L'orgoglio del traditore

Anna @GATTO

Utente di lunga data
Poraccio :LOL:
Ariecco la pecora che vuole capire il lupo.
Sono orgoglioso quando mi riprendo me stesso.
Sono felice quando giro intorno alle regole fatte per gli altri, altro che non libero.
Sono forte quando le scelte in libertà sono precluse perché ci sono altri interessi in ballo, e porto comunque a casa il risultato, altro che debole.
Mi sento intelligente quando ottengo quello che voglio salvando capraecavoli e tenendo al riparo tutto dalle conseguenza, altro che vigliacco. Anzi molto spesso mi sbatto più io per tenere unite le famiglie di chi mi scopo di quanto dovrebbero fare quelli che quelle stesse famiglie hanno giurato davanti al prete di tenerle insieme.
Mi sento meglio di chi mi sta vicino che dorme sotto la coperta calda che io gli fornisco, perché senza coperta starebbe peggio, mentre io starei meglio senza dover pensare anche a loro. Altro che meschino.
Sul piacere della condivisione del tradimento Sei proprio un coglione senza neanche sbattersi ad argomentare. Non c'è nessun piacere nella condivisione del tradimento. Semmai il piacere sta nel togliere dalla faccia di quei coglioni che come te vedono tutto bianco o tutto nero l'assunto ideologico in base al quale il Tradito è una specie di Santo mentre il traditore è l'uomo nero. La vita, le storie e tradimenti sono fatte di persone. Caso per caso. Guarda @Lara3 che dovrebbe ringraziare il marito che le ha messo le corna facendo saltare il tappo così ha conosciuto uno emotivamente Senziente mentre altrimenti si sarebbe tenuta quel catorcio anaffettivo con cui si è sposata solo per amor di coerenza.
Ma sparati, ritardato!
Quello che dici sarebbe giusto se il tuo modus operandi fosse accettato anche quando a farlo è la tua donna , visto che di solito quando uno tradisce l’altro viene occasionato da altri insomma è la legge del contrappasso tutto torna ......anche le corna , io non voglio parlare ne di coraggio ne di vigliaccheria ma bensì “NON create un rapporto se non ci credete è più semplice più veloce .
Anche perché poi chi la fa l’aspetti conosco tante persone convinte che solo loro tradiscono è la compagna o il compagno è fedele ...... illusi
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Quello che dici sarebbe giusto se il tuo modus operandi fosse accettato anche quando a farlo è la tua donna , visto che di solito quando uno tradisce l’altro viene occasionato da altri insomma è la legge del contrappasso tutto torna ......anche le corna , io non voglio parlare ne di coraggio ne di vigliaccheria ma bensì “NON create un rapporto se non ci credete è più semplice più veloce .
Anche perché poi chi la fa l’aspetti conosco tante persone convinte che solo loro tradiscono è la compagna o il compagno è fedele ...... illusi
Editato

E quindi? Credere nel rapporto quando lo crei é scontato.

Fottuti drogati di assoluti.

Sarebbe molto facile se le corna fossero figlie di rapporti nati male oppure se ci fosse un assioma automatico in base al quale se ci credi all'inizio, continui a crederci per tutta la vita. Semplicemente la vita non funziona come dite voi.

La coerenza é un costrutto mentale che semplicemente si sbriciola, di fronte alla vita.
Tutto il resto sono seghe mentali.

Uno ci parte sempre con le migliori intenzioni, o se preferisci con la presunzione di avere una forza d'animo tale da lasciare tutto com'è anche dopo anni. Questo è anche il motivo sbagliato per cui ci si affanna a cercare la responsabilità.

L'errore sta semplicemente negli assoluti.

Se uno accettasse mentalmente di stabilire la possibilità di revisionare ogni tanto un rapporto, accettasse la possibilità di una vita insieme in cui c'è una via d'uscita se le cose vanno male o anche semplicemente se le cose non soddisfano le aspettative, i tuoi obiettivi, la gente smetterebbe di sentirsi in trappola.

Invece no. Il massimo che mi sai dare è: ma se una cosa non va ci lavoriamo insieme. Ma un paio di palle, se una cosa (grossa, ovvio) non va, il rapporto finisce. Punto e fine.

Pensaci: gli assoluti sono la droga che rovina tutta la nostra esistenza sentimentale.
Quando sei giovane ne sei schiavo perché hai bisogno di etichette per appartenere ad uno schema. Il fidanzato a casa, la storia di solo sesso, gente che a 14 anni già deciso il nome dei figli oppure gente che al contrario scappa dall' impegno perché l'impegno e per sempre.

