No, tesoro, qui secondo me stai dicendo una cazzata.
Non è lui il centro del discorso. Se tuo marito stanotte avesse un infarto e tu domani mattina passassi da terrore dei benpensanti a rispettabile vedova ti assicuro che non cambierebbe niente nel mio modo do vedere la situazione tua.
Il punto sei tu.
Sei tu che ti stai sminuendo restando accanto a uno che preferisce fare il suo calcolo, mantenere il suo assetto, salvare la sua quiete e sperare che il tuo desiderio di altro si spenga da solo come una candela dimenticata in bagno.
E manco stessimo parlando di Oppenheimer chiuso nel laboratorio a decidere le sorti del mondo. Parliamo di un uomo qualunque, abbastanza innamorato di sé stesso da riuscire a pensare per uno solo, ma non abbastanza coraggioso da uscire dai suoi schemi.
Tu, di conseguenza, siccome non è che te la potevi cucire, gli sei rimasta accanto. E lo hai fatto sacrificando una parte enorme di te, mentre là fuori potrebbe tranquillamente esistere un uomo gentile, carino, educato, intelligente, brillante, capace di affettività piena e senza tutti i problemi, i blocchi e le mezze presenze del tuo attuale coinquilino.
Perché questa è la parte che continui a scansare con eleganza: tu hai relegato la tua affettività vera in una bolla. Bella, intensa, importante quanto vuoi, ma pur sempre una bolla. Una stanza dove qualcuno poteva dedicarti ritagli di tempo, pezzi di presenza, frammenti di vita.
E intanto la vita completa restava altrove, occupata da uno che sperava solo che ti passasse.
Io te lo dico con tutto il cuore: spero davvero che il prossimo uomo che ti accende sia anche quello con cui riesci a saltare il fosso. Non per fare la rivoluzionaria, non per “scegliere il cuore”.
Perché qualche anno di felicità intera, dopo tanta felicità amministrata a rate, te lo meriteresti pure.
Baci & abbracci.