Messaggiare con un EX

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Perchè te le tromberesti ancora tutte ben volentieri?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh, concordo con il grassetto, lo sai!
E, secondo me, è pure un ottimo criterio di valutazione dell'altro.

Se il dolore e l'esperienza fossero sufficienti, l'umanità avrebbe già risolto gran parte dei suoi problemi.
Invece continuiamo a reinventare gli stessi casini con una fantasia davvero ammirevole. 😂

L'esperienza capita. L'elaborazione è un'altra faccenda.
Ok, ma non basta elaborare, bisogna elaborare giusto, se no finisci come Zeno che elabora, elabora e si paralizza, no? E come si fa a sapere se uno sta elaborando correttamente?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Perchè te le tromberesti ancora tutte ben volentieri?
Perchè mi piaceva trombare con loro, a prescindere da come sono andati i fatti, che invece è il motivo per cui non le cercherei e men che meno mi ci rimetterei
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Nemmeno io, ma nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello di contattarli. Una volta che ci chiudo è chiuso, anzi mi rimane pure una vena di fastidio all'idea di risentirli. Non vuol dire che non auguro loro il meglio se non si sono comportati male con me, ma che proverei un filo di disagio a ristabilire i contatti. Invece quelli con cui non mi sono sentita coinvolta emotivamente li sento pure volentieri ma con dei limiti.
Però magari a 50 anni si diventa malinconici dei "bei tempi", e le cose cambiano.
 

gvl

Utente di lunga data
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Io nemmeno quello
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ok, ma non basta elaborare, bisogna elaborare giusto, se no finisci come Zeno che elabora, elabora e si paralizza, no? E come si fa a sapere se uno sta elaborando correttamente?

Eh, ma “elaborare giusto” è già una trappola elegante :D
Secondo me è più utile distinguere che tipo di elaborazione stai facendo.

Perché non tutto quello che chiamiamo elaborazione lo è davvero.

C’è la ruminazione: il pensiero che gira in tondo e alla fine ti lascia solo più confusione e stanchezza.
C’è l’intellettualizzazione: quando capisci tutto bene con la testa, ma resti un po’ scollegato da quello che senti davvero.
C’è la giustificazione di sé e la proiezione sugli altri: due modi per tenere tutto coerente fuori, senza muovere davvero qualcosa dentro.

Poi c’è quella che funziona: quando le cose si integrano.
E quando l’integrazione funziona lo senti anche nel corpo: meno tensione, meno nodo allo stomaco, più respiro. Le cose ti toccano ancora, ma non ti irrigidiscono subito. Tra quello che succede e quello che fai si crea spazio.

E poi c’è il caso in cui non si elabora davvero.
Non è tanto un rifiuto o una negazione. È più un “non attraversamento”: la cosa succede, magari la capisci anche, ma non arriva a trasformarti davvero. Rimane lì, senza diventare esperienza integrata.
E quando questo succede nel tempo, si nota una cosa abbastanza semplice: si tende a restare sempre uguali a se stessi.
Le situazioni cambiano, ma il modo di viverle resta lo stesso.

Alla fine, secondo me, la domanda non è “sto facendo bene?”, ma: dopo tutto questo pensare, mi muovo meglio nella mia vita o resto ferma nello stesso punto, solo con parole più sofisticate (o con una corazza meglio costruita)?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh, ma “elaborare giusto” è già una trappola elegante :D
Secondo me è più utile distinguere che tipo di elaborazione stai facendo.

Perché non tutto quello che chiamiamo elaborazione lo è davvero.

C’è la ruminazione: il pensiero che gira in tondo e alla fine ti lascia solo più confusione e stanchezza.
C’è l’intellettualizzazione: quando capisci tutto bene con la testa, ma resti un po’ scollegato da quello che senti davvero.
C’è la giustificazione di sé e la proiezione sugli altri: due modi per tenere tutto coerente fuori, senza muovere davvero qualcosa dentro.

Poi c’è quella che funziona: quando le cose si integrano.
E quando l’integrazione funziona lo senti anche nel corpo: meno tensione, meno nodo allo stomaco, più respiro. Le cose ti toccano ancora, ma non ti irrigidiscono subito. Tra quello che succede e quello che fai si crea spazio.

E poi c’è il caso in cui non si elabora davvero.
Non è tanto un rifiuto o una negazione. È più un “non attraversamento”: la cosa succede, magari la capisci anche, ma non arriva a trasformarti davvero. Rimane lì, senza diventare esperienza integrata.
E quando questo succede nel tempo, si nota una cosa abbastanza semplice: si tende a restare sempre uguali a se stessi.
Le situazioni cambiano, ma il modo di viverle resta lo stesso.

