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Apollonia

Utente di lunga data
Accettiamo quello che dice la psicologa: lui è franato: sarà il timore della decadenza fisica, il bisogno di rassicurazione, la paura della morte, la stanchezza della quotidianità...quello che è. Partiamo da questo come se fosse un dato acquisito. Consideriamo anche il terrore di esser giudicato da te, proprio perché era sempre il punto di riferimento...quindi il timore di perdere il ruolo ai tuoi occhi e l'atteggiamente di negazione che ora ha.
Posto questo, la psicologa dice che ha anche bisogno di coccole e di esser rassicurato. Come dire, chi ha sbagliato pretende anche di esser consolato. Messa così, naturalmente, sembra assurdo. La prima domanda che viene è: ma se lo merita? E la risposta è: no, 'manco pe' gnente!
Però... vogliamo salvarla questa vita di coppia? Capisco che è difficile e, credo, non sono sicuro che potrei farlo. Però la questione è se _tu_ vuoi farlo. In una coppia chi ha momenti di debolezza si appoggia all'altro e alsecondo spetta il compito di sostenere il primo. Capita. Capita per una malattia, un licenziamento...capita per la crisi di un uomo maturo spaventato dal suo tempo. Ora, la questione si complica per il tradimento. Non ci fosse stato...non ci fosse stato non saremmo qui a discuterne. Quanto hai accettato di questo fatto? Quanto dell'evento si è sedimentato in te? Non conosco la vicenda e non so se ne hai già parlato. Suppongo che in parte è stato un evento perdonato (in parte, perché altrimenti non ci sarebbero le lacrime...). State insieme e hai deciso di provare a tener duro.
A questo punto "violenta la tua natura" e assumi il ruolo di mamma. Non è questione di giustizia: non c'è giustizia. E' solo questione di provare a tenre in piedi l'unione. IL tuo uomo non sarà sempre così e verrà il momento in cui potrai prenderlo a schiaffi per sfogarti. Ma ora, sempre se la psicologa ci ha azzeccato, prendi sulle tue spalle anche questo carico oltre quello, non indifferente, che già hai. Perchè qualcuno deve esser forte e oltre a te non ce ne sono all'orizzonte di forti. Perché qualcuno deve tener duro, nascondere le lacrime, tener dentro le parole, far finta di nulla. E' un fingere? no, a meno di non definire "finzione" la media delle consuetudini sociali. Ma certo è uno sforzo. Sforzo titanico. Ne uscirai migliore? Forse. Forse no. Ma vorrai passare i prossimi anni a rimproverarti di aver mollato? Oltre a quello che ti è capitato vorresti anche rimproverarti? E la propria coscienza sa essere un giudice più severo degli altri. Prenderai il fardello e andrai avanti. Senza aspettare ringraziamenti chè ringraziamenti nessuno penserà a darteli. Ma se c'era una possibilità, almeno la avrai tentata.
Oppure butti a mare tutto da subito e ti cerchi un altro partner...ma sappiamo entrambi che non sarà così ;-)
Se posso permettermelo, considerati abbracciata.
Certo che puoi permettertelo! E l'abbraccio me lo prendo tutto! E spero anche sia forte!

Il discorso che hai fatto tu è lo stesso che mi ha fatto la psico. Cioè mi ha detto che, se anche io adesso non ho deciso di stare per sempre con lui, ma sto tentando si vedere come va, un domani non devo avere rimpianti, e quindi devo cercare di tentare il tutto per tutto per poi dire e dirmi di aver provato ogni cosa per salvare il mio matrimonio.
Ora devo trovare la forza per farlo, mordermi la lingua e mandare giù rospi, rospini e rosponi, quando sono qui che, da un certo punto di vista, gli vorrei spaccare la faccia.
E' durissima per me, credimi.
E poi la seconda questione che mi si pone è: come???
Cosa vuol dire accudire un uomo di sessant'anni, manager aziendale di alto livello, come un bambino?
Come concretamente farlo?
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ciao

hai provato il venirvi incontro?
Riconoscere, che vi siete fatti del male a vicenda?

Se non c'è questa consapevolezza ... diviene difficile partire.


Sienne
Non ne vuole parlare. E diventa aggressivo (verbalmente) nei miei confronti.

Ciao

ok ... una cosa è certa, lui ha tradito.
Ma quello che sostiene di te, ha fondamenta?
Ritieni che sia vero, come lo hai vissuto?

