Le prospettive del tampone fai da te

Vera

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Staff Forum
:ROFLMAO:.. Come scrivevo giusto adesso, la fiducia mi porta a guardare a possibili sbocchi positivi come un tampone fai da te

Poco importa se era solo uno scherzetto per farsi due risate, e prender per il culo qualche tordello, da questo mio punto di vista

Aggiungo che, riguardo quel bambino che ha capito che i mostri erano mostri buoni, mi sembra proprio una bella impronta di fiducia alla sua esperienza

Lui ha avuto fiducia, ed ha trovato sorrisi e volti, dietro i mostri
Ed è guarito :)
Infatti. Dai bambini c'è sempre tanto da imparare.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Quoto ogni parola.
Ma 🙄durante le due guerre mondiali c’era chi si lamentava per la noia oppure che non ci credeva a Hitler per esempio?
Oggi c'è tutto il terreno per un nuovo Hitler.
Mi dispiace che venga preso a male quanto ho scritto.
Non sto ignorando i problemi del nostro paese, in primis quello economico.
Ho scritto "approccio come ci si aspettasse la risposta da un customer care" e arriva la risposta da customer care. Una promessa a tutti, un buono sconto, un voucher, un contentito.

Se cambiamo noi la risposta cambierà di conseguenza. Il punto è come cambiare. Possiamo decidere. Parlarne tra noi, e non per noi (che tanto a far lista dei casini di ognuno di noi e dir "che merda" in coro non so a quanto possa servire) ma per chi rimarrà qui dopo di noi.
@Skorpio trova normalissimo che la dottoressa debba dire quella cosa lì, che tanto deve tener la facciata.
E Skorpio l'ha imparato presto evidentemente (e non che lo scriva per veggenza, è che l'ho letto e qualcosa in questo senso mi è arrivato), che certe frasi vengono dette, ma così. Uno deve dirle, che vuoi che ti dica.
Quindi giù, come su. Nel senso che un dottoressa è una persona sicuramente con uno stipendio diverso dall'operaio, ma pur sempre parte del popolo.
Lei dice una cosa di facciata. Su cosa fanno?

Cosa stiamo decidendo di cambiare? Di ignorare una parte? Benissimo, ma facciamolo bene allora.
No che dopodomani mi trovo tutte le cagate contro l'aborto, sui bambini da far nascere con tremila handicap, sul far partorire chiunque a qualsiasi età e a prescindere dalla condizione in cui si trova, su facce inorridite contro l'eutanasia (che uno deve chiamare le trasmissioni televisive, sborsare undicimila euro -credo- e varcare il confine da solo altrimenti chi lo accompagna fa reato) perchè "sono cattolico", e via discorrendo. [Mio fuori binario, me ne rendo conto].

Quello che era prima è già finito. Come possiamo tornare a far le serate dell'APE, a fare gli addobbi di Natale, magari va bene per i giovani, senza dubbio lo capisco in chi lo fa per i bambini (dove l'Ape è quella che gira sopra la culla semmai, con la musichetta dei carillon) senza cambiare dentro.
Non so se riesco a spiegarmi, possiamo farlo a livello di movimento, di spesa, come azione meccanica, ma possiamo ignorare quanto è avvenuto?
Sono domande aperte ovviamente.
Poi può essere scriva cagate, ci sta eh...
 

Skorpio

Utente di lunga data
E Skorpio l'ha imparato presto evidentemente (e non che lo scriva per veggenza, è che l'ho letto e qualcosa in questo senso mi è arrivato), che certe frasi vengono dette, ma così. Uno deve dirle, che vuoi che ti dica.
Eh si :)

E ho imparato a rispettare chi, in prima linea deve dirle quelle cose di facciata.

Lo vedo comunque vicino a me, pur nella distanza, sul mio stesso piano
 

Marjanna

Utente di lunga data
vivere con il virus, e non è una scelta allo stato dei fatti, avrebbe richiesto e richiederà ancora una organizzazione sovraindividuale che non è stata allestita.
Mi riferisco ai mezzi per vivere col virus.

A marzo era una emergenza. Adesso chiamare emergenza è ipocrisia.
Per non dire altro.

Parliamo di scuola?
Parliamo del fatto che nelle Marche proprio ora stanno di nuovo pensando di mandare positivi richiedenti cure ma non gravi nelle RSA, ovviamente guardandosi bene (di nuovo) dall'assumersi la responsabilità dell'allestimento di spazi e modi e scaricandolo sulle RSA stesse?
Parliamo di tracciamento?

