No te lo giuro

zanna

Utente di lunga data
Puoi spiegare meglio, magari con un esempio? ( Di fantasia)

Il punto di schifo dove ti insorgerebbe (così a idea) non mi è chiaro
A te piace vivere pericolosamente ... SALLO!!!
 

zanna

Utente di lunga data
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr:p:p:p:p

sappi che sto imparando anche a non essere prolissa!! :cool::cool:

E tu, che racconti? Come ti va la Vita?
:rotfl::rotfl::rotfl: invero ho buttato solo uno sguardo ... hai ubriacato l'utentessa :eek::eek::eek: e qualche altro che ti è venuto dietro
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Puoi spiegare meglio, magari con un esempio? ( Di fantasia)

Il punto di schifo dove ti insorgerebbe (così a idea) non mi è chiaro
Uh..è facile.

Avrei schifo di me, che prova emozioni per un essere che non merita le mie emozioni. E avrei oltre che schifo pure disprezzo per quella me che seguita a provare emozioni per qualcuno che nei fatti non si è dimostrato degno di averne cura.

Se sono Emozioni, intendiamoci.
Se sono rimasta ai soliti miei livelli non penso scatterebbe il meccanismo.

Quindi avrei schifo e vorrei calpestare le sue. Che mi richiamerebbero le mie.

Un tentativo, vano, lo so in partenza, di annullare in me le emozioni che scattano nei confronti dell'altro.
E siccome quello dentro, l'altro interiorizzato intendo, sono ancora io, proietterei sull'altro esterno nel tentativo di demolire quello interno.

E' il mio stile...quando sento schifo e disprezzo, io brucio tutto. E dubito che riuscirò a modificarmi più di tanto a questo livello. E' una difesa antica.

EDIT: con le cose fisiche non funziona, il corpo intendo. Ho il mio rapporto col corpo, mio e dell'altro, e un corpo non mi tocca abbastanza da farmi scattare schifo e affini. Neanche il mio.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
:rotfl::rotfl::rotfl: invero ho buttato solo uno sguardo ... hai ubriacato l'utentessa :eek::eek::eek: e qualche altro che ti è venuto dietro
Esagerato!!!!!

:rotfl::rotfl::rotfl:

Dubito di avere tutto questo potere ;):D...salvo me lo si conceda :cool:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Puoi spiegare meglio, magari con un esempio? ( Di fantasia)

Il punto di schifo dove ti insorgerebbe (così a idea) non mi è chiaro
Aggiungo, tutte le emozioni.

Non esclusivamente l'affetto o le emozioni, diciamo, positive.

Anche l'odio.

Avrei disprezzo di me fino all'indifferenza. Una volta subentrata la indifferenza, l'insensibilità verso l'esistenza dell'altro, allora lo schifo cesserebbe.

Significherebbe che è fuori di me. E io libera e di nuovo con me.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Uh..è facile.

Avrei schifo di me, che prova emozioni per un essere che non merita le mie emozioni. E avrei oltre che schifo pure disprezzo per quella me che seguita a provare emozioni per qualcuno che nei fatti non si è dimostrato degno di averne cura.

Se sono Emozioni, intendiamoci.
Se sono rimasta ai soliti miei livelli non penso scatterebbe il meccanismo.

Quindi avrei schifo e vorrei calpestare le sue. Che mi richiamerebbero le mie.

Un tentativo, vano, lo so in partenza, di annullare in me le emozioni che scattano nei confronti dell'altro.
E siccome quello dentro, l'altro interiorizzato intendo, sono ancora io, proietterei sull'altro esterno nel tentativo di demolire quello interno.

E' il mio stile...quando sento schifo e disprezzo, io brucio tutto. E dubito che riuscirò a modificarmi più di tanto a questo livello. E' una difesa antica.

EDIT: con le cose fisiche non funziona, il corpo intendo. Ho il mio rapporto col corpo, mio e dell'altro, e un corpo non mi tocca abbastanza da farmi scattare schifo e affini. Neanche il mio.
Però è un pacchetto emozionale anche questo, e belli tosto, tutto sommato.. sempre che chi stesse di là fosse in grado di decifrare la confezione.. o no?

Voglio dire che la necessità di "bruciare" gli stracci, altro non conferma che gli stracci ci sono (mi son venuti in mente gli stracci.. non so perché.. :rotfl:) e quindi tutto sommato, con il voler "togliere" non si finisce x dar dell'altro....?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Aggiungo, tutte le emozioni.

