Ora abito in una zona degradata. Ma Milano a dire il vero è fatta in modo tale che nello stesso quartiere puoi avere la via con case nuove e la via con case in edilizia popolare. Se venissi tu, ti spaventeresti probabilmente; io torno alle undici di sera con i mezzi pubblici.
Non sono una snob, capisco il disagio di passare dall'avere solo italiani vicini a doversi confrontare con persone provenienti dalle etnie più diverse.
Ma non ho paure eccessive.
Parma non è Milano ma comunque c'è del bel degrado anche qui. Dove sto io credo di avere anche vicine donne, ma non le ho mai viste perché sembra di essere a Kabul sotto i talebani, per quel che vedo potrebbero essere dei boiler semoventi telati, non emettono suoni né fanno gesti, si spostano e basta, come fantasmi neri. Se vado a trovare in ambulatorio la mia pediatra che lavora a 300 mt da casa, sembra un ospedale da campo di Emergency in Darfour, per fortuna che di fianco c'è un bar gestito da un siciliano grosso e cattivo che in caso, mediamente 2/3 volte settimana, interviene prontamente a sedare risse in sala d'attesa fra diverse etnie.