Oppure potremmo parlare del vaccino antiinfluenzale, per dire.

Mi fermo ma la lista è lunga.

Parliamo dell'aver fatto formazione alla popolazione in preparazione dell'inverno durante l'estate?
(il bilionaire e le vacanze non avevano bisogno di formazione)

Parliamo del sistema di tracciamento?

Dall'altro lato io vedo comunque persone che non vogliono vivere col virus.
Ma, d'altro canto, se non hai i mezzi intellettuali e soprattutto pratici per farlo, non si può.
E qua siamo ai ferragnez che spiegano come mettere la mascherina (ma minchia...sono 7 mesi, ancora le mascherine porca puttana??)

E' francamente assurdo consigliare ad una madre sola di isolare il bambino.
D'altro canto, proprio perchè è sola, se non isola il bambino e si ammala, e magari va pure di sfiga e si ammala grave, il bambino è altro che isolato.
E' una cane che si morde la coda se ci si ferma a questo.

E' francamente assurda la modifica alla gestione del tracciamento.

Qualcuno si chiede come mai si è passati dal doppio tampone ogni 7 giorni nei 14 di quarantena all'eliminazione del tampone passati i 14 giorni di quarantena?
E qualcuno si è chiesto che senso ha mettere un tampone a 10 giorni, e poi dare il via libera?
(e parlare di asintomatico non malato dopo l'esperienza hiv è francamente una presa per il culo talmente evidente che mi stupisce!!)
...e questo in un contesto che per fare questi benedetti tamponi ci impiega veramente troppo tempo. Anche se il problema ormai non si pone perchè i tracciamenti sono semplicemente saltati.
(superare le 24 ore in attesa del risultato è una allucinazione e sono allucinanti, in questo momento, che ci siano quelle condizioni).

E' ovvio che in un sistema come questo, l'individuo risponda con le sue risorse.
E le risorse dell'individuo...quali sono? Come sono state formate? Come viene soprattutto motivata la formazione individuale?
Con quello che comporta in termini di lucidità mentale e scelte conseguenti.
Un sistema che continua a tenere l'opinione personale (anche degli illustrissimi) sopra i dati e le evidenze.

Se a questo si aggiungono le panzanate propagandistiche di vaccini salvatori (prima era il principe dalla sfavillante armatura, ora il vaccino a - 80 ma forse meglio quello a -20) o dei test fai da te (ma davero???? io mi confronto con gente che manco sa fare O col bicchiere, e il test in autonomia dall'oggi al domani gli diamo...alè) vabbè...datemi un po' di roba a questo punto che almeno mi faccio un bel viaggio rilassante!

Ma la cosa che veramente è vergognosa è che è semplicemente uno scaricabarile di responsabilità fino ad arrivare al fondo della ruota. E il fondo della ruota paga...ma fra poco è natale, arrivano pure le letterine per l'autocertificazione del babbo in viaggio e non preoccuparti, ci pensiamo noi adulti (buahhhh) a metter tutto a posto. Compriamo i regali!! yeahh! Sosteniamo l'economia. (evviva l'iphone in coda e belli assembrati).

E lo scambiare la delega di responsabilità per libertà e la libertà (ossia la decisione partecipata e informata) come dittatura.

Poi diventa ovvio che se ci si mette a guardar i casi singoli...le categorie fragili...i bambini, i disabili (provato mai a far mettere una mascherina ad un disabile di 80 kg che sclera senza regolazione emozionale?) gli psichiatrici, e chi più ne ha più ne metta ad ognuno la sua ragione.
E se vogliamo pure le storie strappalacrime. Che spiacciono, ma non sono rappresentative se non della singola situazione per cui dispiacersi.
E diventano pure zavorra per una visione "fredda" di sistema.

