USA&Israele VS Iran

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Beh, sì, ma non pensavo a trasferirli o mandarli lontano dalle famiglie.
Pensavo anche semplicemente a un meccanismo, con un servizio di autobus scolastico che porta i bimbi nelle scuole mescolandoli, senza intenti discriminatori, ma per favorire una maggiore integrazione. Richiede una pianificazione che, comunque, è incompatibile con il nostro sistema.
In ogni caso tutti i miei nipoti sono andati a scuole pubbliche con tanti bimbi con genitori stranieri, non c'erano particolari problemi, neppure linguistici perché erano nati qui.
Autobus elettrici cinesi mi raccomando! se no gli rubiamo il futuro a sti bambini!
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Infatti non ci sono motivazioni didattiche, ma solo razziali.
Poi razziali… se i bambini neri sono figli di calciatori o personale del consolato, non disturbano nessuno.
Disturbano i poveri, come sempre.
E' più razziale avere classi ghetto di soli stranieri, o classi miste?
 

danny

Utente di lunga data
Infatti non ci sono motivazioni didattiche, ma solo razziali.
Poi razziali… se i bambini neri sono figli di calciatori o personale del consolato, non disturbano nessuno.
Disturbano i poveri, come sempre.
Disturbano gli ignoranti.
I criminali.
I maranza.
I maschilisti.
Quelli che ti aggrediscono.
E quelli che ti fanno paura quando esci la sera.
Se a te piacciono hai dei gusti strani.
Ma pazienza.
Io una percezione di come stanno andando le cose e di come andranno ce l'ho, ascolto la gente e non guardo la TV.
I problemi li risolveranno i figli e i nipoti, cazzo mene.
Io appena vado in pensione se non crepo prima me ne vado.
 

Nicky

Utente di lunga data
Infatti non ci sono motivazioni didattiche, ma solo razziali.
Poi razziali… se i bambini neri sono figli di calciatori o personale del consolato, non disturbano nessuno.
Disturbano i poveri, come sempre.
Sì, infatti che ragioni didattiche potrebbero esserci? In teoria, non creare ghetti è giusto, ma di fatto se sposti la gente qui e là, difficile che non appaia discriminatorio.
Poi cosa fai, requisisci l'immobile in Brera per darlo a una famiglia straniera?
 

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
E' più razziale avere classi ghetto di soli stranieri, o classi miste?
Classi ghetto.
Ci mancherebbe.
A inseguire bambini con difficoltà linguistiche che appena diventati adulti diventeranno disadattati e maranza.
Perché i gruppi di maranza di oggi erano i gruppi di bimbi di 10 anni fa.


 

Brunetta

Utente di lunga data
Sì, infatti che ragioni didattiche potrebbero esserci? In teoria, non creare ghetti è giusto, ma di fatto se sposti la gente qui e là, difficile che non appaia discriminatorio.
Poi cosa fai, requisisci l'immobile in Brera per darlo a una famiglia straniera?
In un sistema economico che tende all’accumulo di pochi e all‘impoverimento dei molti, è inevitabile che si creino zone di poveri in cui i problemi aumentano progressivamente.
Se non si pensa ad attenuare questo fenomeno, convinti che l’economia si autoregola 🤦🏻‍♀️, si arriva alla lotta tra i capponi di Renzo.
 

danny

Utente di lunga data
Io Ve lo dico.
Sono nato e cresciuto nel quartiere di Ramy, proprio lì.
Gran parte dei miei coetanei sono morti per droga e altri sono finiti male.
A me i miei nonni mi hanno mandato a scuola, pubblica, in un altro quartiere pulito, dove ho conosciuto gente normale.
Così ho avuto un'idea del mondo più sana.
Se fossi rimasto nella scuola degli altri avrei seguito la loro storia.
Se devi salvare qualcuno devi portarlo via dai quartieri di merda.
Se vuoi salvare tutti, devi evitare di creare quartieri di merda, dove dominano disadattati e criminali.
Nei ghetti condanni tutti.
 
