Qui racconterò la mia storia

Brunetta

Utente di lunga data
Certo, ma non è questa la cosa che mi perplime.
Quando si scopre un tradimento lo avvertiamo esclusivamente nella sua dimensione tragica, ma non pensiamo lo stesso di tutti gli altri tradimenti nelle nostre conoscenze di cui siamo venuti a conoscenza durante la nostra vita.
E' come dire di un reato che lo consideriamo tale solo quando colpisce noi.
La maggior parte di noi saprà di amici che hanno tradito.
Ma al limite proviamo un po' di pena per l'ignaro/a di turno, nulla più. Anzi, a volte ci sforziamo di comprendere le ragioni di chi tradisce. O addirittura le validiamo.
Quindi perché il tradimento risulta inaccettabile solo se colpisce noi?
Eticamente vi è uno sbilanciamento.
Ma poi, se percentualmente il tradimento è così diffuso, perché anche chi non ha prove di averlo subito si sente al riparo?
E' solo sfiga quindi quella che determina la differenza?
La sfiga di venire a sapere di un tradimento piuttosto che rimanerne ignaro?
Un po' poco, mi sembra.
Concordo.
Del resto io sono stata tradita serialmente e stavo benissimo.
Significa che non è vero che il tradimento tolga l'essenziale.
Certo io sono molto tollerante e cose "imperfette" ve n'erano. Solo che non attribuendole a tradimento erano accettabili.
Quindi se le cose imperfette sono minime e il tradimento fugace (la valutazione è in mano alla tolleranza del tradito) bisogna pensare bene se si vuole rivoluzionare la vita.
 

trilobita

Utente di lunga data
Certo, ma non è questa la cosa che mi perplime.
Quando si scopre un tradimento lo avvertiamo esclusivamente nella sua dimensione tragica, ma non pensiamo lo stesso di tutti gli altri tradimenti nelle nostre conoscenze di cui siamo venuti a conoscenza durante la nostra vita.
E' come dire di un reato che lo consideriamo tale solo quando colpisce noi.
La maggior parte di noi saprà di amici che hanno tradito.
Ma al limite proviamo un po' di pena per l'ignaro/a di turno, nulla più. Anzi, a volte ci sforziamo di comprendere le ragioni di chi tradisce. O addirittura le validiamo.
Quindi perché il tradimento risulta inaccettabile solo se colpisce noi?
Eticamente vi è uno sbilanciamento.
Ma poi, se percentualmente il tradimento è così diffuso, perché anche chi non ha prove di averlo subito si sente al riparo?
E' solo sfiga quindi quella che determina la differenza?
La sfiga di venire a sapere di un tradimento piuttosto che rimanerne ignaro?
Un po' poco, mi sembra.
Per l'empatia,non è così per tutti.
Io,per esempio,ogni volta leggo una vicenda di questo genere,fatico persino a rispondere,devo impormi di contare prima di intervenire perché mi sento fortemente coinvolto.
Non credo che chi ci è passato da tradito,provi solo una leggera pena per chi ci sta in mezzo..
 

Brunetta

Utente di lunga data
Per l'empatia,non è così per tutti.
Io,per esempio,ogni volta leggo una vicenda di questo genere,fatico persino a rispondere,devo impormi di contare prima di intervenire perché mi sento fortemente coinvolto.
Non credo che chi ci è passato da tradito,provi solo una leggera pena per chi ci sta in mezzo..
Se ancora reagisci così, chiedi un aiuto. Nella vita tutto va rielaborato.
I miei genitori dicevano che se se l'era fatta passare Napoleone, potevo farmela passare anch'io.
 

