Minicar

Brunetta

Utente di lunga data
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
 

Rebecca89

Sentire libera
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
Ne parlavo ieri con mio figlio. Gli ho detto che io sono orgogliosa di come sta crescendo, ma che quando mi dicono essere merito mio e del padre, rispondo fino a un certo punto. Perché noi possiamo dare basi, però poi loro vivono in un contesto fatto di situazioni, persone, ambienti dove devono metterci il loro oltre le basi ricevute. Non è secondo me questione di carenze educative, anzi. È proprio che fuori casa noi non ci siamo. E fuori casa è un mondo dove devono proteggere loro stessi da soli.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ne parlavo ieri con mio figlio. Gli ho detto che io sono orgogliosa di come sta crescendo, ma che quando mi dicono essere merito mio e del padre, rispondo fino a un certo punto. Perché noi possiamo dare basi, però poi loro vivono in un contesto fatto di situazioni, persone, ambienti dove devono metterci il loro oltre le basi ricevute. Non è secondo me questione di carenze educative, anzi. È proprio che fuori casa noi non ci siamo. E fuori casa è un mondo dove devono proteggere loro stessi da soli.
E chi gli dà una visione del mondo, l’idea di bene e male e di come ci si protegge?
Faccio un esempio minimo. Un ex fidanzato di mia figlia si era lamentato che lei lo aveva fatto fermare in auto per vedere se era il caso di intervenire per proteggere una ragazza che stava litigando con un ragazzo. Diceva che intervenire era rischioso.
Ma… indovina cosa pensavo io?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
La vicenda dei due deficienti, che combattevano la noia abbattendo i passanti, porta a delle riflessioni sulla educazione e sul controllo degli adolescenti.
Premesso che ormai tutti conosciamo e abbiamo provato il bisogno di distacco dai genitori, davvero pensiamo che certi eventi siano totalmente inaspettati e indipendenti dall’educazione ricevuta e dal rapporto con i genitori?
Qui siamo tutti adulti, ci sentiamo certi di non aver avuto carenze educative?
Quando sono passato per quel periodo io, insieme ai deficienti con cui uscivo ho fatto cose che è meglio non menzionare, non gravi come quelle di questi 2, ma nemmeno da niente. Ma era pura stupidità fine a se stessa amplificata da effetto branco di amici cretini, non avevo alcun impulso a distaccarmi dai miei genitori e nemmeno loro (per me ne sono certo, per loro è una mia deduzione, ovviamente), e a tutt'oggi non ho mai trovato nulla da recriminare ai miei, che hanno sempre fatto tutto quello che potevano, come potevano, e anche di più e per fortuna non sanno del tutto quello che successe allora. Oggi credo che la stupidità non sia solo fine a se stessa, o amplificata solo da effetto branco amici cretini, c'è pure il web, che ai miei tempi non c'era, che amplifica ulteriormente e addirittura eleva a motivo d'orgoglio e fama compiere certe "gesta". Sarei prudente nel chiamare in causa i genitori, se no si ricade nella consueta illusione del controllo secondo cui se fai tutto bene non ti piove addosso merda. Invece purtroppo la merda ti può capitare a prescindere.
 

