Pazzesco

Eagle72

Utente di lunga data
Ne abbiamo già parlato: esistono più studi che concordano sul fatto che la passione, l'innamoramento , durino dai due ai sette anni
Da qui forse il detto "la crisi del settimo anno" 🤔
Mah... io/noi per venti anni zero cali di attrazione/passione...i cali ci sono stati quando senza accorgecene ci siamo allontanati per molte incomprensioni... ma non perché ci siamo sentiti ''la solita minestra''
 

stany

Utente di lunga data
Ellamadonna.
Quindi tutti gli altri la cui storia magari intensa dura un anno o anche meno dove li posizioniamo?
Sei, sette anni sono il limite massimo, non medio.
Forse.
Quello oltre il quale non si va. Poi, chi può definire gli anni in maniera precisa per entrambi?
Manco lo sanno i rispettivi partner.
Le fasi di solito sono innamoramento e passione/attaccamento e amore.
La prima se c'è non necessariamente prevede la seconda.
Io penso che dipenda quasi tutto dalla attrazione. Il resto è abitudine consuetudine sicurezza pianificazione convenienza...
 

stany

Utente di lunga data
Mah... io/noi per venti anni zero cali di attrazione/passione...i cali ci sono stati quando senza accorgecene ci siamo allontanati per molte incomprensioni... ma non perché ci siamo sentiti ''la solita minestra''
vabbè io parlavo in generale in base a questi studi anche in riferimento alla durata media di un rapporto
Tu non farai statistica ma comunque i dati sono quelli
 

stany

Utente di lunga data
Da certe persone non ti stacchi, anche quando le emozioni che ti danno non ti fanno più venire il mal di pancia.
Ah....certo: se c'è il mutuo (io non ce l'ho) ,un lavoro traballante (io no), figli piccoli, età (questi si) , possibili implicazioni economiche (direi inevitabili per tutti)....
Quando si portano i libri in tribunale è un casino per tutti....
 

danny

Utente di lunga data
Ah....certo: se c'è il mutuo (io non ce l'ho) ,un lavoro traballante (io no), figli piccoli, età (questi si) , possibili implicazioni economiche (direi inevitabili per tutti)....
Quando si portano i libri in tribunale è un casino per tutti....
Non ti stacchi perché le ami.
 

stany

Utente di lunga data
Non ti stacchi perché le ami.
È abbastanza? Forse si. Ma non sempre e per tutti. Poi, ripeto, il mio mantra da razionale ,minimalista ,realista pragmatico disincantato è sempre stato questo:
Chi si accontenta gode!😉
Che non vuol dire basta che respirino eh!
È come avere un'opera d'arte alle pareti del soggiorno e ogni tanto bearsi nel guardarla....
Mi pare che pure tu non sia molto distante da questo stato 🤔
Ma la domanda è: tutto ciò può bastare?
 

Brunetta

Utente di lunga data
È abbastanza? Forse si. Ma non sempre e per tutti. Poi, ripeto, il mio mantra da razionale ,minimalista ,realista pragmatico disincantato è sempre stato questo:
Chi si accontenta gode!😉
Che non vuol dire basta che respirino eh!
È come avere un'opera d'arte alle pareti del soggiorno e ogni tanto bearsi nel guardarla....
Mi pare che pure tu non sia molto distante da questo stato 🤔
Ma la domanda è: tutto ciò può bastare?
Poi non so come si combinino fattori culturali, sociali e individuali. Però è vero che ci sono persone di natura sempre scontente, proprio nel senso che non si accontentano mai, hanno l’auto nuova e invidiano quella più bella del vicino, hanno il vestito nuovo e già pregustano il successivo. Probabilmente queste persone vivono anche le relazioni in questo modo e già durante le nozze invidiavano chi aveva una sposa o uno sposo più bello, sexy, ricco, affascinante.
E accontentarsi non è una frustrazione, è vedere la bellezza di ciò che si è e si ha.
Tutti eravamo più fighi a venti o trent’anni, non solo il partner, ma se cerchiamo solo nuovi stimoli è perché il vuoto è dentro di noi ed è una voragine incolmabile.
 