Ma cosa centra il non sentirsi amato abbastanza da te,
con avere paura d'invecchiare e prendersi una più giovane?


sienne
Lui sostiene che , siccome io non l'ho amato, se ne è cercata un'altra che l'amasse.
 

sienne

lucida-confusa
Non ne vuole parlare. E diventa aggressivo (verbalmente) nei miei confronti.


Lui sostiene che , siccome io non l'ho amato, se ne è cercata un'altra che l'amasse.

Ciao

scusa se ti chiedo ...

Cosa ami di questo uomo?


sienne
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Infatti io ho eretto barriere enormi per non soffrire. E non è facile abbattere i muri.
In realtà sono i muri a farci soffrire perché richiede una fatica inumana a tenerli alzati. Non averli invece ci rende vulnerabili, ma anche estremamente flessibili. Io preferisco la flessibilità.

Mi spieghi meglio, per favore? Potresti farmi un esempio concreto?
Certo. Ho distrutto tutte le barriere pazientemente per oltre 12 anni e sono esperto nella tecnica di sorprendere me stesso :D
Per rimuovere l'eterna paura da tutto e tutti, mi sono volutamente esposto al mondo come non l'avrei mai fatto se non avessi avuto un motivo molto valido. Sono andato in posti dove non sarei andato per nessun altro motivo. Ma banalissimo: tipo la stazione di polizia.

Morivo dalla paura di aprire la porta ed entrare per vedere cosa c'è dietro. Per scoprire che c'era un portiere addormentato e qualcuno che urlava al telefono in un ufficio remoto. Un corridoio qualunque con una scala qualunque e gente che occasionalmente passava senza dare all'occhio.

La tecnica sta nello scovare le proprie paure e affrontarle senza fare violenza a te stesso. Mi ci voleva una settimana per arrivare ad aprire la porta. Le altre volte stavo lì a pensare come entrare. E avevo paura perché gli altri avevano paura. Io non avevo motivo. Paure di questo genere ci fanno malissimo e siamo pieni. Strapieni.

Far paura agli altri significa che potrei essere imprevedibile?
Sì, senza dubbio. Ma esiste anche l'imprevidibilità meditata. Se ti studi come abbattere la tua preda, allora sei imprevedibile per gli altri. Quando invece ti fa paura la propria imprevedibilità, allora sei te stessa :)

Un altro indicatore sono gli sbalzi di umore. Non in segno di instabilità mentale o psicologica, ma la facilità con cui si cede alla manifestazione dei propri sentimenti. Ti sorprenderà quanto solare diventi quando non sei vincolato nella tua libera espressione. La libertà di scegliere come sentirsi è a netto vantaggio del sorriso. Non il sorriso di plastica, ma quello che ti senti dentro. Ma basta un piccolo evento che ti incazzi come un'iena o ti commuovi e piangi. Ti scopri a parlare apertamente di altre persone in loro presenza senza alcun timore.

L'insieme di questi comportamenti ti rende da un lato estremamente attraente (tutti vorranno raccontarti loro storia perché vedono che ascolti), e dall'altro invece fai paura, perché potresti immetterti in un discorso qualunque senza presentarti o chiedere permesso. Lo fai perché ti interessa, non perché bisogna rispettare regole non scritte.
 

disincantata

Utente di lunga data
Tu hai il bambino da accudire e la sguinzia il maturone da ammirare...
O meglio: lui avrebbe la mamma che lo accudisce e lo consola, e la pulzella che lo elettrizza (anche solo come orientamento quest'ultima cosa, eh?). Ah, beatissima onnipotenza dei tardoni...
Io credo e spero che la sguinzia non ci sia più altrimenti un bel calcio in culo altro che fargli da mamma e accudirlo.
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ciao

scusa se ti chiedo ...

Cosa ami di questo uomo?


sienne
Tutto ciò che era prima del tradimento. La sua sincerità, la sua trasparenza, il suo proteggermi, il suo coccolarmi, il suo essere retto, il suo essere una bella persona...
Ora mi chiedo: tutto quello di cui sopra, c'era perchè lo volevo vedere io, o se ne è andato per un po' (vedi tradimento) e poi tornerà?
 