Poi cresci, e cominci magari a sentirti addosso la pressione sociale di dover cercare quello giusto, o magari quella giusta, che siano quelli giusti per sempre, ovvio. Ti fidanzi, magari quel fidanzamento rimane mummificato nell’ansia e nell’accidia per anni perché dall'altra parte c'è l'aspettativa dell'assoluto perché qualcosa o è assoluto, o non è niente.

O credi nell'amore definitivo travolgente per sempre, o non sei uno che crede nell'amore.

O sei uno disposto ad impegnarsi per sempre, senza condizioni, dalla culla alla bara, o cerchi solo sesso.

O sei una specie di monaco guerriero che attraverso l'esercizio rituale di pazienza riesce a costruire un rapporto che trascende le possibilità umane e diventa una leggenda oppure devi decide di stare stretto per giorni, mesi, anni solo perché dall'altra parte il parametro è troppo alto.

Guarda che è esattamente il discorso che si fa sugli stereotipi sociali. Nella vita la gente è infelice perché gli vengono offerti degli obiettivi fuori portata come la vita da vip, fare l'influencer sui social media, o qualunque altro sogno stile mito americano in brianza.

Sui rapporti di coppia il discorso è esattamente lo stesso ma in ottica al ribasso. Il nostro sistema sociale morale e religioso e vecchio di millenni, vede la famiglia come una società di mutuo soccorso in cui il sentimento che regge è la sopportazione, non l’amore e in cui il progetto conta solo lui, e per fottere la gente usa gli assoluti, cenerentola e quel ricchione del principe azzurro. Questo sistema non regge più i desideri delle persone moderne, anche se quelle persone moderne sono state educate a credere a valori millenari.

Solo non si può dire sono disposto a stare con te per una decina d'anni, fare un paio di marmocchi e poi vedere come va. Peccato che il rapporto coi figli prescinde tanto, ma tanto da quello con l'altro genitore. E più crescono, più è così.

Anche se alla conta dei fatti nella stragrande maggioranza delle separazioni va così. Si sta insieme per un po', si fanno dei figli si apre e si chiude qualche progetto.

Purtroppo però – e cazzo, ci giochiamo la vita su queste cose – con il contorno di frustrazioni, tradimenti e lacrime che ci tiriamo addosso perché non sappiamo guardare fuori dalla dicotomia tra una storia importante che magari però non è destinata a durare ma ci lascia molto, ci dà molto di quello che siamo, diventa una parte della nostra mitologia di vita e una storia che magari è molto meno importante però dura di più o peggio ancora per sempre.
 

abebis

Utente di lunga data
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E quindi? Credere nel rapporto quando lo crei é scontato.

Fottuti drogati di assoluti.

Sarebbe molto facile se le corna fossero figlie di rapporti nati male oppure se ci fosse un assioma automatico in base al quale se ci credi all'inizio, continui a crederci per tutta la vita. Semplicemente la vita non funziona come dite voi.

La coerenza é un costrutto mentale che semplicemente si sbriciola, di fronte alla vita.
Tutto il resto sono seghe mentali.

Uno ci parte sempre con le migliori intenzioni, o se preferisci con la presunzione di avere una forza d'animo tale da lasciare tutto com'è anche dopo anni. Questo è anche il motivo sbagliato per cui ci si affanna a cercare la responsabilità.

L'errore sta semplicemente negli assoluti.

Se uno accettasse mentalmente di stabilire la possibilità di revisionare ogni tanto un rapporto, accettasse la possibilità di una vita insieme in cui c'è una via d'uscita se le cose vanno male o anche semplicemente se le cose non soddisfano le aspettative, i tuoi obiettivi, la gente smetterebbe di sentirsi in trappola.

Invece no. Il massimo che mi sai dare è: ma se una cosa non va ci lavoriamo insieme. Ma un paio di palle, se una cosa (grossa, ovvio) non va, il rapporto finisce. Punto e fine.

Pensaci: gli assoluti sono la droga che rovina tutta la nostra esistenza sentimentale.
Quando sei giovane ne sei schiavo perché hai bisogno di etichette per appartenere ad uno schema. Il fidanzato a casa, la storia di solo sesso, gente che a 14 anni già deciso il nome dei figli oppure gente che al contrario scappa dall' impegno perché l'impegno e per sempre.

Poi cresci, e cominci magari a sentirti addosso la pressione sociale di dover cercare quello giusto, o magari quella giusta, che siano quelli giusti per sempre, ovvio. Ti fidanzi, magari quel fidanzamento rimane mummificato nell’ansia e nell’accidia per anni perché dall'altra parte c'è l'aspettativa dell'assoluto perché qualcosa o è assoluto, o non è niente.

