DPCM Conte 25/10: consapevolezza e strategia

Carola

Utente di lunga data
Però, quello della solitudine (di quella solitudine) è un altro discorso ancora. Direi che piuttosto che ucciderli (come dice @Ginevra65 già è inevitabile che lo faccia il personale a servizio) è meglio che stiano lontani dagli affetti per un po'. Ovvio, chi ne ha, di affetti. Ma quel discorso al limite si amplifica, ma non si esaurisce nell'oggi.
È un discorso che ritengo valido anche per me che anziana non sono. E ci riflettevo. Io ho mio figlio. Al di fuori di mio figlio non ho affetti stabili su cui appoggiarmi. Ultimamente ho proprio avuto la percezione di essere come "orfana dei miei genitori". E per carità, gli amici e tutto quello che vuoi. Ma sono un'altra cosa.
Quindi che faccio? Mi sparo? :)

Sarà un altro discorso ma avere un genitore o un nonno ricoverato li dentro intendo in una rsa e non sapere bene come stiano le cose è terribile ed è terribile per loro una vita intera a fare sacrifici occuparsi del prossimo
Magari ..per poi diventare un problema io preferirei spararmi che chiudere una vita così male

Tutto li

Aver un figlio e già una gran cosa un affetto conosco persone sole davvero sole al
Mondo e ti restano gli amici che qnd hai grane spariscono a volte
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sarà un altro discorso ma avere un genitore o un nonno ricoverato li dentro intendo in una rsa e non sapere bene come stiano le cose è terribile ed è terribile per loro una vita intera a fare sacrifici occuparsi del prossimo
Magari ..per poi diventare un problema io preferirei spararmi che chiudere una vita così male

Tutto li

Aver un figlio e già una gran cosa un affetto conosco persone sole davvero sole al
Mondo e ti restano gli amici che qnd hai grane spariscono a volte
C'è mio figlio. Data l'età, è uno stimolo, ma non un appoggio ;)
 

Carola

Utente di lunga data
C'è mio figlio. Data l'età, è uno stimolo, ma non un appoggio ;)
Lo So e lo capisco bene
Lo diventerà e cmq gia uno stimolo aiuta

Io oggi sono indignata e triste ho chiacchierato a lungo con questa mia amica direttore sanitario in una rsa ed è disperata disperata
Non fanno lavorare operatori asintomatici con pazienti postivi non hanno ricambio stanno reclutando anche gente senza esp x dare da mangiare a sti nonnetti lei era alla frutta idem le infermiere passi la prima ondata ma la
Seconda no non si può accettare che le cose siano state gestite così

Adesso lei si è ammalata ed è spaventata nel dover org le cose da distante e allo stesso tempo incazzata nera per L ioocrisia che regna sovrana



Terribile .
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ciao io sono stata a contatto con un positivo x lavoro per oltre un ora ( riunione ) avevamo entrambi la fpp2
Lui ha fatto tampone ed è risultato positivo x cui mi ha subito avvisato io L ho fatto e sono negativa anche s e I sentivo già sintomi
Un altor mio collega e stato a contatto smepre in in sala riunioni con un positivo e si sono infettato pur con mascherina però chirurgica

