Sentirsi falliti al cospetto del coniuge

Lara3

Utente di lunga data
Sicuramente. Gliene ho anche parlato. Però capisci anche tu che a quel punto la fiducia di lasciarlo con una nonna che alla prima occasione gli sparla dei genitori "perché tanto non capisce" (quando è lei che non capisce) passa a me. Io me li sono purgati, i suoi sfoghi. Mi spiace perché è pur sempre mia mamma, ci mancherebbe. É capisco che è nonna e non mamma. Ma se non capisce, non so che farci. E passi con me. Davanti a mio figlio, non si deve permettere. Lo capisce? Bene. Non lo capisce? Peggio per lei. Mio figlio in tutto questo non è stato contento di assistere a una litigata. Tralascio i contenuti, tutt'altro che educativi. Ogni tanto mettere barriere e non mandar giù è anche sano. Non si risolve tutto con un bel regalo al bambino, se il regalo poi è comunque al veleno.
In due parole cosa ti rimprovera tua madre ?
Perché per lei saresti “cretina”?
Neanche i miei da bambina avevano gran stima di me; erano sempre a mostrarmi i figli degli altri. Mio padre da quando ho ricordi mi chiamava “ brutta”. Le persone che incontravamo dicevano tutte : che bella bambina. Le foto mostrano una bella bambina. Lo ero, lo so adesso, ma da bambina pensavo fossi brutta. Gliel’ho chiesto perché diceva che fossi brutta; mi aveva detto che scherzava ! E come ho fatto a non capirlo che scherzava, tanto me lo dicevano gli altri che ero bella. Boh ... a 6 anni certi scherzi non li capisci.
Poi ai vari esami di scuola( liceo, università) ho preso voti altissimi, mentre i figli degli amici che mi davano come esempio venivano regolarmente bocciati o non hanno neanche finito la scuola. Nessun commento da parte loro, ma i primi anni di scuola in cui non c’erano esami, quindi nessuna possibilità di valutazione da esterno, non so perché gli altri erano sempre meglio.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Vedi che comunque hai deviato?
Ho deviato perché, in tema di "fallimento" questo è l'argomento più "fresco", paradossalmente. Se sono capitate certe cose all'interno del mio matrimonio, è comunque perché ho lasciato spazio, a lui, affinché capitassero. C'è poco da fare. E' stato spazio concesso a lui. Ed è chiaro che (sto facendo anche psicoterapia, onde capirlo ;) ) questo spazio concesso ha motivi che vengono da me. Non mi voglio togliere la responsabilità (come dici tu c'è chi reagisce sicuramente meglio, e proprio "per reazione" evita - di sicuro non cerca - di riprodurre le stesse dinamiche). Nel matrimonio è andata come è andata, senz'altro c'ero IO.... anche a non impedire l'accadimento di certe cose. Non è che ci voglio mettere i miei genitori, al posto mio ;). Dico solo che il matrimonio si è risolto con una separazione lunga e dolorosa, e che tutto sommato (lo dico a distanza di anni, oramai) le implicazioni "negative" del fatto che giocoforza siamo entrambi coinvolti e impegnati nella crescita di un figlio - si sono attenuate. Mi sto facendo un discreto "paiolo" anche ora, stiamo ultimando un percorso di mediazione, proprio per riuscire a dirci ORA quello che non va, le difficoltà comunicative del nostro rapporto. Si è trattato sì - di mettere una pietra sepolcrale sul passato (cosa comunque difficile). Ma insomma, che i rapporti siano cambiati, è evidente. E ad un certo punto, dati questi nuovi rapporti come premesse, stiamo cercando (oramai né più né meno di tante altre coppie) di agire nel meglio PER NOSTRO FIGLIO (fosse per me, lo dico senza ipocrisie, se non ci fosse stato mio figlio sarebbero stati "tanti saluti e a mai più"). Non saremo di quelle coppie che magari va ancora a cena insieme, o trascorre le vacanze vicino :). Non lo saremo perché a nostro figlio giungerebbe soltanto tanta ipocrisia. La realtà è che più sto lontana dall'ex meglio sto, ma che comunque se c'è bisogno di un confronto su nostro figlio lo cerco senza nessun problema. Sta tornando, insomma, quella che può dirsi una comunicazione civile. Oltre a quella difficilmente andremo, ma credo che sia comunque più importante per nostro figlio avere la certezza di due genitori che su di lui comunicano, e si mettono d'accordo. Nostro figlio vuole bene ad entrambi. Questo anche perché nessuno dei due (o meglio, parlo per quello che sto provando a fare io, ma credo - e spero - che stia facendo anche lui) parla male dell'altro. E guarda che per la mia esperienza potrei dirne tutto il male possibile, ma so bene che in tutto questo nostro figlio non c'entra niente, e non deve andarci di mezzo (più di quanto normalmente avviene con una separazione).

Questa è - più o meno - la situazione attuale con l'ex. Rispetto alla quale, dato atto del fallimento del matrimonio, si è lavorato parecchio, e non mi sembra di poter attualmente parlare di fallimento (intendo della situazione genitoriale). Sicuramente fatica, sicuramente intoppi, sicuramente fastidio per certi atteggiamenti, sicuramente rigurgiti di rapporti matrimoniali che sono da ascrivere al passato, con riguardo alla gestione di nostro figlio. Ebbene, dato il punto di partenza, non mi sento COMUNQUE di definire fallimentari i risultati odierni.

