Boh, può essere. Ma non è che uno sa come affrontare una roba del genere... Ci sto provando, ma non è detto che sia la strada giusta.
Poi ognuno ha il suo carattere/personalità, ogni esperienza è diversa, ci sono 1000 variabili in gioco...
Comunque continuate così, stanno uscendo spunti interessanti ed è quello che cercavo. Grazie
Hai detto di aver letto molte delle storie contenute nel forum e di averne colto le medesime frustrazioni che tu stai vivendo.
Nella maggioranza di esse, se ci fai caso, vi è un altro denominatore comune che si rivela l'elemento indispensabile affinchè una persona possa uscire dal circolo vizioso delle "seghe mentali", come le chiami tu.
C'è una fase successiva al tradimento nella quale il tradito, trovandosi solo dal momento che l'altro ha infranto le regole, deve abbandonare l'idea di se definta e circoscritta nella coppia.
Inizia quindi la ricerca di se stessi e di un nuovo equilibrio che ognuno, proprio col suo carattere e personalità, persegue con modalità che a volte possono sembrare banali ma che in realtà sono il sintomo del cambiamento.
Nel tuo caso potrei dirti che, a distanza di due anni, le sensazioni che ancora provi sono più che lecite e comprensibili. Da questo punto di vista ti si potrebbe dire che non devi preoccuparti oltremisura di esse. Imparerai a conviverci, perchè di questo si tratta, dal momento che sono indelebili.
Diverso è, per come la vedo io, quando parli di crollo dell'autostima. Probabilmente non era sufficiente già prima del tradimento.
In questo ambito, se dovessi portarti la mia esperienza, quando scoprii il tradimento, la mia reazione, ricordo, fu di sola e pura rabbia.
Non mi passo minimamente per la testa l'idea di fare confronti con l'altro, o meglio, sentivo di non averne proprio bisogno. Tutto quello che era successo al di fuori della mia coppia era per me reale ma al tempo stesso finzione, riuscivo a leggerne tra le righe e a percepirne la simulazione necessaria a motivare chi tradisce. Un esperienza bassa e scadente, spesso, ma che non avevo commesso io. Era un fatto che non mi "riguradava" e che mi dava ancora più forza.
Non so, forse tu pensi di poter trovare una soluzione adeguata e definitiva al tuo problema. Non credo tu abbia bisogno di questo però.
Dici che ci stai provando, ma in cosa? Forse dimenticare? Oppure pensi che quello che è accaduto si possa cancellare come se non fosse mai successo? E ancora, hai bisogno di credere che la tua compagna non abbia trovato in quella storia qualcosa di speciale e gratificante per lei?
Sei tu che devi adeguarti all'accaduto, ci riuscirai semplicemente quando avrai ritrovato la tua serenità e quando ti accorgerai che quei ricordi non saranno più in grado di destabilizzarti.