Solo che vivere col virus avrebbe previsto, e prima o poi dovrà prevedere, che non ci si metta a capire cosa vogliono le piante, ma a dargli l'acqua che serve loro per crescere. (e non parlo solo dell'alto, sia ben chiaro).
Parlando nel forum a volte mi chiedo se ci fraintendiamo tra noi. Se passa che qualcuno se ne esce scafandrato e un altro corre nudo per la città. Se ci allontaniamo vedendoci come estremi. Lo "scafandrato" visto che un pazzo che ha stravolto la sua vita e ha un microchip piantato nel cervello che ripete covid covid covid. Il "nudo" un altro pazzo pronto a sventolare il pisello a ogni soffio di vento. E si crea divisione.
Probabilmente non è così, se non altro per le misure imposte. Fuori dal web, per strada, in linea di massima tutto sembra scorrere relativamente tranquillo. Un poco come a marzo, aprile quando la primavera riempiva di colore i prati (ora ci sono i colori dell'autunno). Ora tutti hanno un abbigliamento invernale, indossano le mascherine però, che ce devo fa, svolti l'angolo e ne vedi.
Questa è di oggi, non di marzo. Entro in un edificio. Presente subito dopo il portone d'ingresso un termoscanner con rilevamento mascherina. In questo tipo di termoscanner nel display vedi la tua immagine, come nei telefonini quando le persone si fanno i selfie. La signora prima di me, che aveva la mascherina, se la abbassa, e sorride al termoscanner, che risponde con voce meccanica "indossare la mascherina".
Non me la sto inventando. Mi è sembrato persino comico. Quasi una di quelle scene da film di Verdone, con la sua magia di far arte nella gente del popolo.
L'edificio è un dipartimento di prevenzione, e a metà ottobre c'è stato un focolaio, con 15 positivi, divisi nei vari reparti.
C'è un Covid Point fuori, ammetto di non averne mai visto uno fuori dai video, ma arrivare in macchina e vedere questo tendone bianco con il personale, in mezzo alla foschia del mattino, fa una certa impressione. Mi ha colpito più questo che vedere un'ambulanza con i medici che si stanno vestendo per entrare dentro un palazzo. Il bianco, la foschia mi han fatto pensare a Fellini.
Il film cambia, o è un film dentro al film. Anche se non è un film.
Non so se la popolazione avrebbe accettato la preparazione in vista dell'inverno, troppa tensione. Tutti sentivano bisogno di un poco di leggerezza mi pare. Perlomeno l'estate... e le corse alle discoteche son state perchè evidentemente ancor prima non c'era stata. D'altronde neppure di gestire i mezzi pubblici si è fatto un piano. Ma lo sapevano eh... lo sapevano che a settembre con le scuole sarebbe stato un casino, che non potevano lasciare un posto vuoto si e uno no, o lasciare solo i posti a sedere. Non ci sono riusciti, troppo da smantellare. Dovevano riscrivere i trasporti pubblici. Da zero. Dove si parla di autobus, nei treni altro discorso, ancora più un casino per questione di binari (non mi ricordo nel dettaglio).
Chi ha lavorato d'estate, mi pare abbia lavorato cercando di contrastare il virus, ad esempio in cose come il tampone fai da te (io neppure avevo pensato potesse essere difficile per qualcuno, ma più che altro alle problematiche di tracciamento lasciato al fai da te, anche se comunque è da definire, nel video viene presentato, e da quanto dice il presidente è ciò verso cui si sta andando, quindi prima o poi qualcuno lo mette nel mercato). Poi ci son quelli che han fatto tarantella, e quelli che manco avevano capito che dovevano lavorarci loro.

Modifica della gestione del tracciamento. Le domande a qualcuno son venute. E qualcuno se li è pagati da privato quei tamponi. E in nome di questo si è fatto la quarantena della quarantena (perchè continuava a risultare positivo). Solo che alla fine si sente un cretino.
Concordo con te sullo scaricabarile. All'iphone mi hai fatto ridere, ci vuole ogni tanto :)
Tornando all'argomento del topic, i test fai da te, per la sperimentazione ci vuole ancora tempo. Che vuol dire che a fine anno arriviamo come stiam ora.
Il 21 marzo sbloccano i licenziamenti, e una diga crollerà. Che a spanne il recupero (parziale almeno), formazione, pianificazione (in senso ambivalente, di piano covid e piano economico, sia dall'alto che dal basso), può avvenire da qui a inizio anno.

Poi non oso immaginare. A meno che non si avveri la profezia, ma non ci farei molto conto.

 
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Foglia

utente viva e vegeta
Beh, non accollarsi la responsabilità della certificazione di uno stato di salute (che è onore e onere dei medici), è un buon inizio di richiesta di tutela, a mio parere.

Non pensi?

Sarà che sono diffidente...ma io mi chiedo, cosa comporta autocertificare una negatività (che magari è errata) per esempio in un luogo di lavoro o in presenza di minori?

E cosa implica dal punto di vista di chi vuole a tutti i costi non fermarsi (anche perchè economicamente sarebbe un delirio, per carità) l'autocertificazione? (già si falsificano i referti dei tamponi...)