Non esclusivamente l'affetto o le emozioni, diciamo, positive.

Anche l'odio.

Avrei disprezzo di me fino all'indifferenza. Una volta subentrata la indifferenza, l'insensibilità verso l'esistenza dell'altro, allora lo schifo cesserebbe.

Significherebbe che è fuori di me. E io libera e di nuovo con me.
Appunto! Mi hai come anticipato, ...

Non descrivevi lo step dell'indifferenza
 

trilobita

Utente di lunga data
Credo sia una sorta di regola dell'equilibrio mentale che sia aperta la comunicazione fra il dentro e il fuori.

E che avvengano somme, differenze, prodotti, divisioni fra i due piani.

Risonanza. Fuori risuona quel che si riconosce dentro e dentro risuona quel che si riconosce fuori, circolarmente.

E neanche dubito che lo schifo sia reale. Anzi. Nella mia esperienza di schifo, è fortemente fisico.

Ma altro sintomo di equilibrio è la connessione fra corpo, mente e spirito (o come lo si vuol chiamare).

Il punto secondo me però non è lo schifo in sè.

E' quanto sia funzionale e a cosa e come.

Rimanerne vittime, pensando di trovarci una spiegazione razionale, non permette consolazione dallo schifo stesso.
Lo si nutre invece. Costruendoci sopra ulteriori strutture, che hanno fondamentalmente una funzione rassicuratoria, di conferma di sè.

E rassicuratorio scappare dal cane. SE il cane fa paura.
Affrontare sarebbe riconoscere quando è il caso di scappare (praticamente mai visto che la fuga fa scattare istinti predatori) e quando è il caso di rimanere fermi e lasciarsi annusare.

Non che il cane possa divenire amicone...ma smette di essere una costruzione mostruosa e entra nel campo della realtà.

Ossia che un cane è un cane. Per pericoloso che sia.
Boh,io non ci vedo tutte ste' implicazioni psicologiche.
Tu vedi un vecchio pisciare in un pappagallo all'ospedale,l'addetto va a svuotarlo e a lavarlo.
Tu ci berresti immediatamente un bel quartino di bianco dentro?
Se dici di no,sei un irrazionale,perché non hai alcun motivo,il pappagallo è stato pulito e perfettamente disinfettato.
C'è chi non gli fa effetto e chi si.
Io,per esempio,non riuscirei a mangiare un budino di cioccolata in una padella da ospizio usata,ma lavata,sapendo che un vecchio ci ha fatto i suoi bisogni mezz'ora prima.
La mia irrazionalità è evidente.
E ti garantisco che non sposto nulla da dentro a fuori,anzi,al solo pensiero,qualcosa spinge da dentro per uscire.....
 

mistral

Utente di lunga data
Può essere una componente.

Ma credo che ad alcuni dia fastidio. Fastidio inteso proprio come "schifo", così appunto come taluni hanno schifo degli animali, per intenderci.
Esatto,non tutti amano andare in giro a leccare i genitali di mezzo mondo per fortuna.
Ma ripeto che il fattore pompino verteva ad un altro tipo di discorso ovvero i paragoni che il traditore potrebbe avere in mente mentre fa sesso con il/la legittima.Aspetto tralaltro confermato da alcuni cornificatori.A me pare normale ,non mi stupisce la cosa.Se tradisco mio marito e l'amante fa quella cosa che mi fa impazzire che non ho mai provato prima ,il raffronto viene spontaneo.Se il mio amante è impotente "magari "mi verrà in mente quando godrò come una pazza con qualcuno che usa bene l'artiglieria.
Ho un'amica sposata da anni che prima di accasarsi ha fatto come giusto le sue esperienze sessuali .Ama il marito ,fa sesso appagante ma quando ricorda un trascorso ragazzo eccezionalmente dotato sia fisicamente che fantasiosamente ha ancora gli occhi languidi e un pizzico di nostalgia,non escludo che nei momenti di intimità ,a volte un pensiero l'abbia fatto.
Si è citato Danny e l'amante superdotato di sua moglie e io ho semplicemente riferito come "nel mio caso" il paragone, nel caso ci fosse,potrebbe riguardare il pompino semplicemente perché mio marito lo ha messo come quasi unico aspetto sessuale degno di gran nota in quella relazione.Stop.
Se poi lavare i genitali e sciacquare la bocca con il collutorio cancella il lato simbolico che si da all'uso di quelle parti con altra paersona allora di che stiamo a parlare ,Listerine per tutti !:rotfl:

