Restare insieme per i figli: sicuri che sia solo un alibi?

Brunetta

Utente di lunga data
Noto che le cose materiali sono molto importanti per tua moglie; tutto ruota intorno alla casa ( non all’altezza delle sue aspettative), le macchine, aperitivi, parrucchieri, vacanze.
Certo, se si può, sono tutte cose piacevoli da potersele permettere, ma lamentarsi continuamente che non le piace la casa ecc... boh
Per questo che io penso che se tua moglie trovasse un’alternativa più benestante andrebbe via senza girarsi.
Non si rende conto che NONOSTANTE TUTTO, il suo tradimento ed il post tradimento, ha un marito che la desidera molto.
Imporre astinenza sessuale al coniuge e nello stesso tempo negarsi, in assenza di malattie, è una crudeltà.
Ti sta chiedendo di fare un sacrificio. Ma in nome di cosa ?
Le hai mai fatto il seguente discorso:
“ cara, mi rifiuti sempre, so che non mi desideri più, lo vedo. È frustante questa astinenza. Visto che non t’interesso più perché non sei d’accordo che io abbia una vita sessuale fuori ?”
Cosa ha risposto o cosa risponderebbe ?
Ma non è disinteressata.
Ha una sessualità incentrata sul sentirsi desiderata.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io non vedo strategie in tutto questo, ma affermazioni personali frustrate da parte di entrambi, una cosa molto comune.
Nel momento in cui hai modo di realizzare ciò che hai accantonato in certi periodi della tua vita, lo fai.
Può essere un amore con tutti i crismi e le situazioni di quello adolescenziale o giovanile, o una vita sessuale più intensa o semplicemente diversa
Curi te stesso, le ferite che hai accumulato.
E non c'entra più quello che hai costruito, ma ciò a cui hai rinunciato.
Abbastanza diffusi, noto, sono i tradimenti che io chiamo proustiani, quelli alla ricerca del tempo perduto, ovvero persone che a 40 anni scoprono di avere più carte da giocare di quante ne avevano a 20 anni, e ne approfittano, in una corsa contro il tempo alla ricerca di occasioni perdute.

Io, per dire, mi sono trovato in una situazione di instabilità dopo il tradimento e ho provato una potente frustrazione nel vedere il rapporto che mia moglie aveva con l'amante.
In quel momento, in cui giocoforza è svanita anche quella sensazione di complicità che avevo prima con mia moglie, si è generata una frustrazione, ma non per il tradimento subito, quanto per l'assenza nella mia vita di un rapporto con una donna che mi amasse con l'intensità che io avevo idealizzato.
Non potrei definirla invidia, piuttosto la nascita di un bisogno che non avevo prima e di cui avevo realizzato - ricordato - l'esistenza nel momento in cui l'avevo visto soddisfatto nella relazione tra mia moglie e l'altro.
Frequentai in quel periodo, anni fa, una donna, mi era amica, sapeva tutto di quel che mi stava succedendo.
Fui molto ingenuo con lei, era sicuramente il mio primo approccio con un'altra donna dopo tanti anni e in uno stato di confusione che non mi aiutò. Restò pertanto solo amica, in senso pratico, ma ciò non mi impedì di legarmi a lei in un modo più esteso e di provare emozioni sopite.
Inutile dire che questo non mi aiuto a lenire la frustrazione, ma fu efficace nel comprenderla un po' di più.
È un errore pensare che tutto il malessere parta da mia moglie. Anni fa lei ruppe un equilibrio, certo.
Ma il resto lo porto dentro io
, in un misto di desideri irrealizzabili e di situazioni decisamente inadeguate per la mia età e per la mia situazione. Il fatto che puntualmente il mio inconscio me le proietti nei sogni notturni palesa la mia inquietudine.
Verissimo.
Ma era quello che dicevo.
L'equilibrio è dinamico ed è in realtà un disequilibrio.
Il senso di oppressione o di limite o di non avere il potere di prendere decisioni autonome è di entrambi.
Per dire, per anni dopo la separazione non ho fatto il minestrone, che mi piace moltissimo, perché era “d’obbligo” con mio marito e, all’opposto, non facevo altro che fare peperoni e insalata con la cipolla.
Il senso di oppressione si annida in piccole cose.
 

