danny
Utente di lunga data
No, ma eravate comunque distanti.Il mio matrimonio non è finito per un tradimento.
Il tradimento è una presa di posizione, che si innesta a un certo punto di un percorso.
No, ma eravate comunque distanti.Il mio matrimonio non è finito per un tradimento.
No.Stai dicendo quello che ho scritto, dopo averlo contrastato.
Il desiderio di comprendere le ragioni e le motivazioni alla base di un tradimentoSe non comprendi il tradimento, non resta altra soluzione che lasciarsi con la moglie.
Altrimenti tutta la vita la vivrai sentendoti in credito e non capendo un cazzo di quello che è successo.
Il che ti condanna comunque a subirlo nuovamente, anche con un'altra.
Le esperienze, anche e soprattuto quelle negative, vanno comprese.
Altrimenti, se non ti cambiano, a che servono?
Si parla di tradimento e relative motivazioni, hai fatto riferimento al mio matrimonio e relativo naufragio connettendolo all'argomento tradimento.No, ma eravate comunque distanti.
Il tradimento è una presa di posizione, che si innesta a un certo punto di un percorso.
A me è servito per fregarmene e pensare a me stesso.Il desiderio di comprendere le ragioni e le motivazioni alla base di un tradimento
corrispondono all’illusione di poter entrare davvero nella mente di un altro.
Possiamo ascoltare spiegazioni, ricostruire motivi, ma ciò che capiamo è sempre filtrato dal nostro bisogno di dare un senso al dolore.
Spesso la comprensione non è verità, è una consolazione per sopravvivere.
Serve a rendere il colpo meno insopportabile, non a spiegare davvero l’altro.
L’altro resta opaco, irriducibile, inaccessibile fino in fondo.
Illudersi di “capire tutto” è una forma di controllo emotivo, accettare che qualcosa resti incomprensibile è più onesto e più sano.
E forse è l’unico modo per smettere di raccontarci favole.
Il tradimento, il primo, arriva in determinate condizioni e spesso dopo un percorso.Si parla di tradimento e relative motivazioni, hai fatto riferimento al mio matrimonio e relativo naufragio connettendolo all'argomento tradimento.
E accettare di essere stati con un/a stronzo/a.Oddio, mi sono perso tutta la conversazione precedente.
Per me, il lavoro che deve fare il tradito è comprendere il percorso che ha portato il traditore ad avere una relazione extra, sgombrandolo da tutte le colpe che spontaneamente viene da attribuirgli.
E' mettere a fuoco perfettamente la situazione, senza cercare, come verrebbe più facile, di sentirsi dalla parte buona versus quella cattiva.
Abbandonare necessariamente il ruolo di vittima "di una stronza" per vedere la persona che c'è nella realtà, non quella che abbiamo per anni creato noi, con i nostri desideri.
Probabilmente si scoprirà che non si aveva capito un cazzo di chi si aveva davanti, nel bene come nel male, e che questa distanza era quella che aveva creato i presupposti per il tradimento.
Per arrivare a questo bisogna scendere sul podio di chi sente migliore solo perché ha subito un torto, perché probabilmente, si scoprirà, non è così.
Il mea culpa è una strategia della finzione: non va ricercato, se si cerca di riprendere ad avere un rapporto più limpido.
Chi tradisce fa un solo errore, quello che rende possibile essere scoperto.
Ma per il resto ha scelto con grande piacere quello di avere una storia con un'altra persona.
Piacere che comprendo appieno.
O di essere altrettanto stronzi.E accettare di essere stati con un/a stronzo/a.![]()
Eh, non so da che deduzioni hai tratto il Lombroso, hai fatto tutto da solo.Allora è SI, non no. Proprio perchè tu dici che si sa perchè si tradisce dunque lei, essendo che non sa o non si rende conto, è a livello pozzanghera, ovvero deduci la pozzangherosità da come non riesce (o non vuole?) a rispondere alle richieste di chiarimento di lui. Il che è pienamente condivisibile, ovvero anch'io direi "ma casso è proprio una pozzanghera una che mi risponde così!", ma dopo che mi ha risposto così. Il tuo ragionamento iniziale però proseguiva insinuando che una tale pozzanghera non può passare inosservata, dunque lui doveva accorgersi prima di con chi aveva a che fare... In effetti più che Lombroso mi pare senno di poi...