ps.Dopo provo a chiedere a mio marito se mi posso fare il commesso del supermercato e poi usare il collutorio così torna tutto a posto.:singleeye:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Boh,io non ci vedo tutte ste' implicazioni psicologiche.
Tu vedi un vecchio pisciare in un pappagallo all'ospedale,l'addetto va a svuotarlo e a lavarlo.
Tu ci berresti immediatamente un bel quartino di bianco dentro?
Se dici di no,sei un irrazionale,perché non hai alcun motivo,il pappagallo è stato pulito e perfettamente disinfettato.
C'è chi non gli fa effetto e chi si.
Io,per esempio,non riuscirei a mangiare un budino di cioccolata in una padella da ospizio usata,ma lavata,sapendo che un vecchio ci ha fatto i suoi bisogni mezz'ora prima.
La mia irrazionalità è evidente.
E ti garantisco che non sposto nulla da dentro a fuori,anzi,al solo pensiero,qualcosa spinge da dentro per uscire.....
Non mi sembra molto calzante come paragone.

Se devo essere sincera.

Portandolo all'estremo, non dovrei prendere in bocca nessun cazzo che è stato nella figa di un'altra prima di me. O che è stato nella bocca di un'altra.

Il fulcro secondo me è la scelta.

Se vogliamo usare il tuo esempio estremo...

un discorso è poter scegliere fra la padella usata e lavata o un bicchiere pulito.
un discorso è scoprire di non aver avuto scelta.

E per di più trovarsi a confronto con il fatto che si sta scegliendo di usare la padella usata e lavata.

E la grossissima differenza è che il vecchietto all'ospizio è un perfetto sconosciuto...ma tuo marito (tua moglie) oltre che essere conosciuti fuori sono conosciuti dentro. Hanno un posto interno. Se la relazione funziona ed è autentica e reciproca.

E lì, anche se non bevi dalla padella usata, ci bevi in ogni momento in cui accetti l'altro accanto a te.

Poi può essere comodo (perchè si restringe il campo dello schifo) focalizzarsi sul corpo.

Razionalmente una padella lavata e sterilizzata e molto più salubre di un bicchiere tenuto a prender polvere.
Ma sapere che quella padella è stata un tempo contaminata (questa parola è proprio bella perchè rende l'idea di continuità) per quanto razionalmente si sappia che è lavata e sterilizzata la si vede sempre sporca.

Il problema però non è la padella. Che è pulita.

Il problema è che il tuo sguardo vede lo sporco.

E allora la domanda è: tollero o non tollero quello che i miei occhi vedono?
 

mistral

Utente di lunga data
Boh,io non ci vedo tutte ste' implicazioni psicologiche.
Tu vedi un vecchio pisciare in un pappagallo all'ospedale,l'addetto va a svuotarlo e a lavarlo.
Tu ci berresti immediatamente un bel quartino di bianco dentro?
Se dici di no,sei un irrazionale,perché non hai alcun motivo,il pappagallo è stato pulito e perfettamente disinfettato.
C'è chi non gli fa effetto e chi si.
Io,per esempio,non riuscirei a mangiare un budino di cioccolata in una padella da ospizio usata,ma lavata,sapendo che un vecchio ci ha fatto i suoi bisogni mezz'ora prima.
La mia irrazionalità è evidente.
E ti garantisco che non sposto nulla da dentro a fuori,anzi,al solo pensiero,qualcosa spinge da dentro per uscire.....

Ohhhh,come ti sei spiegato bene.Quoto anche i pensieri omessi.
Ho troppo rispetto di me,piuttosto che bere da un pappagallo usato cento volte ,muoio di sete.Nei bagni pubblici anche se appena lavati e sterilizzati le chiappe sull'asse non mi sogno di appoggiarle ,il ragionamento che ora mi ci siedo e poi vado a fare gli accertamenti fa cagare.Ho bazzicato gli ospedali,le padelle e i pappagalli escono fuori fumanti dallo sterilizzatore ma anche gli infermieri non si sognano di maneggiarli senza guanti e quando ti puliscono la merda si mettono la mascherina e non il collutorio_Ora ditemi cosa cambia tra questa situazione ospedaliera e leccare l'ano ad una sconosciuta .
Quindi io i pompini all'ultimo arrivato li faccio solo con il preservativo ,a voi uomini va male,tocca leccare sul vivo e poi ammazzarvi di Listerine :carneval:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Appunto! Mi hai come anticipato, ...