Nicky

Utente di lunga data
Da persone senza figli, sono molto cauta nell'attribuire questi comportamenti a carenze educative.
Mio marito mi ha poi influenzato, perché tende a pensare che i figli spesso non rispecchino affatto quello che ha tentato di insegnargli il genitore, considera l'essere genitore uno dei rischi maggiori.
Bisogna anche considerare che il cervello delle persone così giovani è diverso, gli adolescenti non sono ancora in grado di frenare l'impulsività come gli adulti.
Nel caso specifico, mi chiedo però se non sia eccessivo per una famiglia "normale" mettere in mano a un ragazzino una minicar, che è costosa; un po' mi viene da chiedermi se non lo abbiano viziato troppo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quando sono passato per quel periodo io, insieme ai deficienti con cui uscivo ho fatto cose che è meglio non menzionare, non gravi come quelle di questi 2, ma nemmeno da niente. Ma era pura stupidità fine a se stessa amplificata da effetto branco di amici cretini, non avevo alcun impulso a distaccarmi dai miei genitori e nemmeno loro (per me ne sono certo, per loro è una mia deduzione, ovviamente), e a tutt'oggi non ho mai trovato nulla da recriminare ai miei, che hanno sempre fatto tutto quello che potevano, come potevano, e anche di più e per fortuna non sanno del tutto quello che successe allora. Oggi credo che la stupidità non sia solo fine a se stessa, o amplificata solo da effetto branco amici cretini, c'è pure il web, che ai miei tempi non c'era, che amplifica ulteriormente e addirittura eleva a motivo d'orgoglio e fama compiere certe "gesta". Sarei prudente nel chiamare in causa i genitori, se no si ricade nella consueta illusione del controllo secondo cui se fai tutto bene non ti piove addosso merda. Invece purtroppo la merda ti può capitare a prescindere.
Avrebbero potuto intuire che eri in un branco di deficienti?
A quale età pensi?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Da persone senza figli, sono molto cauta nell'attribuire questi comportamenti a carenze educative.
Mio marito mi ha poi influenzato, perché tende a pensare che i figli spesso non rispecchino affatto quello che ha tentato di insegnargli il genitore, considera l'essere genitore uno dei rischi maggiori.
Bisogna anche considerare che il cervello delle persone così giovani è diverso, gli adolescenti non sono ancora in grado di frenare l'impulsività come gli adulti.
Nel caso specifico, mi chiedo però se non sia eccessivo per una famiglia "normale" mettere in mano a un ragazzino una minicar, che è costosa; un po' mi viene da chiedermi se non lo abbiano viziato troppo.
Dopo una premessa di sospensione del giudizio, hai comunque rilevato una imprudenza.
Un’auto è un’arma.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Da persone senza figli, sono molto cauta nell'attribuire questi comportamenti a carenze educative.
Mio marito mi ha poi influenzato, perché tende a pensare che i figli spesso non rispecchino affatto quello che ha tentato di insegnargli il genitore, considera l'essere genitore uno dei rischi maggiori.
Bisogna anche considerare che il cervello delle persone così giovani è diverso, gli adolescenti non sono ancora in grado di frenare l'impulsività come gli adulti.
Nel caso specifico, mi chiedo però se non sia eccessivo per una famiglia "normale" mettere in mano a un ragazzino una minicar, che è costosa; un po' mi viene da chiedermi se non lo abbiano viziato troppo.
Beh ai miei tempi c'erano le moto 125, delle bestie da 150/200 kg, 30cv e 140/150 all'ora, 0-100 in meno di 10 secondi, come un'auto sui 2000cc bella vivace... non facevi male agli altri, ma un incidente voleva dire restarci secchi o molto rovinati se eri fortunato... e parecchi che conoscevo ci sono rimasti secchi o rovinati
 

Brunetta

Utente di lunga data
Da parte dei genitori talvolta più che carenze c'è del menefreghismo di quel che i figli fanno fuori di casa direi.
Molto spesso non è menefreghismo, ma debolezza.
Un bisogno di essere amati che porta a dire sempre di sì, ad accontentare in tutto.
Ho avuto in classe due fratellini. La madre era incapace di tenerli in casa. Comandavano loro, la madre ne aveva paura. Parlo di età di scuola primaria!
Nell’ultima uscita didattica, che era incentrata sui mezzi di trasporto, eravamo andati in treno e il padre ha preso il biglietto 😟. Arrivati ha comprato un coltello e lo ha dato al figlio 😖. Ovviamente l’ho sequestrato e dato al padre al ritorno a scuola. Ma si può.
Al momento della formazione delle nuove classi prime ho chiesto di non avere la terza figlia in classe.
 