stany

Utente di lunga data
Poi non so come si combinino fattori culturali, sociali e individuali. Però è vero che ci sono persone di natura sempre scontente, proprio nel senso che non si accontentano mai, hanno l’auto nuova e invidiano quella più bella del vicino, hanno il vestito nuovo e già pregustano il successivo. Probabilmente queste persone vivono anche le relazioni in questo modo e già durante le nozze invidiavano chi aveva una sposa o uno sposo più bello, sexy, ricco, affascinante.
E accontentarsi non è una frustrazione, è vedere la bellezza di ciò che si è e si ha.
Tutti eravamo più fighi a venti o trent’anni, non solo il partner, ma se cerchiamo solo nuovi stimoli è perché il vuoto è dentro di noi ed è una voragine incolmabile.
Dici bene ; il difficile è rifuggire da queste tentazioni. Purtroppo anche in famiglie dove ci sono casi con figli problematici dal punto di vista della salute, per esempio, capita che vi sia la separazione dei genitori! Nemmeno quella condizione riesce a cementare una omogeneità che forse non c'era all'inizio.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Dici bene ; il difficile è rifuggire da queste tentazioni. Purtroppo anche in famiglie dove ci sono casi con figli problematici dal punto di vista della salute, per esempio, capita che vi sia la separazione dei genitori! Nemmeno quella condizione riesce a cementare una omogeneità che forse non c'era all'inizio.
Forse sarebbe opportuno rifuggire dalle persone invidiose. Il problema è che l’invidia è alla base di una società consumista e viene sollecitata e non controllata.
Leggevo una donna su fb che evidenziava come la rappresentante di classe di uno dei figli cercasse in tutti i modi di coalizzare i genitori contro una insegnante rea (secondo la rappresentante) di dare voti alti e immeritati al suo cocco.
Una cosa del genere non nasce dalla invidia? L’acrimonia non derivava dai voti bassi dati al figlio o ad altri, ma da quelli alti dati a un altro. A parte l’impossibilità da parte dei coetanei di essere in grado di dare una valutazione oggettiva in latino, ma in quale modo questa presunta preferenza danneggerebbe gli altri. È solo un esempio di come l’invidia sia diffusa.
Può una persona del genere non volere un uomo che la faccia sentire più di tutte?
 

stany

Utente di lunga data
Forse sarebbe opportuno rifuggire dalle persone invidiose. Il problema è che l’invidia è alla base di una società consumista e viene sollecitata e non controllata.
Leggevo una donna su fb che evidenziava come la rappresentante di classe di uno dei figli cercasse in tutti i modi di coalizzare i genitori contro una insegnante rea (secondo la rappresentante) di dare voti alti e immeritati al suo cocco.
Una cosa del genere non nasce dalla invidia? L’acrimonia non derivava dai voti bassi dati al figlio o ad altri, ma da quelli alti dati a un altro. A parte l’impossibilità da parte dei coetanei di essere in grado di dare una valutazione oggettiva in latino, ma in quale modo questa presunta preferenza danneggerebbe gli altri. È solo un esempio di come l’invidia sia diffusa.
Può una persona del genere non volere un uomo che la faccia sentire più di tutte?
Se trasposto nell'ambito del richiamo dell'attenzione si se stessi, si.
Io non mi accorgevo di eventuali preferenze per altri compagni; se non appunto, quella naturale e direi logica nei confronti di quelli che dimostravano di impegnarsi, e comunque ottenere buoni risultati nella materia; gratificando così l'insegnante nel proprio lavoro.
Ma nemmeno i miei genitori avevano contezza di eventuali discriminazioni da parte degli insegnanti. Non era concesso allo studente spostare l'attenzione su altro per nascondere i propri risultati.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Da certe persone non ti stacchi, anche quando le emozioni che ti danno non ti fanno più venire il mal di pancia.
ci ho riflettuto un po'. Lo sai che secondo me invece è esattamente il contrario? Il problema non sta nel fatto che lei emozioni non ti fanno più venire le farfalle nello stomaco Il problema sta nel fatto che invece nella guerra tra i contrapposti egoismi le emozioni finiscono per essere sempre secondarie rispetto alla progettualità. Alla fine finisci per non essere pensato più sulla base dei mal di pancia che sei in grado di scatenare, ma sulla tua capacità di essere funzionale a quello che gli altri si aspettano da te.
Tant'è che le corna alla fine sono proprio delegare la funzione di generatore di farfalle nello stomaco a qualcuno che sia esterno alla progettualità. Ma mica per cattiveria, ma come fai a trovare arrapante qualcuno da cui ti aspetti dei risultati? La lente si sposta dal giudizio su di te, e sulle emozioni che ricevi, all'altro in base ai risultati attesi.
Io tutti i traditi li ho sempre beccato tanto più sconvolti quanto più erano appiattiti sulle aspettative dell'altro, o su quelle comuni. È come il lavoro, sei figo nella misura in cui ti sai rivendere sempre al miglior offerente, non certo se ti sposi il primo lavoro che fai a vent'anni e te lo porti fino alla pensione...
 

