Mi manca

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ellina69

Utente di lunga data
mi manca la vita che avevo, che era mia.
Il mio ex compagno, i nostri modi, le nostre abitudini.
Il nuovo compagno cerca di fare una "famiglia" con me, dà tutto a me e ai suoi figli, ma abbiamo "modi" diversi, "stili" diversi. C'è amore, intesa, passione, attrazione, ma non c'è familiarità. A causa mia probabilmente, che non riesco a reiventarmi. Stasera lui e suo figlio a cena da me, il suo adorabile ragazzo, grandissimo chiaccherone, i suoi figli parlano sempre tantissimo, esclusivamente di sè, non chiedono mai degli altri, del padre nè di nessun altro ...ma per due adolescenti è già tanto così, già un bel risultato che si esprimano così liberamente. Il padre, per suo "stile", li ascolta sempre, in qualunque condizione si trovi, sempre risponde, sempre partecipa con passione. sono belli da vedere, quella famiglia. Stasera, aporfittando di un raro secondo di silenzio, ho provato a dire qualcosa di mio. Sono diversi mesi che sto cercando una strada per coltivare qualche passione vera, per riprendermi un pezzo di vita, e il mio compagno lo sa. lo studio, avevo deciso, di tornare a studiare. L'ho informato di avere trovato un master triennale di specializzazione, una buona scuola, ho fatto solo a tempo a dire che si frequenta il sabato, che il figlio subito mi ha interrotto e ha parlato della scuola che farà all'estero un suo amico, e loro due sono tornati a parlare di questo, cambiando discorso. mai come in quel momento ho capito che io uno spazio mio, davvero mio, non lo troverò. Forse non lo voglio trovare, forse non c'è veramente, non lo so. la relazione è buona, molto buona, ma non sono la mia famiglia. Non condivido quei modi, mi sarei apsettata dal padre che gentilmente chiedesse al ragazzo di lasciarmi finire. Io ascolto e ascolto e mi diverto anche, ma da lontano, da fuori. Poi sono usciti e sono andati insieme all'ennesimo saggio di danza della sorella. So che se avessi voluto avrei potuto andarci anche io e sarei stata ben accolta, ma la verità è ...che non solo quello non è il mio posto, ma in verità il saggio di danza, come la recita scout e tutte quelle cose che il padre si sorbisce da lustri, fingendo di andarci "solo per i ragazzi", in verità a me non interessano. Non sono il mio posto. Mi addolora dirlo, ma è la verità. Come coppia siamo una buona coppia, ci intendiamo, ci amiamo. ma la mia vita era un'altra. E' finita quella vita. Con il padre di mia figlia, con il mio ex, ci stiamo sentendo frequentemente, i rapporti sono molto migliorati, perchè ha ripreso a prendersi cura della bimba. Mi senti amio agio con lui. Non lo voglio più, in assoluto. ma lui è la vita che conoscevo, i "nostri modi" ancora mi fanno ridere, ancora mi rassicurano, ancora sono "casa mia", anche dopo due anni, anche dopo un tradimento, anche dopo un mio nuovo amore. Quella è casa mia, distrutta, sporca, abbandonata, ma casa. Con il nuovo uomo è come essere in una stanza di albergo, bella, accogliente, pulita, ma non è casa. mi manca la mia vita, mi manca la musica, mi mancano gli amici musicisti, le ninna nanna che inventava e che cantava a nostra figlia, la sua gentilezza, i commenti davanti alla televisione, le chiaccherate interminabili, le abitudini prima di dormire, il saluto tipico della sera e quello del mattino, le posizioni durante il sonno ...mi manca casa mia. Non lui, ma la nostra, la mia vita, l'unica nella quale avevo un posto davvero mio, quella vera. mi sento così smarrita. Persa. Così malinconica.
 
e non c'è nessunissima possibilità che tu possa riavere quella vita?

scusa, io non so i dettagli della tua storia, so solo che lui si è comportato molto molto male

ma si può anche perdonare, se ne vale la pena

credo
 

ellina69

Utente di lunga data
no, quintina, no, certe cose non possono più essere ricucite, sono senza rimedio. Per questo mi sento smarrita. Non so dove andare, non ho più un posto davvero mio. Temo che finirò col perdere tutto. anche questa nuova occasione di vita, che però non sento appartenermi veramente
 

aristocat

Utente iperlogica
Ellina non credere MAI che tu non abbia diritto a coltivarti una tua dimensione, un tuo spazio con i tuoi interessi....anche se questo vuol dire fare sacrifici e togliere del tempo (giusto un po'...:condom:) ai tuoi nuovi affetti.

