Esatto. La vedo anch'io così
Inviato dal mio SM-J320FN utilizzando Tapatalk
Ciao
Leggo che stai bene, sono contenta
Tornando al topic, d'altro canto, un discorso è decidere autonomamente e liberamente di affrontarsi, di uscire dal Conosciuto di sè ed entrare in quei territori che non hanno mappa per il proprio piacere, curiosità, sete di Conoscenza
Altro discorso è essere belli tranquilli in un posto (la relazione) che, per quanto magari abbia delle parti zoppicanti, è ritenuta un posto affidabile anche grazie al contributo dell'altro in cui si è riposta, più o meno faticosamente fiducia.
E la fiducia di un terreno condiviso, per come la vedo io, è uno di quei luoghi delle emozioni dove per certi versi si depone il "potere" e lo si condivide con chi ha dichiarato di volerci essere.
Che quel potere deposto e affidato, venga poi utilizzato per sostenere un inganno, personalmente mi farebbe incazzare come una bestia.
E mi darebbe fastidio ogni cosa a quel punto. Dai pensieri ai vestiti alle emozioni dell'altro.
Per cui proverei fondamentalmente disprezzo.
E per quanto ci possa essere affetto, e io non sono una esperta di tale affetto che supera il disprezzo, quel disprezzo, che spinge a vagare in territori in cui non si aveva la minima intenzione di entrare men che meno esplorare peserebbe come un macigno. E probabilmente una valvola di sfogo per uscire la deve pur trovare.
Nello schifo che poi si colloca dove è più funzionale per ognuno.
Io dubito avrei schifo del corpo.
Penso avrei schifo delle emozioni.
Non lo so eh...non ho mai sperimentato sulla mia pelle il tradimento da parte di una persona a cui sono stata legata.
Quindi ipotizzo per quel che conosco di me.
Da qui, credo che avrei ribrezzo a farmi toccare dalle emozioni e penso che le calpesterei ogni qualvolta me ne sia data occasione. Ristabilendo confini e distanze.
Per tutelarmi fondamentalmente. Che a quel punto, non penso che riuscirei, e non so per quanto, a lasciare che la presenza dell'altro mi indirizzi in una qualsiasi direzione di me.
Non so se sto riuscendo a spiegarmi.
In fondo spostare sullo schifo di una "contaminazione" di un corpo che per certi versi si riteneva "proprio" sia una delle tante valvole di sfogo per buttar fuori lo schifo che si è raccolto, e per buttar fuori anche la frustrazione e la rabbia di aver DOVUTO (e in quel dovuto per me ci sarebbe tantissimo) andar a vagare in parti di me che avrei volentieri lasciato dormienti.
Certo è che ad un certo punto, serve rientrare in se stessi e fare i conti con le proprie tolleranze e i propri limiti.
In un modo o nell'altro.
Che la strada della consolazione, è diversa, nella mia esperienza, da quella della rassicurazione.