No te lo giuro

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Anche, si.

A ogni proprio disagio è necessario trovare il colpevole.

Non so quanto sia consolatorio, temo non più di tanto
Più che altro è rassicuratorio mettere fuori da sè.

Se il nemico è fuori, una qualche possibilità rimane, per se stessi (apparentemente). Perlomeno si può ancora provare a combattere.

E non è consolatorio, necessariamente, più che altro perchè quando si effettua questo tipo di spostamento, non è di consolazione che si è in cerca, ma di una qualche forma della sicurezza e della rassicurazione.

Rimanendo nel conosciuto, di sè.
 
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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Allora niente pompe al marito e niente leccate di foca alla moglie se le medesime cose si fanno agli amanti...
E perché mai? Poffarbacco! Mi sembra la storia di quello che per fare un dispetto alla moglie si tagliò l'uccello

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Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Più che altro è rassicuratorio mettere fuori da sè.

Se il nemico è fuori, una qualche possibilità rimane, per se stessi (apparentemente). Perlomeno si può ancora provare a combattere.

E non è consolatorio, necessariamente, più che altro perchè quando si effettua questo tipo di spostamento, non è di consolazione che si è in cerca, ma di una qualche forma della sicurezza e della rassicurazione.

Rimanendo nel conosciuto, di sè.
Esatto. La vedo anch'io così

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Foglia

utente viva e vegeta
Più che altro è rassicuratorio mettere fuori da sè.

Se il nemico è fuori, una qualche possibilità rimane, per se stessi (apparentemente). Perlomeno si può ancora provare a combattere.

E non è consolatorio, necessariamente, più che altro perchè quando si effettua questo tipo di spostamento, non è di consolazione che si è in cerca, ma di una qualche forma della sicurezza e della rassicurazione.

Rimanendo nel conosciuto, di sè.
Può essere una componente.

Ma credo che ad alcuni dia fastidio. Fastidio inteso proprio come "schifo", così appunto come taluni hanno schifo degli animali, per intenderci.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Esatto. La vedo anch'io così

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Ciao :)

Leggo che stai bene, sono contenta

Tornando al topic, d'altro canto, un discorso è decidere autonomamente e liberamente di affrontarsi, di uscire dal Conosciuto di sè ed entrare in quei territori che non hanno mappa per il proprio piacere, curiosità, sete di Conoscenza

Altro discorso è essere belli tranquilli in un posto (la relazione) che, per quanto magari abbia delle parti zoppicanti, è ritenuta un posto affidabile anche grazie al contributo dell'altro in cui si è riposta, più o meno faticosamente fiducia.

E la fiducia di un terreno condiviso, per come la vedo io, è uno di quei luoghi delle emozioni dove per certi versi si depone il "potere" e lo si condivide con chi ha dichiarato di volerci essere.

Che quel potere deposto e affidato, venga poi utilizzato per sostenere un inganno, personalmente mi farebbe incazzare come una bestia.

E mi darebbe fastidio ogni cosa a quel punto. Dai pensieri ai vestiti alle emozioni dell'altro.
Per cui proverei fondamentalmente disprezzo.

E per quanto ci possa essere affetto, e io non sono una esperta di tale affetto che supera il disprezzo, quel disprezzo, che spinge a vagare in territori in cui non si aveva la minima intenzione di entrare men che meno esplorare peserebbe come un macigno. E probabilmente una valvola di sfogo per uscire la deve pur trovare.

Nello schifo che poi si colloca dove è più funzionale per ognuno.

Io dubito avrei schifo del corpo.
Penso avrei schifo delle emozioni.

Non lo so eh...non ho mai sperimentato sulla mia pelle il tradimento da parte di una persona a cui sono stata legata.
Quindi ipotizzo per quel che conosco di me.

Da qui, credo che avrei ribrezzo a farmi toccare dalle emozioni e penso che le calpesterei ogni qualvolta me ne sia data occasione. Ristabilendo confini e distanze.

Per tutelarmi fondamentalmente. Che a quel punto, non penso che riuscirei, e non so per quanto, a lasciare che la presenza dell'altro mi indirizzi in una qualsiasi direzione di me.

Non so se sto riuscendo a spiegarmi.

In fondo spostare sullo schifo di una "contaminazione" di un corpo che per certi versi si riteneva "proprio" sia una delle tante valvole di sfogo per buttar fuori lo schifo che si è raccolto, e per buttar fuori anche la frustrazione e la rabbia di aver DOVUTO (e in quel dovuto per me ci sarebbe tantissimo) andar a vagare in parti di me che avrei volentieri lasciato dormienti.

Certo è che ad un certo punto, serve rientrare in se stessi e fare i conti con le proprie tolleranze e i propri limiti.
In un modo o nell'altro.

Che la strada della consolazione, è diversa, nella mia esperienza, da quella della rassicurazione.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Può essere una componente.

Ma credo che ad alcuni dia fastidio. Fastidio inteso proprio come "schifo", così appunto come taluni hanno schifo degli animali, per intenderci.
Che anche lì c'è da capire se è qualcosa diretto o stai sublimando un trip di altro genere

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stany

Utente di lunga data
E perché mai? Poffarbacco! Mi sembra la storia di quello che per fare un dispetto alla moglie si tagliò l'uccello

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Guarda....io non ho problemi; è un anno e mezzo che non lecco,non vengo spompato ,non scobo.....eh...rh...eh....sono più furbo io!
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Può essere una componente.