Sul discorso dei genitori, sento di avere analoga responsabilità. Sono rimasta in casa fino a tardi, tanto per dirne una. NON voglio togliere a me responsabilità, vedermi semplice vittima. Da bambina probabilmente lo sarò stata, con riguardo a determinate situazioni. Di cui non vado a chiedere il conto oggi, non mi interessa farlo. Dico solo, oramai, che di qui a innanzi i rapporti cambiano, o altrimenti cambiano giocoforza. Certe cose, certe intromissioni NON le permetto. Vogliono aiutare? Che aiutino. Ma se l'aiuto è quello che se dico a mia madre di non provare nemmeno a dire a mio figlio qualcosa contro suo padre - e in risposta ottengo "ah, sì? Allora alla cena di tuo figlio ci pensi tu".... la cotoletta gliela cucino io :)

Oh.... non si è litigato per cazzate eh. Ha "rinfacciato" a me, in tutt'altro discorso, la malattia di cui ho sofferto. Come dire "eh, ma tanto tu non sei giusta". Davanti a mio figlio. E questo non va bene. Capisci perché che ci vedo il medesimo schema? Eh, tanto io sono una fallita. Eh, no, e soprattutto non di qui in avanti :)
 

Lara3

Utente di lunga data
Ho deviato perché, in tema di "fallimento" questo è l'argomento più "fresco", paradossalmente. Se sono capitate certe cose all'interno del mio matrimonio, è comunque perché ho lasciato spazio, a lui, affinché capitassero. C'è poco da fare. E' stato spazio concesso a lui. Ed è chiaro che (sto facendo anche psicoterapia, onde capirlo ;) ) questo spazio concesso ha motivi che vengono da me. Non mi voglio togliere la responsabilità (come dici tu c'è chi reagisce sicuramente meglio, e proprio "per reazione" evita - di sicuro non cerca - di riprodurre le stesse dinamiche). Nel matrimonio è andata come è andata, senz'altro c'ero IO.... anche a non impedire l'accadimento di certe cose. Non è che ci voglio mettere i miei genitori, al posto mio ;). Dico solo che il matrimonio si è risolto con una separazione lunga e dolorosa, e che tutto sommato (lo dico a distanza di anni, oramai) le implicazioni "negative" del fatto che giocoforza siamo entrambi coinvolti e impegnati nella crescita di un figlio - si sono attenuate. Mi sto facendo un discreto "paiolo" anche ora, stiamo ultimando un percorso di mediazione, proprio per riuscire a dirci ORA quello che non va, le difficoltà comunicative del nostro rapporto. Si è trattato sì - di mettere una pietra sepolcrale sul passato (cosa comunque difficile). Ma insomma, che i rapporti siano cambiati, è evidente. E ad un certo punto, dati questi nuovi rapporti come premesse, stiamo cercando (oramai né più né meno di tante altre coppie) di agire nel meglio PER NOSTRO FIGLIO (fosse per me, lo dico senza ipocrisie, se non ci fosse stato mio figlio sarebbero stati "tanti saluti e a mai più"). Non saremo di quelle coppie che magari va ancora a cena insieme, o trascorre le vacanze vicino :). Non lo saremo perché a nostro figlio giungerebbe soltanto tanta ipocrisia. La realtà è che più sto lontana dall'ex meglio sto, ma che comunque se c'è bisogno di un confronto su nostro figlio lo cerco senza nessun problema. Sta tornando, insomma, quella che può dirsi una comunicazione civile. Oltre a quella difficilmente andremo, ma credo che sia comunque più importante per nostro figlio avere la certezza di due genitori che su di lui comunicano, e si mettono d'accordo. Nostro figlio vuole bene ad entrambi. Questo anche perché nessuno dei due (o meglio, parlo per quello che sto provando a fare io, ma credo - e spero - che stia facendo anche lui) parla male dell'altro. E guarda che per la mia esperienza potrei dirne tutto il male possibile, ma so bene che in tutto questo nostro figlio non c'entra niente, e non deve andarci di mezzo (più di quanto normalmente avviene con una separazione).

Questa è - più o meno - la situazione attuale con l'ex. Rispetto alla quale, dato atto del fallimento del matrimonio, si è lavorato parecchio, e non mi sembra di poter attualmente parlare di fallimento (intendo della situazione genitoriale). Sicuramente fatica, sicuramente intoppi, sicuramente fastidio per certi atteggiamenti, sicuramente rigurgiti di rapporti matrimoniali che sono da ascrivere al passato, con riguardo alla gestione di nostro figlio. Ebbene, dato il punto di partenza, non mi sento COMUNQUE di definire fallimentari i risultati odierni.

Sul discorso dei genitori, sento di avere analoga responsabilità. Sono rimasta in casa fino a tardi, tanto per dirne una. NON voglio togliere a me responsabilità, vedermi semplice vittima. Da bambina probabilmente lo sarò stata, con riguardo a determinate situazioni. Di cui non vado a chiedere il conto oggi, non mi interessa farlo. Dico solo, oramai, che di qui a innanzi i rapporti cambiano, o altrimenti cambiano giocoforza. Certe cose, certe intromissioni NON le permetto. Vogliono aiutare? Che aiutino. Ma se l'aiuto è quello che se dico a mia madre di non provare nemmeno a dire a mio figlio qualcosa contro suo padre - e in risposta ottengo "ah, sì? Allora alla cena di tuo figlio ci pensi tu".... la cotoletta gliela cucino io :)

Oh.... non si è litigato per cazzate eh. Ha "rinfacciato" a me, in tutt'altro discorso, la malattia di cui ho sofferto. Come dire "eh, ma tanto tu non sei giusta". Davanti a mio figlio. E questo non va bene. Capisci perché che ci vedo il medesimo schema? Eh, tanto io sono una fallita. Eh, no, e soprattutto non di qui in avanti :)
Come si fa a rinfacciare una malattia?
Neanche l’INPS lo fa.
 

Foglia

utente viva e vegeta
In due parole cosa ti rimprovera tua madre ?
Perché per lei saresti “cretina”?
Neanche i miei da bambina avevano gran stima di me; erano sempre a mostrarmi i figli degli altri. Mio padre da quando ho ricordi mi chiamava “ brutta”. Le persone che incontravamo dicevano tutte : che bella bambina. Le foto mostrano una bella bambina. Lo ero, lo so adesso, ma da bambina pensavo fossi brutta. Gliel’ho chiesto perché diceva che fossi brutta; mi aveva detto che scherzava ! E come ho fatto a non capirlo che scherzava, tanto me lo dicevano gli altri che ero bella. Boh ... a 6 anni certi scherzi non li capisci.
Poi ai vari esami di scuola( liceo, università) ho preso voti altissimi, mentre i figli degli amici che mi davano come esempio venivano regolarmente bocciati o non hanno neanche finito la scuola. Nessun commento da parte loro, ma i primi anni di scuola in cui non c’erano esami, quindi nessuna possibilità di valutazione da esterno, non so perché gli altri erano sempre meglio.
Ah, guarda 😂

