La scelta

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma anche quando sarebbe sempre un processo alle intenzioni, con 2 bimbe piccole di mezzo
Un flirt, finché non sfocia in un atto concreto, resta sempre attaccabile solo sul piano delle interpretazioni perché l’intenzione può essere negata (“stavo scherzando”, “non volevo andare oltre”), mentre diventa leggibile come prodromo di un tradimento solo a posteriori, nel momento in cui quel qualcosa accade davvero.
 

Gaia

Utente di lunga data
A me è servito per fregarmene e pensare a me stesso.
Ho capito che in fin dei conti era una cosa sua, della quale ora mi interessa relativamente.
Quello che dici è molto triste secondo il mio parere.
Concordo sul fatto che il tradimento è un atto egoistico, ma non concordo sul fatto che in un matrimonio serva questo per pensare a se stessi.
Cioè e’ come dire che prima non avevi spazi individuali (anche non adulteri) e ora ti senti nel diritto di averne di ogni tipo.
Nel mio caso il tradimento è servito a me in un momento in cui io non sapevo più chi ero. Ho deciso egoisticamente di vivermi quella cosa inaspettata e individuale.
ma non ho mai pensato che dipendesse da lui o che non ci fossero per colpa mia o sua spazi miei individuali.
Ne’ oggi penso di poter poter pensare solo a me stessa come pure non lo pensavo prima.
Quando io lo chiamo parentesi e’ perché nella mia testa quella è stata davvero una parentesi. Una parentesi di smarrimento, di lontananza emotiva, di incapacità mia di esporre a lui la mia fragilità (questo è un problema che ho con tutti).
Il fatto che non volevo vedesse che non sono wonder woman sempre. Che non ho sempre tutto in controllo così da rendere la nostra vita così bella come invece è anche quando non sono pienamente centrata.
 

Nicky

Utente di lunga data
E questo è un problema relazionale.
Il tradimento scoperchia semplicemente una modus che era preesistente.

Aver paura di far male, offendere un partner ci sta.
Non agire per la paura implica non solo la paura, ma il non aver sperimentato a sufficienza che ci si possono dire cosa anche molto pesanti e le si regge.
Nel mio caso è nato in gran parte così. Entrambi avevamo paura di ferirci, io però via via ho ritenuto importante superarlo e parlare, a costo di mettere in crisi il rapporto, perchè già non mi soddisfaceva.
Invece mio marito ha mantenuto lo stesso modus operandi, perché è proprio inciso in profondità in lui.
E quindi alla fine mi sono allontanata interiormente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Secondo me, aver timore di fare male al partner è primario in una relazione che non considera il partner una discarica emotiva o un altro se stesso che può accettare tutto.
Spesso confidarsi potrebbe essere la pretesa di accettazione senza rispetto.
Il problema è che, se il timore di far soffrire è sufficiente per non comunicare, ma non per agire, è un timore egoistico di doverci auto limitare.
Ti rispondo con calma, tempo esaurito!

Ma questo è un punto basilare.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quello che dici è molto triste secondo il mio parere.
Concordo sul fatto che il tradimento è un atto egoistico, ma non concordo sul fatto che in un matrimonio serva questo per pensare a se stessi.
Cioè e’ come dire che prima non avevi spazi individuali (anche non adulteri) e ora ti senti nel diritto di averne di ogni tipo.
Nel mio caso il tradimento è servito a me in un momento in cui io non sapevo più chi ero. Ho deciso egoisticamente di vivermi quella cosa inaspettata e individuale.
ma non ho mai pensato che dipendesse da lui o che non ci fossero per colpa mia o sua spazi miei individuali.
Ne’ oggi penso di poter poter pensare solo a me stessa come pure non lo pensavo prima.
Quando io lo chiamo parentesi e’ perché nella mia testa quella è stata davvero una parentesi. Una parentesi di smarrimento, di lontananza emotiva, di incapacità mia di esporre a lui la mia fragilità (questo è un problema che ho con tutti).
Il fatto che non volevo vedesse che non sono wonder woman sempre. Che non ho sempre tutto in controllo così da rendere la nostra vita così bella come invece è anche quando non sono pienamente centrata.
Avresti potuto andare a rubare nei centri commerciali o bere di nascosto o sperperare al gratta e vinci?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ti rispondo con calma, tempo esaurito!