Ma credo che ad alcuni dia fastidio. Fastidio inteso proprio come "schifo", così appunto come taluni hanno schifo degli animali, per intenderci.
Il fulcro è che quello schifo viene messo sull'altro quando quello schifo striscia dentro...perchè non è l'altro ad essere stato contaminato.
L'altro esterno intendo.

(io lo metterei sulle emozioni, anzichè sul corpo, per cui mi basterebbe richiedere un controllo approfondito e farne uno a me)

Ad essere stato contaminato è l'altro interno, quello che ci si porta dentro, attraverso la presentificazione, durante una relazione.

In fondo uno schifo vale l'altro. Non c'è molta differenza. Se non nella potenza che abbandonarsi ad uno schifo o ad un altro fa percepire in sè.

Lo schifo è dentro.

Perchè quell'altro, che fuori ha tradito, è anche dentro...e quello che c'è dentro, è spesso molto, molto più potente di quello che sta fuori. E ce lo si porta appresso anche se quello fuori dovesse scomparire come per magia.

Sono piuttosto convinta che lo schifo non lasci molto scampo...una volta che è dentro.
O lo si affronta o si rattoppa di volta in volta...ma striscia dietro in sordina.

Ecco perchè la consolazione è da un'altra parte...non c'è consolazione senza pace. E la pace non è semplicemente assenza di guerra. Ma accettazione. (non perdono. Accettazione di quel/quella sè in relazione con gli eventi della Vita).
 
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Foglia

utente viva e vegeta
Che anche lì c'è da capire se è qualcosa diretto o stai sublimando un trip di altro genere

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Vero, ma non sono fobie per tutti. Cioè.... Tra quelli che scappano vedendo un cane a cento metri e quelli che evitano di accarezzarli per non " contaminarsi" (uso il virgolettato perché per me è incomprensibile) c'è comunque un abisso.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Il fulcro è che quello schifo viene messo sull'altro quando quello schifo striscia dentro...perchè non è l'altro ad essere stato contaminato.
L'altro esterno intendo.

(io lo metterei sulle emozioni, anzichè sul corpo, per cui mi basterebbe richiedere un controllo approfondito e farne uno a me)

Ad essere stato contaminato è l'altro interno, quello che ci si porta dentro, attraverso la presentificazione, durante una relazione.

In fondo uno schifo vale l'altro. Non c'è molta differenza. Se non nella potenza che abbandonarsi ad uno schifo o ad un altro fa percepire in sè.

Lo schifo è dentro.

Perchè quell'altro, che fuori ha tradito, è anche dentro...e quello che c'è dentro, è spesso molto, molto più potente di quello che sta fuori. E ce lo si porta appresso anche se quello fuori dovesse scomparire come per magia.

Sono piuttosto convinta che lo schifo non lasci molto scampo...una volta che è dentro.
O lo si affronta o si rattoppa di volta in volta...ma striscia dietro in sordina.

Ecco perchè la consolazione è da un'altra parte...non c'è consolazione senza pace. E la pace non è semplicemente assenza di guerra. Ma accettazione. (non perdono. Accettazione di quel/quella sè in relazione con gli eventi della Vita).

Secondo me invece talvolta lo schifo interno si somma a quello esterno. Fermo restando che credo anch'io che spesso sia come dici tu. Ma non sempre, per me.
 

zanna

Utente di lunga data


:sonar::sonar::sonar:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Secondo me invece talvolta lo schifo interno si somma a quello esterno. Fermo restando che credo anch'io che spesso sia come dici tu. Ma non sempre, per me.

Credo sia una sorta di regola dell'equilibrio mentale che sia aperta la comunicazione fra il dentro e il fuori.

E che avvengano somme, differenze, prodotti, divisioni fra i due piani.

Risonanza. Fuori risuona quel che si riconosce dentro e dentro risuona quel che si riconosce fuori, circolarmente.

E neanche dubito che lo schifo sia reale. Anzi. Nella mia esperienza di schifo, è fortemente fisico.

Ma altro sintomo di equilibrio è la connessione fra corpo, mente e spirito (o come lo si vuol chiamare).

Il punto secondo me però non è lo schifo in sè.

E' quanto sia funzionale e a cosa e come.

Rimanerne vittime, pensando di trovarci una spiegazione razionale, non permette consolazione dallo schifo stesso.
Lo si nutre invece. Costruendoci sopra ulteriori strutture, che hanno fondamentalmente una funzione rassicuratoria, di conferma di sè.

E rassicuratorio scappare dal cane. SE il cane fa paura.
Affrontare sarebbe riconoscere quando è il caso di scappare (praticamente mai visto che la fuga fa scattare istinti predatori) e quando è il caso di rimanere fermi e lasciarsi annusare.

Non che il cane possa divenire amicone...ma smette di essere una costruzione mostruosa e entra nel campo della realtà.

Ossia che un cane è un cane. Per pericoloso che sia.
 

zanna

Utente di lunga data

zanna

Utente di lunga data

zanna

Utente di lunga data

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Così tanto per vedere se rispondevi in due righe scarne :rotfl:
prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr:p:p:p:p

sappi che sto imparando anche a non essere prolissa!! :cool::cool:

E tu, che racconti? Come ti va la Vita?
 
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