Io sono diffidente nei confronti delle sparate in un paese come questo, che manda per esempio i docenti nelle scuole vuote a fare DDI per evitarsi i grattacapi della postazione ergonomica inail a casa...
Implica, come al solito, un caricarsi "privato " di tutti gli oneri. Comprese eventuali "colpe" (se non farete i bravi.... i bravi de che?). È leggo molta strumentalizzazione anche a proposito dei cd. negazionisti. Vedrai che ben presto quattro scemi che protestano in modo sbagliato, e distruttivo, verranno ad essere "simbolo di tutti quelli che alle soluzioni proposte non credono. Con la pediatra hai colto nel segno :). Non è ovviamente che ridessi di lei tout court, ridevo del fatto che dire di distanziare un bambino di cinque anni e mezzo significa tante cose. A livello materiale lo dovrei rinchiudere in una stanza e non dovrei fargli nemmeno toccare in giro. Poi il resto lo tralascio, non ci sono parole per descrivere questo sistema. Se non che avendo la fortuna di disporre di uno spazio all'aperto per farlo giocare oggi spenderò bene una ventina di euro lasciando una persona di fiducia con lui e uscendomene un poco. Tanto tecnicamente io non sono nemmeno in quarantena. Eviterò di stare attaccata agli altri, e tornerò senz'altro più rilassata. Parlavi di avere una coscienza come popolo. Per me mai come in questi frangenti diventa chiaro che ognuno possa fare conto solo su se medesimo.
Ciao ;)

Edit: giusto per non contravvenire a nessuna regola, andrò al parco a fare sport. Il parco è pieno ultimamente di anziani che pur di non stare a casa si mettono la tuta. O camminano con una bici al fianco :D Oramai ci rido su.
Per il resto, sto pensando a salvare i due spicci che mi restano (il buon tenerli sotto il materasso) onde evitare pignoramenti futuri. Passando tra i disonesti. E viva il lavoro in nero, se lo trovo. Questo è ciò che passa il convento. Ops, la mia testa :)
Oltre a una grande amarezza, ma quella, se da un lato intuibile, dall'altro lato.... passerà.
 
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Marjanna

Utente di lunga data
Aggiungo.


(e parlare di asintomatico non malato dopo l'esperienza hiv è francamente una presa per il culo talmente evidente che mi stupisce!!)

Spieghi meglio questo? parlare di asintomatico non malato dopo l'esperienza hiv è francamente una presa per il culo talmente evidente che mi stupisce

Penso possa essere interessante per tutti.

Tante persone si trovano spaesate, ne sentono parlare per tv, poi sentono chi ci è passato e urla che sta benissimo, sentono anche di chi l'ha fatto in forma lieve che riporta, senza mentire per il suo stato, che ha avuto influenze peggiori. Poi sentono altri medici che dicon la stessa cosa (https://www.repubblica.it/cronaca/2..._malato_e_contagioso_ed_e_polemica-271849490/ ma basta scrivere "perchè un asintomatico è malato" su google che si troveranno principalmente notizie opposte), che quegli altri son cretini insomma.
Volendo considerare non malattia la mancanza di sintomia mi pare la questione, in un certo senso, possa "tornare indietro", in relazione ai morti con patologie pregresse, che non è detto siano sintomatici.

A me è capitato di stare male parecchie volte nella mia vita, a volte con sintomatologia fortissima, tanto da farmi pensare alla patologia. Insomma se hai dolori non ti serve la carta per saper che stai male, eventualmente ti serve per definire. E allora fai esami su esami.

Conosco altre persone che hanno patologie, non anziane, anche gravi sulla carta, che sono asintomatiche. Ma vengono comunque seguite con controlli periodici, a volte seguono una terapia farmacologica, e non è che se l'è inventato il medico che hanno una patologia.

Detto questo, per quanto si sia parlato di altri virus, si sia parlato di questo virus, sia diffusa la sua immagine, la tendenza verso cui si sta andando mi sembra più simile al considerare il covid come la varicella.

Il resto, asintomatico malato o non malato, son cavilli per comparsate televisive.

Varicella. Malattia dei piccoli si dice. Potrebbe essere qualcosa di importante prenderla in età adulta.
Fortunatamente abbiamo un vaccino per questo virus, e abbiamo una cura farmacologica. Ma ciò non toglie che in un anziano sarebbe pesante.


