Perché si è tirato indietro?

Orbis Tertius

Utente di lunga data
non ho foto di me...non mi piace farmi fotografare, storicamente.
C'è una foto storica a casa dei miei, avrò avuto forse 2 anni, in cui mi hanno fotografata mentre mi rifiutavo di fare la foto...bimba piangente e disperata!!!!
Poi per fortuna hanno smesso 🙂



Mi piace il sangue...è vita 🙂
Una foto del culo? Nemmeno quella? 😁
Scherzi a parte, interessante questa storia delle foto. A cosa è dovuta? Mancata accettazione della propria immagine o ancestrale paura che una foto "rubi" qualcosa di noi, di profondo?

Quanto al sangue, ribadisco, meglio una sega 😀
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Hai elaborato ipotesi al riguardo? E' la foto come forma artistica o la tua immagine fissata su un supporto che ti infastidisce?
Io invece avendo una mentalità da archivio storico, rimpiango di non averne fatte abbastanza...
Non sono una visiva. Apprendo il mondo attraverso il tatto, l'odorato e il gusto.
In particolare il tatto, non inteso in senso stretto, inteso come "pelle".
Memorizzo fondamentalmente attraverso quei sensi.
La vista è un ausilio. E tendenzialmente la dedico alle parole. Di cui sono innamorata fin da bambina.
Mi piace proprio la calligrafia. Pensa che sono una mancina, di quelle a cui ancora la mano veniva obbligata dietro la schiena per imporre la destra. Secondo le leggende metropolitane i mancini scrivono malissimo, io ho da sempre curato la mia calligrafia in ossequio alle parole. Le mie parole preferite le disegno con attenzione e cura. Ho sempre scritto direttamente in bella fin dalle scuole perchè finiva che copiando dalla brutta (che brutta non era proprio per questo mio ossequio alle parole) riscrivevo completamente il testo che avevo già prodotto e finiva che consegnavo due temi invece che uno :eek::ROFLMAO:

Nelle foto, che non comprendo bene cosa significhino e cosa comunichino e che mi sembrano muri impenetrabili, non mi vedo.
Quella che vedo non la riconosco.
Riconosco la mia forma fisica, ma non vedo me.
E mi rimandano indietro una separazione che mi mette a disagio.

C'è da dire che non mi riconosco nello sguardo dell'altro praticamente mai. :)
In una foto questo mi è evidente.
Non ho approfondito più di così per ora...ma in effetti è un aspetto curioso.

Oggi come oggi, in cui si comunica visivamente...pensa un po' ;)

Per contro, sono piuttosto brava ad usare il linguaggio visivo e a tradurre gli altri sensi nel visivo.
Non sono così brava a tradurre il visivo invece.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Una foto del culo? Nemmeno quella? 😁
Scherzi a parte, interessante questa storia delle foto. A cosa è dovuta? Mancata accettazione della propria immagine o ancestrale paura che una foto "rubi" qualcosa di noi, di profondo?

Quanto al sangue, ribadisco, meglio una sega 😀
Neanche del culo :D

No, la mia immagine mentale è piuttosto aderente a quella reale. Mi piace il mio corpo. Ne vedo pregi e difetti e mi piace averne cura.
Non tanto per l'immagine, non mi sono mai chiesta se non per qualche breve periodo in adolescenza se fossi o meno figa.
Tendenzialmente mi piaccio.
Fra l'altro il mio sentirmi figa non dipende tanto dall'apparenza del corpo quanto dal sentirne la prestanza e la prontezza. La fluidità e la potenza muscolare.
In questo ultimo periodo di fermo forzato ho sofferto moltissimo il non sentirmi prestante, forte e potente come ero abituata ad essere.
Il far fatica a fare cose che prima manco mi accorgevo di fare.
E mi sono sentita meno bella.
Ma, per usare le parole di G., è più una questione "animale". Di prontezza allo scatto.

Come scrivevo a irri, è una sensazione di disagio dovuta al fatto che la mia mappatura del mondo è tattile, uditiva e gustativa. Pelle.
Nelle foto non ritrovo tutti questi aspetti che per me sono centrali nella percezione di me. E quindi mi guardo e vedo bidimensionale....mi rimandano una sensazione di separazione che non mi piace.

Con G. ho provato anche a farmi fare delle foto....finisce che se appena appena mi accorgo che mi gira intorno mi partono smorfie di schifo e rifiuto. E' istintivo.
Già meglio coi video.
Ma non è un linguaggio che gradisco. Neanche ricevere.