Cominciare a pensare di non farcela non va bene, specie con lo studio (che vuoi intraprendere).
E te lo dico, forte della mia esperienza di lavoratrice studentessa.
E' durissima, una buriana incredibile...ma alla fine è una soddisfazione, una cosa solo tua che ti realizza e ti completa.

Non cedere mai su questo punto. Chi ti ama davvero comprenderà anche queste tue legittime e giuste aspirazioni, a migliorarti e ad aprire la tua mente...
 
mi dispiace tanto

conosco quella sensazione di smarrimento, l'ho provata quando mi sono lasciata con il mio primo marito, nonostante sapessi perfettamente che era l'unica cosa che potevo fare

comunque, se posso permettermi di darti un consiglio, porta in fondo il progetto di rimetterti a studiare. Credo sia un'ottima cosa. Io ho fatto il dottorato di ricerca in età "avanzata" (avevo 15 anni più dei miei compagni, più o meno). E' stata dura rimettermi a studiare, lavorando, e con due bambini. Ma non me ne sono mai pentita. Mi ha arricchita tanto
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ti capisco. E non perché ti senti ...persa ...anzi forse per quello.
Io ho scritto più volte del peso di riscrivere la propria autobiografia, perché di questo si tratta. Ma per riscriverla bisogna riuscire a integrare quello che si sta vivendo dentro di sè.
Il carattere può aiutare e credo che il tuo non ti aiuti.
Non voglio certo dirti che hai un brutto carattere, né, in alcun modo, che sbagli qualcosa, sia chiaro. Credo però che sia per te difficile sentirti parte di quella famiglia in un ruolo che non è centrale. Non centrale perché non sono figli tuoi e perché sono entrati nella tua vita grandi e con scelte compiute da altri.
Però si riesce con pazienza e tempo e tanta fatica a integrare le famiglie.
Comunque quella di prima non era la tua famiglia, non era la famiglia in cui eri nata era una cosa nuova che si era creata.
Considera che era così affascinante perché includeva anche quella parte di "scapigliatura" che ha portato lui a comportarsi in modo irresponsabile.
Puoi creare una cosa nuova..col tempo e integrare senza cesure e contrapposizioni le parti della tua vita.
 

ellina69

Utente di lunga data
Credo però che sia per te difficile sentirti parte di quella famiglia in un ruolo che non è centrale. Non centrale perché non sono figli tuoi e perché sono entrati nella tua vita grandi e con scelte compiute da altri.
Però si riesce con pazienza e tempo e tanta fatica a integrare le famiglie.
.
credo che il punto sia questo. semplicemente,forse egoisticamente. Hai detto bene, vorrei un ruolo centrale, per sentirmi parte di una vita che è MIA, per sentirmi nel MIO posto. Sono avvolta dall'amore di questo uomo e dall'accoglienza dei suoi ragazzi, che sono bellissimi, ai quali so che con il tempo potrò volere bene davvero. Ma ... non lo so, non lo so perchè non mi basti. Non era qeullo che volevo, non è quello che voglio. Io stavo bene enlla mia vita, il padre di mia figlia è l'unico padre che possa riconoscere per mia figlia, l'unico con il quale avrei potuto comprendere e accettare e perfino forse amare la disabilità di mia figlia. Per la sua visione delle cose, per quel suo sguardo innocente e tenero sul mondo e sulle persone, che vedeva anche nella nostra bambina un dono e un significato (e però ci ha mollate, lo so bene, anche se ora è tornata dalla bimba). Mia figlia in questo nuovo nucleo ha un ruolo centrale dal punto di vista pratico (portarla con noi, accudirla, l'ora dei pranzi, delle medicine, ecc) ma non affettivo (il mio compagno le vuole molto bene i ragazzi la rispettano ma sostanzialmente la ignorano) nè tanto meno progettuale. Eppure so che è già tanto, tantissimo, che dovrei esssere grata di questa nuova bella opportunità dopo il disastro in cui mi sono trovata. Ma il mio carattere, hai ragione P/R, forse i l carattere ancora immaturo di una "rapinatrice" affettiva ....non lo so ...da che parte vado ora? Vorrei stare ferma, da sola, ma mi spiacerebbe perdere questa bella occasione, per il rimpianto di una vita finita, e pure in malo modo
 