danny

Utente di lunga data
Per l'empatia,non è così per tutti.
Io,per esempio,ogni volta leggo una vicenda di questo genere,fatico persino a rispondere,devo impormi di contare prima di intervenire perché mi sento fortemente coinvolto.
Non credo che chi ci è passato da tradito,provi solo una leggera pena per chi ci sta in mezzo..
Io invece penso che vista la ripetitività degli eventi di questo tipo vi siano delle dinamiche frequenti nelle coppie che noi non vogliamo prendere in considerazione per paura, ma che fanno parte proprio dell'essere umano.
E se sono così frequenti vi è una motivazione che va oltre noi, singole persone.
Quindi devo farmi del male per qualcosa che prima o poi è toccato o toccherà a tutti, e che potrei arrivare a commettere anch'io (e che in fin dei conti ho commesso a mia volta prima del matrimonio)?
Se posso evito il prolungamento del dolore e uso la ragione per tenerlo a bada.
Do un nome a questo stato: ansia? Panico? Rancore? Odio?
Paura?
E cerco di superarlo, per me, non per la coppia.
Inoltre mi viene da pensare un'altra cosa...
Ma se, all'epoca del tradimento, io avessi avuto una relazione a mia volta, avrei provato lo stesso dolore?
E se fossi rimasto all'oscuro del tradimento, ma io avessi avuto una mia relazione extra, sarei stato solo felice per quanto essa mi donava senza percepire il tradimento che stavo subendo ignaro?
Quindi il dolore del tradimento è relativo al mio stato?
Allora non è assoluto.
Devo quindi protrarre la mia sofferenza a che pro? Perché se essa è relativa al mio stato deriva in parte da me, no?
Quindi posso agire sul dolore, o più che altro sull'origine dello stesso.
Attenzione: non è un giudizio etico sul tradimento, ma un approccio volto a razionalizzare la sofferenza senza negare l'accaduto (che se lo riporti a livello inconscio te lo ritrovi da gestire, prima o poi...)
 

ologramma

Utente di lunga data
Se scoperti...si

In linea di massima ma ci sono rari casi come danny ecc che resistono
Non so onestamente se pensare meglio cosi o no non vedo coppie serene e cmq danny e un uomo.molto particolare con una resistenza che va oltre forse data anche dalla sua esp con la propia famiglia o dal fatto che sua moglie contuna a piacergli nonosyante il loro rapproto

Credo anche pero che se mai capitasse una che gli piace ricambiato entrerebbe in crisi
Pero io gli auguro ogni bene perche si merita di vivere serenamente che sua moglie si riprenda e tornino felici

Tuto gli altri sono saltati

Idem Fuori da qui le coppie in cui e venuto fuori il tradimento sono scoppiati

Tutti i traditori non scoperti se scoperti avrebbero temo grandi casini a seguire quindi meglio tacere[/QUOTE]
.
ecco una donnina con buon intendimento , sono muto come un pesce :rolleyes:
 

trilobita

Utente di lunga data
Se ancora reagisci così, chiedi un aiuto. Nella vita tutto va rielaborato.
I miei genitori dicevano che se se l'era fatta passare Napoleone, potevo farmela passare anch'io.
Non mi risulta che Napoleone fosse così allegro pensando alla moglie,anzi...
Comunque i miei flashback non mi danno così noia,tranquilla.
Non vado la notte a caccia di coppiette irregolari come Pacciani...
 

iosolo

Utente di lunga data
Io invece penso che vista la ripetitività degli eventi di questo tipo vi siano delle dinamiche frequenti nelle coppie che noi non vogliamo prendere in considerazione per paura, ma che fanno parte proprio dell'essere umano.
E se sono così frequenti vi è una motivazione che va oltre noi, singole persone.
Quindi devo farmi del male per qualcosa che prima o poi è toccato o toccherà a tutti, e che potrei arrivare a commettere anch'io (e che in fin dei conti ho commesso a mia volta prima del matrimonio)?
Se posso evito il prolungamento del dolore e uso la ragione per tenerlo a bada.
Do un nome a questo stato: ansia? Panico? Rancore? Odio?
Paura?
E cerco di superarlo, per me, non per la coppia.
Inoltre mi viene da pensare un'altra cosa...
Ma se, all'epoca del tradimento, io avessi avuto una relazione a mia volta, avrei provato lo stesso dolore?
E se fossi rimasto all'oscuro del tradimento, ma io avessi avuto una mia relazione extra, sarei stato solo felice per quanto essa mi donava senza percepire il tradimento che stavo subendo ignaro?
Quindi il dolore del tradimento è relativo al mio stato?
Allora non è assoluto.
Devo quindi protrarre la mia sofferenza a che pro? Perché se essa è relativa al mio stato deriva in parte da me, no?
Quindi posso agire sul dolore, o più che altro sull'origine dello stesso.
Attenzione: non è un giudizio etico sul tradimento, ma un approccio volto a razionalizzare la sofferenza senza negare l'accaduto (che se lo riporti a livello inconscio te lo ritrovi da gestire, prima o poi...)
La tua logica funziona in un ottica generale ma non nella singola coppia.
Quando io ho scelto la mia di coppia, ho scelto quale sarebbe stato il tipo di coppia che volevo.
Io non ho desiderio di tradire, lui non ha desiderio di tradire.
La mia sofferenza è nello scoprire che invece lui ha "desiderato" di tradire.