Ma questo è un punto basilare.
Ma io ho già capito.
Ti sei già espressa abbondantemente sulla tua idea di relazione.
 

Gaia

Utente di lunga data
Avresti potuto andare a rubare nei centri commerciali o bere di nascosto o sperperare al gratta e vinci?
Non credo, ma non lo so.
posso dire che in quel periodo quella relazione mi ha fatto bene. Non tanto alla centratura quanto all’ossigeno.
Parentesi vedeva Gaia sotto una luce del tutto nuova e libera o anche vuota rispetto alla Gaia che appariva a marito e a tutti quelli che si aspettavano mi facessi carico delle millemila problematiche della situazione cogente che vivevamo.
Se dovessi dire come mi sentivo in quel periodo userei l’aggettivo SOPRAFFATTA.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non credo, ma non lo so.
posso dire che in quel periodo quella relazione mi ha fatto bene. Non tanto alla centratura quanto all’ossigeno.
Parentesi vedeva Gaia sotto una luce del tutto nuova e libera o anche vuota rispetto alla Gaia che appariva a marito e a tutti quelli che si aspettavano mi facessi carico delle millemila problematiche della situazione cogente che vivevamo.
Il problema che tu ti fai carico di tutto e che consideri parte della tua identità di avere il controllo e la responsabilità di tutto resta.
Pur riconoscendo, a posteriori, che aveva quella funzione, pensi che in situazioni simili in futuro, faresti una scelta diversa o simile con una parentesi… quadra?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
È il discorso che si era fatto sul come costruisci una relazione.

Che non implica il fatto che funzionerà per sempre - fra l'altro sai cosa penso del per sempre come dichiarazione astratta -.

Leggi l'accorgersi prima con intento colpevolizzante, come una richiesta al tradito.

Ma quando una relazione non funziona, e il tradimento è un sintomo, si sta parlando di un non funzionamento di qualcosa che è un prodotto delle interazioni fra due individui. La relazione non è astratta. È un prodotto intenzionale, specialmente sulla lunga distanza.

In questi termini chiedersi "come mai non mi sono accorto che ..." ha senso per se stessi.

Se si vuole esplorare se stessi.

Certo, tanto vale per il traditore quanto per il tradito, si può anche scegliere di non indagare e decidere di mostrizzarsi a vicenda.

Sono scelte tattiche.
E se lui era in una relazione di quelle che funzionano benissimo come quelle di molti che sono state raccontate anche qui? Come faceva ad accorgersi di una relazione che non funzionava se la relazione funzionava prima di tutto per il cornificatore? O poteva accorgersene, o non poteva accorgersene, oppure i sigg.ri qui presenti che dicono che hanno tradito pur con matrimoni funzionanti mentono, magari a se stessi.
 