danny

Utente di lunga data
Verissimo.
Ma era quello che dicevo.
L'equilibrio è dinamico ed è in realtà un disequilibrio.
Il senso di oppressione o di limite o di non avere il potere di prendere decisioni autonome è di entrambi.
Per dire, per anni dopo la separazione non ho fatto il minestrone, che mi piace moltissimo, perché era “d’obbligo” con mio marito e, all’opposto, non facevo altro che fare peperoni e insalata con la cipolla.
Il senso di oppressione si annida in piccole cose.
Io lo chiamerei accomodamento.
In ogni coppia c'è.
Se uno lavora la domenica e tu no, il weekend lo passi da sola, se non ha le ferie ti adatti e trovi una soluzione, se a uno piace il pesce e all'altro no, farai dei piatti che piacciano ad entrambi.
Stare in coppia necessariamente comporta anche delle rinunce.
Se ti senti oppresso per queste, è venuto sicuramente meno l'interesse per l'altro.
Ovviamente, da sola, ti rendi conto che scegli indipendentemente dagli altri.
 
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danny

Utente di lunga data
Non è (semplicemente) stronza, è adolescente sul piano relazionale.
Se la pensi quindicenne nulla è sorprendente
L'uso di riferimenti legati all'età lo trovo improprio e anche l'utilizzo di epiteti riduttivo.
Ogni adulto agisce e si comporta per stare bene.
Ogni sua scelta è indirizzata a questo. Spesso il suo malessere deriva anche dal non riuscirci.
Non tutti stanno bene nello stesso modo.
Io stesso vivo da anni un malessere, quel solito ovosodo che non va su né giù, che ha caratteristiche di immaturità.
Lo so, me ne rendo conto, ma questo non cambia la sostanza.
E non è addebitabile a nessuno. È una faccenda tutta mia, che neppure mia moglie potrebbe risolvere.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io lo chiamerei accomodamento.
In ogni coppia c'è.
Se uno lavora la domenica e tu no, il weekend lo passi da sola, se non ha le ferie ti adatti e trovi una soluzione, se a uno piace il pesce e all'altro no, farai dei piatti che piacciano ad entrambi.
Stare in coppia necessariamente comporta anche delle rinunce.
Se ti senti oppresso per queste, è venuto sicuramente meno l'interesse per l'altro.
Ovviamente, da sola, ti rendi conto che scegli indipendentemente dagli altri.
Infatti ho detto che io (come gli altri traditi, te compreso) stavo benissimo e i normali aggiustamenti non mi pesavano.
Ma è chi poi tradisce che quegli aggiustamenti li vede come compromessi che lo limitano in modo insopportabile.
Ma anche leggendo in altri contesti, dove le lamentele sono sdoganate, vedo che c’è chi non sopporta cose assolutamente normali in un matrimonio e in una famiglia. Ma chi si lamenta la percepisce diversamente.
In realtà accade che si crei questo accumulo di recriminazioni e poi rancori perché non si ama più? Io credo che nemmeno abbiano mai amato quella persona, ma solo ciò che quella persona rappresentava, come essere desiderati, vivere un sesso giocoso, avere una casa propria, poter avere un tenore di vita (non è necessario essere nababbi, basta aver maggior possibilità nelle vacanze, ad esempio, per trovare affascinante una nuova vita).
Poi ci si abitua a quel che si ha, ci si rende conto che altri possono essere più desiderati, altre case sono più belle, altre vacanze sono più interessanti ed esclusive ecc... e arriva la consapevolezza di non amare quella persona che ci ha consentito di avere ciò che ora non pare abbastanza e continua a proporre le stesse cose, facendoci sentire limitati.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
L'uso di riferimenti legati all'età lo trovo improprio e anche l'utilizzo di epiteti riduttivo.
Ogni adulto agisce e si comporta per stare bene.
Ogni sua scelta è indirizzata a questo. Spesso il suo malessere deriva anche dal non riuscirci.
Non tutti stanno bene nello stesso modo.
Io stesso vivo da anni un malessere, quel solito ovosodo che non va su né giù, che ha caratteristiche di immaturità.
Lo so, me ne rendo conto, ma questo non cambia la sostanza.
E non è addebitabile a nessuno. È una faccenda tutta mia, che neppure mia moglie potrebbe risolvere.
Ma anche l’immaturità non è mica una colpa.
Mio padre diceva “se una persona non è maturata a quarant’anni, non matura più”.
Aveva ragione.
Non è questione di abiti in sé, ma quanti genitori sembra che siano in concorrenza con i figli o con i fidanzati dei figli?
Una mia amica aveva stroncato il tentativo di suo ridimensionamento da parte del figlio adolescente, che le aveva detto che quel vestito era da ragazza, dicendogli “Voglio vedere chi delle tue amiche sta bene come me!!”
Poi “l’ovo sodo” si può anche cercare di digerirlo con un aiuto professionale, se proprio non va né su né giù.
Senz'altro sarebbe meglio che accoltellare alle spalle chi ti dona tutta la fiducia.
 

