USA&Israele VS Iran

danny

Utente di lunga data
Sono d'accordo nel cercare di pensare a politiche urbane che possano evitare il più possibile la creazione di zone ghetto, anche se la vedo difficile, perché viviamo in una realtà in cui nessuno ha più interesse a mitigare le differenze sociali ed economiche e chi lo propone viene emarginato, proprio dai votanti, che sono convinti che negare opportunità agli altri sia una forma di protezione del proprio orticello, senza capire che ci finiscono loro poi vicini al ghetto.
Detto questo, però, io credo che non si possano accettare gli altri, solo a condizione che siano un po' meno "altri".
Le persone devono rispettare le leggi del paese in cui vivono, ma io non chiedo più di quello. Non chiedo di essere un po' meno islamici o di diluirsi, per accettarne la presenza, perché questo sottende una visione intollerante, per me, non propria della mia cultura di persona occidentale.
Certo, tu mi dirai, ma poi cercheranno di imporci la loro cultura, alla fine andrai anche tu velata.
Io non credo, perché credo nella nostra cultura, nella forza di ciò che esprime e non avere paura è proprio un modo per dare forza a certi valori. Chi ha paura e cerca di limitare gli altri per proteggersi dà la prima prova di debolezza, per me.
Chi migra porta con sé il proprio mondo e la propria cultura e cambia certamente anche gli altri, ma ne viene anche cambiato.
In ogni caso, al di là delle politiche generali, uno dei motivi alla base dell'antisemitismo in Europa è stata proprio la pervicace volontà degli ebrei di mantenere un'identità e ha portato a ciò a cui abbiamo assistito e che ha colpito anche chi da quell'identità si era allontanato.
Io non voglio essere così, non voglio essere una che sopporta gli altri a seconda di quantoo si sforzano di essere simili a me.
C'è in questo video molta verità sulla dimensione sociale che cerco di spiegare.
Parla della Germania, ma il discorso si deve estendere a tutte le società disgregate socialmente.
Che è il nostro futuro, temo, non solo quello di qualche quartiere precursore.

 
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danny

Utente di lunga data
Però nessuno ha commentato l'idea di spalmare gli stranieri su più quartieri.
Compresi i bimbi nelle scuole.
Allora van bene che stiano tutti isolati per non rompere le balle agli altri?
Voi mandereste un vostro figlio in una classe elementare in cui tutti gli altri studenti sono stranieri e, come era nella classe su mia figlia, incapaci di parlare la lingua italiana?
Eh sì
Un bimbo filippino.
Faceva casino tutto il tempo ma va detto che dava fuori di matto perché non capiva nulla.
Ed era uno solo.
Immaginatevi classi così, con un livello della lingua italiana parlata basso.
Io la risposta la so: chi ha i soldi manda i figli nelle scuole confessionali.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Però nessuno ha commentato l'idea di spalmare gli stranieri su più quartieri.
Compresi i bimbi nelle scuole.
Allora van bene che stiano tutti isolati per non rompere le balle agli altri?
Voi mandereste un vostro figlio in una classe elementare in cui tutti gli altri studenti sono stranieri e, come era nella classe su mia figlia, incapaci di parlare la lingua italiana?
Eh sì
Un bimbo filippino.
Faceva casino tutto il tempo ma va detto che dava fuori di matto perché non capiva nulla.
Ed era uno solo.
Immaginatevi classi così, con un livello della lingua italiana parlata basso.
Io la risposta la so: chi ha i soldi manda i figli nelle scuole confessionali.
Ma come fai? Assegni quote di residenza per etnia per ogni quartiere e uno che chiede la residenza perchè magari ha trovato un alloggio conveniente non può prenderla se sfora le quote assegnate alla sua etnia?
 

danny

Utente di lunga data
L'altro problema è che se in uno stato hai molta gente disperata che non ha nulla da perdere, in un momento di crisi economica girare per strada sarà sempre più difficile.
E qui non sappiamo esattamente come andrà nemmeno tra un mese.

