Minicar

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
Assolutamente si. Penso che i genitori non c'entrino assolutamente nulla.
Io conosco i miei figli e a freddo penso che non farebbero mai una cosa del genere. Ma non metto la mano sul fuoco e soprattutto non penso che sia prevedibile. Non in tutti i casi
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ne parlavo ieri con mio figlio. Gli ho detto che io sono orgogliosa di come sta crescendo, ma che quando mi dicono essere merito mio e del padre, rispondo fino a un certo punto. Perché noi possiamo dare basi, però poi loro vivono in un contesto fatto di situazioni, persone, ambienti dove devono metterci il loro oltre le basi ricevute. Non è secondo me questione di carenze educative, anzi. È proprio che fuori casa noi non ci siamo. E fuori casa è un mondo dove devono proteggere loro stessi da soli.
Oggi siamo ancora più sintonizzate del solito
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Ho sentito tempo fa un intervento della psicologa Andreoli molto interessante.
Diceva che secondo lei i ragazzi di adesso sono stati cresciuti un po' troppo nell'ovatta.
A partire dalle fiabe che sono state ripulite di ogni violenza al non fare affrontare loro un lutto, il mondo che viene loro presentato è apparentemente privo di male e questo fa si che il loro cervello nel momento che la vita invece propone loro la cattiveria non riesce neppure a riconoscerla.
Diciamo che evitare loro le cose brutte non permette loro di crearsi degli strumenti per riconoscere ed evitare comportamenti che per noi adulti sono nettamente negativi mentre per loro assumono contorni non chiari facendo si che il loro cervello non riesca a qualificarli come situazioni da evitare.
Quindi rispondendo alla tua domanda probabilmente la colpa dei comportamenti sbagliati dei ragazzi va attribuita sia ai genitori che alla società, cerchiamo troppo tutti di evitare loro la parte negativa della vita con il risultato che quando inevitabilmente arriva non sono pronti ad affrontarla e reagiscono magari con comportamenti e scelte sbagliate.
 

ToyGirl

Utente di lunga data
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
Boh.
A questi livelli forse è troppo.
 

danny

Utente di lunga data
E chi gli dà una visione del mondo, l’idea di bene e male e di come ci si protegge?
Faccio un esempio minimo. Un ex fidanzato di mia figlia si era lamentato che lei lo aveva fatto fermare in auto per vedere se era il caso di intervenire per proteggere una ragazza che stava litigando con un ragazzo. Diceva che intervenire era rischioso.
Ma… indovina cosa pensavo io?
Un ragazzino a una festa è andato di spray e accendino sui capelli di mia figlia.
Dove lo ha imparato?
 

danny

Utente di lunga data
Una famiglia che conosciamo ha adottato un bambino straniero, molto piccolo.
Un'ottima famiglia, con gli strumenti che si ritengono adeguati per chi può accedere alle adozioni.
Il figlio ora è scomparso, molto probabilmente è nel boschetto ed è tossicodipendente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Mi concentro sulla conclusione, che condivido.

Mi sembra talmente logica e evidente che stupisce che venga più o meno costantemente messa in discussione e mi viene spontanea la domanda: perché viene messa in discussione?

Mi sono fatto un'idea.

Io vedo la necessità di trovare un colpevole, oltre gli unici colpevoli, perché questo serve a noi per sentirci di aver fatto bene.

Il ragionamento mi sembra approssimativamente questo.

Il punto di partenza è "se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene".
C
iò viene tradotto in "se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene".
Ovviamente si sottintende "i miei ragazzi fanno bene", che è un fatto verificato (almeno fino a prova contraria...).
La conclusione, logica e ineccepibile, è "io li ho educati bene".

Questo ragionamento (implicito) ha due problemi di base che lo rendono doppiamente fallace.

Il primo è logico: "se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene" non è affatto logicamente equivalente a "se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene" ma piuttosto è equivalente a "se i genitori li hanno educati bene allora i ragazzi non sbagliano". Però, ahimè, quest'ultima non è utilizzabile insieme al dato di fatto sui propri ragazzi per concludere come prima.
Capisco però che la logica sia materia ostica.

