Messaggiare con un EX

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Vorrei ricordare che io sono il Tafazzi dei traditi: tradito, mollato, costretto a chiudere l'attività ad un passo dal matrimonio 😅
Quel tormento lo evito volentieri
Tranquillo ha un cliente che aveva una bellissima azienda che lavorava alla grande: 50% lui, 50% alla moglie. La moglie conosce uno su internet, professione venditore d'auto, se lo scopa, lo fa entrare in azienda come direttore commerciale, gli fa intestare le quote, gli sfonda l'azienda e lo lascia con un paio di milioni debiti. Il tutto mentre portava la signora in weekend fuori a spese della società.
Lui informatico, ovviamente.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
'scolta @Warlock...

fra me e tua moglie, in termini di numerici, è una bella gara.
Anche se direi che potrei averla sorpassata di un paio di lunghezze perchè ad un certo punto ho smesso di contare ;):D

Il numero, da solo, non dice niente.
Puoi andare a letto con cento persone senza imparare nulla, come puoi imparare molto da poche esperienze.

Quello che cambia, però, è che oltre una certa quantità di esperienze diventa più difficile continuare a raccontarsela.

All'inizio, almeno per me, sceglievo senza sapere davvero cosa stessi cercando. Sapevo riconoscere quello che non mi piaceva, ma non avevo ancora un linguaggio per nominare ciò che desideravo. Così finivo spesso per ripetere gli stessi schemi e annoiarmi.

L'esperienza, se la elabori, fa una cosa molto semplice: restringe il campo.
Non perché il mondo diventi più piccolo, ma perché diventa più chiaro chi sei tu.

A quel punto smetti di cercare "la persona giusta" in astratto e inizi a riconoscere chi è giusto per te.

Per una donna, poi, questo percorso passa quasi inevitabilmente anche attraverso il confronto con i condizionamenti culturali.
A un certo punto devi decidere se vuoi continuare a definirti secondo l'idea di desiderio che gli altri ritengono accettabile oppure secondo la tua esperienza.

Ed è lì che cambia davvero la prospettiva.

Chi ha avuto poche esperienze spesso sceglie immaginando cosa potrebbe trovare.

Chi ha attraversato molte esperienze e le ha elaborate sceglie sapendo anche cosa sta lasciando fuori.

Sono due modi diversi di scegliere.

Nel primo caso la scelta è spesso guidata dall'aspettativa.

Nel secondo è guidata dalla consapevolezza.

Oggi non vivo G. come "l'unico uomo possibile".
Sarebbe un'illusione. So benissimo che là fuori esistono milioni di persone interessanti.

La differenza è che oggi conosco abbastanza bene me stessa da sapere perché scelgo lui.

E questa, per me, è una forma di libertà molto più grande dell'idea romantica della persona predestinata.

Anzi, è proprio questa libertà a mantenere vivo il desiderio.
Perché la scelta non è mai garantita una volta per tutte. Continua a essere una scelta in ogni momento.

E quel leggero sudore freddo che ogni tanto scende a entrambi è il promemoria che nessuno dei due è lì per necessità, ma perché continua a volerci essere.

A naso direi che tua moglie, a modo suo, abbia fatto un percorso simile. Sbaglio?

Per questo mi chiederei: sta davvero rimettendo in discussione le sue scelte oppure ha semplicemente rivisto una persona che ha fatto parte della sua storia ed è curiosa di sapere come sta?

Io di ex ne ho parecchi. E so benissimo perché sono ex.

Quando li incontro sono contenta di rivederli, ma non confondo la curiosità con il desiderio. So anche che la donna che li incontra oggi non è quella che li aveva scelti allora.

Se mai provassi desiderio per un ex, probabilmente non sarebbe desiderio per lui, ma per la persona che ero in quel periodo della mia vita.

Per questo, paradossalmente, se dovessi tradire G., sarebbe molto più facile che accadesse con qualcuno di nuovo che con un ex.

Gli ex fanno parte del percorso che mi ha portata a capire chi sono.
Con una persona nuova, invece, c'è ancora qualcosa da scoprire. Non tanto su di lei, quanto su di me.

Ed è qui che torna il discorso di prima: quando hai attraversato abbastanza esperienze da conoscerti, le persone smettono di essere oggetti del desiderio in sé e diventano occasioni per capire chi sei.