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danny

Utente di lunga data
In un sistema economico che tende all’accumulo di pochi e all‘impoverimento dei molti, è inevitabile che si creino zone di poveri in cui i problemi aumentano progressivamente.
Se non si pensa ad attenuare questo fenomeno, convinti che l’economia si autoregola 🤦🏻‍♀️, si arriva alla lotta tra i capponi di Renzo.
E come fai?
Siamo e saremo ancora di più in decrescita.
Altro errore: essere povero non vuole dire essere brava persona.
Significa non avere niente da perdere
 

danny

Utente di lunga data
Altra cosa: chi abita nei quartieri ghetto vi odia.
Leggete con Gemini le scritte sui muri in arabo al Corvetto.

E italiano di merda l'ho sentito troppo spesso.
 

Nicky

Utente di lunga data
In un sistema economico che tende all’accumulo di pochi e all‘impoverimento dei molti, è inevitabile che si creino zone di poveri in cui i problemi aumentano progressivamente.
Se non si pensa ad attenuare questo fenomeno, convinti che l’economia si autoregola 🤦🏻‍♀️, si arriva alla lotta tra i capponi di Renzo.
Sì, infatti è così.
Nel nostro sistema, se non vuoi convivere con gli stranieri, che sono la fascia più povera, non devi essere povero.
Ma le persone, invece di chiedere più equità, chiedono altro.
 

danny

Utente di lunga data
Sì, infatti è così.
Nel nostro sistema, se non vuoi convivere con gli stranieri, che sono la fascia più povera, non devi essere povero.
Ma le persone, invece di chiedere più equità, chiedono altro.
E, ma immagina che bello per chi ha meno risorse trovarsi in zone che sono alienate, come San Martino di Rogoredo, dove hai paura a passare di giorno.
La gente lì chiede solo di poter uscire di casa senza avere paura.
La risposta sotto l'inizio dell'articolo racconta la genesi del problema.
Che ricordo bene.
Formentini era della Lega, ma il concetto è sempre lo.stesso.
Confinare il disagio nelle periferie povere dove l'elettorato non conta e tenerlo lontano dagli italiani benestanti e della classe media borghese.
Concetto razzista e classista ma che se critichi ti danno a sinistra del fascista e del razzista.
Io lì sono stato aggredito.
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Brunetta

Utente di lunga data
Certo, ma intendi che ai fini di un'ipotetica integrazione classi miste o classi solo stranieri è uguale?
Allora bisogna intendersi anche cosa si intende per integrazione. L’integrazione non può essere pensata a senso unico aspettandosi una uniformità senza senso. L’integrazione (che non è più usato come termine, perché si modificano le parole quando diventa inadeguato il modo di applicarle. Come è già successo per altre come handicap) ma deve essere a doppio senso imparando reciprocamente. Negare valore agli altri è una cosa sbagliata ed è pericoloso perché crea inevitabilmente contrapposizioni.
Quando si ha di fronte una classe di bambini (ho cercato di dirlo in modo sintetico, ma forse è sembrato uno slogan) si vedono bambini e le origini della famiglia sono interessanti solo come arricchimento culturale.
I bambini nati in Italia arrivano alla scuola Primaria con già tre anni di frequenza della scuola dell’infanzia e hanno pressoché tutti la stessa competenza linguistica. I bambini hanno tutti un linguaggio semplice come struttura e limitato nel vocabolario.
Quindi hanno tutti le stesse difficoltà. Le differenze, ribadisco, sono di ordine culturale. Ma non solo come immagina chi non ha consuetudine con i bambini, ma per la mancanza di un substrato comune che nasce da racconti di fiabe, favole o cartoni animati, che ancora adesso tanti conservano.
Anche i genitori italiani tendono a preferire libri “istruttivi” per bambini e i bambini conoscono solo le storie sentite alla scuola dell’infanzia. Ma è evidente che se erano assenti, non le conoscono e non conoscono anche i termini che sono consueti nelle fiabe. Ad esempio re, principessa, corona, trono, fata ecc.
Ma c’è tutto il tempo per compensare.
 