 

danny

Utente di lunga data
Ma come fai? Assegni quote di residenza per etnia per ogni quartiere e uno che chiede la residenza perchè magari ha trovato un alloggio conveniente magari non può prenderla perchè sfora le quote assegnate alla sua etnia?
Non so come fare, ma so che nessuno né ha parlato nemmeno a livello di intenzione.
Così ci troviamo con classi alle scuole dove non c'è più un italiano e altre dove non ci sono stranieri a poca distanza.
Ha senso?
Certo, il sistema delle quote per scuola andrebbe studiato, ma sono convinto che alla prima proposta partirebbe i cortei antifascisti a fare cagnara.
Hai presente la canzone 'Ho.visto un re'?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non so come fare, ma so che nessuno né ha parlato nemmeno a livello di intenzione.
Così ci troviamo con classi alle scuole dove non c'è più un italiano e altre dove non ci sono stranieri a poca distanza.
Ha senso?
Certo, il sistema delle quote per scuola andrebbe studiato, ma sono convinto che alla prima proposta partirebbe i cortei antifascisti a fare cagnara.
Hai presente la canzone 'Ho.visto un re'?
La proposta delle quote è stata fatta dalla Lega, sia a livello nazionale, sia locale.
Ma era irrealizzabile.
Le scuole elementari sono distribuite in modo capillare sul territorio proprio per consentire di portare e ritirare i bambini a piedi e favorire la creazione di una comunità.
Spostare i bambini sia gli italiani nei quartieri multietnici, sia gli “stranieri“ negli altri quartieri, oltre a creare l’ostilità di tutti i genitori, sarebbe estremamente costoso. Oltre che è ridicolo immaginare questi pulmini di bambini deportati da un quartiere all’altro, facendo ammuina.
La circolare (non ricordo più la definizione della iniziativa di governo) aveva suscitato allarme nelle scuole, ma immediatamente era stata corretta dalla richiesta di quantificare il numero degli alunni stranieri, classificandoli come con una conoscenza della lingua adeguata, in via di acquisizione e con nessuna conoscenza.
Il risultato fu che rimanevano solo i neo arrivati, pochissimi, per i quali la scuola doveva attivare modalità per l’acquisizione della lingua.
Spostare i bambini in base all’aspetto sarebbe stato troppo per chiunque.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Non so come fare, ma so che nessuno né ha parlato nemmeno a livello di intenzione.
Così ci troviamo con classi alle scuole dove non c'è più un italiano e altre dove non ci sono stranieri a poca distanza.
Ha senso?
Certo, il sistema delle quote per scuola andrebbe studiato, ma sono convinto che alla prima proposta partirebbe i cortei antifascisti a fare cagnara.
Hai presente la canzone 'Ho.visto un re'?
Non ha molto senso, ma anche immaginando di mettere un tetto, tipo 30% max di stranieri (che poi bisognerebbe distinguere se nati qui o arrivati da fuori, forse), in un quartiere dove la maggioranza è di non italiani dove li trovi gli italiani per fare il restante 70% di una classe?
 

danny

Utente di lunga data
La proposta delle quote è stata fatta dalla Lega, sia a livello nazionale, sia locale.
Ma era irrealizzabile.
Le scuole elementari sono distribuite in modo capillare sul territorio proprio per consentire di portare e ritirare i bambini a piedi e favorire la creazione di una comunità.
Spostare i bambini sia gli italiani nei quartieri multietnici, sia gli “stranieri“ negli altri quartieri, oltre a creare l’ostilità di tutti i genitori, sarebbe estremamente costoso. Oltre che è ridicolo immaginare questi pulmini di bambini deportati da un quartiere all’altro, facendo ammuina.
La circolare (non ricordo più la definizione della iniziativa di governo) aveva suscitato allarme nelle scuole, ma immediatamente era stata corretta dalla richiesta di quantificare il numero degli alunni stranieri, classificandoli come con una conoscenza della lingua adeguata, in via di acquisizione e con nessuna conoscenza.
Il risultato fu che rimanevano solo i neo arrivati, pochissimi, per i quali la scuola doveva attivare modalità per l’acquisizione della lingua.
Spostare i bambini in base all’aspetto sarebbe stato troppo per chiunque.
Quindi niente.
La soluzione la stanno già trovando gli italiani.
Chi può evita le scuole con gli stranieri e si affida alle private.
Chi può cambia quartiere o città e va in zone dove ci sono pochi stranieri.
Di solito quelle mal collegate, senza metro o ferrovia, non i vari Corvetto o Rogoredo
Nessuno quindi appare come razzista ma in fin dei conti fa scelte evitanti.
 