Il secondo problema, forse ancora più grosso, è quello di confondere la statistica con il determinismo: è senz'altro vero, prendendo un campione statistico sufficientemente ampio da essere significativo, che "bravi genitori" producono "bravi figli" in proporzione nettamente maggiore di quanto "cattivi genitori" producano "bravi figli" (e stessa cosa, a proporzioni invertite, per i "cattivi figli") ma questo non dice niente, ASSOLUTAMENTE NIENTE, quando dal campione statistico si scende dato personale: ci saranno sempre pessimi genitori che producono ottimi figli e ottimi genitori che producono pessimi figli e, per quanto la probabilità sia bassa, sul campione statistico che si considera (cioè, l'intera popolazione, che è enorme) sono fenomeni che si verificheranno un numero sufficiente di volte da finire con una certa regolarità sui quotidiani... :(
Però ignorando le leggi della probabilità e i principi della statistica, si cerca sempre il colpevole esterno...
Insomma: il pollo di Trilussa non ha insegnato niente a nessuno!
Da ciò si potrebbe dedurre la assoluta ininfluenza della educazione, dei rapporti affettivi e del clima familiare.

Non saprei, la paura dei figli non riesco a concepirla (casomai è il contrario) anche perché non li ho. In questo caso direi che gli eventi non siano indipendenti dall'educazione ricevuta.
Nella vita ho visto persone menefreghiste che alla fine, in età adulta, prendono come modello verso tutto e tutti, dato che è ciò con cui si è cresciuti, e non capire che la sofferenza e solitudine che si prova da grandi è legata al menefreghismo ricevuto da bambino.
Tuttavia credo che è il non interessarsi a quel che loro fanno fuori a portare tali eventi, se ti beccano te la fanno pagare se no si vive stando alle proprie regole al massimo si prendono due parole.
Tu hai una idea repressiva.

Altrochè, soprattutto capire che uno che sballotta prosciutti prende più di uno che ha studiato al liceo, col contratto alimentaristi industria che ha paga base, straordinari, premio produzione, quattordicesima, quindicesima, ferie, TFR ecc ecc ecc fra i più alti fra i CCNL
Quando hai smesso i tuoi incontri ravvicinati con i prosciutti?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ho sentito tempo fa un intervento della psicologa Andreoli molto interessante.
Diceva che secondo lei i ragazzi di adesso sono stati cresciuti un po' troppo nell'ovatta.
A partire dalle fiabe che sono state ripulite di ogni violenza al non fare affrontare loro un lutto, il mondo che viene loro presentato è apparentemente privo di male e questo fa si che il loro cervello nel momento che la vita invece propone loro la cattiveria non riesce neppure a riconoscerla.
Diciamo che evitare loro le cose brutte non permette loro di crearsi degli strumenti per riconoscere ed evitare comportamenti che per noi adulti sono nettamente negativi mentre per loro assumono contorni non chiari facendo si che il loro cervello non riesca a qualificarli come situazioni da evitare.
Quindi rispondendo alla tua domanda probabilmente la colpa dei comportamenti sbagliati dei ragazzi va attribuita sia ai genitori che alla società, cerchiamo troppo tutti di evitare loro la parte negativa della vita con il risultato che quando inevitabilmente arriva non sono pronti ad affrontarla e reagiscono magari con comportamenti e scelte sbagliate.
Teniamo conto che la società attuale è enormemente meno violenta di quella del passato.
Per questo i due deficienti ci hanno colpito.
 

danny

Utente di lunga data
Teniamo conto che la società attuale è enormemente meno violenta di quella del passato.
Per questo i due deficienti ci hanno colpito.
Ha colpito perché sono delle "buona" borghesia apparentemente integerrima.
La quale si ritiene immune da qualsiasi forma di violenza immotivata.
 
Ultima modifica:

