danny
Utente di lunga data
No, come si trova.Ma da singol?
No, come si trova.Ma da singol?
No,intendevo te,da sposato,conosci una ragazza che è interessata?No, come si trova.
Sì.No,intendevo te,da sposato,conosci una ragazza che è interessata?
Sai,Danny,mi riesce difficile ipotizzare il tuo comportamento,perché,giuro,non sono ancora riuscito a capire,a tutt'oggi,la tua situazione odierna,tra te e tua moglie.Sì.
Ipotizzando questa situazione.
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?
Ho sempre considerato il collezionismo come una sublimazione dell'istinto sessuale.
La domanda che mi sono posto più volte è stata questa: ma se al posto di collezionare biciclette, mi fossi trovato ad avere la possibilità di una relazione con una ragazza, in questa fase delle mia vita che possiamo definire di mezza età, come mi sarei comportato?
Che risposta mi sono dato, secondo voi, e quale dareste voi, nello stesso frangente?
Sì.
Ipotizzando questa situazione.
Chi colleziona vecchie bici e chi nuovi manubri....
Ehm, credo di aver letto la risposta a questa domanda in un 3d e quando leggo qualcosa di bello tendo a ricordarmelo e tu scrivi cose molto belle. La risposta penso sia no, non tradiresti tua moglie; perchè sei marito e padre con tutte le responsabilità che ciò comporta. Però di fronte a un'assalto frontale potresti vacillare...
Comunque in generale mi piace la tenerezza con cui parli di tua moglie nonostante tutto che quello che ti è capitato. Sei ancora innamorato di lei vero?
nah...Circe è una forma del mio essere romantica, mica roba che gioco con gli sconosciuti...serve una reciprocità, in quel gioco di magia, che è escluso dal gioco fra sconosciuti.Tutti "sotto" nessuno "sopra"? Maga circe
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...Una volta la si classificava come crisi della mezza età.
Ci si è sempre passati tutti.
Dopodiché ci si rassegnava ad invecchiare, mantenendo comunque la stabilità acquisita in precedenza.
Oggi la parola vecchiaia fa paura perché in fin dei conti si considerano i vecchi la parte meno utile della società.
E magari la si vede molto lontana, i capelli si tingono (solo per le donne, eh), ci si mette in tiro, e si sembra più giovani.
E si cerca di vivere come se lo si fosse ancora.
Il che rende insopportabile quel che si avverte come invecchiato e che rimane lì, davanti a noi, tutti i giorni, come uno specchio divenuto fastidioso da guardare.
Io non vedo consapevolezza, ma illusioni.
Tu parli dei Checco Zalone del matrimonio.In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...
Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.
E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.
Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.
La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
Che si riprendono però, alcuni almenoTu parli dei Checco Zalone del matrimonio.
Per me sono molti di più quelli che restano nel posto fisso lavorando il meno possibile.Che si riprendono però, alcuni almeno
Il mio ex, per esempio, era un Checco Zalone che neanche sotto tortura dura avrebbe smesso di esserlo...inutile anche spiegargli che gli serviva una che la pensasse come lui, e che non tutte erano la stessa cosa...
alcune desideravano, e non era desiderare la luna, anche un percorso autentico insieme...non solo le bollette e il pane...e la sicurezza che ora è ora e sarà per sempre...senza fare niente per renderlo possibile per davvero.
Tiè, beccati 'sto verde va'In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...
Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.
E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.
Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.
La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
sembra anche a me...ma a volte mi dico che sono io che ho una visione nera dell'umanità...poi penso che siamo un popolo di schiavi...tendenzialmente...e gli schiavi aspettano di essere liberati, da altri schiavi magari...ma aspettano, per la maggioranza...Per me sono molti di più quelli che restano nel posto fisso lavorando il meno possibile.
Preso!Tiè, beccati 'sto verde va'
Sì. Tenendo conto che certe strade le si è percorse a volte proprio perché dominati dall'ansia o dall'incapacità di vedere se stessi con consapevolezza. Una maturità tardiva, ritengo, accorgersene a 40 anni. O forse il coraggio di dominare la propria ansia e uscirne quando si avverte che comincia a fare troppi danni e l'equilibrio non si trova più così facilmente. Temo che col tempo la zona comfort tenda a restringersi.In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...
Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.
E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.
Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.
La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...
Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.
E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.
Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.
La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.
.....non mi sono mai sentito sfiorato dalla crisi di mezza età...... non ho moto, ne tatuaggi, ne auto sportive....ecc.ecc.Tu parli dei Checco Zalone del matrimonio.
In realtà non mi riferivo alla crisi di mezza età, non nei termini in cui la descrivi tu...
Mi riferivo a persone che davvero ribaltano il banco perchè si rendono conto che quella è la loro ultima opzione per non rimanere incastrati in una vita preconfezionata.
E si ritrovano a fare i conti con se stessi, non tanto con quelli del futuro, quanto con quelli del passato...tante persone che conoscono si rendono conto di aver per certi versi "mentito" a se stesse per una vita intera, accettando di buon grado un sistema in cui in realtà non si riconoscono.
Alcuni rientrano, con rassegnazione o anche con sollievo...altri escono e vanno oltre....altri trovano un compromesso fra ciò che sono stati e ciò che hanno "scoperto di essere" e si barcamenano fra uno e l'altro, mantenendo le apparenze intatte ma anche soddisfando quel che hanno trovato...altri si rassegnano alla perdita.
La crisi di mezza età è andare alla ricerca di stralci di giovinezza andata perduta con il passare del tempo...che è molto diverso dal rendersi conto che per stare nelle regole sociali a cui si era aderito ingenuamente e anche ciecamente in gioventù ci si è persi parti senza le quali si finisce in un reparto di psichiatria. O se non ci si finisce, si finisce ad essere preda di ansie e compagnia.