danny

Utente di lunga data
Non ha molto senso, ma anche immaginando di mettere un tetto, tipo 30% max di stranieri (che poi bisognerebbe distinguere se nati qui o arrivati da fuori, forse), in un quartiere dove la maggioranza è di non italiani dove li trovi gli italiani per fare il restante 70% di una classe?
Li sposti dalle zone più ricche...
Ah già.
Gli italiani non vorrebbero.
Ti sto descrivendo la realtà locale, non una fantasia.
Lo straniero è come la centrale nucleare.
Sì, è bello ma NIMBY.
Deve stare nelle zone popolari.
Pioltello, Quarto Oggiaro, Corvetto...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Non ha molto senso, ma anche immaginando di mettere un tetto, tipo 30% max di stranieri (che poi bisognerebbe distinguere se nati qui o arrivati da fuori, forse), in un quartiere dove la maggioranza è di non italiani dove li trovi gli italiani per fare il restante 70% di una classe?
Ho spiegato sopra.
Ma soprattutto non è vero che creano problemi.
Non mi pare il caso di fare qui un trattato di didattica, ma è molto stimolante per tutti.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ho spiegato sopra.
Ma soprattutto non è vero che creano problemi.
Non mi pare il caso di fare qui un trattato di didattica, ma è molto stimolante per tutti.
La mia pediatra ha circa il 40% di pazienti stranieri, ogni giorno riceve chiamate da maestre su maestre che chiedono pei, disturbi vari, dislessia ecc ecc che vengono puntualmente respinte dalle commissioni perchè si riduce tutto al problema linguistico. Bimbi molto intelligenti mi dice, spesso più dei genitori
 

Brunetta

Utente di lunga data
La mia pediatra ha circa il 40% di pazienti stranieri, ogni giorno riceve chiamate da maestre su maestre che chiedono pei, disturbi vari, dislessia ecc ecc che vengono puntualmente respinte dalle commissioni perchè si riduce tutto al problema linguistico. Bimbi molto intelligenti mi dice, spesso più dei genitori
Poiché non è il pediatra a certificare i DSA, non capisco le telefonate.
A parte che anche gli stranieri possono avere DSA o disabilità.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Spostare la gente qui è là dove decide lo stato si chiama comunismo.
Se il bambino è il tuo, vuoi che stia dove ti è comodo, non dove viene pianificato dallo stato.
Si chiama deportazione.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Li sposti dalle zone più ricche...
Ah già.
Gli italiani non vorrebbero.
Ti sto descrivendo la realtà locale, non una fantasia.
Lo straniero è come la centrale nucleare.
Sì, è bello ma NIMBY.
Deve stare nelle zone popolari.
Pioltello, Quarto Oggiaro, Corvetto...
E in un paese con una sola scuola con una sola sezione come fai? Il diritto diventa geografico come ai tempi del covid quando chi abitava a Parma poteva fare spesa dove cazzo gli pareva, se uno per sfiga abitava a Sorbolo poteva andare all'unico supermercato del paese, una Coop vecchia e diroccata dove normalmente non va nessuno a causa dei prezzi?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Poiché non è il pediatra a certificare i DSA, non capisco le telefonate.
A parte che anche gli stranieri possono avere DSA o disabilità.
Perchè prima cercano di rompere il cazzo ai genitori, siccome i genitori spesso non capiscono un cazzo ci provano col pediatra. Se non ci credi ne registrerò qualcuna visto che ce l'ho in casa...
 

Nicky

Utente di lunga data
Si chiama deportazione.
Beh, sì, ma non pensavo a trasferirli o mandarli lontano dalle famiglie.
Pensavo anche semplicemente a un meccanismo, con un servizio di autobus scolastico che porta i bimbi nelle scuole mescolandoli, senza intenti discriminatori, ma per favorire una maggiore integrazione. Richiede una pianificazione che, comunque, è incompatibile con il nostro sistema.
In ogni caso tutti i miei nipoti sono andati a scuole pubbliche con tanti bimbi con genitori stranieri, non c'erano particolari problemi, neppure linguistici perché erano nati qui.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perchè prima cercano di rompere il cazzo ai genitori, siccome i genitori spesso non capiscono un cazzo ci provano col pediatra. Se non ci credi ne registrerò qualcuna visto che ce l'ho in casa...
Si vede che sono maestre stupide e ignoranti. Possono essere stupidi e ignoranti anche gli insegnanti, non solo i genitori.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Beh, sì, ma non pensavo a trasferirli o mandarli lontano dalle famiglie.
Pensavo anche semplicemente a un meccanismo, con un servizio di autobus scolastico che porta i bimbi nelle scuole mescolandoli, senza intenti discriminatori, ma per favorire una maggiore integrazione. Richiede una pianificazione che, comunque, è incompatibile con il nostro sistema.
In ogni caso tutti i miei nipoti sono andati a scuole pubbliche con tanti bimbi con genitori stranieri, non c'erano particolari problemi, neppure linguistici perché erano nati qui.
Infatti non ci sono motivazioni didattiche, ma solo razziali.
Poi razziali… se i bambini neri sono figli di calciatori o personale del consolato, non disturbano nessuno.
Disturbano i poveri, come sempre.
 
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