Apollonia
Utente di lunga data
Certo che puoi permettertelo! E l'abbraccio me lo prendo tutto! E spero anche sia forte!Accettiamo quello che dice la psicologa: lui è franato: sarà il timore della decadenza fisica, il bisogno di rassicurazione, la paura della morte, la stanchezza della quotidianità...quello che è. Partiamo da questo come se fosse un dato acquisito. Consideriamo anche il terrore di esser giudicato da te, proprio perché era sempre il punto di riferimento...quindi il timore di perdere il ruolo ai tuoi occhi e l'atteggiamente di negazione che ora ha.
Posto questo, la psicologa dice che ha anche bisogno di coccole e di esser rassicurato. Come dire, chi ha sbagliato pretende anche di esser consolato. Messa così, naturalmente, sembra assurdo. La prima domanda che viene è: ma se lo merita? E la risposta è: no, 'manco pe' gnente!
Però... vogliamo salvarla questa vita di coppia? Capisco che è difficile e, credo, non sono sicuro che potrei farlo. Però la questione è se _tu_ vuoi farlo. In una coppia chi ha momenti di debolezza si appoggia all'altro e alsecondo spetta il compito di sostenere il primo. Capita. Capita per una malattia, un licenziamento...capita per la crisi di un uomo maturo spaventato dal suo tempo. Ora, la questione si complica per il tradimento. Non ci fosse stato...non ci fosse stato non saremmo qui a discuterne. Quanto hai accettato di questo fatto? Quanto dell'evento si è sedimentato in te? Non conosco la vicenda e non so se ne hai già parlato. Suppongo che in parte è stato un evento perdonato (in parte, perché altrimenti non ci sarebbero le lacrime...). State insieme e hai deciso di provare a tener duro.
A questo punto "violenta la tua natura" e assumi il ruolo di mamma. Non è questione di giustizia: non c'è giustizia. E' solo questione di provare a tenre in piedi l'unione. IL tuo uomo non sarà sempre così e verrà il momento in cui potrai prenderlo a schiaffi per sfogarti. Ma ora, sempre se la psicologa ci ha azzeccato, prendi sulle tue spalle anche questo carico oltre quello, non indifferente, che già hai. Perchè qualcuno deve esser forte e oltre a te non ce ne sono all'orizzonte di forti. Perché qualcuno deve tener duro, nascondere le lacrime, tener dentro le parole, far finta di nulla. E' un fingere? no, a meno di non definire "finzione" la media delle consuetudini sociali. Ma certo è uno sforzo. Sforzo titanico. Ne uscirai migliore? Forse. Forse no. Ma vorrai passare i prossimi anni a rimproverarti di aver mollato? Oltre a quello che ti è capitato vorresti anche rimproverarti? E la propria coscienza sa essere un giudice più severo degli altri. Prenderai il fardello e andrai avanti. Senza aspettare ringraziamenti chè ringraziamenti nessuno penserà a darteli. Ma se c'era una possibilità, almeno la avrai tentata.
Oppure butti a mare tutto da subito e ti cerchi un altro partner...ma sappiamo entrambi che non sarà così ;-)
Se posso permettermelo, considerati abbracciata.
Il discorso che hai fatto tu è lo stesso che mi ha fatto la psico. Cioè mi ha detto che, se anche io adesso non ho deciso di stare per sempre con lui, ma sto tentando si vedere come va, un domani non devo avere rimpianti, e quindi devo cercare di tentare il tutto per tutto per poi dire e dirmi di aver provato ogni cosa per salvare il mio matrimonio.
Ora devo trovare la forza per farlo, mordermi la lingua e mandare giù rospi, rospini e rosponi, quando sono qui che, da un certo punto di vista, gli vorrei spaccare la faccia.
E' durissima per me, credimi.
E poi la seconda questione che mi si pone è: come???
Cosa vuol dire accudire un uomo di sessant'anni, manager aziendale di alto livello, come un bambino?
Come concretamente farlo?