Avevo un amante che mi mandava parecchie foto. Da quelle romantiche dei tramonti e robe simili fino a foto di nudo. Buh.
Non mi provocano nessuna emozione.
E non so neppure fingere che mi provochino emozioni...ti lascio immaginare la sua gioia :D
Alla fine gli avevo consigliato una amica che invece gradiva, erano soddisfatti entrambi ;)

Forse sì...è qualcosa che riguarda non tanto il rubare l'anima quanto il non restituirmela, ridandomi indietro una separazione.
E non mi piace essere separata da parti di me.
 

danny

Utente di lunga data
Non sono una visiva. Apprendo il mondo attraverso il tatto, l'odorato e il gusto.
In particolare il tatto, non inteso in senso stretto, inteso come "pelle".
Memorizzo fondamentalmente attraverso quei sensi.
La vista è un ausilio. E tendenzialmente la dedico alle parole. Di cui sono innamorata fin da bambina.
Mi piace proprio la calligrafia. Pensa che sono una mancina, di quelle a cui ancora la mano veniva obbligata dietro la schiena per imporre la destra. Secondo le leggende metropolitane i mancini scrivono malissimo, io ho da sempre curato la mia calligrafia in ossequio alle parole. Le mie parole preferite le disegno con attenzione e cura. Ho sempre scritto direttamente in bella fin dalle scuole perchè finiva che copiando dalla brutta (che brutta non era proprio per questo mio ossequio alle parole) riscrivevo completamente il testo che avevo già prodotto e finiva che consegnavo due temi invece che uno :eek::ROFLMAO:

Nelle foto, che non comprendo bene cosa significhino e cosa comunichino e che mi sembrano muri impenetrabili, non mi vedo.
Quella che vedo non la riconosco.
Riconosco la mia forma fisica, ma non vedo me.
E mi rimandano indietro una separazione che mi mette a disagio.

C'è da dire che non mi riconosco nello sguardo dell'altro praticamente mai. :)
In una foto questo mi è evidente.
Non ho approfondito più di così per ora...ma in effetti è un aspetto curioso.

Oggi come oggi, in cui si comunica visivamente...pensa un po' ;)

Per contro, sono piuttosto brava ad usare il linguaggio visivo e a tradurre gli altri sensi nel visivo.
Non sono così brava a tradurre il visivo invece.
Uhm...
Non ti rispondo qui ma ci apro un thread.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Cosa c'è, hai paura che con una foto ti rubino l'anima? :cool:
Ci ho pensato su dall'ultima volta che ne avevamo parlato.
Come dicevo a orbis, forse più che paura che mi venga rubato qualcosa la sensazione è che qualcosa non mi venga restituito.
E mi arriva invece la sensazione di separazione da parti di me che mi sono fondamentali per sentirmi a mio agio nel mondo.

Ma non ho mica ancora capito eh.
Anche perchè è una caratteristica di me che mi accompagna fin da piccola piccola.
Non riesco a tornare indietro così tanto per trovare la radice.

G. dice che quelle smorfie che mi escono spontanee quando mi dicono "sorridi" (ogni tanto delle foto mi tocca farle) siano una forma del mascheramento. E sostiene che quel mio mascherarmi riguardi per certi aspetti la mia avarizia nel concedermi e per altri un mio habitus del muovermi nel mondo tendenzialmente in incognito. Lui dice che somiglia ad una strategia di guerra. Ed è pure una ipotesi interessante, visti i miei trascorsi.
Ci sto meditando. :)
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Non sono una visiva. Apprendo il mondo attraverso il tatto, l'odorato e il gusto.
In particolare il tatto, non inteso in senso stretto, inteso come "pelle".
Memorizzo fondamentalmente attraverso quei sensi.
La vista è un ausilio. E tendenzialmente la dedico alle parole. Di cui sono innamorata fin da bambina.
Mi piace proprio la calligrafia. Pensa che sono una mancina, di quelle a cui ancora la mano veniva obbligata dietro la schiena per imporre la destra. Secondo le leggende metropolitane i mancini scrivono malissimo, io ho da sempre curato la mia calligrafia in ossequio alle parole. Le mie parole preferite le disegno con attenzione e cura. Ho sempre scritto direttamente in bella fin dalle scuole perchè finiva che copiando dalla brutta (che brutta non era proprio per questo mio ossequio alle parole) riscrivevo completamente il testo che avevo già prodotto e finiva che consegnavo due temi invece che uno :eek::ROFLMAO:

Nelle foto, che non comprendo bene cosa significhino e cosa comunichino e che mi sembrano muri impenetrabili, non mi vedo.
Quella che vedo non la riconosco.
Riconosco la mia forma fisica, ma non vedo me.
E mi rimandano indietro una separazione che mi mette a disagio.

C'è da dire che non mi riconosco nello sguardo dell'altro praticamente mai. :)
In una foto questo mi è evidente.
Non ho approfondito più di così per ora...ma in effetti è un aspetto curioso.