Brunetta

Utente di lunga data
E sul desiderare.
Come tutti.
Tu non vuoi essere desiderata da chi desideri e non desiderata da chi non desideri?
Dipende se nasce prima l’uovo o la gallina.
Personalmente ho sostenuto sempre la possibilità di amare e desiderare a senso unico.
Invece ricordo come mi aveva stupita una utente del forum che desiderava solo chi la faceva sentire desiderata.
Insomma una sorta di assicurazione di non rischiare di sapere respinto il desiderio.
Invece, al contrario di me, vi è chi prova piacere già solo per il fatto di essere desiderata o desiderato, anche se non corrisponde.
Sono le differenze che all’estremo distinguono esibizionisti e guardoni, posizioni complementari.
Sono ad esempio esibizionisti gli attori e guardoni i registi. Giusto per sgombrare il campo dai giudizi. Poi ci sono registi che recitano...
 

Buffa

Utente di lunga data
Ma ritrovare se stessi vuol dire un po’ di tutto e a me fa un po’ ridere, come quelli di Cesano Boscone che si cercano in India. “Guarda che sei a Cesano Boscone, al più cerca a Corsico”*
Uno trova se stesso in cazzo-figa-trullallà ?
Se c’è ben altro, e c’è sempre, perché mai dover sminuire immiserendo se stessi?
Ma trovare se stesso non significa pero’ sempre decidere di mettersi l’orecchino o sentirsi giovane e indipendente con la cabrio a due posti quando hai 5 figli.
A volte ti senti trattato da demente da tua moglie e vorresti sentirti considerato e cerchi questo tuo te stesso “abile” fuori.. magari con una donna che ti apprezzi riesci a ritrovare la considerazione che avevi di te stesso e quindi te stesso, piu’ esuberante, piu’ sicuro e non l’immagine che volente o nolente ha contribuito qualcun altro a costruirci sopra la sua proiezione
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Ma trovare se stesso non significa pero’ sempre decidere di mettersi l’orecchino o sentirsi giovane e indipendente con la cabrio a due posti quando hai 5 figli.
A volte ti senti trattato da demente da tua moglie e vorresti sentirti considerato e cerchi questo tuo te stesso “abile” fuori.. magari con una donna che ti apprezzi riesci a ritrovare la considerazione che avevi di te stesso e quindi te stesso, piu’ esuberante, piu’ sicuro e non l’immagine che volente o nolente ha contribuito qualcun altro a costruirci sopra la sua proiezione
Infatti. Ma il sesso è incidentale. È uno strumento per sentirsi una persona che ha valore.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per godere no?
Di solito la risposta più semplice è in percentuale quella più valida per tutte le domande.
Poi, sicuramente rafforza l'autostima. Effetto secondario.
Vabbè semplifichiamo.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Noto che le cose materiali sono molto importanti per tua moglie; tutto ruota intorno alla casa ( non all’altezza delle sue aspettative), le macchine, aperitivi, parrucchieri, vacanze.
Certo, se si può, sono tutte cose piacevoli da potersele permettere, ma lamentarsi continuamente che non le piace la casa ecc... boh
Per questo che io penso che se tua moglie trovasse un’alternativa più benestante andrebbe via senza girarsi.
Non si rende conto che NONOSTANTE TUTTO, il suo tradimento ed il post tradimento, ha un marito che la desidera molto.
Imporre astinenza sessuale al coniuge e nello stesso tempo negarsi, in assenza di malattie, è una crudeltà.
Ti sta chiedendo di fare un sacrificio. Ma in nome di cosa ?
Le hai mai fatto il seguente discorso:
“ cara, mi rifiuti sempre, so che non mi desideri più, lo vedo. È frustante questa astinenza. Visto che non t’interesso più perché non sei d’accordo che io abbia una vita sessuale fuori ?”
Cosa ha risposto o cosa risponderebbe ?
Chi ti dice che lei si lamenti della "cose materiali" perchè non può in quelle immateriali? Quelle che viaggiano dentro di lei, i suoi orchi...
Danny per me è un romantico, segue un'idea di lei "dolce". Che lei sia almeno un po' ingrata verso di lui (lasciando pure da parte il tradimento) è un'impressione che arriva anche a me, ma non per le cose materiali, ma per la gioia che potrebbero avere insieme. Solo che non so in quello che viaggia in lei se ci entri la gioia.
 