Nel link sopra scrivono "La varicella del bambino è una malattia molto fastidiosa, ma generalmente benigna. Il rischio di complicazioni è molto più elevato se ci si ammala di varicella in età adulta. Si stima che ogni anno in Svizzera, circa 3000 persone sopra i 16 anni siano colpite da varicella, di cui 60-70 devono essere ricoverate in ospedale a causa delle complicazioni." nel caso del covid sta diventando praticamente benigna e senza sintomi fino ai 25 anni circa, benigna e come sintomi persino minori di un'influenza fino ai 50 anni circa, e poi via via più grave per gli altri. In qualche modo quindi si va per il facciamocelo tutti e via.

Può sussistere questo paragone? Puoi ovviamente anche dirmi di no per X N motivi, ma ripeto ho l'impressione che la tendenza sia questa. Accettarlo, ma accettarlo come una varicella. Che se ho il bambino che va a scuola si sa che viene passata.

Notizie come questa (2016) son perse nell'oblio del web: https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/muore-varicella-43-anni-1.2222216

Forse nel 2016 ci saremmo sentiti tutti vicini a quella madre e al figlio, si sarebbe parlato della struttura sanitaria, dell'incompetenza dei medici del pronto soccorso. Oggi abbiamo diffuso questo: vabè aveva patologie pregresse...
Sappiamo che abbiamo tolto il velo quest'anno alla situazione in cui grava il sistema sanitario da anni. All'affluenza nel pronto soccorso, ai tagli drastici.

Ciò che ha scritto @Skorpio è da fine marzo che già gira, tipo "tranquilli vi vogliono terrorizzare, muiono solo le persone con patologie pregresse" non mi pare sia una novità. La tranquillità della non letalità però fa sentire pesante e limitanti le imposizioni, che a questo punto diventano esagerate e folli, tanto più a fronte del dramma economico. Se a marzo non c'erano notizie, oggi le testimonianze dirette dell'amico, del genitore di un compagno del figlio, stanno descrivendo cosa sia il covid.
Non è molto lontano il negazionismo, che parte circa da qualcosa di simile.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Eh si :)

E ho imparato a rispettare chi, in prima linea deve dirle quelle cose di facciata.

Lo vedo comunque vicino a me, pur nella distanza, sul mio stesso piano
E la funzionalità della facciata?
Dici "deve dirle".

Molti, senza tante velature devo dire, se gli dici di evitare di andare in centro, chiedono consenso di poter andare al lago X, basta non gli vengano rotte le balle. Che si dica "andate dove volete, il punto è non fare assembramenti" conta niente, se parto per andare al lago X e trovo tutti al lago X, ho avuto conferma se ci potevo andare.
Mi sembra che questo di riflesso porti a richieste sempre più stringenti (tipo mettere un controllore al lago X), per poi sentire la propria libertà limitata.
 

Skorpio

Utente di lunga data
E la funzionalità della facciata?
Dici "deve dirle".

Molti, senza tante velature devo dire, se gli dici di evitare di andare in centro, chiedono consenso di poter andare al lago X, basta non gli vengano rotte le balle. Che si dica "andate dove volete, il punto è non fare assembramenti" conta niente, se parto per andare al lago X e trovo tutti al lago X, ho avuto conferma se ci potevo andare.
Mi sembra che questo di riflesso porti a richieste sempre più stringenti (tipo mettere un controllore al lago X), per poi sentire la propria libertà limitata.
In questo caso direi che è di tipo informativo, che non è così scontato come sembra, anche perché quando si parla di "casa propria" per qualcuno si parla di regni privati, dove (purtroppo, in alcuni casi) le leggi dello stato non contano, e "qui comando io"

Ed è.. Può esser scioccante scoprire che in quel che si ritiene il proprio regno, c'è da provare a rispettare delle regole suggerite dall'esterno

Poi.. Il dottore esercita il suo ruolo, ma non è tenuto a sapere se vivi in 2000 mq con servitù e consulenza anticovid certificata, oppure in 30 mq.
"ma come faccio??" non è una domanda che puoi fare a un dottore, cioè puoi farla anche, ma lui non è tenuto a dirti cosa fare, è un soggetto che veicola una prassi

E guarda.. In famiglia, ormai rispetto al pudore di marzo, si è tolto il velo, i contagi decuplicano

Si dirà "eh ma che ci posso fare io..a che serve star distanti, tanto ormai"

Ma con lo stesso meccanismo poi, "a che serve la mascherina, a che serve stare in casa etc.. Etc.."

Sono solo lasciapassare autoprodotti per poter infine fare quello che uno desidera fare, e lo dico in modo asettico e senza tirarmene fuori eh.. Ma io lo so che mi sto autoproducendo un lasciapassare a mio comodo, nel caso, e per fare quel che MI VA di fare

E sempre restando alla famiglia (e NON alla famiglia di @Foglia) , chi può certificare con assoluta certezza che un minimo di distanza e accortezza in casa siano inutili?