Boh inizio davvero a pensare che più che ke vacanze sia la ripresa della vita normale
Mio figlio e in 40 ena x caso positivo in classe ma ci e'arrivata comunicazione ieri qnd sono tre settimane e non si vedono ..
inoltre mia zia medico pediatra sostiene che i bimbi siano spesso asintomatici che x loro è più pesante L influenza normale e che dovrebbero quindi avere una carica virale più bassa ma di fatto certezze zero perché ci sono starai casi che hanno infettato famiglie intere
Lei ogni giorno notifica un sacco di positivi ed io che ero a favore della scuola aperta ora iniziò a dubitarne
Il mio medico di base (over 50, l'età precisa non la so), durante la prima ondata, è stato a casa di un positivo sintomatico (che poi è morto) senza alcuna mascherina, e non ha contratto niente, mai risultato positivo e sempre stato bene. Tanti però al suo posto sono morti.
Ho sentito anche di chi risulta negativo al tampone ma ha palesi sintomi, cosa che per queste persone è un problema, perchè risultando negativi non hanno accesso ai farmaci.
Essendo in tanti come popolazione è possibile ci siano casi atipici? Non ne ho veramente idea.
Quando fanno il tampone non dovrebbe essere segnalata la carica virale? Mi ricordo che Crisanti sosteneva, in relazione allo studio su Vo' Euganeo, che i bambini fino ai 10 anni non contraevano il virus e non contagiavano. A quanto pare non è così.
Non mi ricordo dove di preciso, forse Corea del Sud, i bambini vanno a scuola, hanno banchi singoli distanziati di un metro e mezzo (senza rotelle). Girano le classi (qualcuno fa lezione da casa, altri in sede) ma, questa è una cosa che mi ha fatto pensare che in Italia sarebbe problematica, hanno il divieto di parlarsi, pure in pausa pranzo. Perchè parlando è più facile all'interno di luoghi chiusi si diffonda il virus.
Questa regola, lasciando perdere il contesto scolastico (ci sarebbero proteste un secondo dopo), potrebbe però essere applicata in altri luoghi, tutti i negozi in cui girano persone, e divieto di parlare al cellulare (si può comunque inviare dei messaggi), ovviamente il fine sarebbe quello di evitare nuovi lockdown.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Se ti dico di non uscire o di evitare i contatti con chi esce per tutelare la salute, e tu non sei d'accordo, l'alternativa è quella di costringere tutti a non uscire. Non è che questo non sia un diritto costituzionalmente rilevante eh, quello della libertà personale. Comunque siamo in Italia, il Paese delle forti contraddizioni. Solo che non ce le possiamo permettere.
Sai cos'è? E' che uscirebbero lo stesso. Magari non tutti, ma tanti si.
Le persone anziane, non si rendono conto di avere delle "carenze", non so se capisci cosa intendo.
Quello che tu scrivi, io l'ho fatto. Mettendo il lucchetto alla bici di mia madre (lei a piedi non esce, nonostante potrebbe) e portando via la chiave. Chiave che le è stata ridata a giugno inoltrato. Mia zia, sempre over 70, mi ha chiamato accusandomi di detenzione, e dietro le sue figlie a far coretti. Creandomi di fatto un problema. Tutti uscivano, perchè lei non poteva ancora uscire?
Io non sono contro il porre limitazioni in più agli over 70, anche nel fare una comunicazione mirata verso di loro, magari spedita via posta, scritta in grande, chiusa in una busta con il nome della persona stampato sopra, ma levare le cure sanitarie mi sembra eccessivo, perchè hanno delle perdite, piccole o grandi che siano, non ci arrivano, ma proprio per perdita. Quando si diventa vecchi sembra di poter fare tutto, anche a livello di organizzazione mentale, come quando si aveva 50 anni, ma non è così. Se ti fermi ad osservare in superficie queste cose non le vedi, ma ci sono, tralaltro spesso sono seppellite in mezzo a "cose antiche", manie, compulsioni e bisogna osservare con attenzione per dividere le une dalle altre.
 

Carola

Utente di lunga data
Sai cos'è? E' che uscirebbero lo stesso. Magari non tutti, ma tanti si.
Le persone anziane, non si rendono conto di avere delle "carenze", non so se capisci cosa intendo.
Quello che tu scrivi, io l'ho fatto. Mettendo il lucchetto alla bici di mia madre (lei a piedi non esce, nonostante potrebbe) e portando via la chiave. Chiave che le è stata ridata a giugno inoltrato. Mia zia, sempre over 70, mi ha chiamato accusandomi di detenzione, e dietro le sue figlie a far coretti. Creandomi di fatto un problema. Tutti uscivano, perchè lei non poteva ancora uscire?
Io non sono contro il porre limitazioni in più agli over 70, anche nel fare una comunicazione mirata verso di loro, magari spedita via posta, scritta in grande, chiusa in una busta con il nome della persona stampato sopra, ma levare le cure sanitarie mi sembra eccessivo, perchè hanno delle perdite, piccole o grandi che siano, non ci arrivano, ma proprio per perdita. Quando si diventa vecchi sembra di poter fare tutto, anche a livello di organizzazione mentale, come quando si aveva 50 anni, ma non è così. Se ti fermi ad osservare in superficie queste cose non le vedi, ma ci sono, tralaltro spesso sono seppellite in mezzo a "cose antiche", manie, compulsioni e bisogna osservare con attenzione per dividere le une dalle altre.
Mia mamma invece 75 enne sana e super dinamica è terrorizzata sarà che si fa full
Immersion di tg e quotidiani che minano la sanità mentale con terrorismo puro
Mi ex suocera idem ma lei ha varie patologie io le porto la spesa ma con fpp2 sia io che lei
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Però, quello della solitudine (di quella solitudine) è un altro discorso ancora. Direi che piuttosto che ucciderli (come dice @Ginevra65 già è inevitabile che lo faccia il personale a servizio) è meglio che stiano lontani dagli affetti per un po'. Ovvio, chi ne ha, di affetti. Ma quel discorso al limite si amplifica, ma non si esaurisce nell'oggi.
È un discorso che ritengo valido anche per me che anziana non sono. E ci riflettevo. Io ho mio figlio. Al di fuori di mio figlio non ho affetti stabili su cui appoggiarmi. Ultimamente ho proprio avuto la percezione di essere come "orfana dei miei genitori". E per carità, gli amici e tutto quello che vuoi. Ma sono un'altra cosa.
Quindi che faccio? Mi sparo? :)
In generale chi è solo sta passando un brutto momento.
Io ai miei vicini soli scasso spesso, suono e chiedo se hanno bisogno.
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
Mia mamma invece 75 enne sana e super dinamica è terrorizzata sarà che si fa full
Immersion di tg e quotidiani che minano la sanità mentale con terrorismo puro
Mi ex suocera idem ma lei ha varie patologie io le porto la spesa ma con fpp2 sia io che lei
Io ho mio papà che scappa di casa alle 5 del mattino così è sicuro che non lo becco.
Sono stanca di rincorrerlo
 