Nicky

Utente di lunga data
Beh ai miei tempi c'erano le moto 125, delle bestie da 150/200 kg, 30cv e 140/150 all'ora, 0-100 in meno di 10 secondi, come un'auto sui 2000cc bella vivace... non facevi male agli altri, ma un incidente voleva dire restarci secchi o molto rovinati se eri fortunato... e parecchi che conoscevo ci sono rimasti secchi o rovinati
Quando ero ragazzina io, i genitori tendevano a dire ai figli di comprarsela con i propri soldi, però, e quindi le avevano un po' più tardi. Era difficile che ti regalassero un mezzo del genere a sedici anni, almeno qui. Poi certo il mio ex guidava di nascosto ogni possibile veicolo ben prima di essere maggiorenne , ma lui era fissato e comunque lo faceva dove non c'era nessuno.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Penso ai 18/20 anni e non avrebbero potuto intuire: tutti bravissimi e di famiglie regolarissime, salvo quando si entrava in modalità branco di deficienti
Sai spiegare perché non ti sottraevi? Qual era la spinta principale a seguire (e magari animare) il branco?

Noi genitori. Però una visione non è del tutto la realtà. Quelli poi la vivono loro.
Quindi non sminuire l’importanza che hai avuto.

Quando ero ragazzina io, i genitori tendevano a dire ai figli di comprarsela con i propri soldi, però, e quindi le avevano un po' più tardi. Era difficile che ti regalassero un mezzo del genere a sedici anni, almeno qui. Poi certo il mio ex guidava di nascosto ogni possibile veicolo ben prima di essere maggiorenne , ma lui era fissato e comunque lo faceva dove non c'era nessuno.
I miei figli sono cresciuti sentendo il racconto del papà che aveva avuto un incidente tornando da casa dei nonni e che aveva pensato di morire. Il padre ha fatto sparire il motorino senza una parola. I miei sapevano che non lo avrebbero mai avuto e nemmeno hanno voluto fare un giro con gli altri.

Credo che sia anche questione di carattere. Io non ho mai avuto la “compa” e il miei figli hanno ugualmente un rifiuto delle “immense compagnie”.
Credo che l’influenza del gruppo sia importante. Ma i due del fatto di cronaca erano appunto due.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Quando ero ragazzina io, i genitori tendevano a dire ai figli di comprarsela con i propri soldi, però, e quindi le avevano un po' più tardi. Era difficile che ti regalassero un mezzo del genere a sedici anni, almeno qui. Poi certo il mio ex guidava di nascosto ogni possibile veicolo ben prima di essere maggiorenne , ma lui era fissato e comunque lo faceva dove non c'era nessuno.
Infatti i miei ci provarono a dirmi di comprarmela coi miei soldi. E io li presi in parola andando a sballottare prosciutti per tutta l'estate a 15 anni (un lavoro che oggi schifano pure i giangianesi disperati appena sbarcati). Loro pensavano, comprensibilmente, che ciò mi facesse pure apprezzare la scuola, ma ottennero l'effetto contrario: a settembre volevo continuare a prendere stipendi sballottando prosciutti piuttosto che tornare al liceo...
 

cipolino

Utente di lunga data
Sarei prudente nel chiamare in causa i genitori, se no si ricade nella consueta illusione del controllo secondo cui se fai tutto bene non ti piove addosso merda. Invece purtroppo la merda ti può capitare a prescindere.
Mi concentro sulla conclusione, che condivido.

Mi sembra talmente logica e evidente che stupisce che venga più o meno costantemente messa in discussione e mi viene spontanea la domanda: perché viene messa in discussione?

Mi sono fatto un'idea.

Io vedo la necessità di trovare un colpevole, oltre gli unici colpevoli, perché questo serve a noi per sentirci di aver fatto bene.

Il ragionamento mi sembra approssimativamente questo.

Il punto di partenza è "se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene".
C
iò viene tradotto in "se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene".
Ovviamente si sottintende "i miei ragazzi fanno bene", che è un fatto verificato (almeno fino a prova contraria...).
La conclusione, logica e ineccepibile, è "io li ho educati bene".

Questo ragionamento (implicito) ha due problemi di base che lo rendono doppiamente fallace.

Il primo è logico: "se i ragazzi sbagliano allora i genitori non li hanno educati bene" non è affatto logicamente equivalente a "se i ragazzi fanno bene allora i genitori li hanno educati bene" ma piuttosto è equivalente a "se i genitori li hanno educati bene allora i ragazzi non sbagliano". Però, ahimè, quest'ultima non è utilizzabile insieme al dato di fatto sui propri ragazzi per concludere come prima.
Capisco però che la logica sia materia ostica.

