Un dolore che non va via

danny

Utente di lunga data
Del mio tradimento non c è molto da dire non mi sono mai ne innamorata ne avuto una vita parallela.
Due anni fa consoco questa persona tramite amici in comune e nasce una forte attrazione fisica, ci siamo visti una sera ma non è successo nulla di particolare, finita subito perché lui cercava solo sesso mentre io forse cercavo il principe azzurro, mio marito ha beccato dei messaggi ma ha avuto una reazione, a mio dire , molto fredda.
Poi nel periodo in cui ci eravamo lasciati sette anni fa ho visto una persona qualche volta e poi l'ho rivisto una volta cinque anni fa ma ho un ricordo pessimo.
Cosa intendi per nulla di particolare?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io credo sia partita tutta da li la mia rabbia, non ero così ma si sa il dolore cambia un pò tutti.
So solo che vivere così non è un bel vivere, e devo provarci con tutte le forze che ho a riavere un pò di quella serenità che mi manca maledettamente
Il dolore...non è qualcosa di esterno che viene travasato da fuori a dentro. Non siamo vasi vuoti che si riempiono.

Il dolore ci compone. A livello di identità.
Allo stesso modo di gioia, piacere, paura..il dolore è una delle emozioni più antiche di cui siamo composti.
Va ad attingere alla parte, anche fisiologicamente parlando, istintiva e protettiva che ci ha permesso di evolverci come specie.

Se non provassimo dolore, paura, non saremmo (stati) in grado di sopravvivere. :)

Il dolore che si attiva (non uso a caso la parola) non nasce in quel momento lì.
Il dolore che senti era già in te.
Gli eventi esterni impattano e il tuo organismo reagisce.
A volte col dolore, a volte con il piacere, a volte con l'ansia...sono risposte a delle domande. Quelle emozioni.

Ti sei mai chiesta come mai lo stesso evento, vissuto da individui diversi, provochi risposte diverse?
Non vale solo per il dolore eh. Vale per ogni risposta emozionale.

Quale è la domanda a cui stai rispondendo TU?

(non è importante la risposta...serve porsi la domanda. Le risposte contano molto poco, non sono definitive e sono sottoposte al logorio del tempo. Son solo pezzetti da prendere, guardare e poi buttare via. Se ti leghi alle risposte....è dura. Finisci per ingabbiarti da sola...e in gabbia raramente si trova serenità).


Già, non è un bel vivere. Lo immagino.

Però, sai, la serenità non è un qualcosa che puoi prendere da fuori.
Non è qualcosa che dipende da quel che sta fuori di te. Da qualcuno o qualcosa.
(quando accade, è un bel casino ;))

Nessuno ti può dare una serenità che non hai.

Se deleghi a qualcun altro la tua serenità...significa che la tua serenità è spostata in quel qualcun altro. E a quel punto...tu, dove finisci?
Dove trovi fierezza?
Cosa sei disposta a tollerare per non "perdere" quella serenità?

Fino a che ti manchi tu...le tue emozioni te lo segnalano.
Il dolore, la rabbia...sono comunicazioni di te con te.

A te la traduzione ;)

Parla con la tua psyco. :)
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Io so solo che quando lui è stato dai suoi per due settimane io mentalmente mi sentivo più tranquilla anche se lui mi mancava davvero tanto!
Forse la strada da percorrere è questa ma io non voglio far soffrire i miei bambini e so che soffrirebbero parecchio.
Mi rendo conto che quello che dico è tutto un pò un controsenso
Non è un controsenso. Stai meglio senza di lui, ma ti manca il lui immaginario.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Ma infatti credo sia saturo del mio comportamento, sono la prima a dire che anche se ha sbagliato non deve pagare per tutta la vita.
A volte non mi sopporto nemmeno io.
Quando fino a due anni fa lavoravano ancora insieme quasi ogni giorno gli facevo il terzo grado
e non si è sparato in bocca? allora o ti ama ancora oppure è veramente disperato
 

delusa86

Utente di lunga data
Il dolore...non è qualcosa di esterno che viene travasato da fuori a dentro. Non siamo vasi vuoti che si riempiono.

Il dolore ci compone. A livello di identità.
Allo stesso modo di gioia, piacere, paura..il dolore è una delle emozioni più antiche di cui siamo composti.
Va ad attingere alla parte, anche fisiologicamente parlando, istintiva e protettiva che ci ha permesso di evolverci come specie.