Non descrivevi lo step dell'indifferenza
Lo davo per scontato, poi mi sono accorta che invece è un passaggio fondamentale per il meccanismo.

Lo schifo esiste solo in presenza di qualcosa che tocca. Ad un qualunque livello.

Quando non si è toccati, si gira semplicemente lo sguardo.

Poi ognuno lo colloca dove gli è più riconoscibile e sostenibile a livello di costruzione razionale della realtà.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ohhhh,come ti sei spiegato bene.Quoto anche i pensieri omessi.
Ho troppo rispetto di me,piuttosto che bere da un pappagallo usato cento volte ,muoio di sete.Nei bagni pubblici anche se appena lavati e sterilizzati le chiappe sull'asse non mi sogno di appoggiarle ,il ragionamento che ora mi ci siedo e poi vado a fare gli accertamenti fa cagare.Ho bazzicato gli ospedali,le padelle e i pappagalli escono fuori fumanti dallo sterilizzatore ma anche gli infermieri non si sognano di maneggiarli senza guanti e quando ti puliscono la merda si mettono la mascherina e non il collutorio_Ora ditemi cosa cambia tra questa situazione ospedaliera e leccare l'ano ad una sconosciuta .
Quindi io i pompini all'ultimo arrivato li faccio solo con il preservativo ,a voi uomini va male,tocca leccare sul vivo e poi ammazzarvi di Listerine :carneval:
In realtà, perdonami se tocco lo schifo, tu hai bevuto da quel pappagallo mentre non lo sapevi.

Non è che mettendo confini a posteriori cambi quel che è stato.
Collochi un senso di schifo che ti ha pervasa.

E ben venga.

Io avrei quel tuo stesso schifo per le emozioni. E dubito che sarei democratica come lo sei tu col tuo uomo.

Quanto al "piuttosto muoio di sete"...ecco..ci andrei piano con le idealizzazioni...l'istinto di sopravvivenza è di tutt'altra sostanza dello schifo. E non permette molte deroghe.
 

trilobita

Utente di lunga data
Non mi sembra molto calzante come paragone.

Se devo essere sincera.

Portandolo all'estremo, non dovrei prendere in bocca nessun cazzo che è stato nella figa di un'altra prima di me. O che è stato nella bocca di un'altra.

Il fulcro secondo me è la scelta.

Se vogliamo usare il tuo esempio estremo...

un discorso è poter scegliere fra la padella usata e lavata o un bicchiere pulito.
un discorso è scoprire di non aver avuto scelta.

E per di più trovarsi a confronto con il fatto che si sta scegliendo di usare la padella usata e lavata.

E la grossissima differenza è che il vecchietto all'ospizio è un perfetto sconosciuto...ma tuo marito (tua moglie) oltre che essere conosciuti fuori sono conosciuti dentro. Hanno un posto interno. Se la relazione funziona ed è autentica e reciproca.

E lì, anche se non bevi dalla padella usata, ci bevi in ogni momento in cui accetti l'altro accanto a te.

Poi può essere comodo (perchè si restringe il campo dello schifo) focalizzarsi sul corpo.

Razionalmente una padella lavata e sterilizzata e molto più salubre di un bicchiere tenuto a prender polvere.
Ma sapere che quella padella è stata un tempo contaminata (questa parola è proprio bella perchè rende l'idea di continuità) per quanto razionalmente si sappia che è lavata e sterilizzata la si vede sempre sporca.

Il problema però non è la padella. Che è pulita.

Il problema è che il tuo sguardo vede lo sporco.

E allora la domanda è: tollero o non tollero quello che i miei occhi vedono?
Non hai scelta!
Se il tuo partner ha un'amante e si fa pisciare in bocca,viene a casa va di Listerine,tu te lo baci e basta.
Il vecchietto è uno sconosciuto quanto lo è l'amante,lui fa i suoi bisogni nella padella,l'amante li fa nel culo di tua moglie,se praticano il pissing.
Lei viene a casa,si fa un clistere e tu mezz'ora dopo gli lecchi il buchetto.
Ti becchi la padella,non hai scelta.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ciao :)

Leggo che stai bene, sono contenta

Tornando al topic, d'altro canto, un discorso è decidere autonomamente e liberamente di affrontarsi, di uscire dal Conosciuto di sè ed entrare in quei territori che non hanno mappa per il proprio piacere, curiosità, sete di Conoscenza

Altro discorso è essere belli tranquilli in un posto (la relazione) che, per quanto magari abbia delle parti zoppicanti, è ritenuta un posto affidabile anche grazie al contributo dell'altro in cui si è riposta, più o meno faticosamente fiducia.