Riesci ad intravedere come si sposta la collocazione dello scopare in una visione di questo tipo?
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
'scolta @Warlock...

fra me e tua moglie, in termini di numerici, è una bella gara.
Anche se direi che potrei averla sorpassata di un paio di lunghezze perchè ad un certo punto ho smesso di contare ;):D

Il numero, da solo, non dice niente.
Puoi andare a letto con cento persone senza imparare nulla, come puoi imparare molto da poche esperienze.

Quello che cambia, però, è che oltre una certa quantità di esperienze diventa più difficile continuare a raccontarsela.

All'inizio, almeno per me, sceglievo senza sapere davvero cosa stessi cercando. Sapevo riconoscere quello che non mi piaceva, ma non avevo ancora un linguaggio per nominare ciò che desideravo. Così finivo spesso per ripetere gli stessi schemi e annoiarmi.

L'esperienza, se la elabori, fa una cosa molto semplice: restringe il campo.
Non perché il mondo diventi più piccolo, ma perché diventa più chiaro chi sei tu.

A quel punto smetti di cercare "la persona giusta" in astratto e inizi a riconoscere chi è giusto per te.

Per una donna, poi, questo percorso passa quasi inevitabilmente anche attraverso il confronto con i condizionamenti culturali.
A un certo punto devi decidere se vuoi continuare a definirti secondo l'idea di desiderio che gli altri ritengono accettabile oppure secondo la tua esperienza.

Ed è lì che cambia davvero la prospettiva.

Chi ha avuto poche esperienze spesso sceglie immaginando cosa potrebbe trovare.

Chi ha attraversato molte esperienze e le ha elaborate sceglie sapendo anche cosa sta lasciando fuori.

Sono due modi diversi di scegliere.

Nel primo caso la scelta è spesso guidata dall'aspettativa.

Nel secondo è guidata dalla consapevolezza.

Oggi non vivo G. come "l'unico uomo possibile".
Sarebbe un'illusione. So benissimo che là fuori esistono milioni di persone interessanti.

La differenza è che oggi conosco abbastanza bene me stessa da sapere perché scelgo lui.

E questa, per me, è una forma di libertà molto più grande dell'idea romantica della persona predestinata.

Anzi, è proprio questa libertà a mantenere vivo il desiderio.
Perché la scelta non è mai garantita una volta per tutte. Continua a essere una scelta in ogni momento.

E quel leggero sudore freddo che ogni tanto scende a entrambi è il promemoria che nessuno dei due è lì per necessità, ma perché continua a volerci essere.

A naso direi che tua moglie, a modo suo, abbia fatto un percorso simile. Sbaglio?

Per questo mi chiederei: sta davvero rimettendo in discussione le sue scelte oppure ha semplicemente rivisto una persona che ha fatto parte della sua storia ed è curiosa di sapere come sta?

Io di ex ne ho parecchi. E so benissimo perché sono ex.

Quando li incontro sono contenta di rivederli, ma non confondo la curiosità con il desiderio. So anche che la donna che li incontra oggi non è quella che li aveva scelti allora.

Se mai provassi desiderio per un ex, probabilmente non sarebbe desiderio per lui, ma per la persona che ero in quel periodo della mia vita.

Per questo, paradossalmente, se dovessi tradire G., sarebbe molto più facile che accadesse con qualcuno di nuovo che con un ex.

Gli ex fanno parte del percorso che mi ha portata a capire chi sono.
Con una persona nuova, invece, c'è ancora qualcosa da scoprire. Non tanto su di lei, quanto su di me.

Ed è qui che torna il discorso di prima: quando hai attraversato abbastanza esperienze da conoscerti, le persone smettono di essere oggetti del desiderio in sé e diventano occasioni per capire chi sei.

Riesci ad intravedere come si sposta la collocazione dello scopare in una visione di questo tipo?
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
'scolta @Warlock...

fra me e tua moglie, in termini di numerici, è una bella gara.
Anche se direi che potrei averla sorpassata di un paio di lunghezze perchè ad un certo punto ho smesso di contare ;):D

Il numero, da solo, non dice niente.
Puoi andare a letto con cento persone senza imparare nulla, come puoi imparare molto da poche esperienze.

Quello che cambia, però, è che oltre una certa quantità di esperienze diventa più difficile continuare a raccontarsela.

All'inizio, almeno per me, sceglievo senza sapere davvero cosa stessi cercando. Sapevo riconoscere quello che non mi piaceva, ma non avevo ancora un linguaggio per nominare ciò che desideravo. Così finivo spesso per ripetere gli stessi schemi e annoiarmi.