danny

Utente di lunga data
Quello che dici è molto triste secondo il mio parere.
Concordo sul fatto che il tradimento è un atto egoistico, ma non concordo sul fatto che in un matrimonio serva questo per pensare a se stessi.
Cioè e’ come dire che prima non avevi spazi individuali (anche non adulteri) e ora ti senti nel diritto di averne di ogni tipo.
Nel mio caso il tradimento è servito a me in un momento in cui io non sapevo più chi ero. Ho deciso egoisticamente di vivermi quella cosa inaspettata e individuale.
ma non ho mai pensato che dipendesse da lui o che non ci fossero per colpa mia o sua spazi miei individuali.
Ne’ oggi penso di poter poter pensare solo a me stessa come pure non lo pensavo prima.
Quando io lo chiamo parentesi e’ perché nella mia testa quella è stata davvero una parentesi. Una parentesi di smarrimento, di lontananza emotiva, di incapacità mia di esporre a lui la mia fragilità (questo è un problema che ho con tutti).
Il fatto che non volevo vedesse che non sono wonder woman sempre. Che non ho sempre tutto in controllo così da rendere la nostra vita così bella come invece è anche quando non sono pienamente centrata.
Vedi, io da sposato sentivo di avere delle voglie ma anche delle responsabilità.
Queste avrebbero necessariamente influito sulle mie decisioni, non tanto l'etica o morale, che si pretende sempre abbiano priorità.
Tradire per me era un atto irresponsabile, nulla più, in una logica di contratto matrimoniale
Nel momento in cui il tradimento entra per scelta altrui, e il matrimonio istituzionalmente regge, non vedo il problema nel continuare a considerare il tradimento come qualcosa di negativo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Vedi, io da sposato sentivo di avere delle voglie ma anche delle responsabilità.
Queste avrebbero necessariamente influito sulle mie decisioni, non tanto l'etica o morale, che si pretende sempre abbiano priorità.
Tradire per me era un atto irresponsabile, nulla più, in una logica di contratto matrimoniale
Nel momento in cui il tradimento entra per scelta altrui, e il matrimonio istituzionalmente regge, non vedo il problema nel continuare a considerare il tradimento come qualcosa di negativo.
Le responsabilità sono etica, così come i limiti della responsabilità.
 

Gaia

Utente di lunga data
Il problema che tu ti fai carico di tutto e che consideri parte della tua identità di avere il controllo e la responsabilità di tutto resta.
Pur riconoscendo, a posteriori, che aveva quella funzione, pensi che in situazioni simili in futuro, faresti una scelta diversa o simile con una parentesi… quadra?
Non posso dirlo con certezza. Il futuro ancora non esiste.
Posso dire di aver rallentato molto oggi, di aver rifiutato incarichi che per ambizione non avrei rifiutato (parliamo di cose importanti e di un certo prestigio) perché ho valutato con attenzione (1 anno) da cosa io tragga maggiore serenità e energia.
Così ho tenuto le cose belle, ho imparato a dire no alla mia ambizione, ho imparato a tollerare il giudizio di chi mi ripete in continuazione che sto perdendo un treno e che con le mie capacità potrei arrivare molto in alto in un certo contesto.
qualcuno dice che mi sto autosabotando e alle volte lo penso anche io, ma metto via quella vocina nella mia testa e mi godo finalmente in pace un bicchiere di vino con marito.
Quello che a me e’ apparso chiaro è che parentesi c’era perché io stavo vivendo in un modo che non mi faceva stare bene.
Per questo io dico sempre che non mi sono pentita, ne’ mai lo farò.
E’ stato utile per me perché mi ha messo di fronte alla crasi fra i miei valori e la mia vita in quel momento ed è servito come uno schiaffo e per capire che dovevo tornare in equilibrio.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
No, non mi riferivo a questo.
Si questo è sicuramente utile confrontarsi, anche se a volte non è facile, anche perché è difficile capire le dinamiche delle relazioni che si vivono, mente le si vivono. Io ci ho messo tanto nella mia vita a capire il rapporto con i miei genitori o con mio marito, ad esempio, e in mezzo ho anche fatto tanti sbagli, tantu errori interpretativi.
Ma non mi riferivo a questo. Non ti è mai capitato di non piacerti e di dare fatica a stare con chi amavi, perché ti rifletteva proprio l'idea di te con cui ti eri in conflitto? A volte succede. E a volte un estraneo ti aiuta perché ti vede "nuovo".
Sono tutte ipotesi!
Oh si, io devo capirle ancora adesso, e non perche’ non mi ci sia mai impegnato, ma se mi chiedi e voglio aprirmi con te ho fiumi di ragionamenti da condividere, magari poche conclusioni ma ho la presunzione di riuscire a comunque a darti accesso a una certa profondita’, il fatto che lei (in una situazione cosi) non lo faccia (e invece ho sempre pensato che la avesse perche’ mi sembrava la condividessimo) mi manda in crisi – tanto da mettere in dubbio che sia capace di farlo (e che io non abbia capito niente).