Alla fine, secondo me, la domanda non è “sto facendo bene?”, ma: dopo tutto questo pensare, mi muovo meglio nella mia vita o resto ferma nello stesso punto, solo con parole più sofisticate (o con una corazza meglio costruita)?
Ma per rispondere all'ultima domanda, che condivido, bisogna pur sempre elaborare. Chi non mi dice che sono convinto di muovomermi meglio ma in realtà me la sto raccontando?
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Perchè mi piaceva trombare con loro, a prescindere da come sono andati i fatti, che invece è il motivo per cui non le cercherei e men che meno mi ci rimetterei
Umh… capisco.

Anche a me piaceva trombare con loro!
A distanza, anche storie finite male nel tempo hanno trovato un loro equilibrio dentro di me tra bene e male, e oggi le sento comunque come presenze positive che hanno fatto parte del mio percorso per essere me qui e ora.

Però il fatto che una cosa abbia funzionato bene allora non è solo un ricordo neutro… è quasi una prova del fatto che oggi probabilmente non funzionerebbe più allo stesso modo :D
Perché nel frattempo sono cambiata io. Si sono spostati i miei bisogni, il mio modo di stare nel desiderio, quello che mi accende e quello che mi appaga.
E questa cosa non è fissa, continua a muoversi.

Quindi quella sintonia di allora non è una base su cui tornare, è una fotografia di una versione di me che non esiste più.

E quindi sì… più una cosa è stata buona allora, più è probabile che oggi io stia cercando altro! E meno male, direi ;)
 

Jim Cain

Utente di lunga data
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Ex amanti le tromberei tutte volentieri, eccetto una del secolo scorso.
Ex mogli solo la seconda, il problema è il dopo.😏
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma per rispondere all'ultima domanda, che condivido, bisogna pur sempre elaborare. Chi non mi dice che sono convinto di muovomermi meglio ma in realtà me la sto raccontando?
Sì, questo è vero!

La testa è bravissima a raccontarsela.
Fa narrazioni solidissime, coerenti, pure eleganti. Il problema è che possono essere completamente scollegate da come stai davvero funzionando.

Non penso esista una “garanzia” totale. Si può pure essere entrati talmente dentro a una propria realtà da non riuscire neanche a vedere fuori.
Ma se si arriva lì, il problema non è più l’elaborazione :D

Senza andare per estremi, più che altro lo si capisce da piccoli segnali, abbastanza poco filosofici.

Per esempio: non ti incastri sempre negli stessi punti. Le cose ti smuovono ancora, ma non ti trascinano via come prima. Ti accorgi prima di cosa sta succedendo e invece di partire in automatico hai un mezzo secondo in più… e quel mezzo secondo cambia tutto.
Anche nel corpo si sente: meno tensione immediata, meno nodo fisso nello stomaco, meno “chiusura” che scatta subito, oppure chiusure più fluide, non difensive, che arrivano e chiudono davvero le cose invece di tenerle sospese — e alla fine alleggeriscono.
Non è che diventa tutto facile, ma non diventa subito rigido.

E soprattutto c’è una cosa molto semplice: dopo averci pensato, non resti uguale a prima.

Non solo “hai capito qualcosa”, ma nel concreto fai scelte un filo diverse, o almeno hai più possibilità di scegliere invece di reagire sempre nello stesso modo.

Quindi sì, puoi anche raccontartela benissimo… ma quando è solo racconto, alla fine il corpo e i comportamenti restano identici.

Quando invece è integrazione, un po’ alla volta, cambia proprio il modo in cui stai nelle cose.
 

gvl

Utente di lunga data
Comunque a una certa conta l'età.
Una ex parecchio dopo i 50 è tutto tranne che quella donna che ti era piaciuta ai tempi.
Quindi la delusione è quasi scontata.
Per entrambi.
Non per l’età. Proprio non riuscirei con una ex. Perdo ogni attrazione tranne che per le ex degli altri ovviamente 😊
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Umh… capisco.

Anche a me piaceva trombare con loro!
A distanza, anche storie finite male nel tempo hanno trovato un loro equilibrio dentro di me tra bene e male, e oggi le sento comunque come presenze positive che hanno fatto parte del mio percorso per essere me qui e ora.

Però il fatto che una cosa abbia funzionato bene allora non è solo un ricordo neutro… è quasi una prova del fatto che oggi probabilmente non funzionerebbe più allo stesso modo :D
Perché nel frattempo sono cambiata io. Si sono spostati i miei bisogni, il mio modo di stare nel desiderio, quello che mi accende e quello che mi appaga.
E questa cosa non è fissa, continua a muoversi.

Quindi quella sintonia di allora non è una base su cui tornare, è una fotografia di una versione di me che non esiste più.

E quindi sì… più una cosa è stata buona allora, più è probabile che oggi io stia cercando altro! E meno male, direi ;)
Per esempio qualche anno fa mi ricontattò su Facebook la mia prima morosina, sportiva come poche, che ai tempi mi addusse più lutti di quelli che il pelide Achille addusse agli Achei, ma erano passati quasi 20 anni e ci trovammo una sera a cena a ridere e scherzare su quanto eravamo giovani e scemi... Inutile dire che la serata finì con happy ending
 
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