stany

Utente di lunga data
ci ho riflettuto un po'. Lo sai che secondo me invece è esattamente il contrario? Il problema non sta nel fatto che lei emozioni non ti fanno più venire le farfalle nello stomaco Il problema sta nel fatto che invece nella guerra tra i contrapposti egoismi le emozioni finiscono per essere sempre secondarie rispetto alla progettualità. Alla fine finisci per non essere pensato più sulla base dei mal di pancia che sei in grado di scatenare, ma sulla tua capacità di essere funzionale a quello che gli altri si aspettano da te.
Tant'è che le corna alla fine sono proprio delegare la funzione di generatore di farfalle nello stomaco a qualcuno che sia esterno alla progettualità. Ma mica per cattiveria, ma come fai a trovare arrapante qualcuno da cui ti aspetti dei risultati? La lente si sposta dal giudizio su di te, e sulle emozioni che ricevi, all'altro in base ai risultati attesi.
Io tutti i traditi li ho sempre beccato tanto più sconvolti quanto più erano appiattiti sulle aspettative dell'altro, o su quelle comuni. È come il lavoro, sei figo nella misura in cui ti sai rivendere sempre al miglior offerente, non certo se ti sposi il primo lavoro che fai a vent'anni e te lo porti fino alla pensione...
Concordo. Il progetto familiare assorbe le energie. Non solo , come dici ,tutti gli aspetti della convivenza comprese la passionalità e l'attrazione, vengono filtrate da una competitività sussidiaria nel segno del progetto; la coppia diventa una società di fatto. Le farfalle nello stomaco lasciano lo spazio alla gestione della quotidianità, alla suddivisione dei compiti, alle recriminazioni.
Non c'è niente da fare ,sono convinto che nel 95% delle coppie funzioni così.
E probabilmente il restante 5% se la racconta....
 

Brunetta

Utente di lunga data
Se trasposto nell'ambito del richiamo dell'attenzione si se stessi, si.
Io non mi accorgevo di eventuali preferenze per altri compagni; se non appunto, quella naturale e direi logica nei confronti di quelli che dimostravano di impegnarsi, e comunque ottenere buoni risultati nella materia; gratificando così l'insegnante nel proprio lavoro.
Ma nemmeno i miei genitori avevano contezza di eventuali discriminazioni da parte degli insegnanti. Non era concesso allo studente spostare l'attenzione su altro per nascondere i propri risultati.
Figurati se mi preoccupavo degli altri...avevo già da pensare a me 😂😂😂
 