Io al cospetto di mia madre ero..... brutta (mai bella quanto lo era stata lei), sono stata "brava" finché ho obbedito a loro, poi quando "ho iniziato a fare di testa mia" non sono andata bene più (chissà quale è il compito di un genitore, se non quello di vederti altro da lui e insegnarti l'autonomia 😂, ma vabbè), se i voti che portavo a casa non erano i migliori della classe voilà le frecciatine.... non so, potrei continuare :)
Ma al di là di tutto questo, ho vissuto con una madre che parlava male del marito (sai che mi ha detto quando sono uscita di casa? Ora stiamo meglio!), mio padre è ""tosto" nel senso che se non la pensi come lui sei fottuto di tuo (e allora tanto vale tacere), quando sono stata male, dieci anni fa, a me che ero depressa (proprio così) è giunta persino la frase "se non ci fossi stata per noi sarebbe stato meglio" (eh, ma dai, acqua fresca! :ROFLMAO:).

Insomma.... non ho ricordi poi belli, la realtà è che li ho sempre edulcorati. Per provare a sentirmi amata nel modo giusto.
Ad oggi mi rinfacciano di avermi mantenuta per trent'anni senza farmi mancare gli abiti firmati o le belle cose. Questo è quanto. Sul piano emotivo è abbastanza un brutto vuoto.
Per mia madre sono stata "cretina" quando (prima che poi di fatto perdessi il lavoro), a pandemia scoppiata, stavo facendo due conti per provare a vedere cosa fosse possibile fare (dato che avevo un part-time, pensavo di proporre al capo di fare full time nei giorni in cui non avevo il figlio con me). Perché loro hanno sempre DICHIARATO (ci voleva il modulo in carta da bollo, a momenti, in quelle.... toh... 4/5 occasioni nell'arco di due anni in cui sarà capitato che chiedessi loro di andarlo a prendere all'asilo.... tra emergenze e altro) che non si sarebbero mai occupati del nipote a tempo pieno. Nulla di che, insomma. Ma questa mia considerazione davanti a loro (senza colpevolizzare loro) ha portato una reazione inspiegabile di mia madre. La quale ha finito non solo per darmi della cretina, ma anche per farmi pesare certe mie situazioni del passato, dandomi della fallita (il tono è stato "del resto tu sei pazza", non ragioni, più o meno....). Di fatto (visto che il lavoro l'ho perso, ma all'epoca stavo semplicemente facendo due conti per non andare in perdita coi costi di una babysitter nel caso in cui - come è stato - il lockdown si protraesse) più che altro mi hanno portato sfiga. Diciamo così. preciso che - quando il figlio era malato - ben volentieri "svicolavano" se potevo prendere la babysitter. Le volte di cui se ne sono occupati, al mio rientro, era tutto un dire "siamo stanchi". E alura.... :)
 

Lara3

Utente di lunga data
Ah, guarda 😂

Io al cospetto di mia madre ero..... brutta (mai bella quanto lo era stata lei), sono stata "brava" finché ho obbedito a loro, poi quando "ho iniziato a fare di testa mia" non sono andata bene più (chissà quale è il compito di un genitore, se non quello di vederti altro da lui e insegnarti l'autonomia 😂, ma vabbè), se i voti che portavo a casa non erano i migliori della classe voilà le frecciatine.... non so, potrei continuare :)
Ma al di là di tutto questo, ho vissuto con una madre che parlava male del marito (sai che mi ha detto quando sono uscita di casa? Ora stiamo meglio!), mio padre è ""tosto" nel senso che se non la pensi come lui sei fottuto di tuo (e allora tanto vale tacere), quando sono stata male, dieci anni fa, a me che ero depressa (proprio così) è giunta persino la frase "se non ci fossi stata per noi sarebbe stato meglio" (eh, ma dai, acqua fresca! :ROFLMAO:).

Insomma.... non ho ricordi poi belli, la realtà è che li ho sempre edulcorati. Per provare a sentirmi amata nel modo giusto.
Ad oggi mi rinfacciano di avermi mantenuta per trent'anni senza farmi mancare gli abiti firmati o le belle cose. Questo è quanto. Sul piano emotivo è abbastanza un brutto vuoto.
Per mia madre sono stata "cretina" quando (prima che poi di fatto perdessi il lavoro), a pandemia scoppiata, stavo facendo due conti per provare a vedere cosa fosse possibile fare (dato che avevo un part-time, pensavo di proporre al capo di fare full time nei giorni in cui non avevo il figlio con me). Perché loro hanno sempre DICHIARATO (ci voleva il modulo in carta da bollo, a momenti, in quelle.... toh... 4/5 occasioni nell'arco di due anni in cui sarà capitato che chiedessi loro di andarlo a prendere all'asilo.... tra emergenze e altro) che non si sarebbero mai occupati del nipote a tempo pieno. Nulla di che, insomma. Ma questa mia considerazione davanti a loro (senza colpevolizzare loro) ha portato una reazione inspiegabile di mia madre. La quale ha finito non solo per darmi della cretina, ma anche per farmi pesare certe mie situazioni del passato, dandomi della fallita (il tono è stato "del resto tu sei pazza", non ragioni, più o meno....). Di fatto (visto che il lavoro l'ho perso, ma all'epoca stavo semplicemente facendo due conti per non andare in perdita coi costi di una babysitter nel caso in cui - come è stato - il lockdown si protraesse) più che altro mi hanno portato sfiga. Diciamo così. preciso che - quando il figlio era malato - ben volentieri "svicolavano" se potevo prendere la babysitter. Le volte di cui se ne sono occupati, al mio rientro, era tutto un dire "siamo stanchi". E alura.... :)
Figlia unica e nipote unico ?
Mi dispiace 😞
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho deviato perché, in tema di "fallimento" questo è l'argomento più "fresco", paradossalmente. Se sono capitate certe cose all'interno del mio matrimonio, è comunque perché ho lasciato spazio, a lui, affinché capitassero. C'è poco da fare. E' stato spazio concesso a lui. Ed è chiaro che (sto facendo anche psicoterapia, onde capirlo ;) ) questo spazio concesso ha motivi che vengono da me. Non mi voglio togliere la responsabilità (come dici tu c'è chi reagisce sicuramente meglio, e proprio "per reazione" evita - di sicuro non cerca - di riprodurre le stesse dinamiche). Nel matrimonio è andata come è andata, senz'altro c'ero IO.... anche a non impedire l'accadimento di certe cose. Non è che ci voglio mettere i miei genitori, al posto mio ;). Dico solo che il matrimonio si è risolto con una separazione lunga e dolorosa, e che tutto sommato (lo dico a distanza di anni, oramai) le implicazioni "negative" del fatto che giocoforza siamo entrambi coinvolti e impegnati nella crescita di un figlio - si sono attenuate. Mi sto facendo un discreto "paiolo" anche ora, stiamo ultimando un percorso di mediazione, proprio per riuscire a dirci ORA quello che non va, le difficoltà comunicative del nostro rapporto. Si è trattato sì - di mettere una pietra sepolcrale sul passato (cosa comunque difficile). Ma insomma, che i rapporti siano cambiati, è evidente. E ad un certo punto, dati questi nuovi rapporti come premesse, stiamo cercando (oramai né più né meno di tante altre coppie) di agire nel meglio PER NOSTRO FIGLIO (fosse per me, lo dico senza ipocrisie, se non ci fosse stato mio figlio sarebbero stati "tanti saluti e a mai più"). Non saremo di quelle coppie che magari va ancora a cena insieme, o trascorre le vacanze vicino :). Non lo saremo perché a nostro figlio giungerebbe soltanto tanta ipocrisia. La realtà è che più sto lontana dall'ex meglio sto, ma che comunque se c'è bisogno di un confronto su nostro figlio lo cerco senza nessun problema. Sta tornando, insomma, quella che può dirsi una comunicazione civile. Oltre a quella difficilmente andremo, ma credo che sia comunque più importante per nostro figlio avere la certezza di due genitori che su di lui comunicano, e si mettono d'accordo. Nostro figlio vuole bene ad entrambi. Questo anche perché nessuno dei due (o meglio, parlo per quello che sto provando a fare io, ma credo - e spero - che stia facendo anche lui) parla male dell'altro. E guarda che per la mia esperienza potrei dirne tutto il male possibile, ma so bene che in tutto questo nostro figlio non c'entra niente, e non deve andarci di mezzo (più di quanto normalmente avviene con una separazione).