Razionalmente possiamo pensare che è normale il desiderare un altro. Idealmente, soprattutto non avendo tu desiderato altro, vorresti essere l'eccezione.
 

danny

Utente di lunga data
La tua logica funziona in un ottica generale ma non nella singola coppia.
Quando io ho scelto la mia di coppia, ho scelto quale sarebbe stato il tipo di coppia che volevo.
Io non ho desiderio di tradire, lui non ha desiderio di tradire.
La mia sofferenza è nello scoprire che invece lui ha "desiderato" di tradire.

Razionalmente possiamo pensare che è normale il desiderare un altro. Idealmente, soprattutto non avendo tu desiderato altro, vorresti essere l'eccezione.
Certo.
Ma questo dovrebbe diventare il pensiero precedente.
E la sofferenza è inevitabile se questo pensiero è ancora quello dominante dopo la scoperta.
Ma lo scopo è proprio quello di arrivare a ridurre il dolore (o l'ansia o la paura o il rancore, insomma quei sentimenti che si provano dopo essere stati traditi) per ritrovare la serenità e guardare senza filtri che possano creare distorsioni la coppia.
Non dico che è facile: è un tentativo di affrontare gli eventi dandogli una lettura che sia meno dolorosa possibile.
 

Mat78

Utente di lunga data
Danny quindi tu come hai fatto? E funziona? È il tuo rapporto di coppia come va? Se posso permettermi di chiederlo.
 

iosolo

Utente di lunga data
Certo.
Ma questo dovrebbe diventare il pensiero precedente.
E la sofferenza è inevitabile se questo pensiero è ancora quello dominante dopo la scoperta.
Ma lo scopo è proprio quello di arrivare a ridurre il dolore (o l'ansia o la paura o il rancore, insomma quei sentimenti che si provano dopo essere stati traditi) per ritrovare la serenità e guardare senza filtri che possano creare distorsioni la coppia.
Non dico che è facile: è un tentativo di affrontare gli eventi dandogli una lettura che sia meno dolorosa possibile.
Si e credo che il motivo per cui molti tradiscono a loro volta è proprio per ridimensionare la cosa.
Può succedere, ieri a te, oggi a me.

Quando lo fai, quando passi quel momento però sei già un altra persona. La sofferenza ti ha già cambiato.
Più cinico?! Più disincantato?! Meno idealista, più concreto?! Sei diverso.
Solo la sofferenza però ha reso tale questo cambiamento.

A volte però mi manca la persona che ero prima.
Non vorrei essere più quella persona però e questo significa che il cambiamento in me sta già avvenendo.
 

danny

Utente di lunga data
Danny quindi tu come hai fatto? E funziona? È il tuo rapporto di coppia come va? Se posso permettermi di chiederlo.
Funziona nel farti stare un po' meglio gradualmente. A toglierti di dosso la "cancrena" di chi si sente colpito da una tragedia senza via d'uscita.
Per il rapporto di coppia serve solo a evitare di portare avanti comportamenti indotti dal rancore, che creano muri.
Però gli altri problemi restano, se ci sono.
 

danny

Utente di lunga data
Si e credo che il motivo per cui molti tradiscono a loro volta è proprio per ridimensionare la cosa.
Può succedere, ieri a te, oggi a me.

Quando lo fai, quando passi quel momento però sei già un altra persona. La sofferenza ti ha già cambiato.
Più cinico?! Più disincantato?! Meno idealista, più concreto?! Sei diverso.
Solo la sofferenza però ha reso tale questo cambiamento.

A volte però mi manca la persona che ero prima.
Non vorrei essere più quella persona però e questo significa che il cambiamento in me sta già avvenendo.
Esatto.
Questo processo anch'io credo che - magari senza razionalizzare come ho tentato di fare io - lo viva anche chi tradisce dopo essere stato tradito.
 

stany

Utente di lunga data
Leggendo qua e la fra le storie presenti sul forum, e non solo,
ho l'impressione che un tradimento porta comunque, nel breve o nel lungo periodo, alla fine della coppia,
proprio perchè non si riesce più a ricostruire il rapporto di fiducia.

