Sarei prudente nel chiamare in causa i genitori, se no si ricade nella consueta illusione del controllo secondo cui se fai tutto bene non ti piove addosso merda. Invece purtroppo la merda ti può capitare a prescindere.
Mi concentro sulla conclusione, che condivido.
Mi sembra talmente logica e evidente che stupisce che venga più o meno costantemente messa in discussione e mi viene spontanea la domanda: perché viene messa in discussione?
Mi sono fatto un'idea.
Io vedo la necessità di trovare un colpevole, oltre gli unici colpevoli, perché questo serve a noi per sentirci di aver fatto bene.
Il ragionamento mi sembra approssimativamente questo.
Il punto di partenza è
"se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene".
Ciò viene tradotto in
"se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene".
Ovviamente si sottintende
"i miei ragazzi fanno bene", che è un fatto verificato (almeno fino a prova contraria...)
.
La conclusione, logica e ineccepibile, è
"io li ho educati bene".
Questo ragionamento (implicito) ha due problemi di base che lo rendono doppiamente fallace.
Il primo è logico: "se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene" non è affatto logicamente equivalente a "se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene" ma piuttosto è equivalente a "se i genitori li hanno educati bene allora i ragazzi non sbagliano". Però, ahimè, quest'ultima non è utilizzabile insieme al dato di fatto sui propri ragazzi per concludere come prima.
Capisco però che la logica sia materia ostica.
Il secondo problema, forse ancora più grosso, è quello di confondere la statistica con il determinismo: è senz'altro vero, prendendo un campione statistico sufficientemente ampio da essere significativo, che "bravi genitori" producono "bravi figli" in proporzione nettamente maggiore di quanto "cattivi genitori" producano "bravi figli" (e stessa cosa, a proporzioni invertite, per i "cattivi figli") ma questo non dice niente, ASSOLUTAMENTE NIENTE, quando dal campione statistico si scende dato personale: ci saranno sempre pessimi genitori che producono ottimi figli e ottimi genitori che producono pessimi figli e, per quanto la probabilità sia bassa, sul campione statistico che si considera (cioè, l'intera popolazione, che è enorme) sono fenomeni che si verificheranno un numero sufficiente di volte da finire con una certa regolarità sui quotidiani...

Però ignorando le leggi della probabilità e i principi della statistica, si cerca sempre il colpevole esterno...
Insomma: il pollo di Trilussa non ha insegnato niente a nessuno!