Oggi come oggi, in cui si comunica visivamente...pensa un po' ;)

Per contro, sono piuttosto brava ad usare il linguaggio visivo e a tradurre gli altri sensi nel visivo.
Non sono così brava a tradurre il visivo invece.
E' proprio questa separazione che a me piace, invece.
Traggo una forma di godimento proprio nel non riconoscermi, nel vedermi come estraneo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ho sempre scritto direttamente in bella fin dalle scuole perchè finiva che copiando dalla brutta (che brutta non era proprio per questo mio ossequio alle parole) riscrivevo completamente il testo che avevo già prodotto e finiva che consegnavo due temi invece che uno :eek::ROFLMAO:
so ESATTAMENTE di che parli.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
E' proprio questa separazione che a me piace, invece.
Traggo una forma di godimento proprio nel non riconoscermi, nel vedermi come estraneo.
Provo a spiegare...

come dicevo, riconosco la mia forma fisica. Riconosco che quella in quell'immagine sono io.
Ma mi sembra un simulacro di me.
Una forma vuota di chi sono io.
E allora potrebbe andar bene anche un altro corpo o un'altra faccia con sopra attaccato il mio nome che per me ha lo stesso valore.
Ossia nessun valore.

Non colgo nulla, nè di chi mi ha fotografata nè di me fotografata.
E' come se fosse un post it appeso nel nulla.

Quindi mi infastidisce. Mi restituisce una sensazione di separazione (io sono io nella foto ma non ci sono io...ed è una sensazione in cui non mi piace andare a ravanare oltre il necessario) disordinata, inconsistente.

Non mi vedo estranea.
Mi vedo vuota.

E non mi da il minimo godimento vedere una me vuota di me.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Provo a spiegare...

come dicevo, riconosco la mia forma fisica. Riconosco che quella in quell'immagine sono io.
Ma mi sembra un simulacro di me.
Una forma vuota di chi sono io.
E allora potrebbe andar bene anche un altro corpo o un'altra faccia con sopra attaccato il mio nome che per me ha lo stesso valore.
Ossia nessun valore.

Non colgo nulla, nè di chi mi ha fotografata nè di me fotografata.
E' come se fosse un post it appeso nel nulla.

Quindi mi infastidisce. Mi restituisce una sensazione di separazione (io sono io nella foto ma non ci sono io...ed è una sensazione in cui non mi piace andare a ravanare oltre il necessario) disordinata, inconsistente.

Non mi vedo estranea.
Mi vedo vuota.

E non mi da il minimo godimento vedere una me vuota di me.
Però pensando di fotografarti io tenderei a ottenere una immagine come quella descritta in Rimmel di De Gregori “in cui ridevi e non guardavi” tipo questa, ma più sfuocata
 

Allegati

perplesso

Administrator
Staff Forum
Diceva Bertoldo che guardare l'acqua sporca dopo il bagno gli faceva tristezza perchè in quello sporco c'era una fetta di vita.

il problema con le fotografie è similare. è difficile farne una che trasmetta qualcosa di vivo.

Ipazia, il tuo problema è che non sai posare. e che lo stesso l'idea stessa di posare ti suona fasulla e quindi vuota di te.

ti stai preparando per la Quaresima?
 

Vera

Moderator
Staff Forum
Però pensando di fotografarti io tenderei a ottenere una immagine come quella descritta in Rimmel di De Gregori “in cui ridevi e non guardavi” tipo questa, ma più sfuocata
Ecco, di foto del genere me ne fanno tante. Anche senza mano, che rido come una scimmia. Ce le ho anche mentre faccio pipì🤔 Ho gli amici che merito, lo so.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Provo a spiegare...

come dicevo, riconosco la mia forma fisica. Riconosco che quella in quell'immagine sono io.
Ma mi sembra un simulacro di me.
Una forma vuota di chi sono io.
E allora potrebbe andar bene anche un altro corpo o un'altra faccia con sopra attaccato il mio nome che per me ha lo stesso valore.
Ossia nessun valore.

Non colgo nulla, nè di chi mi ha fotografata nè di me fotografata.
E' come se fosse un post it appeso nel nulla.

Quindi mi infastidisce. Mi restituisce una sensazione di separazione (io sono io nella foto ma non ci sono io...ed è una sensazione in cui non mi piace andare a ravanare oltre il necessario) disordinata, inconsistente.

Non mi vedo estranea.
Mi vedo vuota.

E non mi da il minimo godimento vedere una me vuota di me.
mi hai fatto riflettere sul fatto che anch'io mi vedo più vuoto che estraneo...ma la cosa mi piace.
cioè mi piace vedere la mia vacuità.
e mi piace anche vedere quella degli altri.
mi alleno per la morte prossima ventura :)
 

Vera

Moderator
Staff Forum
mi hai fatto riflettere sul fatto che anch'io mi vedo più vuoto che estraneo...ma la cosa mi piace.
cioè mi piace vedere la mia vacuità.
e mi piace anche vedere quella degli altri.
mi alleno per la morte prossima ventura :)
E che cazzo, Irri😂
 

feather

Utente tardo
mi hai fatto riflettere sul fatto che anch'io mi vedo più vuoto che estraneo...ma la cosa mi piace.
cioè mi piace vedere la mia vacuità.
e mi piace anche vedere quella degli altri.
mi alleno per la morte prossima ventura :)
Com'è che associ la vacuità alla morte. Mi sembrano due concetti ben separati.
 
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