Brunetta

Utente di lunga data
Un ragazzino a una festa è andato di spray e accendino sui capelli di mia figlia.
Dove lo ha imparato?
La formazione della personalità di un figlio comincia dalla nascita. Non si spiega a un quindicenne di non dare fuoco ai capelli di una coetanea. Lo ha capito molto prima.
Da insegnante ho avuto modo di vedere il percorso di crescita di centinaia di persone dai 6 agli 11 anni e di conoscerne le famiglie, spesso molto complicate, molto più di quanto i genitori potessero immaginare.
Non esiste nessuna famiglia (oddio alcune sì, ma molto poche) che dice di comportarsi male a scuola o che studiare non è importante. Eppure non conta quello che si dice esplicitamente, ma quello che si comunica attraverso la esperienza.
I bambini imparano vivendo, guardando, ascoltando e poi rielaborando attraverso il gioco. Se non hanno il tempo di giocare avranno degli insoluti.
Benché la nostra società sia molto pacifica, come dice la Andreoli (che mi piace poco perché ha deciso di avere un pubblico e si esprime di conseguenza @CIRCE74 , come fanno altri, come Crepet) è necessario che i bambini comprendano il male attraverso il gioco e non ne vengano colpiti inaspettatamente .
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ha colpito perché sono delle "buona" borghesia.
La quale si ritiene immune da qualsiasi forma di violenza immotivata.
Perché c'è anche l'ossessione di dare una spiegazione a tutto.. e la società, e i genitori, e la noia, e i "valori" e sta minchia, senza riconoscere che esiste la pura e semplice stupidità
 

Brunetta

Utente di lunga data

Jim Cain

Utente di lunga data
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
Le cazzate che ho fatto da ragazzino (che non sto ad illustrare per pudore) non dipendevano per niente da carenze educative ma dal fatto che, evidentemente, avevo anche un lato da testa di cazzo che trovava terreno fertile (o si faceva influenzare) da altre teste di cazzo.
Sapevo bene cosa si poteva fare e cosa no perché me lo avevano insegnato.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ha colpito perché sono delle "buona" borghesia.
La quale si ritiene immune da qualsiasi forma di violenza immotivata.
Ci ha colpito anche per quello. Ci piace pensare che la violenza riguardi solo i poveracci.
 

Rebecca89

Sentire libera
Ha colpito perché sono delle "buona" borghesia.
La quale si ritiene immune da qualsiasi forma di violenza immotivata.
Tanti sono della buona borghesia.
Io a volte ho il pensiero che alcuni dei ragazzi di queste famiglie mettano in atto certi comportamenti un pò come senso di ribellione.
Mi è capitato di conoscere ragazzi di persone "per bene", con ottime posizioni, turbati. A volte ho avuto l impressione che dietro quel tutto e tanto ricevuto non ci fosse...niente.
Che non giustifica nulla eh. Ma comunque incide sullo sbandamento che arriva. Secondo me.
 

danny

Utente di lunga data
La formazione della personalità di un figlio comincia dalla nascita. Non si spiega a un quindicenne di non dare fuoco ai capelli di una coetanea. Lo ha capito molto prima.
Da insegnante ho avuto modo di vedere il percorso di crescita di centinaia di persone dai 6 agli 11 anni e di conoscerne le famiglie, spesso molto complicate, molto più di quanto i genitori potessero immaginare.
Non esiste nessuna famiglia (oddio alcune sì, ma molto poche) che dice di comportarsi male a scuola o che studiare non è importante. Eppure non conta quello che si dice esplicitamente, ma quello che si comunica attraverso la esperienza.
I bambini imparano vivendo, guardando, ascoltando e poi rielaborando attraverso il gioco. Se non hanno il tempo di giocare avranno degli insoluti.
Benché la nostra società sia molto pacifica, come dice la Andreoli (che mi piace poco perché ha deciso di avere un pubblico e si esprime di conseguenza @CIRCE74 , come fanno altri, come Crepet) è necessario che i bambini comprendano il male attraverso il gioco e non ne vengano colpiti inaspettatamente .
Erano ragazzi di buona famiglia anche quelli di quella festa.
Più teste di cazzo di quelli mai trovati.
Cresciuti bene ed educati, con genitori benestanti e acculturati.
Ma arroganti, perché quando ho tentato di spiegare ai genitori che quell'atto poteva portare a conseguenze peggiori, loro mi sono saltati addosso, perché... avevo attaccato loro. Di buona famiglia.
Col il loro modello educativo perfetto.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Le cazzate che ho fatto da ragazzino (che non sto ad illustrare per pudore) non dipendevano per niente da carenze educative ma dal fatto che, evidentemente, avevo anche un lato da testa di cazzo che trovava terreno fertile (o si faceva influenzare) da altre teste di cazzo.
Sapevo bene cosa si poteva fare e cosa no perché me lo avevano insegnato.
Se sceglievi ciò che sapevi che era sbagliato, ci sarà stata una ragione.
 
Top