Lettrice

Utente di lunga data
credo che il punto sia questo. semplicemente,forse egoisticamente. Hai detto bene, vorrei un ruolo centrale, per sentirmi parte di una vita che è MIA, per sentirmi nel MIO posto. Sono avvolta dall'amore di questo uomo e dall'accoglienza dei suoi ragazzi, che sono bellissimi, ai quali so che con il tempo potrò volere bene davvero. Ma ... non lo so, non lo so perchè non mi basti. Non era qeullo che volevo, non è quello che voglio. Io stavo bene enlla mia vita, il padre di mia figlia è l'unico padre che possa riconoscere per mia figlia, l'unico con il quale avrei potuto comprendere e accettare e perfino forse amare la disabilità di mia figlia. Per la sua visione delle cose, per quel suo sguardo innocente e tenero sul mondo e sulle persone, che vedeva anche nella nostra bambina un dono e un significato (e però ci ha mollate, lo so bene, anche se ora è tornata dalla bimba). Mia figlia in questo nuovo nucleo ha un ruolo centrale dal punto di vista pratico (portarla con noi, accudirla, l'ora dei pranzi, delle medicine, ecc) ma non affettivo (il mio compagno le vuole molto bene i ragazzi la rispettano ma sostanzialmente la ignorano) nè tanto meno progettuale. Eppure so che è già tanto, tantissimo, che dovrei esssere grata di questa nuova bella opportunità dopo il disastro in cui mi sono trovata. Ma il mio carattere, hai ragione P/R, forse i l carattere ancora immaturo di una "rapinatrice" affettiva ....non lo so ...da che parte vado ora? Vorrei stare ferma, da sola, ma mi spiacerebbe perdere questa bella occasione, per il rimpianto di una vita finita, e pure in malo modo
Bello questo post.
Ellina indietro non si torna. Il tuo nuovo compagno non guardera' mai tua figlia con gli occhi del padre, non credo neanche che questa cosa si possa pretendere (non dico che tu lo faccia), faresti un torto a tutti sperando in questo.
Ovviamente tu metti tua figlia al centro della tua vita (chi non lo fa?) e giustamente l'ideale sarebbe l'uomo, padre di tua figlia, che mettesse voi in egual misura al centro della sua vita, un bel cerchio con un solo centro... quel cerchio non c'e' piu', non credo tu lo possa riguadagnare, ora hai un'ellisse con due centri ed e' su questa che dovresti lavorare... spostati dal tuo centro e datti la possibilita' di apprezzare questa "nuova figura". Spero si capisca, a me ha aiutato, spero possa aiutare anche te.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
credo che il punto sia questo. semplicemente,forse egoisticamente. Hai detto bene, vorrei un ruolo centrale, per sentirmi parte di una vita che è MIA, per sentirmi nel MIO posto. Sono avvolta dall'amore di questo uomo e dall'accoglienza dei suoi ragazzi, che sono bellissimi, ai quali so che con il tempo potrò volere bene davvero. Ma ... non lo so, non lo so perchè non mi basti. Non era quello che volevo, non è quello che voglio. Io stavo bene nella mia vita, il padre di mia figlia è l'unico padre che possa riconoscere per mia figlia, l'unico con il quale avrei potuto comprendere e accettare e perfino forse amare la disabilità di mia figlia. Per la sua visione delle cose, per quel suo sguardo innocente e tenero sul mondo e sulle persone, che vedeva anche nella nostra bambina un dono e un significato (e però ci ha mollate, lo so bene, anche se ora è tornata dalla bimba). Mia figlia in questo nuovo nucleo ha un ruolo centrale dal punto di vista pratico (portarla con noi, accudirla, l'ora dei pranzi, delle medicine, ecc) ma non affettivo (il mio compagno le vuole molto bene i ragazzi la rispettano ma sostanzialmente la ignorano) nè tanto meno progettuale. Eppure so che è già tanto, tantissimo, che dovrei esssere grata di questa nuova bella opportunità dopo il disastro in cui mi sono trovata. Ma il mio carattere, hai ragione P/R, forse i l carattere ancora immaturo di una "rapinatrice" affettiva ....non lo so ...da che parte vado ora? Vorrei stare ferma, da sola, ma mi spiacerebbe perdere questa bella occasione, per il rimpianto di una vita finita, e pure in malo modo
Con carattere non intendevo brutto o cattivo o egoistico carattere, intendevo proprio l'indole personale che rende più o meno facile sentirsi parte di un gruppo o di una famiglia. E in questa constatazione non c'è e non deve esserci, neppure da parte tua, un giudizio.
E' un dato di fatto che spesso si hanno altri figli nelle nuove famiglie, per caso, con incoscienza o incosapevolezza o con lucidità proprio per creare attraverso il nuovo progetto di vita un centro che unisca tutti i componenti. E' un istintivo "mischiare il sangue".
Non credo che sia una cosa praticabile per voi ora, non da escludere in futuro.
Penso che ora dovresti, forse con qualche sforzo, partecipare più con le azioni a questa tua nuova famiglia e che poi la partecipazione fisica e emotivamente virtuale diverrà reale.
Poi, credo di potertelo dire per l'intelligenza, la lucidità e la sensibilità che ti contraddistinguono, un pizzico di fastidio nei confronti di un tipo di vita che questi ragazzi vivono e che tua figlia non potrà vivere è comprensibile. Penso che questo ti porti a mettere una distanza emotiva tra te e loro.
Così come un nascosto senso di colpa da impotenza potrebbe mettere una distanza tra loro e te e la tua piccola.
Col tempo la ricchezza di cui è portatrice tua figlia vi unirà.
 