E la fiducia di un terreno condiviso, per come la vedo io, è uno di quei luoghi delle emozioni dove per certi versi si depone il "potere" e lo si condivide con chi ha dichiarato di volerci essere.

Che quel potere deposto e affidato, venga poi utilizzato per sostenere un inganno, personalmente mi farebbe incazzare come una bestia.

E mi darebbe fastidio ogni cosa a quel punto. Dai pensieri ai vestiti alle emozioni dell'altro.
Per cui proverei fondamentalmente disprezzo.

E per quanto ci possa essere affetto, e io non sono una esperta di tale affetto che supera il disprezzo, quel disprezzo, che spinge a vagare in territori in cui non si aveva la minima intenzione di entrare men che meno esplorare peserebbe come un macigno. E probabilmente una valvola di sfogo per uscire la deve pur trovare.

Nello schifo che poi si colloca dove è più funzionale per ognuno.

Io dubito avrei schifo del corpo.
Penso avrei schifo delle emozioni.

Non lo so eh...non ho mai sperimentato sulla mia pelle il tradimento da parte di una persona a cui sono stata legata.
Quindi ipotizzo per quel che conosco di me.

Da qui, credo che avrei ribrezzo a farmi toccare dalle emozioni e penso che le calpesterei ogni qualvolta me ne sia data occasione. Ristabilendo confini e distanze.

Per tutelarmi fondamentalmente. Che a quel punto, non penso che riuscirei, e non so per quanto, a lasciare che la presenza dell'altro mi indirizzi in una qualsiasi direzione di me.

Non so se sto riuscendo a spiegarmi.

In fondo spostare sullo schifo di una "contaminazione" di un corpo che per certi versi si riteneva "proprio" sia una delle tante valvole di sfogo per buttar fuori lo schifo che si è raccolto, e per buttar fuori anche la frustrazione e la rabbia di aver DOVUTO (e in quel dovuto per me ci sarebbe tantissimo) andar a vagare in parti di me che avrei volentieri lasciato dormienti.

Certo è che ad un certo punto, serve rientrare in se stessi e fare i conti con le proprie tolleranze e i propri limiti.
In un modo o nell'altro.

Che la strada della consolazione, è diversa, nella mia esperienza, da quella della rassicurazione.
Ciao Ipazia, con tutti gli spunti che hai messo nella risposta, mi ci vorrebbero 12 pagine e certamente non da cellulare. Il passaggio con cui mi trovo il maggior disaccordo sarebbe quello in base al quale il potere che viene concesso viene utilizzato per sostenere un inganno. Come se essere deboli fosse una virtù. Una negoziazione di spazi e potere come quella che teorizzi tu non esiste neanche le più incallite coppie BDSM. La verità è che il potere non viene elargito, affidato o concesso.
Perlomeno non da noi.
Da quando apriamo gli occhi veniamo educati in vista di un rapporto in cui tutto funzionerà in teoria sulla base di logiche immutabili e costruzioni che puntualmente vengono smentite dalla realtà dei fatti. Il potere non viene dato, viene preso. Viene preso attraverso il silenzio, la condiscendenza, l'ignoranza e l'accidia dell'altra persona. Non è una specie di atto di generosità di se stessi. Si decide per l'altro perché l'altro si rifiuta di decidere per sè. Tra l'altro creando non pochi scompensi a chi deve gestire una coppia e molto spesso non è in grado di gestire nemmeno un pesce rosso.

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mistral

Utente di lunga data
Non mi sembra molto calzante come paragone.

Se devo essere sincera.

Portandolo all'estremo, non dovrei prendere in bocca nessun cazzo che è stato nella figa di un'altra prima di me. O che è stato nella bocca di un'altra.

Il fulcro secondo me è la scelta.

Se vogliamo usare il tuo esempio estremo...

un discorso è poter scegliere fra la padella usata e lavata o un bicchiere pulito.
un discorso è scoprire di non aver avuto scelta.

E per di più trovarsi a confronto con il fatto che si sta scegliendo di usare la padella usata e lavata.

