--- la mia idea è un po' questa...
Le ragazze, fin da giovani, perlopiù non investono nel sesso, ma nella persona.
Sono attratte da tizio o caio, pinco o panca, e fanno sesso solo spinte da questa attrazione.
Raramente c'è una necessità costante: la voglia di fare sesso è secondaria alla voglia di quella persona, che ne diventa l'organo propulsivo.
Accumulano esperienze, a volte negative, perché l'inesperienza e la subordinazione a tale esigenza porta a essere attratte da ragazzi o uomini con caratteristiche di non particolare affidabilità, poi giunte alla soglie dei 30/35 mettono da parte velocemente queste dinamiche per concentrarsi su parametri più razionali alla ricerca dell'uomo affidabile da sposare, con cui fare un figlio, mettere su famiglia.
L'inevitabile scelta mediata tra razionalità e spinta erotica tende a far primeggiare la prima a scapito della seconda.
La componente sessuale a quel punto "funzionicchia" quel tanto che serve per fare una scelta apparentemente definitiva, ma resta sempre e comunque inferiore a quella dettata dalle aspettative o sperimentata in precedenza. La donna passa quindi dal "bastardo" che la accendeva in automatico al bravo ragazzo al quale sono richiesti comportamenti consoni per accendere la voglia, che col tempo pian piano cala insieme all'interesse sessuale.
Il sesso diventa così un onere al quale l'età funge da scusa per l'abbandono definitivo.
Il tradimento per una donna in questa situazione è conseguenza dell'incontro con un uomo, a volte anche un ex, a volte un altro "bastardo", capace di accenderle senza aspettative razionali. E' ancora una voglia sessuale subordinata a stimoli esterni.
Per un uomo, è conseguenza della freddezza percepibile quando scopi con una donna che ti ha sposato con la testa o per la scarsità o mediocrità dei rapporti. Se devi sempre pregare o adottare comportamenti strategici per scopare, finisce che alla prima occasione valida tradisci.