Ed ecco che inzia il combattimento interiore tra questi due animali: quello che rappresenta tutto l’amore ricevuto e la connessione pre-esistente e l’altro che invece porta con se il tradimento e le modalita’ successive. Questa e’ ovviamente una crisi (per me) identitaria che trascende addirittura lei, ed e’ qui infatti che con molte persone magari non riesco a intendermi e passo per troppo giustificante o troppo molle.

Quanto alla tua domanda: no, non mi è mai successo. Questa è stata la mia unica vera esperienza d’amore. Io tendo a specchiarmi poco nell’altro, ho un’immagine di me abbastanza solida (forse rigida), quindi non mi è capitato quello che dici — anche se riesco a capirlo.

Perché se domani uno ti punta un coltello alla gola, e sopravvivi, serve capire perché lo ha fatto, cosa hai fatto tu per trovartelo davanti e come evitare che ricapiti.
Se prendi le distanze dall'episodio, e continui a vivere come prima, la prossima volta la coltellata magari ti ucciderà.
L'esperienza ti cambia, se non sei del tutto ottuso.
Siamo l’unica specie che se il serpente ci morde lo rincorriamo per chiedergli il perche’ lo ha fatto. Pero’ per quanto mi riguarda, quando una persona che ami profondamente te lo fa, il problema non e’ tanto il dolore che ti ha causato: ma il capire come hai potuto amare un serpente, farlo diventare un serpente, e’ veramente un serpente o si e’ solo comportato da serpente? Etc.....
Capisco anche il rischio di rimanere ucciso dal prossimo morso – basta questa paura per non correrlo?

Il desiderio di comprendere le ragioni e le motivazioni alla base di un tradimento
corrispondono all’illusione di poter entrare davvero nella mente di un altro.
L’altro resta opaco, irriducibile, inaccessibile fino in fondo.
Io penso che questa sia l’illusione dell’innamoramento: cercare di scoprire l’altro fino in fondo.

E invece quello che alimenta l’amore e’ : non arrivare a convincersi di aver capito tutto, sapere e accettare che non lo scoprirai mai tutto, ma continua ad affascinarti – questo e’ il desiderio / amore a lungo termine che continua a durare e bruciare.

Non ricordo chi ma diceva che di amori così ce ne sono 3 in un secolo, e uno era il suo, ma tutti quando siamo innamorati ci illudiamo lo sia anche il nostro.
 
Ultima modifica:

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non posso dirlo con certezza. Il futuro ancora non esiste.
Posso dire di aver rallentato molto oggi, di aver rifiutato incarichi che per ambizione avrei rifiutato (parliamo di cose importanti e di un certo prestigio) perché ho valutato con attenzione (1 anno) da cosa io tragga maggiore serenità e energia.
Così ho tenuto le cose belle, ho imparato a dire no alla mia ambizione, ho imparato a tollerare il giudizio di chi mi ripete in continuazione che sto perdendo un treno e che con le mie capacità potrei arrivare molto in alto in un certo contesto.
qualcuno dice che mi sto autosabotando e alle volte lo penso anche io, ma metto via quella vocina nella mia testa e mi godo finalmente in pace un bicchiere di vino con marito.
Quello che a me e’ apparso chiaro è che parentesi c’era perché io stavo vivendo in un modo che non mi faceva stare bene.
Per questo io dico sempre che non mi sono pentita, ne’ mai lo farò.
E’ stato utile per me perché mi ha messo di fronte alla crasi fra i miei valori e la mia vita in quel momento ed è servito come uno schiaffo e per capire che dovevo tornare in equilibrio.
Capiti a fagiuolo. Marito si sarebbe potuto accorgere di cosa stava succedendo con parentesi?
 

danny

Utente di lunga data
Ma poi...
Se io non considero affatto negativo il fatto che la maggior parte di voi tradisca, e capisco anche perché lo fate, perché dovrei applicare un criterio diverso solo quando ne sono vittima io?
Non è incoerente?
Se considerassi il tradimento negativo dovrei cominciare a insultare un po' qui un po' là...
No?
 