O credi nell'amore definitivo travolgente per sempre, o non sei uno che crede nell'amore.

O sei uno disposto ad impegnarsi per sempre, senza condizioni, dalla culla alla bara, o cerchi solo sesso.

O sei una specie di monaco guerriero che attraverso l'esercizio rituale di pazienza riesce a costruire un rapporto che trascende le possibilità umane e diventa una leggenda oppure devi decide di stare stretto per giorni, mesi, anni solo perché dall'altra parte il parametro è troppo alto.

Guarda che è esattamente il discorso che si fa sugli stereotipi sociali. Nella vita la gente è infelice perché gli vengono offerti degli obiettivi fuori portata come la vita da vip, fare l'influencer sui social media, o qualunque altro sogno stile mito americano in brianza.

Sui rapporti di coppia il discorso è esattamente lo stesso ma in ottica al ribasso. Il nostro sistema sociale morale e religioso e vecchio di millenni, vede la famiglia come una società di mutuo soccorso in cui il sentimento che regge è la sopportazione, non l’amore e in cui il progetto conta solo lui, e per fottere la gente usa gli assoluti, cenerentola e quel ricchione del principe azzurro. Questo sistema non regge più i desideri delle persone moderne, anche se quelle persone moderne sono state educate a credere a valori millenari.

Solo non si può dire sono disposto a stare con te per una decina d'anni, fare un paio di marmocchi e poi vedere come va. Peccato che il rapporto coi figli prescinde tanto, ma tanto da quello con l'altro genitore. E più crescono, più è così.

Anche se alla conta dei fatti nella stragrande maggioranza delle separazioni va così. Si sta insieme per un po', si fanno dei figli si apre e si chiude qualche progetto.

Purtroppo però – e cazzo, ci giochiamo la vita su queste cose – con il contorno di frustrazioni, tradimenti e lacrime che ci tiriamo addosso perché non sappiamo guardare fuori dalla dicotomia tra una storia importante che magari però non è destinata a durare ma ci lascia molto, ci dà molto di quello che siamo, diventa una parte della nostra mitologia di vita e una storia che magari è molto meno importante però dura di più o peggio ancora per sempre.

Bello 'sto discorso, seriamente.

Peccato solo che anche questo puzzi un po' di assoluto.
 

Anna @GATTO

Utente di lunga data
Editato

E quindi? Credere nel rapporto quando lo crei é scontato.

Fottuti drogati di assoluti.

Sarebbe molto facile se le corna fossero figlie di rapporti nati male oppure se ci fosse un assioma automatico in base al quale se ci credi all'inizio, continui a crederci per tutta la vita. Semplicemente la vita non funziona come dite voi.

La coerenza é un costrutto mentale che semplicemente si sbriciola, di fronte alla vita.
Tutto il resto sono seghe mentali.

Uno ci parte sempre con le migliori intenzioni, o se preferisci con la presunzione di avere una forza d'animo tale da lasciare tutto com'è anche dopo anni. Questo è anche il motivo sbagliato per cui ci si affanna a cercare la responsabilità.

L'errore sta semplicemente negli assoluti.

Se uno accettasse mentalmente di stabilire la possibilità di revisionare ogni tanto un rapporto, accettasse la possibilità di una vita insieme in cui c'è una via d'uscita se le cose vanno male o anche semplicemente se le cose non soddisfano le aspettative, i tuoi obiettivi, la gente smetterebbe di sentirsi in trappola.

Invece no. Il massimo che mi sai dare è: ma se una cosa non va ci lavoriamo insieme. Ma un paio di palle, se una cosa (grossa, ovvio) non va, il rapporto finisce. Punto e fine.

Pensaci: gli assoluti sono la droga che rovina tutta la nostra esistenza sentimentale.
Quando sei giovane ne sei schiavo perché hai bisogno di etichette per appartenere ad uno schema. Il fidanzato a casa, la storia di solo sesso, gente che a 14 anni già deciso il nome dei figli oppure gente che al contrario scappa dall' impegno perché l'impegno e per sempre.

Poi cresci, e cominci magari a sentirti addosso la pressione sociale di dover cercare quello giusto, o magari quella giusta, che siano quelli giusti per sempre, ovvio. Ti fidanzi, magari quel fidanzamento rimane mummificato nell’ansia e nell’accidia per anni perché dall'altra parte c'è l'aspettativa dell'assoluto perché qualcosa o è assoluto, o non è niente.

O credi nell'amore definitivo travolgente per sempre, o non sei uno che crede nell'amore.

O sei uno disposto ad impegnarsi per sempre, senza condizioni, dalla culla alla bara, o cerchi solo sesso.

