
Il che rende insopportabile quel che si avverte come invecchiato e che rimane lì, davanti a noi, tutti i giorni, come uno specchio divenuto fastidioso da guardare.
Io non vedo consapevolezza, ma illusioni.
A posteriori valuto la mia crisi di mezza età attorno ai 42.
Presi una moto da cross,furgone,palestra invernale,convinto di poter fare quello che facevo a 16 anni.
Prima gara di campionato,Asti,salita,salto,lettino dell'ambulanza....primo pensiero?
Chissà se quella canna da pesca vista in negozio è ancora in offerta.....
Per dire...
Io ho elaborato senza calarmi le mutande in giro,insomma,per chi trova una motivazione in questo..
 

danny

Utente di lunga data
A posteriori valuto la mia crisi di mezza età attorno ai 42.
Presi una moto da cross,furgone,palestra invernale,convinto di poter fare quello che facevo a 16 anni.
Prima gara di campionato,Asti,salita,salto,lettino dell'ambulanza....primo pensiero?
Chissà se quella canna da pesca vista in negozio è ancora in offerta.....
Per dire...
Io ho elaborato senza calarmi le mutande in giro,insomma,per chi trova una motivazione in questo..
Io restaurando e collezionando vecchie bici e altri oggetti d'epoca.
Un modo per rallentare il tempo.
Ma non esiste la ricetta uguale per tutti.
Soprattutto ho notato che i collezionisti sono soprattutto uomini (di mezz'età).
Le donne?
 

trilobita

Utente di lunga data
Io restaurando e collezionando vecchie bici e altri oggetti d'epoca.
Un modo per rallentare il tempo.
Ma non esiste la ricetta uguale per tutti.
Soprattutto ho notato che i collezionisti sono soprattutto uomini (di mezz'età).
Le donne?
Chi colleziona vecchie bici e chi nuovi manubri....
 

danny

Utente di lunga data
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?
 

trilobita

Utente di lunga data
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?
Ma da singol?
 
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