Io ho due esempi,

la mia collega di ufficio e amici di famiglia, entrambi con il figlio maschio positivo

Ma quando entrambi hanno avuto gli esiti del tampone, dopo qualche giorno di incertezza e raffreddore, nella attesa avevano attivato MINIME misure prudenziale (niente abbracci, niente baci, stiamo a distanza, non ci mettiamo le. Mani addosso, mangiamo un po' lontani )

Ebbene in entrambi i casi NESSUNO degli altri componenti della famiglia, tutti tamponati, è risultato positivo.

Quindi.. La facciata può.. Potrebbe anche servire, dipende come la si usa, e indubbiamente non tutti possiamo usarla allo stesso modo
 

Marjanna

Utente di lunga data
In questo caso direi che è di tipo informativo, che non è così scontato come sembra, anche perché quando si parla di "casa propria" per qualcuno si parla di regni privati, dove (purtroppo, in alcuni casi) le leggi dello stato non contano, e "qui comando io"

Ed è.. Può esser scioccante scoprire che in quel che si ritiene il proprio regno, c'è da provare a rispettare delle regole suggerite dall'esterno

Poi.. Il dottore esercita il suo ruolo, ma non è tenuto a sapere se vivi in 2000 mq con servitù e consulenza anticovid certificata, oppure in 30 mq.
"ma come faccio??" non è una domanda che puoi fare a un dottore, cioè puoi farla anche, ma lui non è tenuto a dirti cosa fare, è un soggetto che veicola una prassi

E guarda.. In famiglia, ormai rispetto al pudore di marzo, si è tolto il velo, i contagi decuplicano

Si dirà "eh ma che ci posso fare io..a che serve star distanti, tanto ormai"

Ma con lo stesso meccanismo poi, "a che serve la mascherina, a che serve stare in casa etc.. Etc.."

Sono solo lasciapassare autoprodotti per poter infine fare quello che uno desidera fare, e lo dico in modo asettico e senza tirarmene fuori eh.. Ma io lo so che mi sto autoproducendo un lasciapassare a mio comodo, nel caso, e per fare quel che MI VA di fare

E sempre restando alla famiglia (e NON alla famiglia di @Foglia) , chi può certificare con assoluta certezza che un minimo di distanza e accortezza in casa siano inutili?

Io ho due esempi,

la mia collega di ufficio e amici di famiglia, entrambi con il figlio maschio positivo

Ma quando entrambi hanno avuto gli esiti del tampone, dopo qualche giorno di incertezza e raffreddore, nella attesa avevano attivato MINIME misure prudenziale (niente abbracci, niente baci, stiamo a distanza, non ci mettiamo le. Mani addosso, mangiamo un po' lontani )

Ebbene in entrambi i casi NESSUNO degli altri componenti della famiglia, tutti tamponati, è risultato positivo.

Quindi.. La facciata può.. Potrebbe anche servire, dipende come la si usa, e indubbiamente non tutti possiamo usarla allo stesso modo
Capito. Grazie della risposta. :)
Il compito di informare è rilevante, a mio parere, anche nel ripetere quanto già si dovrebbe sapere, nel caso di un medico di base o pediatra che viene contattato da una persona che risulta positiva al tampone, o da un genitore che ha un figlio che risulta positivo.
Quando Foglia ha chiesto info sulla quarantena, io avrei potuto rispondere "guarda in rete" o non rispondere affatto lasciando si arrangiasse, ma ho pensato che la persona (lei come chiunque altro) si trova sola, con questa cosa "nuova" (il virus) e possa avere momenti di panico, spaesamento, comunissima è l'ansia che di certo non aiuta.
Percui avere qualcuno che ti pone uno schema sul da farsi, io trovo possa essere utile, anche nel ripetere cose che già conosci. Dal mio punto di vista la dottoressa è stata persino carente di informazioni.
Passate le informazioni va da se che, come tu dici, uno se le gestisce nel miglior modo possibile che gli è concesso.
Però tra "il miglior modo possibile che si riesce ad applicare" (dove se c'è un bagno in comune e si vive in un piccolo appartamento ovviamente sarà più difficile) e il "qui comando io" mi pare ce ne passi... voglio dire che sentirsi offesi mi sembra fuori contesto.
Nel caso di @Foglia l'impressione però è più che non si sia sentita supportata da questa dottoressa.