ellina69

Utente di lunga data
il tuo esempio è calzante ... sono sempre stata affascinata dalla figura del cerchio, mentre fin dai tempi dei banchi di scuola ho sempre trovato l'ellissi una figura sgraziata, squilibrata :)))
Io lo so cosa voglio, voglio proprio quella cosa che dicevi tu, quella del cerchio.
Purtroppo l'ellissi non mi interessa.
Voglio una famiglia MIA. Non essere accolta in quella di altri. Non credo che si possa costuire qualcosa di nuovo, dove ognuno die membri possa trovare il proprio posto realmente, con piena soddisfazione e realizzazione di sè. Forse si può creare qualcosa di nuovo, di piacevole, una specie di cuccia, di rifugio, ma non il proprio posto. Non ho una storia con queste persone, non ho ricordi, non ho legami, sono degli estranei, dei deliziosi adorabili estranei. Con le loro abitudini, i loro modi, il loro stile ...che - per giunta - non sono nemmeno del tutto compatibili con i miei. Io e lui stiamo bene insieme, è quando il nucleo si allarga che per me diventa un'enorme fatica, quando siamo in 5 mi ritrovo completamente stranita.
Forse dovrei stare da sola. E restarci. Forse per me davvero non è più tempo. Forse devo rassegnarmi e basta
 

ellina69

Utente di lunga data
il tuo esempio è calzante ... sono sempre stata affascinata dalla figura del cerchio, mentre fin dai tempi dei banchi di scuola ho sempre trovato l'ellissi una figura sgraziata, squilibrata :)))
Io lo so cosa voglio, voglio proprio quella cosa che dicevi tu, quella del cerchio.
Purtroppo l'ellissi non mi interessa.
Voglio una famiglia MIA. Non essere accolta in quella di altri. Non credo che si possa costuire qualcosa di nuovo, dove ognuno die membri possa trovare il proprio posto realmente, con piena soddisfazione e realizzazione di sè. Forse si può creare qualcosa di nuovo, di piacevole, una specie di cuccia, di rifugio, ma non il proprio posto. Non ho una storia con queste persone, non ho ricordi, non ho legami, sono degli estranei, dei deliziosi adorabili estranei. Con le loro abitudini, i loro modi, il loro stile ...che - per giunta - non sono nemmeno del tutto compatibili con i miei. Io e lui stiamo bene insieme, è quando il nucleo si allarga che per me diventa un'enorme fatica, quando siamo in 5 mi ritrovo completamente stranita.
Forse dovrei stare da sola. E restarci. Forse per me davvero non è più tempo. Forse devo rassegnarmi e basta
 