Se non provassimo dolore, paura, non saremmo (stati) in grado di sopravvivere. :)

Il dolore che si attiva (non uso a caso la parola) non nasce in quel momento lì.
Il dolore che senti era già in te.
Gli eventi esterni impattano e il tuo organismo reagisce.
A volte col dolore, a volte con il piacere, a volte con l'ansia...sono risposte a delle domande. Quelle emozioni.

Ti sei mai chiesta come mai lo stesso evento, vissuto da individui diversi, provochi risposte diverse?
Non vale solo per il dolore eh. Vale per ogni risposta emozionale.

Quale è la domanda a cui stai rispondendo TU?

(non è importante la risposta...serve porsi la domanda. Le risposte contano molto poco, non sono definitive e sono sottoposte al logorio del tempo. Son solo pezzetti da prendere, guardare e poi buttare via. Se ti leghi alle risposte....è dura. Finisci per ingabbiarti da sola...e in gabbia raramente si trova serenità).


Già, non è un bel vivere. Lo immagino.

Però, sai, la serenità non è un qualcosa che puoi prendere da fuori.
Non è qualcosa che dipende da quel che sta fuori di te. Da qualcuno o qualcosa.
(quando accade, è un bel casino ;))

Nessuno ti può dare una serenità che non hai.

Se deleghi a qualcun altro la tua serenità...significa che la tua serenità è spostata in quel qualcun altro. E a quel punto...tu, dove finisci?
Dove trovi fierezza?
Cosa sei disposta a tollerare per non "perdere" quella serenità?

Fino a che ti manchi tu...le tue emozioni te lo segnalano.
Il dolore, la rabbia...sono comunicazioni di te con te.

A te la traduzione ;)

Parla con la tua psyco. :)
Forse è proprio questo, delego la mia serenità a mio marito. E magari proprio per questo non ha mai funzionato il nostro "ripartire".
Ma potrei comunque ritrovare un pò di pace stando lo stesso con lui ?
Non so, la vedo più come dire, se lui va via io piano piano riavrò la mia serenità.
Oppure stare qui lo stesso con lui ma cercando di ritrovare me stessa e poi magari rivalutare il nostro matrimonio.
Scusami forse non mi sono spiegata bene.


Prima per alleggerire un pò questa giornata così pesante ho fatto un bel giro in campagna in bicicletta, ahhhhh che bello!!
 

Lorena 46

Utente di lunga data
Forse è proprio questo, delego la mia serenità a mio marito. E magari proprio per questo non ha mai funzionato il nostro "ripartire".
Ma potrei comunque ritrovare un pò di pace stando lo stesso con lui ?
Non so, la vedo più come dire, se lui va via io piano piano riavrò la mia serenità.
Oppure stare qui lo stesso con lui ma cercando di ritrovare me stessa e poi magari rivalutare il nostro matrimonio.
Scusami forse non mi sono spiegata bene.


Prima per alleggerire un pò questa giornata così pesante ho fatto un bel giro in campagna in bicicletta, ahhhhh che bello!!
Ma quando tu prendi il discorso del tradimento, lui come reagisce?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ad oggi non ho paura di restare da sola, ho i miei bimbi e non chiederei altro.
A questo devi pensare bene, a non caricare loro del ruolo di riempire i tuoi vuoti, di ieri l'altro, di oggi e del domani.

Perché altrimenti non fai che riversare su un nuovo soggetto (in questo caso più soggetti) le tue ferite
 

FataIgnorante

Utente di lunga data
Cambia psicoterapeuta e vatti a fare una vacanza per i cazzi tuoi. Se puoi abbastanza lunga. Da sola o con una amica fidata.
 

Gennaro73

Utente di lunga data
Se tu fossi uscita da Auschwitz, ci stava 5 anni e questa situazione ancora. Io in 2 anni col fai da te🥵, ho già raggiunto dei bei risultati su me stesso. Se c'è intesa con la psaico, ma non risolvi, tanto vale trovarti un'amica, anzi, sono 5 anni e ormai siete amiche, quindi dovrebbe farti gratis le visite visti i risultati non raggiunti.

Ps la faccina non si riferisce ad affaticamento del polso 🙄 ma al duro lavoro pissicologico
 
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