I casi di contagio non hanno una certezza fiscale. Io ho sentito di una ragazza poco più che ventenne ma con qualche problema di salute, il padre risulta positivo al tampone -al rientro da un viaggio di lavoro di Francia- ma pseudo negazionista, in pratica ha creduto a chi gli diceva che non era niente. E' rimasto in casa ma senza applicare accorgimenti. La ragazza invece aveva paura e portava sempre la mascherina in casa, ma lui no. Si sono contagiati tutti. La mamma è risultata asintomatica. Invece lei e il padre son finiti in ospedale.
In questo caso è quasi certo che il padre ha contagiato la figlia.

Che poi alla fine è la stessa questione percui troverei assurdo negare le cure sanitarie. Tipo se ti becchi covid è colpa tua.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Spieghi meglio questo? parlare di asintomatico non malato dopo l'esperienza hiv è francamente una presa per il culo talmente evidente che mi stupisce
Pensa.
Il nome del virus (SARS-CoV-2). Il nome della malattia (COVID).
Ti sei mai chiesta perchè si utilizzi questa nomenclatura?

Si continua, nell'informazione di base, a presentare il virus da una prospettiva umana. (e nella pubblica informazione, necessariamente, a sovrapporre il virus con la malattia - per anni e anche ora, la base confonde hiv e AIDS come se fossero la stessa cosa. E non lo sono. Come non lo sono SARS-CoV-2 e COVID).

Chi studia i virus (e quindi ne studia anche l'evoluzione) ne è consapevole ed è in grado di contemplare anche l'altro punto di vista ossia quello
quello del virus.

Diciamo che una delle regole che si seguono nell'osservazione riguarda la virulenza, ossia il potere di un virus...è un termine fra l'altro discusso anche fra studiosi, che a volte preferiscono utilizzare patogenicità. (se ti interessa approfondire trovi parecchio a riguardo, e a mio parere parecchio interessante se l'argomento incuriosisce).

Pasteur diceva, in buona sostanza, che "un parassita efficiente vive in armonia con il suo ospite", da questo consegue che le infezioni latenti "devono essere considerate la forma ideale di parassitismo".

Per un po' si è andati in questa direzione (se sei curiosa cerca gli scritti di Zinsser, Burnet. Poi da loro i collegamenti li trovi, se la cosa dovesse iniziare ad appassionarti :)).

Loro stessi però si sono accorti che che a questa sorta di regola esistevano importanti eccezioni.
Per esempio quei virus che uccidono con il 90% di mortalità, la rabbia per esempio. O anche l'hiv. (prima delle terapie)

Quindi entra in gioco un'altra variabile, ossia il fatto che non è tanto importante se un virus liquida l'ospite, ma quando lo fa.

(se fai il collegamento, e anche qui potresti vagare moltissimo, è la stessa variabilità considerata per l'emersione di una pandemia, il punto non è SE ma QUANDO, dicevano già parecchi anni fa gli "appassionati").

Se il parassita uccide troppo in fretta il suo ospite (diciamo conclamandosi in malattia?), si mette in crisi da sè.
E quindi un buon uso uso del tempo da parte del parassita è fondamentale, dal suo punto di vista, per la sua evoluzione.

Fondamentalmente, uccidere l'ospite in modo lento è buono.
(e nel frattempo passare di ospite in ospite riproducendosi - ai virus interessa la riproduzione, non la sopravvivenza - per quanto se ne sa ora. Questo è un punto non di poco conto).

Quindi la prospettiva dell'osservazione passa ad un altro piano, ossia l'equilibrio nell'interazione dinamica fra virulenza e trasmissione.
(possiamo dire che qui il piano virus e il piano malattia iniziano ad interagire in modo più stretto?).

La rabbia è interessante da questo punto di vista. Uccide velocemente, ma in ogni caso prima di uccidere fa il suo passaggio di ospite.
Pensa la rabbia nelle mucche, non è diffusa. Come mai? (e non è che non esistano casi fra bovini ed equini, per esempio).

Semplicemente, si fa per dire, un ospite bovino, difficilmente scapperà dal recinto per andare a mordere e quindi infettare. Non è un buon ospite.
La rabbia "si sceglie" (maledetta umanizzazione) generalmente mammiferi carnivori, mordaci e dai denti aguzzi.

Il suo equilibrio, pur nella velocità, è positivo. Si replica (la rabbia è affascinante nel suo conclamarsi: se ne va direttamente a lavorare nel cervello dell'ospite scatenando aggressività, per farla semplice) e poi passa nelle cellule salivari per passare da un ospite all'altro. Pensa che roba magnifica!!)