ellina69

Utente di lunga data
cara P/R, avevo risposto a lettrice, senza ver letto il tuo post ...così ottimista e fiducioso. Vorrei chiederti, contando sulla tua onestà: ma tu ci credi davvero? Tu, sinceramente, uniresti 5 persone estranee, con menatlità, modi, educazione, visioni, non del tutto compatibili? In nome di cosa? Starsti seduta sera dopo sera ad un tavolo dove se provi a dire che hai trovato il corso post laurea che da mesi cercavi, vieni subito interrotta? Non sono la "mia gente", lo so che appaio immatura, egoista, infantile, nel dire questa frase ...ma ....io proprio non lo so come facciano gli altri a costuire quella cosa che descrivevi tu. sarebbe bello, mi piacerebbe tanto, ma temo di non essere capace.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
il tuo esempio è calzante ... sono sempre stata affascinata dalla figura del cerchio, mentre fin dai tempi dei banchi di scuola ho sempre trovato l'ellissi una figura sgraziata, squilibrata :)))
Io lo so cosa voglio, voglio proprio quella cosa che dicevi tu, quella del cerchio.
Purtroppo l'ellissi non mi interessa.
Voglio una famiglia MIA. Non essere accolta in quella di altri. Non credo che si possa costuire qualcosa di nuovo, dove ognuno die membri possa trovare il proprio posto realmente, con piena soddisfazione e realizzazione di sè. Forse si può creare qualcosa di nuovo, di piacevole, una specie di cuccia, di rifugio, ma non il proprio posto. Non ho una storia con queste persone, non ho ricordi, non ho legami, sono degli estranei, dei deliziosi adorabili estranei. Con le loro abitudini, i loro modi, il loro stile ...che - per giunta - non sono nemmeno del tutto compatibili con i miei. Io e lui stiamo bene insieme, è quando il nucleo si allarga che per me diventa un'enorme fatica, quando siamo in 5 mi ritrovo completamente stranita.
Forse dovrei stare da sola. E restarci. Forse per me davvero non è più tempo. Forse devo rassegnarmi e basta
Quando si ha una storia con una nuova persona che sia d'amore o d'amicizia si deve ricostruire il tempo che non si è vissuto insieme, si deve integrare quella vita nella propria.
Io ho sempre trovato naturale il rapporto tra coetanei proprio perché gli aspetti storici, culturali e di costume vissuti si possono integrare.
Del resto anche qui si può leggere come lo scoprire di aver condiviso film, musica, videogiochi sia usato per creare un legame.
Anche con questi ragazzi devi compiere questo "lavoro". E infatti loro lo fanno e raccontano delle loro eserienze e vogliono (o accettano) che tu le condivida. Infatti tu ti senti respinta per la mancanza di ascolto.
Però è comprensibile che per loro sia difficile integrare te che sostituisci una madre esistente e "complicata" e che sei portatrice di una storia dolorosa.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
cara P/R, avevo risposto a lettrice, senza ver letto il tuo post ...così ottimista e fiducioso. Vorrei chiederti, contando sulla tua onestà: ma tu ci credi davvero? Tu, sinceramente, uniresti 5 persone estranee, con menatlità, modi, educazione, visioni, non del tutto compatibili? In nome di cosa? Starsti seduta sera dopo sera ad un tavolo dove se provi a dire che hai trovato il corso post laurea che da mesi cercavi, vieni subito interrotta? Non sono la "mia gente", lo so che appaio immatura, egoista, infantile, nel dire questa frase ...ma ....io proprio non lo so come facciano gli altri a costuire quella cosa che descrivevi tu. sarebbe bello, mi piacerebbe tanto, ma temo di non essere capace.
Non lo so.
Io sono di carattere estremamente accogliente e inclusiva. Ma ora sono diventata diversa e resto come sono nel lavoro, ma nei rapporti interpersonali sono sempre con qualche riserva.
Voglio dire che dopo essere state ferite nel profondo e dopo aver visto crollare quello che si aveva costruito e in cui si credeva ...non si sa neppure se si può essere capaci di costruire una famiglia, visto che quella in cui si avevano profuse tutte le energie e speranze è stata smantelata. E' naturale attribuirsi delle incapacità che si proiettano anche nel futuro.
Ma non parlavo di me. Parlavo di te.
Tu sei una donna fantastica e mi spaventi quando dici di pensare di poter rinunciare a un uomo che ti ama e alla possibilità di avere una famiglia e una rete di affetti. Ma forse sei spaventata di averla da chi in fondo è un estraneo mentre sei stata abbandonata da chi era la tua famiglia.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Lettrice