E la grossissima differenza è che il vecchietto all'ospizio è un perfetto sconosciuto...ma tuo marito (tua moglie) oltre che essere conosciuti fuori sono conosciuti dentro. Hanno un posto interno. Se la relazione funziona ed è autentica e reciproca.

E lì, anche se non bevi dalla padella usata, ci bevi in ogni momento in cui accetti l'altro accanto a te.

Poi può essere comodo (perchè si restringe il campo dello schifo) focalizzarsi sul corpo.

Razionalmente una padella lavata e sterilizzata e molto più salubre di un bicchiere tenuto a prender polvere.
Ma sapere che quella padella è stata un tempo contaminata (questa parola è proprio bella perchè rende l'idea di continuità) per quanto razionalmente si sappia che è lavata e sterilizzata la si vede sempre sporca.

Il problema però non è la padella. Che è pulita.

Il problema è che il tuo sguardo vede lo sporco.

E allora la domanda è: tollero o non tollero quello che i miei occhi vedono?
É il cazzo usato in contemporanea che mi fa schifo.É un limite mentale ma non ha meno importanza di un limite fisico.
Le cose a caldo sono più pesanti,se lo schifo ha tempo di decantare perde un po' del suo potere.
Deve aver avuto gli stessi pensieri mio marito che tendenzialmente ha lo stesso senso mio figurato dello schifo anzi,sotto certi aspetti anche peggio che con l'altra andava solo perché era convinto che lei da due anni non facesse sesso con il marito,a volte non ci credeva ,altre cercava di convincersi ma era un tarlo che lo infastidiva.
Le volte in cui aveva gli incontri con l'altra ,si defilava per giorni e giorni venendo a letto quando io ormai dormivo perché a detta sua era lui stesso a non riuscire a propinarmi una situazione che a lui stesso avrebbe fatto schifo.
Cosi ha detto ma effettivamente ricordi che ho di quel periodo riportano a quei suoi comportamenti .
Poi se così non fosse poco cambia
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Può essere una componente.

Ma credo che ad alcuni dia fastidio. Fastidio inteso proprio come "schifo", così appunto come taluni hanno schifo degli animali, per intenderci.
Nel senso che gira verso il fobico? Sì d'accordissimo con te ma quando hai reazioni esagerate tipo quelli che hanno paura degli animali devi sempre cercare un motivo scatenante. Non è che perché una reazione è particolarmente sentita è automaticamente anche corretta

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Vero, ma non sono fobie per tutti. Cioè.... Tra quelli che scappano vedendo un cane a cento metri e quelli che evitano di accarezzarli per non " contaminarsi" (uso il virgolettato perché per me è incomprensibile) c'è comunque un abisso.
Io il cane ce l'ho. Lo sai. Per me è molto più incomprensibile quello che si fa leccare la faccia dal peloso di turno

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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non hai scelta!
Se il tuo partner ha un'amante e si fa pisciare in bocca,viene a casa va di Listerine,tu te lo baci e basta.
Il vecchietto è uno sconosciuto quanto lo è l'amante,lui fa i suoi bisogni nella padella,l'amante li fa nel culo di tua moglie,se praticano il pissing.
Lei viene a casa,si fa un clistere e tu mezz'ora dopo gli lecchi il buchetto.
Ti becchi la padella,non hai scelta.
E' il grassetto il fulcro.

A cui io però cambierei il tempo verbale.

TI SEI BECCATO la padella.

Già successo. Puoi avere schifo a posteriori. Ma lo schifo a posteriori non toglie che ci hai avuto a che fare e che ti trovi davanti alla scelta di averci di nuovo a che fare.

Ed è uno schifo che ognuno colloca e poi tenta di elaborare come meglio può.

Buttare la padella è una soluzione.

Tenerla significa fare i conti con il fatto che non solo si è "subito" uno schifo senza neanche poter dire parola a riguardo, ma che si sta decidendo di usare ancora la padella.

Che per quanto lavata, sterilizzata, quel che vogliamo, è ancora la rappresentazione di uno schifo imposto senza possibilità di scelta.

Lo schifo è un buon modo per recintare quel livello di emozioni, lo schifo puntato su un segmento è maggiormente gestibile di uno schifo pervasivo che va a toccare ogni piano.

E in più, essendo focalizzato su un qualcosa di concreto (il corpo) può anche essere imbrigliato razionalmente in modo rassicuratorio (non è malato/a, non mi ha passato malattie...diventando anche trampolino di lancio per collocare un germe di fiducia nella responsabilità e nel rispetto che l'altro porta verso di noi).
 
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