O sei una specie di monaco guerriero che attraverso l'esercizio rituale di pazienza riesce a costruire un rapporto che trascende le possibilità umane e diventa una leggenda oppure devi decide di stare stretto per giorni, mesi, anni solo perché dall'altra parte il parametro è troppo alto.

Guarda che è esattamente il discorso che si fa sugli stereotipi sociali. Nella vita la gente è infelice perché gli vengono offerti degli obiettivi fuori portata come la vita da vip, fare l'influencer sui social media, o qualunque altro sogno stile mito americano in brianza.

Sui rapporti di coppia il discorso è esattamente lo stesso ma in ottica al ribasso. Il nostro sistema sociale morale e religioso e vecchio di millenni, vede la famiglia come una società di mutuo soccorso in cui il sentimento che regge è la sopportazione, non l’amore e in cui il progetto conta solo lui, e per fottere la gente usa gli assoluti, cenerentola e quel ricchione del principe azzurro. Questo sistema non regge più i desideri delle persone moderne, anche se quelle persone moderne sono state educate a credere a valori millenari.

Solo non si può dire sono disposto a stare con te per una decina d'anni, fare un paio di marmocchi e poi vedere come va. Peccato che il rapporto coi figli prescinde tanto, ma tanto da quello con l'altro genitore. E più crescono, più è così.

Anche se alla conta dei fatti nella stragrande maggioranza delle separazioni va così. Si sta insieme per un po', si fanno dei figli si apre e si chiude qualche progetto.

Purtroppo però – e cazzo, ci giochiamo la vita su queste cose – con il contorno di frustrazioni, tradimenti e lacrime che ci tiriamo addosso perché non sappiamo guardare fuori dalla dicotomia tra una storia importante che magari però non è destinata a durare ma ci lascia molto, ci dà molto di quello che siamo, diventa una parte della nostra mitologia di vita e una storia che magari è molto meno importante però dura di più o peggio ancora per sempre.
La coerenza non è un costrutto mentale è coerenza e basta , infatti non è obbligatoria, è una scelta essere coerenti , non capisco tutto un giro di parole per dire che uno non vuole essere coerente ...... non è un reato basta non spacciarsi per tale , perché altrimenti oltre non essere coerente èanche bugiardo .
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
La coerenza non è un costrutto mentale è coerenza e basta , infatti non è obbligatoria, è una scelta essere coerenti , non capisco tutto un giro di parole per dire che uno non vuole essere coerente ...... non è un reato basta non spacciarsi per tale , perché altrimenti oltre non essere coerente èanche bugiardo .
Bel giro di parole per dire che non hai capito un cazzo e comunque hai ragione tu :LOL:
 

Anna @GATTO

Utente di lunga data
Bel giro di parole per dire che non hai capito un cazzo e comunque hai ragione tu :LOL:
Ho capito tutto anzi sono stata più sintetica di te .....e questo ti rode “un pochino “, non ti preoccupare se ti eserciti riuscirai a spiegarti meglio senza girare intorno agli argomenti ed inciamparci sopra , credimi c’è la puoi fare 😊
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ho capito tutto anzi sono stata più sintetica di te .....e questo ti rode “un pochino “, non ti preoccupare se ti eserciti riuscirai a spiegarti meglio senza girare intorno agli argomenti ed inciamparci sopra , credimi c’è la puoi fare 😊
C'erto. Eppoi figurati se mi perdererei l'occasione di imparare da te. La coerenza è la coerenza è la tipica espressione di chi ha capito tutto :LOL:
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Anna @GATTO

Utente di lunga data
A proposito, ma @Anna @GATTO è una tradita? traditrice? Amante? Turista? Che per carità io apprezzo moltissimo le sputasentenze, ma magari per educazione sarebbe il caso che ci illuminasse sul suo background.
Ho scritto dA un altra parte che ,non sono d’accordo col tradimento , preferisco godermi in totale serenità una storia , se le cose non vanno più bene con una persona inutile giocare ....... ognuno per la sua strada e poi chi Sa.
Ebbene sì una volta ho tradito ,non è stata una cosa semplice in più sono un
po ‘pasticciona ,insomma un periodo strano ,non brutto ma strano .
Sono stata tradita ...... questo non lo so con certezza , probabilmente tutti noi preferiamo pensare di no ......beata illusione . Siamo stati traditi tutti e ora che ci penso bene🤔un bel po di tempo fa uno mi ha tradita e io lo ho beccato....poveretto .
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
E tu ARCI da che parte stai ..... traditore ,tradito o entrambe
Io? Io sono il male :LOL:
 
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