Alce Veloce
Utente di lunga data
In certi momenti bevo qualsiasi cosa, basta che sia liquido e forte. GrazieOk mi tocca accendere la Gaggia, non credo berresti la sciacqua di caffe':carneval:
In certi momenti bevo qualsiasi cosa, basta che sia liquido e forte. GrazieOk mi tocca accendere la Gaggia, non credo berresti la sciacqua di caffe':carneval:
Alce. La mia situazione è simile, non avercela con Vere, loro vedono con occhi di donna, ma io ammiro molto il tuo senso di responsabilità. Io non mi preoccupo però tanto della sua fedeltà o infedeltà sono cose che deve smazzolarsi da sola.Riepilogando:
Ho vissuto una situazione di un certo tipo per anni, mosso da false convinzioni che non mi hanno permesso di vedere l'insufficienza del mio comportamento di fronte ai fatti. Il tradimento mi ha portato, in un frangente in cui le mie forse erano già agli sgoccioli, ad una crisi profondissima di fronte alla quale sono rimasto faticosamente a galla solo grazie ai miei sforzi tesi principalmente a mantenere alta l'attenzione sui veri valori in gioco laddove naturali istinti mi avrebbero portato ad azioni di cui oggi sarei seriamente pentito.
Il fulcro della questione è stato il pressoché totale isolamento di mia moglie, con la quale ho comunque tentato di instaurare un contatto, purtroppo riuscendoci solo in piccola parte. Sono convinto che di fronte ad una crisi interpersonale sia essenziale trovare uno specchio il più chiaro possibile delle necessità di ognuno al fine di poter delineare un'azione che salvi in qualche modo capra e cavoli, ritenendo io che di peculiarità caratteriali ed errori ognuno abbia il proprio fardello.
Se questa "trattativa" si svolge tra persone pur diverse ma egualmente disposte alla comunicazione, la cosa si risolve in breve, nel bene o nel male, ma se una delle parti, per motivi suoi non riesce o non vuole mettersi in discussione (e qui subentrano certo gli egoismi, ma prevalentemente le paure), l'altra parte, se se la sente, può, e forse deve comunque tentare di trovare una soluzione. Non accetterò mai di incrociare le braccia solo sulla base di un "ma l'altro non fa nulla": io faccio la mia parte.
Ritengo che la parte di una persona che ha per sua espressa volontà, non per caso, creato una struttura sociale (famiglia), si assuma come prima cosa delle responsabilità. Ciò, si intenda, lo ritengo valido anche per i rapporti personali meno importanti del matrimonio. Se io mi metto in contatto con altre persone assumo dei doveri nei loro confronti, fosse anche solo quello del rispetto.
Ecco che io quindi, pur pesantemente sballottato dagli alti e bassi umorali, dalla confusione, dalla debolezza, la paura, l'orgoglio, la presunzione, l'istinto maschile, l'illusione, le decisoni irrevocabili che durano poche ore, il desiderio sessuale, la curiosità, l'egoismo, la disperazione, il senso del dovere, la voglia di fuggire, mi sono tenuto costantemente concentrato su una considerazione: non posso lasciare che le cose mi accadano addosso senza che io ne abbia un minimo di controllo. Le mie debolezze sono solo debolezze, non mi posso permettere, di fronte alla mia coscienza, di trasformarle in diritto.
Ho portato mia moglie a parlarmi del suo amante già agli inizi della questione. L'ho fatto, allora, perchè già consapevole del limite al quale era arrivato il nostro rapporto ritenevo, sulla base di una forza che allora credevo sufficiente, che sarebbe stato giusto da parte mia offrirle aiuto. La nostra a me appariva già una storia finita, ritenevo idiota che per mera possessività o "rispetto di regole" lei dovesse rinunciare ad un sentimento che mi diceva forte.
Purtroppo la mia forza era meno di quella necessaria, e sono scoppiato, sprofondando in atteggiamenti estremamente contrastanti, creandole, anzichè tranquillità, unteriore sensi di colpa ed estrema confusione, preoccupazione per me ed ulteriore perdita di fiducia in sè stessa. Non sono riuscito ad evitare i rinfacciamenti sulla base di quello che mi aveva detto fidandosi della forza che parevo mostrare. Sono stato spesso tagliente e cattivo, e lei si è comprensibilmente chiusa di nuovo.