Questa è - più o meno - la situazione attuale con l'ex. Rispetto alla quale, dato atto del fallimento del matrimonio, si è lavorato parecchio, e non mi sembra di poter attualmente parlare di fallimento (intendo della situazione genitoriale). Sicuramente fatica, sicuramente intoppi, sicuramente fastidio per certi atteggiamenti, sicuramente rigurgiti di rapporti matrimoniali che sono da ascrivere al passato, con riguardo alla gestione di nostro figlio. Ebbene, dato il punto di partenza, non mi sento COMUNQUE di definire fallimentari i risultati odierni.

Sul discorso dei genitori, sento di avere analoga responsabilità. Sono rimasta in casa fino a tardi, tanto per dirne una. NON voglio togliere a me responsabilità, vedermi semplice vittima. Da bambina probabilmente lo sarò stata, con riguardo a determinate situazioni. Di cui non vado a chiedere il conto oggi, non mi interessa farlo. Dico solo, oramai, che di qui a innanzi i rapporti cambiano, o altrimenti cambiano giocoforza. Certe cose, certe intromissioni NON le permetto. Vogliono aiutare? Che aiutino. Ma se l'aiuto è quello che se dico a mia madre di non provare nemmeno a dire a mio figlio qualcosa contro suo padre - e in risposta ottengo "ah, sì? Allora alla cena di tuo figlio ci pensi tu".... la cotoletta gliela cucino io :)

Oh.... non si è litigato per cazzate eh. Ha "rinfacciato" a me, in tutt'altro discorso, la malattia di cui ho sofferto. Come dire "eh, ma tanto tu non sei giusta". Davanti a mio figlio. E questo non va bene. Capisci perché che ci vedo il medesimo schema? Eh, tanto io sono una fallita. Eh, no, e soprattutto non di qui in avanti :)
Ma io dicevo proprio che è lo stesso schema.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Eh già. Nemmeno un fratello o una sorella con cui condividere le rogne, e ce ne saranno, quando arriverà il momento che non staranno bene.
Sto cercando di farlo capire a una amica che ha già i genitori bisognosi. In una famiglia disfunzionale ogni membro crea un problema ulteriore. Fortunatamente non hai fratelli o sorelle.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Sto cercando di farlo capire a una amica che ha già i genitori bisognosi. In una famiglia disfunzionale ogni membro crea un problema ulteriore. Fortunatamente non hai fratelli o sorelle.
Beh. Forse a livello generale, ma mai come quando si aprono questi pensieri.... vorrei averne uno :)
poi capisco quello che intendi ;), si insomma, pensare a un fratello quale "condivisore " di.... sfighe 😂, non è certo il massimo :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ah, guarda 😂

Io al cospetto di mia madre ero..... brutta (mai bella quanto lo era stata lei), sono stata "brava" finché ho obbedito a loro, poi quando "ho iniziato a fare di testa mia" non sono andata bene più (chissà quale è il compito di un genitore, se non quello di vederti altro da lui e insegnarti l'autonomia 😂, ma vabbè), se i voti che portavo a casa non erano i migliori della classe voilà le frecciatine.... non so, potrei continuare :)
Ma al di là di tutto questo, ho vissuto con una madre che parlava male del marito (sai che mi ha detto quando sono uscita di casa? Ora stiamo meglio!), mio padre è ""tosto" nel senso che se non la pensi come lui sei fottuto di tuo (e allora tanto vale tacere), quando sono stata male, dieci anni fa, a me che ero depressa (proprio così) è giunta persino la frase "se non ci fossi stata per noi sarebbe stato meglio" (eh, ma dai, acqua fresca! :ROFLMAO:).

