Oddio, mi sono perso tutta la conversazione precedente.

Per me, il lavoro che deve fare il tradito è comprendere il percorso che ha portato il traditore ad avere una relazione extra, sgombrandolo da tutte le colpe che spontaneamente viene da attribuirgli.
E' mettere a fuoco perfettamente la situazione, senza cercare, come verrebbe più facile, di sentirsi dalla parte buona versus quella cattiva.
Abbandonare necessariamente il ruolo di vittima "di una stronza" per vedere la persona che c'è nella realtà, non quella che abbiamo per anni creato noi, con i nostri desideri.
Probabilmente si scoprirà che non si aveva capito un cazzo di chi si aveva davanti, nel bene come nel male, e che questa distanza era quella che aveva creato i presupposti per il tradimento.
Per arrivare a questo bisogna scendere sul podio di chi sente migliore solo perché ha subito un torto, perché probabilmente, si scoprirà, non è così.
Il mea culpa è una strategia della finzione: non va ricercato, se si cerca di riprendere ad avere un rapporto più limpido.
Chi tradisce fa un solo errore, quello che rende possibile essere scoperto.
Ma per il resto ha scelto con grande piacere quello di avere una storia con un'altra persona.
Piacere che comprendo appieno.