mi manca la vita che avevo, che era mia.
Il mio ex compagno, i nostri modi, le nostre abitudini.
Il nuovo compagno cerca di fare una "famiglia" con me, dà tutto a me e ai suoi figli, ma abbiamo "modi" diversi, "stili" diversi. C'è amore, intesa, passione, attrazione, ma non c'è familiarità. A causa mia probabilmente, che non riesco a reiventarmi. Stasera lui e suo figlio a cena da me, il suo adorabile ragazzo, grandissimo chiaccherone, i suoi figli parlano sempre tantissimo, esclusivamente di sè, non chiedono mai degli altri, del padre nè di nessun altro ...ma per due adolescenti è già tanto così, già un bel risultato che si esprimano così liberamente. Il padre, per suo "stile", li ascolta sempre, in qualunque condizione si trovi, sempre risponde, sempre partecipa con passione. sono belli da vedere, quella famiglia. Stasera, aporfittando di un raro secondo di silenzio, ho provato a dire qualcosa di mio. Sono diversi mesi che sto cercando una strada per coltivare qualche passione vera, per riprendermi un pezzo di vita, e il mio compagno lo sa. lo studio, avevo deciso, di tornare a studiare. L'ho informato di avere trovato un master triennale di specializzazione, una buona scuola, ho fatto solo a tempo a dire che si frequenta il sabato, che il figlio subito mi ha interrotto e ha parlato della scuola che farà all'estero un suo amico, e loro due sono tornati a parlare di questo, cambiando discorso. mai come in quel momento ho capito che io uno spazio mio, davvero mio, non lo troverò. Forse non lo voglio trovare, forse non c'è veramente, non lo so. la relazione è buona, molto buona, ma non sono la mia famiglia. Non condivido quei modi, mi sarei apsettata dal padre che gentilmente chiedesse al ragazzo di lasciarmi finire. Io ascolto e ascolto e mi diverto anche, ma da lontano, da fuori. Poi sono usciti e sono andati insieme all'ennesimo saggio di danza della sorella. So che se avessi voluto avrei potuto andarci anche io e sarei stata ben accolta, ma la verità è ...che non solo quello non è il mio posto, ma in verità il saggio di danza, come la recita scout e tutte quelle cose che il padre si sorbisce da lustri, fingendo di andarci "solo per i ragazzi", in verità a me non interessano. Non sono il mio posto. Mi addolora dirlo, ma è la verità. Come coppia siamo una buona coppia, ci intendiamo, ci amiamo. ma la mia vita era un'altra. E' finita quella vita. Con il padre di mia figlia, con il mio ex, ci stiamo sentendo frequentemente, i rapporti sono molto migliorati, perchè ha ripreso a prendersi cura della bimba. Mi senti amio agio con lui. Non lo voglio più, in assoluto. ma lui è la vita che conoscevo, i "nostri modi" ancora mi fanno ridere, ancora mi rassicurano, ancora sono "casa mia", anche dopo due anni, anche dopo un tradimento, anche dopo un mio nuovo amore. Quella è casa mia, distrutta, sporca, abbandonata, ma casa. Con il nuovo uomo è come essere in una stanza di albergo, bella, accogliente, pulita, ma non è casa. mi manca la mia vita, mi manca la musica, mi mancano gli amici musicisti, le ninna nanna che inventava e che cantava a nostra figlia, la sua gentilezza, i commenti davanti alla televisione, le chiaccherate interminabili, le abitudini prima di dormire, il saluto tipico della sera e quello del mattino, le posizioni durante il sonno ...mi manca casa mia. Non lui, ma la nostra, la mia vita, l'unica nella quale avevo un posto davvero mio, quella vera. mi sento così smarrita. Persa. Così malinconica.
Il mio ex compagno, i nostri modi, le nostre abitudini.
Il nuovo compagno cerca di fare una "famiglia" con me, dà tutto a me e ai suoi figli, ma abbiamo "modi" diversi, "stili" diversi. C'è amore, intesa, passione, attrazione, ma non c'è familiarità. A causa mia probabilmente, che non riesco a reiventarmi. Stasera lui e suo figlio a cena da me, il suo adorabile ragazzo, grandissimo chiaccherone, i suoi figli parlano sempre tantissimo, esclusivamente di sè, non chiedono mai degli altri, del padre nè di nessun altro ...ma per due adolescenti è già tanto così, già un bel risultato che si esprimano così liberamente. Il padre, per suo "stile", li ascolta sempre, in qualunque condizione si trovi, sempre risponde, sempre partecipa con passione. sono belli da vedere, quella famiglia. Stasera, aporfittando di un raro secondo di silenzio, ho provato a dire qualcosa di mio. Sono diversi mesi che sto cercando una strada per coltivare qualche passione vera, per riprendermi un pezzo di vita, e il mio compagno lo sa. lo studio, avevo deciso, di tornare a studiare. L'ho informato di avere trovato un master triennale di specializzazione, una buona scuola, ho fatto solo a tempo a dire che si frequenta il sabato, che il figlio subito mi ha interrotto e ha parlato della scuola che farà all'estero un suo amico, e loro due sono tornati a parlare di questo, cambiando discorso. mai come in quel momento ho capito che io uno spazio mio, davvero mio, non lo troverò. Forse non lo voglio trovare, forse non c'è veramente, non lo so. la relazione è buona, molto buona, ma non sono la mia famiglia. Non condivido quei modi, mi sarei apsettata dal padre che gentilmente chiedesse al ragazzo di lasciarmi finire. Io ascolto e ascolto e mi diverto anche, ma da lontano, da fuori. Poi sono usciti e sono andati insieme all'ennesimo saggio di danza della sorella. So che se avessi voluto avrei potuto andarci anche io e sarei stata ben accolta, ma la verità è ...che non solo quello non è il mio posto, ma in verità il saggio di danza, come la recita scout e tutte quelle cose che il padre si sorbisce da lustri, fingendo di andarci "solo per i ragazzi", in verità a me non interessano. Non sono il mio posto. Mi addolora dirlo, ma è la verità. Come coppia siamo una buona coppia, ci intendiamo, ci amiamo. ma la mia vita era un'altra. E' finita quella vita. Con il padre di mia figlia, con il mio ex, ci stiamo sentendo frequentemente, i rapporti sono molto migliorati, perchè ha ripreso a prendersi cura della bimba. Mi senti amio agio con lui. Non lo voglio più, in assoluto. ma lui è la vita che conoscevo, i "nostri modi" ancora mi fanno ridere, ancora mi rassicurano, ancora sono "casa mia", anche dopo due anni, anche dopo un tradimento, anche dopo un mio nuovo amore. Quella è casa mia, distrutta, sporca, abbandonata, ma casa. Con il nuovo uomo è come essere in una stanza di albergo, bella, accogliente, pulita, ma non è casa. mi manca la mia vita, mi manca la musica, mi mancano gli amici musicisti, le ninna nanna che inventava e che cantava a nostra figlia, la sua gentilezza, i commenti davanti alla televisione, le chiaccherate interminabili, le abitudini prima di dormire, il saluto tipico della sera e quello del mattino, le posizioni durante il sonno ...mi manca casa mia. Non lui, ma la nostra, la mia vita, l'unica nella quale avevo un posto davvero mio, quella vera. mi sento così smarrita. Persa. Così malinconica.