Io oggi sono sinceramente dispiaciuto di averle impedito con la mia crisi di mettere serenamente alla prova il rapporto con questa persona, cosa già resa difficile dalla distanza.
In questi quasi due anni ho quindi provato di tutto, ed in ultimo sono riuscito a trovare la relativa serenità che mi ha permesso di tornare sui miei antichi propositi: ammettere la fine del nostro rapporto come "coppia" e tentare di mantenere in giusta forza il rapporto di amicizia ed affetto che in definitiva ci lega ancora con forza.
Ho fatto tutto da solo, in questo tempo: lei non si è mostrata capace di dare alcun contributo, se non tentativi impacciati ed a volte dannosi, e davanti ai miei occhi di osservatore diretto, questo appare come una fondamentale debolezza sua. Volendole bene, e riconoscendo in molti particolari delle nostre giornate la sincerità, pur semplice, quasi "grezza" del suo affetto per me, non posso, consapevole di un residuo di forze che mi sostiene, abbandonare tutto ora.
Quando riesco la faccio parlare, e lei, estremamente restia perchè memore del passato, l'altra sera mi ha permesso comunque di capire che il sentimento per l'altro era davvero forte, tanto che ne soffre ancora (c'è modo e modo di piangere) che quello per me è ancora più forte, ma basato su una visione quasi "eroica" (e quindi falsata) della mia figura e sulla paura delle conseguenze di un distacco.
Io non sono un eroe, ma ho una coscienza ed un residuo di forze, lei è palesemente una persona infantile ed a suo modo sprovveduta, anche se forte e capace in molte cose. Mi sentirei davvero una merda d'uomo se abbandonassi la partita. Qualsiasi essa sia: tanto che preveda un improbabile ricongiungimento, quanto un, si spera, maturo dividere i sentieri.
Ieri ero incazzato con me stesso perchè lasciandomi andare ad una cazzata ho messo io stesso in discussione le cose che stavo a fatica sostenendo.
Io non è che mi preoccupo della sua fedeltà o meno. Quando l'ho fatta parlare, non le ho chiesto espressamente cosa doveva dirmi, ma lei liberamente ha esternato le sue paure di ricascare in altri errori, e mi ha racontato del bell'imbusto che la tampina da tempo.Alce. La mia situazione è simile, non avercela con Vere, loro vedono con occhi di donna, ma io ammiro molto il tuo senso di responsabilità. Io non mi preoccupo però tanto della sua fedeltà o infedeltà sono cose che deve smazzolarsi da sola.
Ma sui punti in rosso, mi ritrovo tantissimo e mi chiedo a che pro...a che pro...
Però hai ragione su una cosa, ci ho riflettuto stanotte, LE PERSONE SONO DI UNA CERTA PASTA.scusa a chi dovrebbe fare Alce i complimenti? Alla sua moglie intrallazzatrice?!?!
O io dovrei fare i complimenti ad Alce per come si fa calpestare?!
Diciamoci una cosa, piuttosto: le persone sono di una certa pasta. Capita di fare esperienze (= errori) ma se il tempo passa, si perservera, si cercano addirittura STRADE NUOVE per errare, è EVIDENTE che non è piu' un fatto episodico e di "crescita", ma è un MODO DI ESSERE.
Questo Alce deve accettare. E che si sia dato il nick "Alce"...la dice lunga, mi pare.
A che pro?Ma sui punti in rosso, mi ritrovo tantissimo e mi chiedo a che pro...a che pro...
Giobbe io sono stanco di fare l'asino che porta Maria in Egitto, la scarico lì da qualche canton e le dico...da oggi in poi vai con le tue gambe...che le mie fanno giacomino...Alce, a me il tuo caso sembra tutto sommato abbastanza semplice.
Tua moglie ha subito un trauma pesantissimo con la perdita dei bambini durante la gravidanza e non si è ancora ripresa da quella batosta terribile. Prima si è chiusa in se stessa e adesso vive da “stordita”, da “anestetizzata”, senza una direzione, senza una ragione per cui vivere.