Ipazia non ha detto questo.Questo perchè si è portati a pensare come @ipazia che ci sia quasi sempre un'errore di valutazione a monte sulla persona che si ha avuto davanti magari per decenni, ma siamo sicuri sicuri che se uno va giù di brocca dopo anni se non decenni era veramente un errore di valutazione sulla persona? Per me è improbabile
Ho fatto una battuta.Questo perchè si è portati a pensare come @ipazia che ci sia quasi sempre un'errore di valutazione a monte sulla persona che si ha avuto davanti magari per decenni, ma siamo sicuri sicuri che se uno va giù di brocca dopo anni se non decenni era veramente un errore di valutazione sulla persona? Per me è improbabile
Ho letto qui tante spiegazioni semplicistiche che mi inducono a pensare che le ragioni profonde restano sconosciute ai più.No.
Io sto dicendo che se Luigino si tromba Mariuccia, e a domanda "Ma luigino, perchè ti sei trombato Mariuccia?" risponde "perchè era un gran figa"
Questa è la sua risposta. Questo è ciò che sa e desidera condividere.
Questa risposta può essere l'unica che sa dare da livello pozzanghera.
Oppure può essere una risposta da cui partire per approfondire e esplorare.
Oppure sa già che c'è altro ma per x, y,z motivi non ha la minima intenzione di condividerlo.
Tu dici che non sa.
È il grassetto che fa finire in loop.Diciamo che in questo caso la domanda e’: “non ho mai pensato fosse una pozzanghera, sono davvero sicuro che lo sia? Se lo era, come ho fatto a non accorgermene prima? Cosa mi ha fatto essere cosi cieco? Possibile lo sia diventata? Magari si e’ solo comportata da pozzanghera e magari vuole lavorare per capire cosa la ha portata a comportarsi da pozzanghera al fine di non rifarlo piu’?”
Comunque si, hai centrato il punto, l’evento in se’ e’ privo di importanza se lo svuoti di tutto l’aspetto mentale, che e’ il vero problema della faccenda e da qui la necessita’ di “capirci di piu’” sia nel percorso individuale mio che sentendo quello che ha da dire lei.
E infatti se la risposta fosse quella di @Delfi che riporto sinteticamente qui sotto, tutti i miei problemi sarebbero gia’ risolti
Avresti pensato in questo modo anche se tua moglie non ti avesse mai tradito?Ma perché, tu non tradiresti?
Io sì, l'ho fatto, non mi farei nemmeno tanti problemi ora, che l'argomento è stato sdoganato.
E' piacevole conoscere una nuova donna, stare con lei e tra l'altro è un modo per crescere, per avere esperienza.
E' egoista?
Certo.
Ma perché dovrebbe essere un problema pensare a sè stessi?
Certo! Pari è patta è una soluzione per la pacificazione.O di essere altrettanto stronzi.
La ragione per cui si sceglie di tradire è semplicissima: l'esclusività non c'è più.Ho letto qui tante spiegazioni semplicistiche che mi inducono a pensare che le ragioni profonde restano sconosciute ai più.
Approfondire fa paura a tanti che invece su altri aspetti sono in grado di farlo.
Un lavoro del tutto inutile, quindi.A me è servito per fregarmene e pensare a me stesso.
Ho capito che in fin dei conti era una cosa sua, della quale ora mi interessa relativamente.
Qualche centinaia di pagine fa in effetti avevamo anche analizzato che le modalità di attuazione della tresca (è andata con un nonno nanni, il lettone ecc ecc) erano tali da far pensare che già prima dei fattacci qualche segnale premonitore era molto probabile che ci fosse.Eh, non so da che deduzioni hai tratto il Lombroso, hai fatto tutto da solo.
E ho anche qualche idea sul perchè, ma non mi riguarda
E lo ribadisco, il grassetto.
Anche se io non ci metto DOVERE. Quello ce l'hai messo tu di inferenza in inferenza.
Io ci metto una domanda: se chi ho vicino è una pozzanghera, o quel che si vuole, come mai non me ne sono accorto/a prima?
Tradire per reazione è da poveri fessi.O di essere altrettanto stronzi.
Sì.Avresti pensato in questo modo anche se tua moglie non ti avesse mai tradito?