Gaia

Utente di lunga data
Capiti a fagiuolo. Marito si sarebbe potuto accorgere di cosa stava succedendo con parentesi?
Marito era meno centrato di me. Hai presente quando corri a perdifiato e senti solo quello, ma non vedi cosa hai attorno?
Devo considerare che fra le tante cose brutte del periodo in realtà molte ne accadevano di belle sui nostri rispettivi lavori. Nuove responsabilità, nuovi orari, necessario nuovo adeguamento.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Per questo io dico sempre che non mi sono pentita, ne’ mai lo farò.
E’ stato utile per me perché mi ha messo di fronte alla crasi fra i miei valori e la mia vita in quel momento ed è servito come uno schiaffo e per capire che dovevo tornare in equilibrio.
Secondo me il tuo discorso e' più' che legittimo - pur rimanendo molto ego-riferito.
Un partner potrebbe anche capirlo e comprenderlo, pero' nel caso fossi scoperta non potresti non mostrarti "pentita" del dolore causato al tuo partner - e di non avergli dato la possibilita' di vederti come avevi bisogno di essere vista.
Pur rivendicando che quella storia con parentesi sia stata per te significativa: lo schiaffo che descrivi.
E avresti dovuto dimostrare, se intendevi proteggere la tua storia, di non ricadere piu' nella risposta del tradimento a quella dinamica.
Che poi alla fine mi sembra di capire che e' quello che hai fatto finora, la scoperta mette di fronte il partner ad essere parte e accettare questo processo che tu hai percorso da sola.
 

Gaia

Utente di lunga data
Secondo me il tuo discorso e' piu' che legittimo.
Un partner potrebbe anche capirlo e comprenderlo, pero' nel caso fossi scoperta non potresti non mostrarti "pentita" del dolore causato al tuo partner, pur rivendicando che quella storia con parentesi sia stata per te significativa: lo schiaffo che descrivi.
E avresti dovuto dimostrare, se intendevi proteggere la tua storia, di non ricadere piu' nella risposta del tradimento a quella dinamica.
Che poi alla fine mi sembra di capire che e' quello che hai fatto finora, la scoperta mette di fronte il partner ad essere parte e accettare questo processo che tu hai percorso da sola.
Se marito lo scoprisse io gli direi esattamente ciò che dico qui. Che non sono affatto pentita, che non so se potrà mai ricapitare, ma che ho tentato anche assieme a lui di trovare una nuova dimensione di coppia e ho fiducia che finzioni. Gli chiederei scusa per il dolere che gli ho arrecato e lo pregherei di darci fiducia.
Dopo di che accetterei qualsiasi sua decisione ritenendola legittima.
 

danny

Utente di lunga data
Se marito lo scoprisse io gli direi esattamente ciò che dico qui. Che non sono affatto pentita, che non so se potrà mai ricapitare, ma che ho tentato anche assieme a lui di trovare una nuova dimensione di coppia e ho fiducia che finzioni. Gli chiederei scusa per il dolere che gli ho arrecato e lo pregherei di darci fiducia.
Dopo di che accetterei qualsiasi sua decisione ritenendola legittima.
Ma è sempre un Se...
Dimentichi che questo discorso funziona finché dall'altra parte non hai uno che spinto dalla rabbia ti insulta e urla.
Come reagiresti agli insulti?
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Se marito lo scoprisse io gli direi esattamente ciò che dico qui. Che non sono affatto pentita, che non so se potrà mai ricapitare, ma che ho tentato anche assieme a lui di trovare una nuova dimensione di coppia e ho fiducia che finzioni. Gli chiederei scusa per il dolere che gli ho arrecato e lo pregherei di darci fiducia.
Dopo di che accetterei qualsiasi sua decisione ritenendola legittima.
Ci sta, e se lo scoprisse adesso - vedendo come la hai poi gestita, avresti più probabilità' di averla la fiducia che vuoi.
Se fossi stata scoperta allora sia il tuo equilibrio che il suo sarebbero stati in tutta un'altra posizione.
 
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