Si comporta così perché non sa cosa fare della sua vita.
Solo tu puoi aiutarla a superare quel trauma, facendolo riemergere, gridando e piangendo insieme a lei. Lei dovrebbe percepire il tuo amore e la tua comprensione per il dolore che gli ha lacerato il cuore e le ha tolto la gioia di vivere.
Solo tu puoi farlo perché sei il suo prossimo più “prossimo” ma soprattutto perché sei suo marito.
Lo so che tu odi essere un uomo “decisionista”, “padre padrone”, maschilista e cose del genere.
Secondo me, che lo voglia o no, tu sei il “capofamiglia”, a te spetta l'onere di indicare la direzione che la tua famiglia deve percorrere.
L'idea che dobbiamo essere moderni, democratici, tutti uguali, che dobbiamo prendere le decisioni insieme di comune accordo ecc. è molto romantica ma non funziona nella pratica perché porta alla formazione di un'associazione di due persone (e di due egoismi) e non di una famiglia. Per quanto ti sforzi, tu non potrai mai partorire e crescere un bambino da “mamma” perché questo non è un ruolo che la natura ha assegnato a te. La natura ti ha assegnato il ruolo di guida della tua famiglia.
San Giuseppe era un brav'uomo ma probabilmente la sua importanza nel ruolo della Salvezza è molto inferiore rispetto a quella della Madonna. Ma l'angelo è apparso in sogno a lui per dirgli di fuggire in Egitto. Maria è salita sull'asinello e l'ha seguito in silenzio, non è che ha detto: “Preferisco il clima della Turchia rispetto a quello dell'Egitto”.
Giuseppe non è sicuramente più importante di Maria, aveva semplicemente un ruolo diverso.
Questi ruoli possono essere il risultato di:
- pulsioni chimiche;
- neocorteccia cerebrale;
- adattamento evolutivo;
- inconscio collettivo;
- disegno di Dio;
- condizionamento storico-culturale
- ecc.
chissenefrega, l'importante è che esistono, devi metterti il cuore in pace e agire di conseguenza.
Non è per nulla divertente fare il “decisionista”, alla fine si tratta di un “potere” del piffero, ma se nessuno si prende questo onere la situazione ristagna e non evolve in nessuna direzione.
Credo che tu debba prendere in mano le redini della tua famiglia e cercare di svegliare tua moglie dal torpore che l'avvolge.
Un abbraccio.
complicità e passione ce li vedo................... Per me la coppia è un'altra cosa: è complicità e rispetto, oltre che passione. Quindi, alzo le mani.
Una cosa però mi preme sottolineare: c'è una fortissima discrepanza tra ciò che hai mostrato di essere (ti leggo da un pò ) ed il tipo di matrimonio che hai in piedi.
Pensavo che meritassi un rapporto più maturo............
...................
Pregherei il contepinceton di astenersi da inutili quanto incomprensibili interventi , almeno per quanto concerne me.
Più volte l'ho detto: io non credo che la parola Amore sia utilizzabile parlando dei rapporti di coppia. L'amore di coppia non esiste, esiste l'istinto di coppia condito, quando va bene, da profondo o meno profondo affetto.Alce,
capisco (scusa la presunzione) quasi tutto
capisco il tuo volerla far parlare (l'ho fatto anch'io, anch'io ho voluto sapere e anch'io l'ho spesso preferito al non sapere)
capisco il tuo "senso di responsabilità" che a volte sembra diventare autolesionenismo
capisco il tuo voler raccontare anche dettagli che possono risultare lesivi per lei o per te
do per scontato che tu ti sia ben interrogato sulla natura delle tue pulsioni
eppure
dalle cose che dici
quel che ti fa sclerare non mi sembra amor proprio ferito
io ho l'impressione che "ci vogliamo bene" sia un modo pudico di dire quel che vi lega
e se tua moglie, nella sua regressione adolescenziale, ti vede eroico ...
non so dirti
la tua storia mi confonde
ma ci vedo un modo dell'amore
doloroso, certo
ma amore
credo che se tua moglie guarisse le sue ferite interiori
scoprirebbe di amarti
e forse non reggerebbe al dolore che ti ha dato
e tu sembri esserti messo in stand by per aspettarla
per il mio, forse limitato, modo di vedere.............