Il secondo problema, forse ancora più grosso, è quello di confondere la statistica con il determinismo: è senz'altro vero, prendendo un campione statistico sufficientemente ampio da essere significativo, che "bravi genitori" producono "bravi figli" in proporzione nettamente maggiore di quanto "cattivi genitori" producano "bravi figli" (e stessa cosa, a proporzioni invertite, per i "cattivi figli") ma questo non dice niente, ASSOLUTAMENTE NIENTE, quando dal campione statistico si scende dato personale: ci saranno sempre pessimi genitori che producono ottimi figli e ottimi genitori che producono pessimi figli e, per quanto la probabilità sia bassa, sul campione statistico che si considera (cioè, l'intera popolazione, che è enorme) sono fenomeni che si verificheranno un numero sufficiente di volte da finire con una certa regolarità sui quotidiani... :(
Però ignorando le leggi della probabilità e i principi della statistica, si cerca sempre il colpevole esterno...
Insomma: il pollo di Trilussa non ha insegnato niente a nessuno!
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Sai spiegare perché non ti sottraevi? Qual era la spinta principale a seguire (e magari animare) il branco?
Per me era stupidità pura, non è razionale. Forse l'impulso era quello di appartenenza al branco? Ma non ne sarei sicuro perchè non c'era un atteggiamento di esclusione verso chi era meno cretino di noi
 

jack-jackson

Utente di lunga data
Molto spesso non è menefreghismo, ma debolezza.
Un bisogno di essere amati che porta a dire sempre di sì, ad accontentare in tutto.
Ho avuto in classe due fratellini. La madre era incapace di tenerli in casa. Comandavano loro, la madre ne aveva paura. Parlo di età di scuola primaria!
Nell’ultima uscita didattica, che era incentrata sui mezzi di trasporto, eravamo andati in treno e il padre ha preso il biglietto 😟. Arrivati ha comprato un coltello e lo ha dato al figlio 😖. Ovviamente l’ho sequestrato e dato al padre al ritorno a scuola. Ma si può.
Al momento della formazione delle nuove classi prime ho chiesto di non avere la terza figlia in classe.
Non saprei, la paura dei figli non riesco a concepirla (casomai è il contrario) anche perché non li ho. In questo caso direi che gli eventi non siano indipendenti dall'educazione ricevuta.
Nella vita ho visto persone menefreghiste che alla fine, in età adulta, prendono come modello verso tutto e tutti, dato che è ciò con cui si è cresciuti, e non capire che la sofferenza e solitudine che si prova da grandi è legata al menefreghismo ricevuto da bambino.
Tuttavia credo che è il non interessarsi a quel che loro fanno fuori a portare tali eventi, se ti beccano te la fanno pagare se no si vive stando alle proprie regole al massimo si prendono due parole.
 
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Nicky

Utente di lunga data
Infatti i miei ci provarono a dirmi di comprarmela coi miei soldi. E io li presi in parola andando a sballottare prosciutti per tutta l'estate a 15 anni (un lavoro che oggi schifano pure i giangianesi disperati appena sbarcati). Loro pensavano, comprensibilmente, che ciò mi facesse pure apprezzare la scuola, ma ottennero l'effetto contrario: a settembre volevo continuare a prendere stipendi sballottando prosciutti piuttosto che tornare al liceo...
Anche alcuni miei amici sono andati a lavorare per prendere la moto, ma ci è voluto un po' di tempo 😀
Comunque il fatto di farti guadagnare le cose fa sì che abbiano un senso e un valore diverso.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Anche alcuni miei amici sono andati a lavorare per prendere la moto, ma ci è voluto un po' di tempo 😀
Comunque il fatto di farti guadagnare le cose fa sì che abbiano un senso e un valore diverso.
Altrochè, soprattutto capire che uno che sballotta prosciutti prende più di uno che ha studiato al liceo, col contratto alimentaristi industria che ha paga base, straordinari, premio produzione, quattordicesima, quindicesima, ferie, TFR ecc ecc ecc fra i più alti fra i CCNL
 
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