L'esperienza, se la elabori, fa una cosa molto semplice: restringe il campo.
Non perché il mondo diventi più piccolo, ma perché diventa più chiaro chi sei tu.

A quel punto smetti di cercare "la persona giusta" in astratto e inizi a riconoscere chi è giusto per te.

Per una donna, poi, questo percorso passa quasi inevitabilmente anche attraverso il confronto con i condizionamenti culturali.
A un certo punto devi decidere se vuoi continuare a definirti secondo l'idea di desiderio che gli altri ritengono accettabile oppure secondo la tua esperienza.

Ed è lì che cambia davvero la prospettiva.

Chi ha avuto poche esperienze spesso sceglie immaginando cosa potrebbe trovare.

Chi ha attraversato molte esperienze e le ha elaborate sceglie sapendo anche cosa sta lasciando fuori.

Sono due modi diversi di scegliere.

Nel primo caso la scelta è spesso guidata dall'aspettativa.

Nel secondo è guidata dalla consapevolezza.

Oggi non vivo G. come "l'unico uomo possibile".
Sarebbe un'illusione. So benissimo che là fuori esistono milioni di persone interessanti.

La differenza è che oggi conosco abbastanza bene me stessa da sapere perché scelgo lui.

E questa, per me, è una forma di libertà molto più grande dell'idea romantica della persona predestinata.

Anzi, è proprio questa libertà a mantenere vivo il desiderio.
Perché la scelta non è mai garantita una volta per tutte. Continua a essere una scelta in ogni momento.

E quel leggero sudore freddo che ogni tanto scende a entrambi è il promemoria che nessuno dei due è lì per necessità, ma perché continua a volerci essere.

A naso direi che tua moglie, a modo suo, abbia fatto un percorso simile. Sbaglio?

Per questo mi chiederei: sta davvero rimettendo in discussione le sue scelte oppure ha semplicemente rivisto una persona che ha fatto parte della sua storia ed è curiosa di sapere come sta?

Io di ex ne ho parecchi. E so benissimo perché sono ex.

Quando li incontro sono contenta di rivederli, ma non confondo la curiosità con il desiderio. So anche che la donna che li incontra oggi non è quella che li aveva scelti allora.

Se mai provassi desiderio per un ex, probabilmente non sarebbe desiderio per lui, ma per la persona che ero in quel periodo della mia vita.

Per questo, paradossalmente, se dovessi tradire G., sarebbe molto più facile che accadesse con qualcuno di nuovo che con un ex.

Gli ex fanno parte del percorso che mi ha portata a capire chi sono.
Con una persona nuova, invece, c'è ancora qualcosa da scoprire. Non tanto su di lei, quanto su di me.

Ed è qui che torna il discorso di prima: quando hai attraversato abbastanza esperienze da conoscerti, le persone smettono di essere oggetti del desiderio in sé e diventano occasioni per capire chi sei.

Riesci ad intravedere come si sposta la collocazione dello scopare in una visione di questo tipo?
In Zia Ipa we trust.
Resta il fatto che ci sono un sacco di persone che sono incapaci di elaborare a prescindere.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Ma solo io non tornerei mai insieme con nessuna delle mie ex (come non tornerei mai a lavorare in nessuna delle aziende dove sono stato che ancora ogni tanto mi richiamano), ma le tromberei ancora tutte ben volentieri?
Manco io ritromberei le mie ex, tranne nel caso in cui volessi ricostruirci una storia. In questo caso il passaggio fondamentale è quello temporale: prima decido che voglio riprovarci con una ex, poi me la porto a letto. Sennò perdo lucidità
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Manco io ritromberei le mie ex, tranne nel caso in cui volessi ricostruirci una storia. In questo caso il passaggio fondamentale è quello temporale: prima decido che voglio riprovarci con una ex, poi me la porto a letto. Sennò perdo lucidità
Ah no, io piuttosto che ricostruire qualcosa con una ex vado di raspe. Però se capitasse un caffè, una rimpatriata non la negherei a nessuna, poi morta lì però.
 

Warlock

Utente di lunga data
'scolta @Warlock...

fra me e tua moglie, in termini di numerici, è una bella gara.
Anche se direi che potrei averla sorpassata di un paio di lunghezze perchè ad un certo punto ho smesso di contare ;):D

Il numero, da solo, non dice niente.
Puoi andare a letto con cento persone senza imparare nulla, come puoi imparare molto da poche esperienze.

Quello che cambia, però, è che oltre una certa quantità di esperienze diventa più difficile continuare a raccontarsela.