Nicky

Utente di lunga data
E, ma immagina che bello per chi ha meno risorse trovarsi in zone che sono alienate, come San Martino di Rogoredo, dove hai paura a passare di giorno.
La gente lì chiede solo di poter uscire di casa senza avere paura.
La risposta sotto l'inizio dell'articolo racconta la genesi del problema.
Che ricordo bene.
Formentini era della Lega, ma il concetto è sempre lo.stesso.
Confinare il disagio nelle periferie povere dove l'elettorato non conta e tenerlo lontano dagli italiani benestanti e della classe media borghese.
Io lì sono stato aggredito.
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Se hai un sistema per evitare la gentrificazione, ben venga.
Alle riunioni e nei comirati in cui se ne parla, ci sono tre gatti.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Allora bisogna intendersi anche cosa si intende per integrazione. L’integrazione non può essere pensata a senso unico aspettandosi una uniformità senza senso. L’integrazione (che non è più usato come termine, perché si modificano le parole quando diventa inadeguato il modo di applicarle. Come è già successo per altre come handicap) ma deve essere a doppio senso imparando reciprocamente. Negare valore agli altri è una cosa sbagliata ed è pericoloso perché crea inevitabilmente contrapposizioni.
Quando si ha di fronte una classe di bambini (ho cercato di dirlo in modo sintetico, ma forse è sembrato uno slogan) si vedono bambini e le origini della famiglia sono interessanti solo come arricchimento culturale.
I bambini nati in Italia arrivano alla scuola Primaria con già tre anni di frequenza della scuola dell’infanzia e hanno pressoché tutti la stessa competenza linguistica. I bambini hanno tutti un linguaggio semplice come struttura e limitato nel vocabolario.
Quindi hanno tutti le stesse difficoltà. Le differenze, ribadisco, sono di ordine culturale. Ma non solo come immagina chi non ha consuetudine con i bambini, ma per la mancanza di un substrato comune che nasce da racconti di fiabe, favole o cartoni animati, che ancora adesso tanti conservano.
Anche i genitori italiani tendono a preferire libri “istruttivi” per bambini e i bambini conoscono solo le storie sentite alla scuola dell’infanzia. Ma è evidente che se erano assenti, non le conoscono e non conoscono anche i termini che sono consueti nelle fiabe. Ad esempio re, principessa, corona, trono, fata ecc.
Ma c’è tutto il tempo per compensare.
Effettivamente integrazione è un termine generico e magari fuorviante. È razzista se dico che mi basterebbe che questi bimbi non crescessero odiando gli occidentali per i loro costumi come li odiano i loro genitori, in modo da favorire una civile convivenza senza snaturazione reciproca ? O è razzista dire che certe culture odiano apertamente l'occidente?
 

danny

Utente di lunga data
Se hai un sistema per evitare la gentrificazione, ben venga.
Alle riunioni e nei comirati in cui se ne parla, ci sono tre gatti.
Io di comitati ne ho fondati due.
Abbiamo toccato il massimo dell'affluenza, veramente tante persone, quando abbiamo posto il problema delle risse tra gli ucraini ubriachi in piazzetta.
C'erano pure i giornalisti.
Tanta tanta gente ma solo se parli di sicurezza.
Il comune ha risolto mettendo una cancellata.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Effettivamente integrazione è un termine generico e magari fuorviante. È razzista se dico che mi basterebbe che questi bimbi non crescessero odiando gli occidentali per i loro costumi come li odiano i loro genitori, in modo da favorire una civile convivenza senza snaturazione reciproca ? O è razzista dire che certe culture odiano apertamente l'occidente?
Tu parti da un assunto che è una prova di un tuo pregiudizio.
Naturalmente mi si risponderà che non so niente. 🤦🏻‍♀️
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Tu parti da un assunto che è una prova di un tuo pregiudizio.
Naturalmente mi si risponderà che non so niente. 🤦🏻‍♀️
Almeno ci capiamo. Per cui per te è un pregiudizio dire che in certe culture esiste l'odio conclamato per l'occidente.
 
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