danny

Utente di lunga data
Sai cos'è? E' che uscirebbero lo stesso. Magari non tutti, ma tanti si.
Le persone anziane, non si rendono conto di avere delle "carenze", non so se capisci cosa intendo.
Quello che tu scrivi, io l'ho fatto. Mettendo il lucchetto alla bici di mia madre (lei a piedi non esce, nonostante potrebbe) e portando via la chiave. Chiave che le è stata ridata a giugno inoltrato. Mia zia, sempre over 70, mi ha chiamato accusandomi di detenzione, e dietro le sue figlie a far coretti. Creandomi di fatto un problema. Tutti uscivano, perchè lei non poteva ancora uscire?
Io non sono contro il porre limitazioni in più agli over 70, anche nel fare una comunicazione mirata verso di loro, magari spedita via posta, scritta in grande, chiusa in una busta con il nome della persona stampato sopra, ma levare le cure sanitarie mi sembra eccessivo, perchè hanno delle perdite, piccole o grandi che siano, non ci arrivano, ma proprio per perdita. Quando si diventa vecchi sembra di poter fare tutto, anche a livello di organizzazione mentale, come quando si aveva 50 anni, ma non è così. Se ti fermi ad osservare in superficie queste cose non le vedi, ma ci sono, tralaltro spesso sono seppellite in mezzo a "cose antiche", manie, compulsioni e bisogna osservare con attenzione per dividere le une dalle altre.
Nella mia ditta abbiamo un po' di collaboratori over 70 e non di poco...
E' strano ora parlare di anzianità per persone che più o meno dovrebbero fare la stessa vita che hanno sempre fatto.(lockdown permettendo) .
 

brenin

Utente
Staff Forum
Eccellente sintesi, sia dal punto di vista sia economico che sociale, secondo me.
Il disastro della globalizzazione, perchè non si può negare il totale fallimento della stessa sia a livello sociale,ambientale ed economico, è da ricondursi - principalmente - ai nostri comportamenti. Siano essi condizionati più o meno volutamente, ma sempre e comunque additabili ad un concetto di responsabilità , socialità ed equilibrio ( in ogni senso ) decisamente precari. Il " problema " sarebbe risolvibile, tra qualche decennio, purchè " .... il cammino sano è verso l’individuazione con la scoperta dell’altro da sé, del limite sia nel senso fisico del pericolo o del dolore, sia nel senso affettivo di uno scambio relazionale non più automatico e passivamente garante di benessere, ma legato a modalità di comportamento orientate a una sana espressione di sé e a evitare ciò che produce malessere a sé o agli altri. Lo sviluppo non avviene per mera eredità genetica, ma richiede una continua interazione con le figure deputate a educare, a sostenere nel coinvolgimento e nella partecipazione condivisa gli orientamenti ancora incerti di chi non sa, attraverso processi di identificazione e interiorizzazione che permettono la formazione di quella sicurezza di base necessaria per comprendere e affrontare l’esistenza, saperne godere i valori e il piacere. "
In termini socio economici siamo vicini al punto di non ritorno, con l'aggravante di avere una classe politica assolutamente incapace di gestire la benchè minima emergenza ( l'emergenza economica, fortemente condizionata da una finanza spregiudicata all'inverosimile e connivente con il potere politico, potrà causare danni equiparabili ad una guerra ); mi auguro - in merito al processo educativo riportato sopra - che non rimanga un pensiero speranzoso o, in termini di globalizzazione, " a wishful thinking " .
Certo che di strada ne abbiamo da percorrere....
Grazie per la segnalazione.
 

spleen

utente ?
@spleen

Appena postato quanto sopra, ed ecco una prima pagina di un quotidiano radical chic di oggi

https://rep.repubblica.it/pwa/gener...ne-274295884/?ref=RHTP-BH-I274300569-P1-S1-T1

non ho parole, nauseante il " ... se faremo i bravi .... "

Sono vecchio abbastanza per ricordarmi il periodo tra la fine dei 70 e l'inizio degli anni 80 del secolo scorso, quando chi acquistava repubblica era sicuro di trovare notizie commentate in modo anticonvenzionale, con spunti concreti di riflessione, ed atti di intelligenza mediatica.