Utente di lunga data
il tuo esempio è calzante ... sono sempre stata affascinata dalla figura del cerchio, mentre fin dai tempi dei banchi di scuola ho sempre trovato l'ellissi una figura sgraziata, squilibrata :)))
Io lo so cosa voglio, voglio proprio quella cosa che dicevi tu, quella del cerchio.
Purtroppo l'ellissi non mi interessa.
Voglio una famiglia MIA. Non essere accolta in quella di altri. Non credo che si possa costuire qualcosa di nuovo, dove ognuno die membri possa trovare il proprio posto realmente, con piena soddisfazione e realizzazione di sè. Forse si può creare qualcosa di nuovo, di piacevole, una specie di cuccia, di rifugio, ma non il proprio posto. Non ho una storia con queste persone, non ho ricordi, non ho legami, sono degli estranei, dei deliziosi adorabili estranei. Con le loro abitudini, i loro modi, il loro stile ...che - per giunta - non sono nemmeno del tutto compatibili con i miei. Io e lui stiamo bene insieme, è quando il nucleo si allarga che per me diventa un'enorme fatica, quando siamo in 5 mi ritrovo completamente stranita.
Forse dovrei stare da sola. E restarci. Forse per me davvero non è più tempo. Forse devo rassegnarmi e basta
Pero' Ellina, la famiglia tua tu la hai: tu e tua figlia siete una famiglia... non e' questione di essere accolti nella famiglia di qualcun altro... proprio per questo ho citato l'ellissi che ha due centri.
Non capisco, vorresti tornare col tuo ex? Anche se tu trovassi un uomo senza figli ti troveresti ad affrontare gli stessi problemi, perche' in ogni caso non sara' mai il padre di tua figlia e non la guardera' mai come vorresti tu.
Senza che tu ti offenda, pero' il tuo discorso e' un filino egocentristico, cioe': vorresti che tu e tua figlia foste il centro dell'attenzione di qualcuno, ma se questo qualcuno avesse una "vita" precedente tu non accoglieresti questa vita... insomma chiedi ma non dai.
Forse, dovresti veramente stare un po' sola... magari la relazione con quest'uomo e' arrivata troppo poco tempo dopo la separazione.:)
Non capisco, vuoi tornare col tuo ex?
 

Consapevole

Utente di lunga data
ellina69; Forse dovrei stare da sola. E restarci. Forse per me davvero non è più tempo. Forse devo rassegnarmi e basta[/QUOTE ha detto:
forse una volta ti avrei appoggiata in questo pensiero...ma non piu' ( non e' che io in questo periodo mi senta un mostro di saggezza...) se tu credessi sul serio che "DA NESSUNA PARTE C'E' PIU' NIENTE PER TE" non avresti iniziato nemmeno la relazione con questo papa' di questi figli che parlano sempre...

se poi tu intendi quel "qualcosa per te" riferito a quello che avevi prima beh...allora si Ellina...allora devi rassegnarti perche' la macchina del tempo non esiste (ho cercato i progetti su internet ma era tutta aria fritta :carneval:) in certi film si riesce a tornare indietro a volte...nelle favole...nei libri...ma serve sempre per imparare qualcosa...nella realta' non si puo' perche' si deve andare avanti con tutte le incertezze che ci ronzano nella testa (scommetto che quel corso che hai trovato lo inizierai ma sono anche certo che non sei sicura al 100%100 di farcela...) e' giusto che i ricordi ti aiutino nei momenti bui,ma ogni tanto dai spazio ad un po' di speranza...

e' ovvio che l'ago della bilancia tenda piu' sulla famiglia che avevi in passato (per qualche istante leggendo il tuo post mi sono perso pure io... mi sono subito ripreso pero' :cool:) lascia passare un po' di tempo e poi vedi...capirai da te se sara' il caso di insistere e magari dire "ragazzi scusate posso finire di parlare?;)" senza sembrare una dittatrice ma con educazione...oppure di lasciar stare e aspettare qualcosa...non lo so cosa...ma qualcosa succede sempre :up:
 

Amoremio

Utente di lunga data
elli, non credi che lui provi lo stesso sbilanciamento?
 

