Ok, e va benissimo.
Io personalmente posso pagargli gli studi se dovesse servire. Stai a casa, il tempo che serve. Ma su questo la mia famiglia disastro è stata una grande scuola. Ho sempre detto che dalle loro mancanze ho ottenuto quello che ho oggi. Io fumavo. Uscivo il sabato sera. E mio padre a mia madre non ha mai passato gli alimenti. Quindi io già nel corso del quinto ho iniziato a fare la cameriera. Aiutavo a casa, non pensavo a mia madre. Certo, non mi sono laureata. Ma senza laurea sto comunque se non in alto, dove volevo io, almeno a piccoli passi, la strada è sempre lunga. Ecco perché dico fa tanto la situazione. Non penso che tu sia una scansafatiche o una privilegiata eh, sia chiaro. Ma io il mio di figlio preferisco crescerlo consapevole che mamma c è ma per il resto ti tiri su le maniche e fai da te. Il fatto di dedicarsi allo studio non implica per forza dare la paghetta fino ai 30 anni. Almeno secondo me. Per il sabato sera con gli amici, se mamma ti paga gli studi, ti fai i weekend due turni al ristorante e vedi che tra paga e mance per una settimana ti levi tutti gli sfizi che vuoi e il tempo per studiare ce l hai.
Allora, a parte che per me la laurea è solo funzionale a cosa vuoi fare. Se avessi potuto fare il medico senza laurearmi lo avrei fatto. Quindi non sono mai stata della mentalità laureato/non laureato. Il mio ex era un pluribocciato alle superiori non laureato e a mollarmi è stato lui. Non mi sono mai posta il problema che non aveva la laurea. I problemi erano altri.
Riguardo al farsi pagare le cose fino a 30 anni chiaramente non è una cosa di cui mi vanto. Io in primis non vedevo l'ora di levarmi dalle balle. Mi pesava tanto questa cosa, ma medicina è un percorso totalizzante. Ci sono lezioni e tirocinio obbligatori. Gli ultimi mesi ci sono 4 mesi e mezzo di tirocinio filati. Più la tesi ecc. Di quelli che conosco, chi lavorava i primi anni è stato costretto a smettere. Se te lo puoi permettere, trovo controproducente prolungare gli studi sottraendo tempo allo studio pur di lavorare.
In ogni caso mi ritengo una privilegiata. Nel senso che non è una possibilità che hanno tutti quella di dedicarsi a studi così lunghi. Questa cosa l ho sempre riconosciuta e comunque penso di aver sfruttato appieno questa possibilità.
Mi sono comunque negata quasi tutto nella vita. Perchè ho fatto ruotare tutto solo intorno all università per troppo tempo, anche sbagliando. Non sono mai stata la tipa che perdeva tempo per divertirsi. Anzi, dopo tutti questi anni che ho vissuto in clausura, ora che ho messo il naso fuori, mi sembra di stare al parco giochi. Sembra eccessivo detto così ma è la verità. Ho comunque fatto scelte per non pesare troppo sui miei. Sono venuta a Roma perchè sarei stata in casa senza pagare affitto e tutte le spese me le sono pagate con l affitto del mio inquilino (parlo di un appartamento in periferia, quindi non è che sono chissà che cifre). Ho gestito la casa al posto dei miei, essendo distanti, e alla fine ho concluso comunque molto bene il percorso.
Ora per carità le situazioni sono tantissime e spesso anche negative, cioè di persone che perdono tempo. Però io penso di aver sacrificato molto dei miei 20 anni. Probabilmente ho perso molte occasioni, anche di realizzazione personale, che altri hanno potuto ottenere prima, proprio perchè si sono inseriti a lavoro anni prima. Però ogni scelta comporta dei sacrifici. Questo non per paragonarmi a chi lavora perchè
non ha proprio senso, ma per dire che chi studia non necessariamente ha tutta questa gran vita dedita al sollazzo.
I miei anni universitari non li ho vissuti per niente in maniera spensierata, non ho comunque mai fatto vacanze (non mi sono mai sognata di chiedere soldi ai miei per questo)ecc.
Quindi chi non lavora non necessariamente è una persona che non dà valore alle cose.
I valori si apprendono anche in famiglia.