Già da molto tempo quel giornale è scaduto a cassa di risonanza di una sinistra che ha perso ogni velleità di cambiamento, ogni parvenza di intelligenza e buonsenso, appiattendosi sulla supina accettazione e anzi, sulla difesa ad oltranza, di uno status quo dominato dalla finanza e dal politicamente corretto portato all'esasperazione.

E' la testimonianza più concreta di un singolare fallimento, quello di una parte politica che sconfitta dal crollo del blocco del socialismo reale si è appiattita e fatto proprie istanze che al più potrebbero essere figlie del radicalismo dei diritti di un Pannella rintronato.

Un rotocalco su cui celebrare la sortita del Richard Gere di turno che si batte naturalmente per i diritti dei migranti (senza regole ed in spregio ad una qualsivoglia parvenza di sovranità nazionale)
Su cui celebrare con insipida e riverente referenza le magneficenze di una globalizzazione selvaggia e senza regole, i cui artefici, i vari Bezos and company sono celebrati come eroi moderni, come incriticabili divinità di un progressismo di facciata che da una mente critica e allenata di solo qualche tempo fa sarebbero definiti come moderni negrieri.

E' uno dei più grandi fallimenti culturali della nostra epoca. Con la loro spocchia di intellettualismo da strapazzo, avulso da ogni realtà concreta, con la loro presunzione di incarnare "il bene" in contrapposizione e demonizzazione dei populisti puzzoni da emarginare ed espellere dal consesso delle civili idee.
Con il loro odio concreto e continuato ad ogni idea di cose veramente e autenticamente popolari.

Sono i più validi alleati del vero populismo, standone simmetricamente dall' altra parte.
Ecco.
 

Lara3

Utente di lunga data

Sono vecchio abbastanza per ricordarmi il periodo tra la fine dei 70 e l'inizio degli anni 80 del secolo scorso, quando chi acquistava repubblica era sicuro di trovare notizie commentate in modo anticonvenzionale, con spunti concreti di riflessione, ed atti di intelligenza mediatica.

Già da molto tempo quel giornale è scaduto a cassa di risonanza di una sinistra che ha perso ogni velleità di cambiamento, ogni parvenza di intelligenza e buonsenso, appiattendosi sulla supina accettazione e anzi, sulla difesa ad oltranza, di uno status quo dominato dalla finanza e dal politicamente corretto portato all'esasperazione.

E' la testimonianza più concreta di un singolare fallimento, quello di una parte politica che sconfitta dal crollo del blocco del socialismo reale si è appiattita e fatto proprie istanze che al più potrebbero essere figlie del radicalismo dei diritti di un Pannella rintronato.

Un rotocalco su cui celebrare la sortita del Richard Gere di turno che si batte naturalmente per i diritti dei migranti (senza regole ed in spregio ad una qualsivoglia parvenza di sovranità nazionale)
Su cui celebrare con insipida e riverente referenza le magneficenze di una globalizzazione selvaggia e senza regole, i cui artefici, i vari Bezos and company sono celebrati come eroi moderni, come incriticabili divinità di un progressismo di facciata che da una mente critica e allenata di solo qualche tempo fa sarebbero definiti come moderni negrieri.

E' uno dei più grandi fallimenti culturali della nostra epoca. Con la loro spocchia di intellettualismo da strapazzo, avulso da ogni realtà concreta, con la loro presunzione di incarnare "il bene" in contrapposizione e demonizzazione dei populisti puzzoni da emarginare ed espellere dal consesso delle civili idee.
Con il loro odio concreto e continuato ad ogni idea di cose veramente e autenticamente popolari.

Sono i più validi alleati del vero populismo, standone simmetricamente dall' altra parte.
Ecco.
Ha senso schifare la sinistra solo se si ha un patrimonio di oltre 2 milioni.
Altrimenti meglio prendere atto della sponda a cui si appartiene e tifare per quello che si è. Poi onestamente destra, sinistra in Italia non vedo grandi differenze, vedo molto opportunismo , quindi neanche la pena di tifare per uno o altro.
Mio parere.
 

spleen

utente ?
Ha senso schifare la sinistra solo se si ha un patrimonio di oltre 2 milioni.
Altrimenti meglio prendere atto della sponda a cui si appartiene e tifare per quello che si è. Poi onestamente destra, sinistra in Italia non vedo grandi differenze, vedo molto opportunismo , quindi neanche la pena di tifare per uno o altro.
Mio parere.
Schifare i sinistri fans di Bezos con il rolex, che magari non hanno realmente lavorato un singolo giorno in vita loro, non è schifare le idee di eguaglianza e di responsabilità di fronte alla società.
Se a te va bene fare il tifo per questa accozzaglia di incapaci sono cazzi tuoi, questi figuri hanno smesso (per loro iniziativa) di rappresentare me già da un bel pezzo.
 
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