All'inizio, almeno per me, sceglievo senza sapere davvero cosa stessi cercando. Sapevo riconoscere quello che non mi piaceva, ma non avevo ancora un linguaggio per nominare ciò che desideravo. Così finivo spesso per ripetere gli stessi schemi e annoiarmi.

L'esperienza, se la elabori, fa una cosa molto semplice: restringe il campo.
Non perché il mondo diventi più piccolo, ma perché diventa più chiaro chi sei tu.

A quel punto smetti di cercare "la persona giusta" in astratto e inizi a riconoscere chi è giusto per te.

Per una donna, poi, questo percorso passa quasi inevitabilmente anche attraverso il confronto con i condizionamenti culturali.
A un certo punto devi decidere se vuoi continuare a definirti secondo l'idea di desiderio che gli altri ritengono accettabile oppure secondo la tua esperienza.

Ed è lì che cambia davvero la prospettiva.

Chi ha avuto poche esperienze spesso sceglie immaginando cosa potrebbe trovare.

Chi ha attraversato molte esperienze e le ha elaborate sceglie sapendo anche cosa sta lasciando fuori.

Sono due modi diversi di scegliere.

Nel primo caso la scelta è spesso guidata dall'aspettativa.

Nel secondo è guidata dalla consapevolezza.

Oggi non vivo G. come "l'unico uomo possibile".
Sarebbe un'illusione. So benissimo che là fuori esistono milioni di persone interessanti.

La differenza è che oggi conosco abbastanza bene me stessa da sapere perché scelgo lui.

E questa, per me, è una forma di libertà molto più grande dell'idea romantica della persona predestinata.

Anzi, è proprio questa libertà a mantenere vivo il desiderio.
Perché la scelta non è mai garantita una volta per tutte. Continua a essere una scelta in ogni momento.

E quel leggero sudore freddo che ogni tanto scende a entrambi è il promemoria che nessuno dei due è lì per necessità, ma perché continua a volerci essere.

A naso direi che tua moglie, a modo suo, abbia fatto un percorso simile. Sbaglio?

Per questo mi chiederei: sta davvero rimettendo in discussione le sue scelte oppure ha semplicemente rivisto una persona che ha fatto parte della sua storia ed è curiosa di sapere come sta?

Io di ex ne ho parecchi. E so benissimo perché sono ex.

Quando li incontro sono contenta di rivederli, ma non confondo la curiosità con il desiderio. So anche che la donna che li incontra oggi non è quella che li aveva scelti allora.

Se mai provassi desiderio per un ex, probabilmente non sarebbe desiderio per lui, ma per la persona che ero in quel periodo della mia vita.

Per questo, paradossalmente, se dovessi tradire G., sarebbe molto più facile che accadesse con qualcuno di nuovo che con un ex.

Gli ex fanno parte del percorso che mi ha portata a capire chi sono.
Con una persona nuova, invece, c'è ancora qualcosa da scoprire. Non tanto su di lei, quanto su di me.

Ed è qui che torna il discorso di prima: quando hai attraversato abbastanza esperienze da conoscerti, le persone smettono di essere oggetti del desiderio in sé e diventano occasioni per capire chi sei.

Riesci ad intravedere come si sposta la collocazione dello scopare in una visione di questo tipo?
Zia amo e sono invidioso della tua capacità di capire le persone.
E hai la prolissa capacità di esprimere in post unici ma lunghissimi, quello che sto cercando di spiegare in moltissimi post corti 😁
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
In Zia Ipa we trust.
Resta il fatto che ci sono un sacco di persone che sono incapaci di elaborare a prescindere.
Eh, concordo con il grassetto, lo sai!
E, secondo me, è pure un ottimo criterio di valutazione dell'altro.

Se il dolore e l'esperienza fossero sufficienti, l'umanità avrebbe già risolto gran parte dei suoi problemi.
Invece continuiamo a reinventare gli stessi casini con una fantasia davvero ammirevole. 😂

L'esperienza capita. L'elaborazione è un'altra faccenda.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Zia amo e sono invidioso della tua capacità di capire le persone.
E hai la prolissa capacità di esprimere in post unici ma lunghissimi, quello che sto cercando di spiegare in moltissimi post corti 😁

Se vuoi lo faccio in tanti piccoli pezzettini!! 😁😁

Io continuo serenamente a scrivere troppo… e ogni tanto, mentre leggo quello che scrivono gli altri, mi viene anche da capire :D 🐾🐾
 
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