Eratò

Utente di lunga data
Il titolo del post la dice lunga sulla richiesta che sto per farvi. Vi ricordo che siamo una coppia di 52 anni io e 60 lui, che non abbiamo figli e che siamo sposati da 25 anni.
Qualche giorno fa abbiamo litigato ed il giorno dopo ho riportato la lite alla psicologa, anche per capire i miei errori. Per farvela breve, la psicologa analizzando la situazione, mi ha detto che lui sta vivendo una forte crisi esistenziale, di cui lui non mi ha mai parlato, ma che credo sia sfociata nel tradimento con la 27enne.
E’ un periodo in cui si comporta, o meglio si esprime, come un “bambino” (se qualcuno conosce, sto facendo analisi transazionale) e mi ha suggerito di fargli da “madre”, in modo da comprendere e accogliere questo bambino che sta soffrendo.
Quando mi ha detto così, ho subito pensato all’intervento che Fantastica aveva fatto nel mio post, di cui vi riporto la parte finale.
……….Ti è richiesta un'operazione di strabismo: con un occhio vedere l'offesa, la tua ferita; con l'altro vedere quell'uomo come un uomo, e, per di più, come l'uomo che hai scelto 24 anni fa.
Lui continua a scegliere te, anche se sicuramente è stato innamorato dell'altra. ma non è uno stupido: valuta l'assurdità della distanza tra sé e questa giovane donna. Sa che non può durare.
Ti chiede di essergli, per una volta, madre.

Al che io le ho chiesto chi si prende cura del mio bambino, già soffrente per i suoi problemi a cui si sono aggiunti quelli del tradimento. Lei mi ha risposto che devo essere io. Quindi devo fare da madre a lui e a me. Per fare ciò ci vuole una forza immensa, che in parte ho trovato cercando di risollevarmi dal tradimento e cercando di recuperare il rapporto, ma che in parte non ho e non so dove andarla a prendere. Considerate anche che dal punto di vista emotivo e dal punto di vista ormonale sono molto debole, per cui piango almeno una volta al giorno.
La cosa però che mi lascia più interdetta in tutto questo è che lui non ha mai avuto atteggiamenti infantili, io sono sempre stata quella che si appoggiava a lui, e non il viceversa. E vederlo e cercare di capire che è in questa condizione mi ha spiazzata. Poi la psico mi ha detto che io sono troppo razionale (ed è vero) e che dovrei far risalire la parte emotiva, che per ragioni che non sto spiegarvi, ho relegato in fondo alla parte più profonda di me. Mi ha anche detto che questa operazione di ripescaggio farà bene anche a me, soprattutto a me.
Insomma lui vorrebbe la “mamma-moglie” dolce, comprensiva, accogliente. Qualità che io non ho, o almeno non mi vengono automatiche.
Allora il consiglio che vi chiedo è quello di dirmi, al lato pratico, cosa secondo voi dovrei fare. Chiedo in particolare a chi si è trovato in questa situazione, come ha risolto la faccenda.
Io so solo che mi dovrei “violentare”. Dovrei violentare la mia natura.
A me verrebbe da rispondere, ma qui è la mia razionalità che parla, oltre a essere stata tradita, parte lesa nel tradimento, devo anche coccolarlo? Lui non mi sta facendo il filo, non si sta occupando di me. Non parla del tradimento, evita accuratamente l’argomento. Eppure…
Ma per cambiare bisogna fare così? Ci siete riusciti?
Buonasera Apollonia! Abbiamo molto in comune io e te.Anch'io dopo il tradimento mi feci seguire da una psicoterapeuta.Arrivammo allo stesso discorso della ricostruzione mamma-figlio....M'inalberai e glielo dissi chiaramente che non si poteva fare, assolutamente.Come facevo io a coccolarlo, a capirlo? Dove l'avrei trovata la pazienza? Dovevo fingere? Lei capii che non ero pronta alla ricostruzione(per la quale fra l'altro è necessaria la presenza di entrambi nel ambito della psicoterapia familiare) e che dovevamo focalizzarci su di me, dovevo stare bene io.E così abbiamo fatto.Penso che sia lo stesso per te, devi trovare un equilibrio e una stabilità mentale.Facendo pace con te stessa forse riuscirai a fare pace con lui.
 

Apollonia

Utente di lunga data
In realtà sono i muri a farci soffrire perché richiede una fatica inumana a tenerli alzati. Non averli invece ci rende vulnerabili, ma anche estremamente flessibili. Io preferisco la flessibilità.


Certo. Ho distrutto tutte le barriere pazientemente per oltre 12 anni e sono esperto nella tecnica di sorprendere me stesso :D
Per rimuovere l'eterna paura da tutto e tutti, mi sono volutamente esposto al mondo come non l'avrei mai fatto se non avessi avuto un motivo molto valido. Sono andato in posti dove non sarei andato per nessun altro motivo. Ma banalissimo: tipo la stazione di polizia.