Sento il bisogno di un rapporto che lei non mi può offrire, non per questo le voglio meno bene. Credo valga lo stesso da parte sua, ma forse in modo meno consapevole.
Come giustamente dici, se si "svegliasse" capirebbe e soffrirebbe di più, ed in visione dei verosimili sviluppi mi sembra inutile: meglio resti nella sua consapevolezza limitata, forse.
Io non aspetto più nulla, ho commesso l'errore di farlo per 15 anni. Ora tento di salvare quello che c'è di buono. Tento, non è detto che riesca.
In sostanza: sulla base della teoria degli opposti che si attraggono, noi abbiamo esagerato.Continuo a non capire nulla del rapporto che esiste tra te e tua moglie...o meglio non comprendo cosa ci sia da salvare. Ma mi arrendo, evidentemente ci sono cose che vanno al di là della mia capacità di comprensione. Quindi evito di giudicare. Tu hai descritto un tipo di rapporto (anche sessuale)talmente lontano dal mio vissuto da mettermi in condizione di non poter neanche immaginare ciò che provi. Per me la coppia è un'altra cosa: è complicità e rispetto, oltre che passione. Quindi, alzo le mani.
Una cosa però mi preme sottolineare: c'è una fortissima discrepanza tra ciò che hai mostrato di essere (ti leggo da un pò ) ed il tipo di matrimonio che hai in piedi.
Pensavo che meritassi un rapporto più maturo.
Pregherei il contepinceton di astenersi da inutili quanto incomprensibili interventi , almeno per quanto concerne me.
Cacchio, potrebbe essere divertente, ed in realtà ci ho provato, ma non fa per me. Ti ricordi il 3d "il mio nick"? Dicevo anche del mio soprannome da ragazzo: "uomo maturo". E' un marchio che mi perseguita da sempre, quindi.non capisco se ad essere in crisi è tua moglie o tu; crisi di ruolo, intendo.
potreste per un po' invertire le parti. tu diventare più infantile e meno responsabile e lei iniziare a preoccuparsi di cosa combini e cosa hai in testa.
tanto per movimentare la situazione![]()
Amore mio (non il nick, è un'espressione amichevole) mi hai fatto un bellissimo complimento, ma purtroppo pochi capiscono che Amore non è possesso, ma al contrario sacrificio. E che questo sacrificio, anche se rivolto alla moglie, non è zerbinismo, ma cosciente e consapevole presa di posizione, con tutto il peso e la paura e la confusione che comporta.per il mio, forse limitato, modo di vedere
c'è più amore in questo tuo scritto che in molte coppie consuete
ti manderei un bacio ma non trovo la faccina
tentare è tutto quel che si può
riuscire è sempre un'eventualità
valuterei anche il fattore premenopausa ;ci sono donne che arrivate a questo punto della vita , sentono come sfuggire la propria femminilità e hanno bisogno di conferme che le rassicurinoAggiungo, non ne posso fare a meno, scusate, che una donna che alla bella età di 45 anni sente la necessità di sfrugugliare la sessualità altrui con atteggiamenti seduttrice tardiva, non solo è patetica, ma mostra di avere gravi lacune intellettive. E chi le va appresso, scusami, non è da meno.
E mi fermo qui.
in effetti sforzarsi ad essere quello che non si è non porta molto alla fine..Cacchio, potrebbe essere divertente, ed in realtà ci ho provato, ma non fa per me. Ti ricordi il 3d "il mio nick"? Dicevo anche del mio soprannome da ragazzo: "uomo maturo". E' un marchio che mi perseguita da sempre, quindi.
Non che non faccia cazzate, ma poi per istinto porto la mano al portafoglio.
Sorvolo sul tono di Iris, poco importa, ma comunque ha tirato fuori un discorso che ha il suo perchè.valuterei anche il fattore premenopausa ;ci sono donne che arrivate a questo punto della vita , sentono come sfuggire la propria femminilità e hanno bisogno di conferme che le rassicurino