Insomma.... non ho ricordi poi belli, la realtà è che li ho sempre edulcorati. Per provare a sentirmi amata nel modo giusto.
Ad oggi mi rinfacciano di avermi mantenuta per trent'anni senza farmi mancare gli abiti firmati o le belle cose. Questo è quanto. Sul piano emotivo è abbastanza un brutto vuoto.
Per mia madre sono stata "cretina" quando (prima che poi di fatto perdessi il lavoro), a pandemia scoppiata, stavo facendo due conti per provare a vedere cosa fosse possibile fare (dato che avevo un part-time, pensavo di proporre al capo di fare full time nei giorni in cui non avevo il figlio con me). Perché loro hanno sempre DICHIARATO (ci voleva il modulo in carta da bollo, a momenti, in quelle.... toh... 4/5 occasioni nell'arco di due anni in cui sarà capitato che chiedessi loro di andarlo a prendere all'asilo.... tra emergenze e altro) che non si sarebbero mai occupati del nipote a tempo pieno. Nulla di che, insomma. Ma questa mia considerazione davanti a loro (senza colpevolizzare loro) ha portato una reazione inspiegabile di mia madre. La quale ha finito non solo per darmi della cretina, ma anche per farmi pesare certe mie situazioni del passato, dandomi della fallita (il tono è stato "del resto tu sei pazza", non ragioni, più o meno....). Di fatto (visto che il lavoro l'ho perso, ma all'epoca stavo semplicemente facendo due conti per non andare in perdita coi costi di una babysitter nel caso in cui - come è stato - il lockdown si protraesse) più che altro mi hanno portato sfiga. Diciamo così. preciso che - quando il figlio era malato - ben volentieri "svicolavano" se potevo prendere la babysitter. Le volte di cui se ne sono occupati, al mio rientro, era tutto un dire "siamo stanchi". E alura.... :)

A mia madre non affido neppure i gatti.
Figuriamoci se avessi un figlio.

Semplicemente le persone non migliorano spontaneamente col passare del tempo.
Anzi, senza alcun intervento, peggiorano.

Ci sono persone che semplicemente non sono in grado di aver cura, e che hanno una idea di cura che è sovrapponibile alla vessazione.

D'altro canto, il permanere nella disfunzionalità senza farsene carico (senza curarsi) è il primo indicatore del fatto che sono persone non autocoscienti e men che meno autonome.
Le persone autocoscienti e autonome sanno chiedere aiuto e sanno il perchè.

Chi non lo sa fare, ha una disfunzionalità, più o meno invalidante. Per se stessi e, purtroppo, per chi è costretto a subire la loro mancanza di autonomia.

E' una loro disabilità.
Purtroppo non ancora riconosciuta e diagnosticabile quando si manifesta permanendo all'interno delle cosiddette norme sociali...ma che fa danni a medio e lungo termine spaventosi. E dispendiosi, a tutti i livelli. A partire da quelli economici per poi proseguire su quelli sociali, affettivi e generazionali.

La dissonanza è pesantissima.
Dentro si vede una faccia e, fin tanto che reggono, da fuori se ne vede un'altra.
Di conseguenza il sociale non solo non è un sostegno ma è un ulteriore peso e carico che crea problemi su problemi.

Io sono ormai dell'idea che non c'è nulla da discutere. Non si può riparare.
Un vaffanculo ogni tanto, risolve serenamente la questione.
E via.

Certo, resta dentro una sorta di tristezza e di sfiducia, non solo verso i genitori ma anche verso un mondo incapace di rilevare e proteggere i suoi nuovi dei (i bambini).

Dopo un po', resta una sorta di tenerezza...e una distanza sana e tutelante.

Con la mia, di madre, ho chiarito una volta per tutte, che adesso le parti sono invertite.
Sarà lei ad aver sempre più bisogno di me.
Quindi le condizioni adesso sono le mie.

Se vuole il mio sostegno, le regole sono le mie.
In alternativa si dovrà impegnare a trovare soluzioni alternative alla figlia.

Ovviamente non smette i suoi comportamenti. Sarebbe una richiesta impossibile da farle.

Semplicemente sta capendo che se tira troppo la corda, la corda si spezza.
 

Lara3

Utente di lunga data
A mia madre non affido neppure i gatti.
Figuriamoci se avessi un figlio.

Semplicemente le persone non migliorano spontaneamente col passare del tempo.
Anzi, senza alcun intervento, peggiorano.

Ci sono persone che semplicemente non sono in grado di aver cura, e che hanno una idea di cura che è sovrapponibile alla vessazione.

D'altro canto, il permanere nella disfunzionalità senza farsene carico (senza curarsi) è il primo indicatore del fatto che sono persone non autocoscienti e men che meno autonome.
Le persone autocoscienti e autonome sanno chiedere aiuto e sanno il perchè.

Chi non lo sa fare, ha una disfunzionalità, più o meno invalidante. Per se stessi e, purtroppo, per chi è costretto a subire la loro mancanza di autonomia.

E' una loro disabilità.
Purtroppo non ancora riconosciuta e diagnosticabile quando si manifesta permanendo all'interno delle cosiddette norme sociali...ma che fa danni a medio e lungo termine spaventosi. E dispendiosi, a tutti i livelli. A partire da quelli economici per poi proseguire su quelli sociali, affettivi e generazionali.

La dissonanza è pesantissima.
Dentro si vede una faccia e, fin tanto che reggono, da fuori se ne vede un'altra.
Di conseguenza il sociale non solo non è un sostegno ma è un ulteriore peso e carico che crea problemi su problemi.

Io sono ormai dell'idea che non c'è nulla da discutere. Non si può riparare.
Un vaffanculo ogni tanto, risolve serenamente la questione.
E via.

Certo, resta dentro una sorta di tristezza e di sfiducia, non solo verso i genitori ma anche verso un mondo incapace di rilevare e proteggere i suoi nuovi dei (i bambini).

Dopo un po', resta una sorta di tenerezza...e una distanza sana e tutelante.

Con la mia, di madre, ho chiarito una volta per tutte, che adesso le parti sono invertite.
Sarà lei ad aver sempre più bisogno di me.
Quindi le condizioni adesso sono le mie.

Se vuole il mio sostegno, le regole sono le mie.
In alternativa si dovrà impegnare a trovare soluzioni alternative alla figlia.

Ovviamente non smette i suoi comportamenti. Sarebbe una richiesta impossibile da farle.