Lara3

Utente di lunga data
Chi ti dice che lei si lamenti della "cose materiali" perchè non può in quelle immateriali? Quelle che viaggiano dentro di lei, i suoi orchi...
Danny per me è un romantico, segue un'idea di lei "dolce". Che lei sia almeno un po' ingrata verso di lui (lasciando pure da parte il tradimento) è un'impressione che arriva anche a me, ma non per le cose materiali, ma per la gioia che potrebbero avere insieme. Solo che non so in quello che viaggia in lei se ci entri la gioia.
Si, ma è sempre scontenta della casa, ne vuole un’altra più. Insomma ci sarà sempre qualcuno che ha una casa più bella di noi, ma non per questo ci si deve lamentare . Quello che dice Danny
 

Marjanna

Utente di lunga data
Si, ma è sempre scontenta della casa, ne vuole un’altra più. Insomma ci sarà sempre qualcuno che ha una casa più bella di noi, ma non per questo ci si deve lamentare . Quello che dice Danny
Io non so in che termini lei si lamenti, dipende anche tanto dal contesto in cui avviene. Ad esempio se avviene per spostare un argomento verso uno a cui Danny si attacca... tipo se comunque a Danny stesso pesa questo aspetto, per battaglie avute nel suo percorso lavorativo che lei conosce.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Chi ti dice che lei si lamenti della "cose materiali" perchè non può in quelle immateriali? Quelle che viaggiano dentro di lei, i suoi orchi...
Danny per me è un romantico, segue un'idea di lei "dolce". Che lei sia almeno un po' ingrata verso di lui (lasciando pure da parte il tradimento) è un'impressione che arriva anche a me, ma non per le cose materiali, ma per la gioia che potrebbero avere insieme. Solo che non so in quello che viaggia in lei se ci entri la gioia.
Uno che conosco diceva che ti accorgi di non amare più quando ogni gesto, anche il più semplice e spontaneo dell'altro - tipo passare un bicchiere d'acqua - viene visto come un gesto ostile. Parli di materiale e di non materiale: secondo me viaggiano insieme più spesso di quanto non si creda. Poi giustamente, come sottintendi, è più facile prendersela con la casa, con la macchina, con gli elettrodomestici da cambiare. Quando si è scontenti di un pò troppe cose "materiali" insieme, è facile che sia sia scontenti anche di altro. Ma è anche una questione caratteriale eh. Alcuni l'hanno cronica. Solo che giustamente quando annuso qualcuno che non gli va mai bene niente, spesso immagino che tutto questo sia specchio anche dei rapporti più profondi. Ed è altrettanto più facile proiettare i problemi al di fuori di sé. Non è risolutivo, però.
 
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