Facendo una stima, ho avuto l'impressione che quasi tutti i tradimenti finiscano con la separazione.
Secondo voi quello che penso è vero oppure sto esagerando.
La coppia può finire anche prima ed il tradimento può essere l'atto conclusivo, come invece quello rigenerante,se è stato stimolato ,provocato ,indotto da chi,l'ha subito (il tradimento).
Il dopo è subordinato alla fiducia ma, se chi ha avuto da tradito,e le riconosce,delle responsabilità,delle mancanze, credo sia più facile da metabolizzare e, riconoscerla e concederla questa fiducia. Diverso,come credo sia nel tuo caso,ricevere un tradimento non dovuto ad alcun titolo:latitanza familiare,trascuratezza,cattivo comportamento ecc..(stante che la responsabilità principale sia SEMPRE del traditore.). Salvo che queste mancanze pur presenti nella relazione,il tradito non le veda e quindi,non le ammetta (im primo luogo a se stesso). Ma...se la coscienza è a posto, il percorso naturale porterà alla fine della coppia,per mancanza di fiducia, difficoltà ad accettare il torto, non poter concedere attenuanti; cose che comportano un livore continuo e costante e che pregiudicano la possibilità di rimettersi in discussione sia come soggetto che come coppia.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Non mi risulta che Napoleone fosse così allegro pensando alla moglie,anzi...
Comunque i miei flashback non mi danno così noia,tranquilla.
Non vado la notte a caccia di coppiette irregolari come Pacciani...
Non per la moglie :rotfl: per aver perso l'Impero.
 

Brunetta

Utente di lunga data
La tua logica funziona in un ottica generale ma non nella singola coppia.
Quando io ho scelto la mia di coppia, ho scelto quale sarebbe stato il tipo di coppia che volevo.
Io non ho desiderio di tradire, lui non ha desiderio di tradire.
La mia sofferenza è nello scoprire che invece lui ha "desiderato" di tradire.

Razionalmente possiamo pensare che è normale il desiderare un altro. Idealmente, soprattutto non avendo tu desiderato altro, vorresti essere l'eccezione.
Io mi sono convinta di una cosa. Quando si inizia a stare con una persona una delle due comincia a dire qual è la sua idea di coppia, le proprie idee sulla vita. L'altro magari non ci aveva pensato e assente per mancanza di idee o per compiacere. Magari gli sembra inutile discutere sui massimi sistemi mentre abbracciati si guardano le stelle. Poi dire che si hanno idee diverse significherebbe scontrarsi. Perché mai farlo? È solo teoria.
Poi i nodi vengono al pettine.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Io solo

Superare la dissonanza cognitiva tra quello che si credeva fosse il proprio mondo è quello che si è rivelato è difficilissimo.
Siddartha è diventato il Buddha di fronte alla rivelazione delle brutture del mondo. Io non sono il Buddha. Tu?
 

iosolo

Utente di lunga data
Superare la dissonanza cognitiva tra quello che si credeva fosse il proprio mondo è quello che si è rivelato è difficilissimo.
Siddartha è diventato il Buddha di fronte alla rivelazione delle brutture del mondo. Io non sono il Buddha. Tu?
Pensavo solo di chiedere la Beatificazione?! Pensi che potrei aspirare anche di più?:cool::cool::cool::cool:
 

Brunetta

Utente di lunga data

iosolo

Utente di lunga data

Diletta

Utente di lunga data
La tua logica funziona in un ottica generale ma non nella singola coppia.
Quando io ho scelto la mia di coppia, ho scelto quale sarebbe stato il tipo di coppia che volevo.
Io non ho desiderio di tradire, lui non ha desiderio di tradire.
La mia sofferenza è nello scoprire che invece lui ha "desiderato" di tradire.

Razionalmente possiamo pensare che è normale il desiderare un altro. Idealmente, soprattutto non avendo tu desiderato altro, vorresti essere l'eccezione.

Certo che è così, ma poi, dando tempo al tempo, si supera anche questo pensiero ideale e la razionalità vince.
Capisci che era impossibile, o molto molto improbabile, essere l'eccezione...a qualcuno capiterà anche una coppia che vive con questa sintonia, ma, ripeto, è abbastanza raro (e comunque a noi non ci è toccato).
Il tempo fa svanire anche la nostalgia per quello che si pensava (e che non era) e tutto si ricolloca nella nuova realtà.
Trova il suo posto.
Ed è la ragione, molto più del cuore, a trovare la chiave.
 
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