Semplicemente sta capendo che se tira troppo la corda, la corda si spezza.
Ciao Ipazia !
Come era tua madre quando eri piccola ?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ciao Ipazia !
Come era tua madre quando eri piccola ?
Ciao 🙂

Era profondamente infelice. Le volte che l'ho vista ridere per davvero si contano sulle dita di una mano.
Più combattiva. E più lucida e contenuta (nel senso che fuori di casa, di fronte alla gente di cui temeva il giudizio, portava comportamenti e atteggiamenti diversi, più rispondenti a ciò che lei credeva la società si aspettasse da una donna e madre).

Ha provato ad esser madre.
Non era convinta di volerlo essere, lei non mi voleva fino in fondo.
Sono stata il frutto di pressioni sociali e famigliari da cui non ha saputo, allora, affrancarsi.

Mi ha avuta quando non era pronta ad avermi. Sono stata, e sono, il suo più grande fallimento. Da questo punto di vista.

Era, ed è, una donna ansiosa e tremolante nel suo esser donna, costantemente in competizione col maschio che teme profondamente senza neppure rendersene conto, una donna debole nella sua femminilità, che rifiuta tutt'oggi, rifiutava e rifiuta il suo corpo, rifiuta la vicinanza e l'affetto, rifiuta il sostegno per una questione di potere (crede che ricevere sostegno sia sintomo di sottomissione e quindi perdita di potere), vede le relazioni come giochi di potere permeati, ovviamente, dalla diffidenza. E' vittima di una gelosia adolescenziale e di un senso di abbandono antichissimo.

E' una schiava del suo tempo, della società in cui è cresciuta (veterofemminista fra l'altro ma con impronta cristiana bigotta...il peggio per una donna della sua generazione) e della sua famiglia di origine.

sua madre era una stronza, volendole fare un complimento. E la trattava, a sua, volta malissimo.

Fondamentalmente mia madre è storicamente una vittima che ha deciso di accettare il ruolo di vittima e in quel ruolo recita ad oggi.

Ma tutto sommato sono qui.
Quindi di questo le rendo grazie.

Mi dispiace ancora che la mia vita sia stata tanto costosa per lei.
Peccato non abbia mai voluto curarsi, forse avrebbe potuto essere più serena ed arrivare all'età che ha con maggiore leggerezza, ridendo almeno ogni tanto.

Ma tant'è. Lei ha scelto, sua la responsabilità.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
@Lara3

mi spiace non aver esattamente alla tua domanda.
Non ho ricordi di quando ero piccola, i pochi che ho sono piuttosto confusi.

Uno molto chiaro risale alla me 14enne, piangente per una delusione d'amore, ricordo l'abbraccio di mia madre e il suo sussurro nel mio orecchio:
"è inutile che tu pianga, sei una debole. L'amore non esiste. I maschi non servono e provocano solo dolore. Adesso hai imparato quanto sei stata stupida a fidarti".

Sorrideva.
 

Lara3

Utente di lunga data
@Lara3

mi spiace non aver esattamente alla tua domanda.
Non ho ricordi di quando ero piccola, i pochi che ho sono piuttosto confusi.

Uno molto chiaro risale alla me 14enne, piangente per una delusione d'amore, ricordo l'abbraccio di mia madre e il suo sussurro nel mio orecchio:
"è inutile che tu pianga, sei una debole. L'amore non esiste. I maschi non servono e provocano solo dolore. Adesso hai imparato quanto sei stata stupida a fidarti".

Sorrideva.
Mia madre e la tua hanno molte cose in comune. Eccetto il fatto che sua madre, cioè mia nonna era una donna eccezionale, dolce e buona.
L’ha mandata in depressione mio padre con le sue continue amanti e lei per la paura del giudizio della gente non si è mai separata.
Faccio fatica anche io di ricordarla felice.
Era ed è una donna rancorosa, profondamente infelice e fedele ad un marito infedele.
La rabbia la scaricava sui figli, mi picchiava per niente. Una volta, ricordo che piangevo dietro la porta , in silenzio e pensavo alla mia vita, che vita era essere picchiata ogni giorno. Stavo contando che negli ultimi giorni mi aveva picchiato quotidianamente.
Poi certo che era a periodi, forse passava qualche settimana senza essere picchiata, forse, non saprei con certezza.
Uno dei motivi più frequenti era di aver parlato con mio padre, che viveva in casa con noi.Oppure che mi sono vergognata di chiedere soldi per la spesa oppure perché non gli avevo detto di non andare più con le amanti.
Per la spesa... lavoravano entrambi, lui che aveva lo stipendio più del doppio di lei se lo teneva tutto per se stesso. Credo che pagasse solo le spese condominiali. Casa di proprietà, niente affitto, niente mutuo. Ma non sono certa che lo faceva sempre. Quindi tutto il resto pagava lei. Qualche volta si ribellava e chiedeva che lui partecipasse alle spese. Diceva a me di chiederglielo, io non osavo o osavo a metà senza risultato, ma poi per me erano botte. Lui lo sapeva, ma non ha mai fatto niente. A lui rimprovero che mi ha tolto la chance di avere una madre serena ed affettuosa. Il suo cuore si è pietrificato. L’ha fatta letteralmente impazzire.
Anche lei mi insegnava che l’amore era una fregatura.
 
Ultima modifica:

Lara3

Utente di lunga data
A mia madre non affido neppure i gatti.
Figuriamoci se avessi un figlio.

Semplicemente le persone non migliorano spontaneamente col passare del tempo.
Anzi, senza alcun intervento, peggiorano.

Ci sono persone che semplicemente non sono in grado di aver cura, e che hanno una idea di cura che è sovrapponibile alla vessazione.

D'altro canto, il permanere nella disfunzionalità senza farsene carico (senza curarsi) è il primo indicatore del fatto che sono persone non autocoscienti e men che meno autonome.
Le persone autocoscienti e autonome sanno chiedere aiuto e sanno il perchè.

Chi non lo sa fare, ha una disfunzionalità, più o meno invalidante. Per se stessi e, purtroppo, per chi è costretto a subire la loro mancanza di autonomia.

E' una loro disabilità.
Purtroppo non ancora riconosciuta e diagnosticabile quando si manifesta permanendo all'interno delle cosiddette norme sociali...ma che fa danni a medio e lungo termine spaventosi. E dispendiosi, a tutti i livelli. A partire da quelli economici per poi proseguire su quelli sociali, affettivi e generazionali.