Morivo dalla paura di aprire la porta ed entrare per vedere cosa c'è dietro. Per scoprire che c'era un portiere addormentato e qualcuno che urlava al telefono in un ufficio remoto. Un corridoio qualunque con una scala qualunque e gente che occasionalmente passava senza dare all'occhio.

La tecnica sta nello scovare le proprie paure e affrontarle senza fare violenza a te stesso. Mi ci voleva una settimana per arrivare ad aprire la porta. Le altre volte stavo lì a pensare come entrare. E avevo paura perché gli altri avevano paura. Io non avevo motivo. Paure di questo genere ci fanno malissimo e siamo pieni. Strapieni.


Sì, senza dubbio. Ma esiste anche l'imprevidibilità meditata. Se ti studi come abbattere la tua preda, allora sei imprevedibile per gli altri. Quando invece ti fa paura la propria imprevedibilità, allora sei te stessa :)

Un altro indicatore sono gli sbalzi di umore. Non in segno di instabilità mentale o psicologica, ma la facilità con cui si cede alla manifestazione dei propri sentimenti. Ti sorprenderà quanto solare diventi quando non sei vincolato nella tua libera espressione. La libertà di scegliere come sentirsi è a netto vantaggio del sorriso. Non il sorriso di plastica, ma quello che ti senti dentro. Ma basta un piccolo evento che ti incazzi come un'iena o ti commuovi e piangi. Ti scopri a parlare apertamente di altre persone in loro presenza senza alcun timore.

L'insieme di questi comportamenti ti rende da un lato estremamente attraente (tutti vorranno raccontarti loro storia perché vedono che ascolti), e dall'altro invece fai paura, perché potresti immetterti in un discorso qualunque senza presentarti o chiedere permesso. Lo fai perché ti interessa, non perché bisogna rispettare regole non scritte.
Urca! Ottima lezione! Hai imparato tutto da solo?
 

Apollonia

Utente di lunga data
Scusa ma sente o vede ancora la piccolina?

Se fosse così gli fa comodo dare la colpa a te e fare la vittima!
Penso proprio di no, ma la certezza assoluta non ce l'ho, perchè ha cambiato mail e non riesco a leggere la nuova. Sul telefono non ci sono tracce, ma ha un telefono per cui non si possono cancellare i numeri chiamati più frequentemente, e lì non c'è.
Ma se scopro che si sentono ancora, non gli dico niente e gli mando direttamente la lettera dall'avvocato.
Senza tornare indietro.
 

Nausicaa

sfdcef
Io sono il tipo da amore molto morbido, avvolgente e materno.
Mi viene spontaneo. Anzi, se non posso esprimerlo mi sento depressa :)

Ma non so come potrei mai cambiare modo di esprimermi.

Se mi metto nei tuoi panni, mi viene un brivido di... disgusto?
Mamma mia quello che ti chiede la psico è davvero tanto.

Poi se ci vuoi provare ti dico come mi comporto io.

Però, dio mio...
 

Apollonia

Utente di lunga data
Buonasera Apollonia! Abbiamo molto in comune io e te.Anch'io dopo il tradimento mi feci seguire da una psicoterapeuta.Arrivammo allo stesso discorso della ricostruzione mamma-figlio....M'inalberai e glielo dissi chiaramente che non si poteva fare, assolutamente.Come facevo io a coccolarlo, a capirlo? Dove l'avrei trovata la pazienza? Dovevo fingere? Lei capii che non ero pronta alla ricostruzione(per la quale fra l'altro è necessaria la presenza di entrambi nel ambito della psicoterapia familiare) e che dovevamo focalizzarci su di me, dovevo stare bene io.E così abbiamo fatto.Penso che sia lo stesso per te, devi trovare un equilibrio e una stabilità mentale.Facendo pace con te stessa forse riuscirai a fare pace con lui.
Ah, mi fa piacere che anche la tua psico abbia consigliato il mamma-figlio. Che sia una tecnica?
Anch'io sono focalizzata su di me ma, inevitabilmente anche perchè non abbiamo figli, lui è presente.
Mamma mia, quanto è difficile!
 

Apollonia

Utente di lunga data
Io sono il tipo da amore molto morbido, avvolgente e materno.
Mi viene spontaneo. Anzi, se non posso esprimerlo mi sento depressa :)
Ma non so come potrei mai cambiare modo di esprimermi.
Che bello! Molto probabilmente ce l'hai come imprintig familiare. Io purtroppo, no.

