Matrimonio appeso ad un filo

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Mentire a se stessi per una vita intera purtroppo significa spesso aver mentito anche a qualcun altro. E alle fine i conti non si fanno da mai da soli. Anche se non c'è dolo ci si trova allora a rifugiarsi nel secondo neretto. Fino a che nel barcamenarsi fra l'uno e l'altro si perde la progettualità della propria vita.
E' vero.

Ma mentire a se stessi in quei termini, che riguardano la consapevolezza e non la menzogna studiata ( e lo dico da mentitrice che quando ha mentito consapevolmente non si è fatta sconti sull'essere mentitrice) mette in condizione di mentire all'altro con la convinzione di dire la verità.

E l'inghippo è esattamente qui.

Se penso alla storia che ho chiuso...mentre mentivo a me stessa non mi sono per niente resa conto di mentire anche a lui, d'altra parte io ero piuttosto convinta di non star mentendo neppure a me. Anzi, ho messo tutto il mio impegno per essere chiara e trasparente. Dubito avrei potuto fare di meglio. Non ero semplicemente capace di essere meglio di quella che ero. E non è un giustificarmi. E' assumermi i miei limiti, le mie mancanze e le mie responsabilità...ma senza per questo, una volta preso consapevolezza, rinunciare a me. Che allora sì, sarebbe stato mentire all'altro.

La perdita di progettualità è inevitabile...quando si perde il fulcro di se stessi...come si fa a progettarSI se non ci si ha?
 
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Piperita

Sognatrice
E' vero.

Ma mentire a se stessi in quei termini, che riguardano la consapevolezza e non la menzogna studiata ( e lo dico da mentitrice che quando ha mentito consapevolmente non si è fatta sconti sull'essere mentitrice) mette in condizione di mentire all'altro con la convinzione di dire la verità.

E l'inghippo è esattamente qui.

Se penso alla storia che ho chiuso...mentre mentivo a me stessa non mi sono per niente resa conto di mentire anche a lui, d'altra parte io ero piuttosto convinta di non star mentendo neppure a me. Anzi, ho messo tutto il mio impegno per essere chiara e trasparente. Dubito avrei potuto fare di meglio. Non ero semplicemente capace di essere meglio di quella che ero. E non è un giustificarmi. E' assumermi i miei limiti, le mie mancanze e le mie responsabilità...ma senza per questo, una volta preso consapevolezza, rinunciare a me. Che allora sì, sarebbe stato mentire all'altro.

La perdita di progettualità è inevitabile...quando si perde il fulcro di se stessi...come si fa a progettarSI se non ci si ha?
Questo mi appartiene, ma non conosco altre vie e anche se le conoscessi non avrei la forza di percorrerle
 

Brunetta

Utente di lunga data
E' vero.

Ma mentire a se stessi in quei termini, che riguardano la consapevolezza e non la menzogna studiata ( e lo dico da mentitrice che quando ha mentito consapevolmente non si è fatta sconti sull'essere mentitrice) mette in condizione di mentire all'altro con la convinzione di dire la verità.

E l'inghippo è esattamente qui.

Se penso alla storia che ho chiuso...mentre mentivo a me stessa non mi sono per niente resa conto di mentire anche a lui, d'altra parte io ero piuttosto convinta di non star mentendo neppure a me. Anzi, ho messo tutto il mio impegno per essere chiara e trasparente. Dubito avrei potuto fare di meglio. Non ero semplicemente capace di essere meglio di quella che ero. E non è un giustificarmi. E' assumermi i miei limiti, le mie mancanze e le mie responsabilità...ma senza per questo, una volta preso consapevolezza, rinunciare a me. Che allora sì, sarebbe stato mentire all'altro.

La perdita di progettualità è inevitabile...quando si perde il fulcro di se stessi...come si fa a progettarSI se non ci si ha?
Non bisogna pensare ai problemi pratici, quelli si risolvono. Non bisogna usarli per farne una barricata per non vedere se stessi.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non bisogna pensare ai problemi pratici, quelli si risolvono. Non bisogna usarli per farne una barricata per non vedere se stessi.
Già...però mi ricordo che quando mi sono trovata col conto praticamente a zero se non lo stipendio, il mutuo, l'avvocato da pagare e la quotidianità da sostenere...mi tremavano le gambe.

E a volte lo sconforto era come un'onda.

Adesso...mi rendo conto di aver nutrito la fierezza e il mio senso dell'onore. Ma è stato faticoso...a tutti i livelli.

Credo che se fossi rimasta nell'isolamento in cui mi ero messa prima di tutto, forse non ne sarei uscita così bene.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Già...però mi ricordo che quando mi sono trovata col conto praticamente a zero se non lo stipendio, il mutuo, l'avvocato da pagare e la quotidianità da sostenere...mi tremavano le gambe.

E a volte lo sconforto era come un'onda.

Adesso...mi rendo conto di aver nutrito la fierezza e il mio senso dell'onore. Ma è stato faticoso...a tutti i livelli.

Credo che se fossi rimasta nell'isolamento in cui mi ero messa prima di tutto, forse non ne sarei uscita così bene.
Però li hai superati. C'è chi si fa fermare dalla paura di perdere vacanze a quattro stelle.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Però li hai superati. C'è chi si fa fermare dalla paura di perdere vacanze a quattro stelle.
Si supera tutto, secondo me. Basta farlo un passo per volta. Io ho voluto fortemente andare. Ed ero disposta davvero a tutto. Pur di farlo. Forse la paura del perdere le vacanze a quattro stelle nasconde un non voler fino in fondo neanche andare.

Nella mia esperienza, quando ho sentito che era il momento di andare...neanche un'offerta milionaria mi avrebbe potuta trattenere. Era ora. Sentivo proprio l'urgenza. Che il tempo era quello. Che dovevo andare.

Io sono sempre più convinta che chi resta adducendo come "scusante" la questione dei soldi...in realtà non è semplicemente ancora pronto a tagliare e andare. Credo che i beni mobili e immobili c'entrino molto poco. E' proprio l'ignoto che si spalanca davanti che blocca.

Non pensi?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si supera tutto, secondo me. Basta farlo un passo per volta. Io ho voluto fortemente andare. Ed ero disposta davvero a tutto. Pur di farlo. Forse la paura del perdere le vacanze a quattro stelle nasconde un non voler fino in fondo neanche andare.

Nella mia esperienza, quando ho sentito che era il momento di andare...neanche un'offerta milionaria mi avrebbe potuta trattenere. Era ora. Sentivo proprio l'urgenza. Che il tempo era quello. Che dovevo andare.

Io sono sempre più convinta che chi resta adducendo come "scusante" la questione dei soldi...in realtà non è semplicemente ancora pronto a tagliare e andare. Credo che i beni mobili e immobili c'entrino molto poco. E' proprio l'ignoto che si spalanca davanti che blocca.

Non pensi?
Sei più ottimista di me.
Qualcuno non è pronto.
Qualcuno proprio non vuole rimetterci.:unhappy:
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Sei più ottimista di me.
Qualcuno non è pronto.
Qualcuno proprio non vuole rimetterci.:unhappy:
credo di non voler ancora lasciare alcune illusioni idealiste dell'adolescenza :D

Pensare di dare priorità ai beni materiali per la "libertà" di Essere, Potere, Volere...mi sembra una bestemmia.
So che succede.

Ma come gli adolescenti, giro lo sguardo dall'altra parte che non voglio vedere :)
 
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