abebe

Utente di lunga data
ci ho riflettuto un po'. Lo sai che secondo me invece è esattamente il contrario? Il problema non sta nel fatto che lei emozioni non ti fanno più venire le farfalle nello stomaco Il problema sta nel fatto che invece nella guerra tra i contrapposti egoismi le emozioni finiscono per essere sempre secondarie rispetto alla progettualità. Alla fine finisci per non essere pensato più sulla base dei mal di pancia che sei in grado di scatenare, ma sulla tua capacità di essere funzionale a quello che gli altri si aspettano da te.
Tant'è che le corna alla fine sono proprio delegare la funzione di generatore di farfalle nello stomaco a qualcuno che sia esterno alla progettualità. Ma mica per cattiveria, ma come fai a trovare arrapante qualcuno da cui ti aspetti dei risultati? La lente si sposta dal giudizio su di te, e sulle emozioni che ricevi, all'altro in base ai risultati attesi.
Io tutti i traditi li ho sempre beccato tanto più sconvolti quanto più erano appiattiti sulle aspettative dell'altro, o su quelle comuni. È come il lavoro, sei figo nella misura in cui ti sai rivendere sempre al miglior offerente, non certo se ti sposi il primo lavoro che fai a vent'anni e te lo porti fino alla pensione...
Mi permetto di dissentire sul neretto: esistono lavori che ti appassionano, ti piacciono, ti realizzano: quando vai a lavorare di fatto è come se tu andassi a praticare un hobby. Non hai quasi bisogno delle ferie perché è come se tu fossi sempre in vacanza... :)

Quando fai uno di quei lavori lì, te lo tieni stretto fino alla pensione e magari continui a farlo anche dopo.

Accetto, tuttavia, che seppur non eccezionale, non è neanche la norma.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Mi permetto di dissentire sul neretto: esistono lavori che ti appassionano, ti piacciono, ti realizzano: quando vai a lavorare di fatto è come se tu andassi a praticare un hobby. Non hai quasi bisogno delle ferie perché è come se tu fossi sempre in vacanza... :)

Quando fai uno di quei lavori lì, te lo tieni stretto fino alla pensione e magari continui a farlo anche dopo.

Accetto, tuttavia, che seppur non eccezionale, non è neanche la norma.
Vale la stessa cosa. Se ti piace la meccanica quantistica sicuramente il tuo lavoro di ricercatore sarà una figata. Diventare il rettore di fisica e riuscire a sbloccare le leve per farsi installare a spese del ministero un reattore nucleare in laboratorio è tutta un'altra partita. Adesso immagina che la facoltà sotto casa che ti sta comodissima ti offra come possibilità di rimanere un assegnista sfigato tutta la vita oppure girando di cattedra in cattedra ti ritrovi ordinario a 35 anni...
 

abebe

Utente di lunga data
Vale la stessa cosa. Se ti piace la meccanica quantistica sicuramente il tuo lavoro di ricercatore sarà una figata. Diventare il rettore di fisica e riuscire a sbloccare le leve per farsi installare a spese del ministero un reattore nucleare in laboratorio è tutta un'altra partita. Adesso immagina che la facoltà sotto casa che ti sta comodissima ti offra come possibilità di rimanere un assegnista sfigato tutta la vita oppure girando di cattedra in cattedra ti ritrovi ordinario a 35 anni...
Arci, tu trovi gratificazione solo in ciò che proietta al vertice, io no!

Siamo diversi, questo ormai è chiaro... :)
 

abebe

Utente di lunga data
Concordo. Il progetto familiare assorbe le energie. Non solo , come dici ,tutti gli aspetti della convivenza comprese la passionalità e l'attrazione, vengono filtrate da una competitività sussidiaria nel segno del progetto; la coppia diventa una società di fatto. Le farfalle nello stomaco lasciano lo spazio alla gestione della quotidianità, alla suddivisione dei compiti, alle recriminazioni.
Non c'è niente da fare ,sono convinto che nel 95% delle coppie funzioni così.
E probabilmente il restante 5% se la racconta....
Certamente.

E c'è anche chi si racconta che i restanti se la raccontano perché... è più consolante così! ;)
 
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