Kid

Utente un corno
mi manca la vita che avevo, che era mia.
Il mio ex compagno, i nostri modi, le nostre abitudini.
Il nuovo compagno cerca di fare una "famiglia" con me, dà tutto a me e ai suoi figli, ma abbiamo "modi" diversi, "stili" diversi. C'è amore, intesa, passione, attrazione, ma non c'è familiarità. A causa mia probabilmente, che non riesco a reiventarmi. Stasera lui e suo figlio a cena da me, il suo adorabile ragazzo, grandissimo chiaccherone, i suoi figli parlano sempre tantissimo, esclusivamente di sè, non chiedono mai degli altri, del padre nè di nessun altro ...ma per due adolescenti è già tanto così, già un bel risultato che si esprimano così liberamente. Il padre, per suo "stile", li ascolta sempre, in qualunque condizione si trovi, sempre risponde, sempre partecipa con passione. sono belli da vedere, quella famiglia. Stasera, aporfittando di un raro secondo di silenzio, ho provato a dire qualcosa di mio. Sono diversi mesi che sto cercando una strada per coltivare qualche passione vera, per riprendermi un pezzo di vita, e il mio compagno lo sa. lo studio, avevo deciso, di tornare a studiare. L'ho informato di avere trovato un master triennale di specializzazione, una buona scuola, ho fatto solo a tempo a dire che si frequenta il sabato, che il figlio subito mi ha interrotto e ha parlato della scuola che farà all'estero un suo amico, e loro due sono tornati a parlare di questo, cambiando discorso. mai come in quel momento ho capito che io uno spazio mio, davvero mio, non lo troverò. Forse non lo voglio trovare, forse non c'è veramente, non lo so. la relazione è buona, molto buona, ma non sono la mia famiglia. Non condivido quei modi, mi sarei apsettata dal padre che gentilmente chiedesse al ragazzo di lasciarmi finire. Io ascolto e ascolto e mi diverto anche, ma da lontano, da fuori. Poi sono usciti e sono andati insieme all'ennesimo saggio di danza della sorella. So che se avessi voluto avrei potuto andarci anche io e sarei stata ben accolta, ma la verità è ...che non solo quello non è il mio posto, ma in verità il saggio di danza, come la recita scout e tutte quelle cose che il padre si sorbisce da lustri, fingendo di andarci "solo per i ragazzi", in verità a me non interessano. Non sono il mio posto. Mi addolora dirlo, ma è la verità. Come coppia siamo una buona coppia, ci intendiamo, ci amiamo. ma la mia vita era un'altra. E' finita quella vita. Con il padre di mia figlia, con il mio ex, ci stiamo sentendo frequentemente, i rapporti sono molto migliorati, perchè ha ripreso a prendersi cura della bimba. Mi senti amio agio con lui. Non lo voglio più, in assoluto. ma lui è la vita che conoscevo, i "nostri modi" ancora mi fanno ridere, ancora mi rassicurano, ancora sono "casa mia", anche dopo due anni, anche dopo un tradimento, anche dopo un mio nuovo amore. Quella è casa mia, distrutta, sporca, abbandonata, ma casa. Con il nuovo uomo è come essere in una stanza di albergo, bella, accogliente, pulita, ma non è casa. mi manca la mia vita, mi manca la musica, mi mancano gli amici musicisti, le ninna nanna che inventava e che cantava a nostra figlia, la sua gentilezza, i commenti davanti alla televisione, le chiaccherate interminabili, le abitudini prima di dormire, il saluto tipico della sera e quello del mattino, le posizioni durante il sonno ...mi manca casa mia. Non lui, ma la nostra, la mia vita, l'unica nella quale avevo un posto davvero mio, quella vera. mi sento così smarrita. Persa. Così malinconica.

Carissima Ellina, datti tempo... hai subito un tremendo shock, non puoi pretendere che tutto si aggiusti così rapidamente. Sei tu che ancora non vuoi dare familiarità al tuo nuovo rapporto ma non disperare, sono certo che arriverà.

Un abbraccio
 
Stato
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