La dissonanza è pesantissima.
Dentro si vede una faccia e, fin tanto che reggono, da fuori se ne vede un'altra.
Di conseguenza il sociale non solo non è un sostegno ma è un ulteriore peso e carico che crea problemi su problemi.

Io sono ormai dell'idea che non c'è nulla da discutere. Non si può riparare.
Un vaffanculo ogni tanto, risolve serenamente la questione.
E via.

Certo, resta dentro una sorta di tristezza e di sfiducia, non solo verso i genitori ma anche verso un mondo incapace di rilevare e proteggere i suoi nuovi dei (i bambini).

Dopo un po', resta una sorta di tenerezza...e una distanza sana e tutelante.

Con la mia, di madre, ho chiarito una volta per tutte, che adesso le parti sono invertite.
Sarà lei ad aver sempre più bisogno di me.
Quindi le condizioni adesso sono le mie.

Se vuole il mio sostegno, le regole sono le mie.
In alternativa si dovrà impegnare a trovare soluzioni alternative alla figlia.

Ovviamente non smette i suoi comportamenti. Sarebbe una richiesta impossibile da farle.

Semplicemente sta capendo che se tira troppo la corda, la corda si spezza.
Dimmi ... quale era la causa della depressione di tua madre ? Sua madre ? Tuo padre ?
Oppure cosa pensi che l’abbia resa depressa ?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Beh. Forse a livello generale, ma mai come quando si aprono questi pensieri.... vorrei averne uno :)
poi capisco quello che intendi ;), si insomma, pensare a un fratello quale "condivisore " di.... sfighe 😂, non è certo il massimo :)
È perché il fratello immaginario corrisponde ai nostri bisogni e desideri, quello reale sarebbe compartecipe delle dinamiche famigliari.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mia madre e la tua hanno molte cose in comune. Eccetto il fatto che sua madre, cioè mia nonna era una donna eccezionale, dolce e buona.
L’ha mandata in depressione mio padre con le sue continue amanti e lei per la paura del giudizio della gente non si è mai separata.
Faccio fatica anche io di ricordarla felice.
Era ed è una donna rancorosa, profondamente infelice e fedele ad un marito infedele.
La rabbia la scaricava sui figli, mi picchiava per niente. Una volta, ricordo che piangevo dietro la porta , in silenzio e pensavo alla mia vita, che vita era essere picchiata ogni giorno. Stavo contando che negli ultimi giorni mi aveva picchiato quotidianamente.
Poi certo che era a periodi, forse passava qualche settimana senza essere picchiata, forse, non saprei con certezza.
Uno dei motivi più frequenti era di aver parlato con mio padre, che viveva in casa con noi.Oppure che mi sono vergognata di chiedere soldi per la spesa oppure perché non gli avevo detto di non andare più con le amanti.
Per la spesa... lavoravano entrambi, lui che aveva lo stipendio più del doppio di lei se lo teneva tutto per se stesso. Credo che pagasse solo le spese condominiali. Casa di proprietà, niente affitto, niente mutuo. Ma non sono certa che lo faceva sempre. Quindi tutto il resto pagava lei. Qualche volta si ribellava e chiedeva che lui partecipasse alle spese. Diceva a me di chiederglielo, io non osavo o osavo a metà senza risultato, ma poi per me erano botte. Lui lo sapeva, ma non ha mai fatto niente. A lui rimprovero che mi ha tolto la chance di avere una madre serena ed affettuosa. Il suo cuore si è pietrificato. L’ha fatta letteralmente impazzire.
Anche lei mi insegnava che l’amore era una fregatura.
Mi dispiace.

Vivere queste situazioni da bambini impotenti e che ancora vedono i genitori come dei assoluti in cielo e in terra è doloroso.

Un dolore che non può esser nè spiegato nè compreso, se non astrattamente e teoricamente, da chi non ha vissuto.

La visione del mondo che ne esce è atipica.

Ora come ora, quell'atipicità la considero una risorsa.
Pagata a caro prezzo e tutta di mia tasca.

Con una profonda gratitudine e stima verso le persone che mi "hanno vista" e mi hanno accompagnata nel mio percorso.
I padri e le madri che ho incontrato e che sono riuscita ad accogliere in me.


Quel che era un marchio, una maledizione da secretare, è ora parte della rappresentazione del mio valore. :)
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Dimmi ... quale era la causa della depressione di tua madre ? Sua madre ? Tuo padre ?
Oppure cosa pensi che l’abbia resa depressa ?
La depressione è un disturbo psichico.
Le cause sono molteplici ed individuarle collocandole in persone fisiche è un abbaglio ed una semplificazione che lede la complessità del disturbo.
E lede anche la persona che ne soffre.
Certo l'ambiente può influenzare, scatenare...ma la questione è ben più complessa di una questione puramente ambientale.

Certamente la famiglia, intesa come sistema complesso, può rafforzare o depotenziare la dinamica.
Non a caso la cura non riguarda solo il depresso, ma mette in gioco il sistema tutto.

Non penso si possa semplificare come proponi @Lara3 :)
 
Ultima modifica:

Lara3

Utente di lunga data
La depressione è un disturbo psichico.
Le cause sono molteplici ed individuarle collocandole in persone fisiche è un abbaglio ed una semplificazione che lede la complessità del disturbo.
E lede anche la persona che ne soffre.
Certo l'ambiente può influenzare, scatenare...ma la questione è ben più complessa di una questione puramente ambientale.

Certamente la famiglia, intesa come sistema complesso, può rafforzare o depotenziare la dinamica.
Non a caso la cura non riguarda solo il depresso, ma mette in gioco il sistema tutto.

