Guarda il file che mi ha messo gentilmente il TUba.
Ho cominciato a leggere.
La prima frase che mi ha colpito:
"Negli USA, su 70 casi di morte in culla selezionati a caso, si è evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il
vaccino DTP (antidifterico-antitetanico-antipertossico) poco tempo prima della morte (4)."
Anche qui, manca il riscontro... quali sono le percentuali di bambini vaccinati e non? A seconda, quel dato significa: che la SID non c'entra nulla col vaccino, che il vaccino aumenta la possibilità di SID, o addirittura che il vaccino INIBISCE la possibilità di SID.
Un dato messo così, già mi denota
disonestà intellettuale, perchè chi sa di scienza e statistica questo LO SA.
Se io cerco di pubblicare una cosa del genere nel mio campo, mi fanno un culo così, diciamo. E mi dicono che è disonestà intellettuale e hanno ragione.
Sono arrivata subito dopo ai dati sulle percentuali di morti successive al vaccino.
Allora. Sono evidentemente dati cumulativi -basta vedere la somma delle percentuali che aumenta e che non è 100%.
Allora ho fatto un semplice esercizio.
Ho calcolato i valori numerici, facendo 70 (numero di bambini totale) * la percentuale in centesimi.
Nc= [4.55, 9.1, 18.2, 25.9, 42.7, 49, 70]
ho trovato quindi il numero di bambini NON cumulativo, ovvero quelli deceduti nei singoli periodi, sottraendo a ogni numero successivo il suo precedente.
Ns=[4.55, 4.55, 9.1, 7.7, 16.8, 6.3, 21]
(quando cerchi di dimostrare qualcosa, tutti i tuoi procedimenti devono essere chiari e verificabili)
I giorni:
m=[0.5, 1, 3, 7, 15, 21, 30]
Mi sono permessa di aggiungere io, l'ultimo dato. Lo studio NON dice il periodo finale entro il quale erano deceduti il 100% di quel campione di bambini.
Il numero è indubbio, il totale era 70, quindi 21 è il numero di bambini morti DOPO 21 giorni.
Rimane indeterminato il periodo. L'ho messo, arbitrariamente, a 30 giorni, ma ne riparlerò.
Ho fatto un grafico che APPENA RIESCO A CARICARE mostra, in funzione del tempo, il numero di bambini deceduti di SID. CON LE INCERTEZZE ASSOCIATE A CIASCUN VALORE.
Come si fa in ogni studio statistico, nel caso di numeri discreti si utilizza una statistica Poissoniana. Non mettere le incertezze è, parimenti in ogni studio scientifico, disonestà intellettuale.
Io le ho messe. Le incertezze poissoniane sono la radice quadrata del valore stesso.
Rimando a studi di statistica a chi voglia documentarsi su come mai questo è il metodo corretto di valutare le incertezze.
Cmq.
I numeri messi nell'articolo, mostravano il numero di morti che cresceva col tempo, suggerendo che il vaccino poco a poco falcidiava 'sti bambini.
Andando nel dettaglio, il grafico mostra numeri più o meno stabili nel corso del tempo, un picco attorno ai 15 giorni, ma non distante dagli altri valori tanto da suggerire un reale picco di morti proprio dopo 15 giorni.
Cerco di parlare più chiaramente... mi rendo conto che mi sto spiegando malissimo perchè mi sento arrabbiata per la disonestà di certe persone...
Se ho due valori diversi, con le incertezze associate, per dire che questi due dati sono SIGNIFICATIVAMENTE diversi devono essere PIU lontani della somma delle loro incertezze.
In quel caso, si riconosce che i dati sono DIVERSI, ma servirebbe una distanza ancora più grande per dire che sono MOLTO diversi.
Andiamo all'ultimo dato, che ho fatto in rosso.
Non sapendo la data, non posso piazzarlo con confidenza sul grafico. Ma se immagino -non lo so, ma non avendomi il dottor Gava dato tutti i pezzi del puzzle sono autorizzata ad immaginarlo- che metà di quei bambini siano morti a 30 giorni, e l'altra metà 10 giorni dopo, quello che ricavo è che.... NON C'E' NESSUNA CORRELAZIONE TRA LA DATA DI VACCINAZIONE E LA MORTE PER SID DEI BAMBINI VACCINATI.
Se avessi i dati giusti, potrei addirittura calcolarti la probabilità statistica della mia affermazione.
La mia conclusione è che il Dottor Gava usa i numeri a suo piacimento, per avvalorare le sue tesi, fregandosene del reale significato dei dati.
A questo punto, mi sono fermata a leggere, perchè chiaramente il Dottor Gava non ha la mia stima, e lo considero un disonesto.