Se mi metto nei tuoi panni, mi viene un brivido di... disgusto?
Mamma mia quello che ti chiede la psico è davvero tanto.
Sì, è tantissimo, ma lei sostiene che farà meglio a me che a lui.
Giovedì nello studio penso di avere fatto una faccia da ...vomito. Simil-disgusto, no?


Poi se ci vuoi provare ti dico come mi comporto io.

Però, dio mio...
Sìììììììììì! Non aspettavo altro! Qualcuno che mi dica: fai così, fai cosà!
 

Eratò

Utente di lunga data
Ah, mi fa piacere che anche la tua psico abbia consigliato il mamma-figlio. Che sia una tecnica?
Anch'io sono focalizzata su di me ma, inevitabilmente anche perchè non abbiamo figli, lui è presente.
Mamma mia, quanto è difficile!
Quindi lui è presente alle sedute? Ascolta tutto? E che atteggiamento ha ?
 

Nausicaa

sfdcef
Che bello! Molto probabilmente ce l'hai come imprintig familiare. Io purtroppo, no.

Assolutamente NO. :)

Sì, è tantissimo, ma lei sostiene che farà meglio a me che a lui.
Giovedì nello studio penso di avere fatto una faccia da ...vomito. Simil-disgusto, no?



Sìììììììììì! Non aspettavo altro! Qualcuno che mi dica: fai così, fai cosà!


Ora sono impegnata a fare la mamma-mamma, quando Fra dorme ci provo... anche se rimango con una espressione moooooolto dubitosa e perplessa.....

Come minimo, pure se ci provi non risulterai naturale ed appagata mentre lo fai come potrei io (e io sarei una frana ad esprimermi in modo diverso). Magari in realtà serve "solo" ad aiutarti a percepire un pò di più la tua parte materna?

Bà.

Dubbio totale.

Cmq, a dopo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Lo sapevo che saresti stata la prima a rispondere e sapevo anche che ci avresti azzeccato in pieno!
Infatti la psico ha proprio ipotizzato questo. Ora però io dico: come è invecchiato lui (e ti assicuro che se tu lo conoscessi gli daresti almeno dieci anni dimeno, ha un bel fisico sportivo e capelli quasi tutti castani) sono invecchiata anch'io, anche se anch'io di fisico sono messa abbastanza bene. Certo, quando mi guardo allo specchio le rughe le vedo, non mi piacciono, ma le accetto.
Perchè lui, sempre stato così forte, è caduto in questa trappola?
So anche che lei è stata una fuga, un ritornare adolescente. Ma non me lo sarei mai aspettato. Io in questo momento ho bisogno qualcuno che mi consoli e mi faccia forza, non un bambino da accudire!!!
Come faccio ad accettare tutto ciò?
Gli uomini sono diversi e qualcuno, forse qui, aveva scritto che non possiamo avere idea di quanto l'erezione costituisca un elemento costitutivo dell'identità maschile e di conseguenza quanto conti la paura di perdere la potenza.
Ma accade lo stesso alle donne, ad alcune donne. Per ogni persona il vissuto dell'invecchiamento è diverso e c'è chi lo percepisce prima, chi dopo e con risonanze interne proprie.
Non so come tu possa. La psico ti ha detto di trovare l'emotività e non so cosa intenda. Per me devi trovare l'amore, se c'è.
Questo evento può farti trovare un modo di amare nuovo o può farti scoprire che non hai risorse per affrontare i prossimi anni con lui.
 

disincantata

Utente di lunga data
Penso proprio di no, ma la certezza assoluta non ce l'ho, perchè ha cambiato mail e non riesco a leggere la nuova. Sul telefono non ci sono tracce, ma ha un telefono per cui non si possono cancellare i numeri chiamati più frequentemente, e lì non c'è.
Ma se scopro che si sentono ancora, non gli dico niente e gli mando direttamente la lettera dall'avvocato.
Senza tornare indietro.
Tu cosa pensi?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Tu hai il bambino da accudire e la sguinzia il maturone da ammirare...
O meglio: lui avrebbe la mamma che lo accudisce e lo consola, e la pulzella che lo elettrizza (anche solo come orientamento quest'ultima cosa, eh?). Ah, beatissima onnipotenza dei tardoni...
:mrgreen::mrgreen:
 
Stato
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