Non penso si possa semplificare come proponi @Lara3 :)
Io bambina ed io adulta ho voluto trovare una causa a tutto quello che succedeva in casa e semplificando ho pensato che tutto fosse il risultato dell’infedeltà di mio padre.
Hai ragione a dire che è un disturbo complesso e che la cause possono essere molteplici e di varia natura.
Talmente tante volte l’ho sentita incolpare mio padre della sua infelicita che ho finito per credere. Certo, a volte diceva anche che per colpa nostra ( noi figli) lei è costretta a stare con nostro padre. Mi sentivo in colpa.
Aveva i mezzi economici di separarsi, ma era succube del giudizio altrui... donna divorziata, vuol dire donna “ che non ha saputo tenersi il marito” ed altre idiozie.
Che poi lei pensava che questo fosse il giudizio della gente, in realtà credo che era già un pregiudizio superato, solo lei ci credeva.
 

Foglia

utente viva e vegeta
A mia madre non affido neppure i gatti.
Figuriamoci se avessi un figlio.

Semplicemente le persone non migliorano spontaneamente col passare del tempo.
Anzi, senza alcun intervento, peggiorano.

Ci sono persone che semplicemente non sono in grado di aver cura, e che hanno una idea di cura che è sovrapponibile alla vessazione.

D'altro canto, il permanere nella disfunzionalità senza farsene carico (senza curarsi) è il primo indicatore del fatto che sono persone non autocoscienti e men che meno autonome.
Le persone autocoscienti e autonome sanno chiedere aiuto e sanno il perchè.

Chi non lo sa fare, ha una disfunzionalità, più o meno invalidante. Per se stessi e, purtroppo, per chi è costretto a subire la loro mancanza di autonomia.

E' una loro disabilità.
Purtroppo non ancora riconosciuta e diagnosticabile quando si manifesta permanendo all'interno delle cosiddette norme sociali...ma che fa danni a medio e lungo termine spaventosi. E dispendiosi, a tutti i livelli. A partire da quelli economici per poi proseguire su quelli sociali, affettivi e generazionali.

La dissonanza è pesantissima.
Dentro si vede una faccia e, fin tanto che reggono, da fuori se ne vede un'altra.
Di conseguenza il sociale non solo non è un sostegno ma è un ulteriore peso e carico che crea problemi su problemi.

Io sono ormai dell'idea che non c'è nulla da discutere. Non si può riparare.
Un vaffanculo ogni tanto, risolve serenamente la questione.
E via.

Certo, resta dentro una sorta di tristezza e di sfiducia, non solo verso i genitori ma anche verso un mondo incapace di rilevare e proteggere i suoi nuovi dei (i bambini).

Dopo un po', resta una sorta di tenerezza...e una distanza sana e tutelante.

Con la mia, di madre, ho chiarito una volta per tutte, che adesso le parti sono invertite.
Sarà lei ad aver sempre più bisogno di me.
Quindi le condizioni adesso sono le mie.

Se vuole il mio sostegno, le regole sono le mie.
In alternativa si dovrà impegnare a trovare soluzioni alternative alla figlia.

Ovviamente non smette i suoi comportamenti. Sarebbe una richiesta impossibile da farle.

Semplicemente sta capendo che se tira troppo la corda, la corda si spezza.
Eh.... beata te che riesci a provare "tenerezza". Sarà che mia mamma in questo è un toro, altro che depressione :)
E' piuttosto sempre stata scontenta per tutto, ma lungi dall'essere triste (la depressione "maggiore" si esprime con la mancanza di reattività, di forza) lei la sua forza la dirigeva contro chi le girava. E non si è fatta scrupolo di travolgere neppure me. Sai che io non ricordo nemmeno una volta in cui i miei genitori si sono dati un bacio? Un bacio vero, per capirci. Con me ha avuto qualche slancio di affetto. E' vero che, quando ci si dente comunque traditi, la domanda (che mi faccio) è se davvero mi volesse bene, o anche quel bene lo considerasse un bene imposto. Tanto quanto il "bene" che voleva a mio padre. Di cui diceva peste e corna. In ogni caso, a quanto mi ha raccontato, già nei primi tempi di matrimonio si era chiesta se non fosse il caso di separarsi, ma poi sono arrivata io (colpa mia :D), poi ha sempre lasciato il lavoro per me (e colpa mia bis), poi ci è rimasta insieme a causa mia :D.

Episodio divertente? A sfondo sessuale, dai. Mio padre un giorno si dimenticò un video porno (ricordo ancora Moana :D), dimenticando di riporlo via e lasciandolo appoggiato su una sedia del tavolo da pranzo. Mia mamma, lungi dal condividere quei video tra loro, lo trovò lì. E mio padre all'apparenza era un discreto bigotto eh :D
Accadde che al rientro da scuola il giorno dopo (avrò avuto toh.... 10-11 anni) non mi risparmiò il sermone su mio padre neppure per quello. Tanto per dire, ma potrei raccontarne a quintali. Di ben più pesanti. In tutto ciò con mio padre purtroppo non si riesce ad avere un evro dialogo. Non va mai contraddetto. Ma mai, mai, nemmeno sulle cazzate (e guai a dire "cazzo!" in sua presenza, perché a 44 anni suonati che ho parte la ramanzina pure per quello, ma anche per molto meno). L'ultima discussione, piuttosto accesa, è avvenuta a Pasqua. Mia madre aveva appena terminato di ribadire il concetto che "non son giusta". Il commento di mio padre mentre uscivo dalla loro porta (andata con mio figlio a prendere l'uovo visto che tanto l'avevano menata) è stato sui pantaloni che indossavo. Non andavano bene 😂

Gli ho risposto di farsi i cazzi suoi, ma era davvero l'ennesima percezione del nonsenso.

Poi mi sono scusata con mio figlio per averlo fatto assistere ad una litigata. Gli ho pure spiegato che i regali sono belli da ricevere quando sentiti. Credo abbia comunque capito.

Ti capisco quando dici che, ad un certo punto, la distanza è d'obbligo. Mi dispiace ma.... anche in questo caso, l'illusione è bella se porta qualcosa di buono. Anche l'ipocrisia al limite. Ma se porta solo "pesi", liberarsi è d'obbligo ;)
Poi, se vorranno ricostruire (certamente non li cambio, e questo lo so), almeno in parte, dovranno per lo meno imparare ad ascoltare. E a tacere, anche. Ma credo che dipenderà da una loro valutazione di convenienza, e francamente ne dubito. Quando si porrà il problema che non saranno più autosufficienti, idem: o staranno alle mie regole, o altrimenti vedranno di organizzarsi come credono.
 
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