L'hiv invece, che è classificato fra i lentivirus, se ne può stare comodamente nel suo ospite anche per una decina di anni.
Se ne sta lì, comodo comodo, lavorando sul sistema immunitario dell'ospite e replicandosi nel frattempo, usando un sistema di contagio sicurissimo (non esce nell'aria, passa da un organismo all'altro senza "mettersi a rischio"), fino al conclamarsi dell'AIDS.

Con le terapie che sono state studiate negli anni, l'ospite ha una qualità della vita praticamente uguale a chi non è positivo e anche le possibilità di contagio possono essere messe in controllo. E non solo con mezzi meccanici.
Ad un certo livello di viremia, anche avere per esempio rapporti non protetti con un positivo non è rischioso.
Io avrei serenamente rapporti non protetti con un positivo con viremia controllata, per dire.

Quindi, giro la domanda, un positivo hiv (asintomatico AIDS) è malato?
sì, no?

E' davvero un punto chiave in una prospettiva che esce dall'emergenza e si amplia nelle strategie di contenimento, gestione e prevenzione? (e quindi di investimenti ad hoc).

Non è che il punto non è tanto questo, quanto il fatto che pur nell'asintomatologia il virus sta "vincendo" la sua battaglia evolutiva e si sta replicando e evolvendo comodamente nel suo ospite, oltre che ovviamente diffondersi?
Ragionare da questo punto di vista significa iniziare a ragionare da un punto di vista sistemico, anche per quanto riguarda i sistemi di gestione e contenimento e prevenzione. Uscire dall'emergenza ed entrare nella progettazione multilivello. (pensa a come si lega un vaccino e la sua concettualizzazione, piuttosto che un test rapido, piuttosto che le cure, piuttosto che piani di trasporto, piani di contenimento alternativi agli ospedali, medicina territoriale, investimenti sociali per la varie categorie, etc etc)

Noi abbiamo timore del contagio e, storicamente, della malattia (e si fanno tutti i giochi di quanto è grave o meno il conclamarsi della malattia) ma dal punto di vista del virus la parte interessante sono le mutazioni che gli permettono di muoversi ed evolversi sfruttando i suoi ospiti.
Ma la malattia da dove arriva?

(vogliamo davvero rimanere nella prospettiva della malattia considerata a sè stante e quindi fermarci alla cura dei sintomi? quando tutto il campo medico si sta muovendo in direzione completamente opposta. E deve farlo, se si vuol parlare di prevenzione. Li vedi gli agganci con la politica sanitaria in questo passaggio?)

(uno dei motivi per cui mi sento presa per il culo riguarda il giochetto sulla storica e culturale paura della malattia (pensa alla malattia come colpa e punizione, da cui conseguono i giochetti che si fanno politicamente e informativamente. pensa alle possibili reazioni che si possono scatenare in risposta e come le si possono manipolare per dirigere l'opinione pubblica e guidare le scelte di massa.
In altri paesi, dove la malattia ha una diversa base concettuale, le informazioni passano in altro modo, ovviamente).

Questo per farla molto semplice.

Se un medico, che queste cose le sa o le dovrebbe sapere ben meglio di me che sono semplicemente una curiosona, si mette a dire quello che dicono io qualche domande rispetto alla sua integrità e alla sua correttezza intellettuale me le pongo.
E mi chiedo qualcosina riguardo al rapporto col potere che quel medico ha. (e inizio ad informarmi su chi è quel medico, con chi e per chi lavora, etc etc).

Perchè sotto a questo gira, la parte economica della considerazione del malato e di tutto il discorso della cura.
(e quindi finanziamenti ad ospedali, cure sanitarie domicialiari, mezzi e strumenti, farmaci, territorio).

Sono anni che mi sono convinta del fatto che il diritto alla salute sia ben sotto considerato rispetto all'economia della salute.
E la salute dei cittadini è un grande busisness.

Non penso che si possa mantenere uno sguardo ingenuo, di questi tempi.
Come non penso che si possa esimersi da osservare il quadro da una prospettiva meno che complessa, dove per complessa intendo l'interazione dei diversi piani umani e non.
 
Ultima modifica:

Skorpio

Utente di lunga data
Capito. Grazie della risposta. :)
Il compito di informare è rilevante, a mio parere, anche nel ripetere quanto già si dovrebbe sapere, nel caso di un medico di base o pediatra che viene contattato da una persona che risulta positiva al tampone, o da un genitore che ha un figlio che risulta positivo.
Quando Foglia ha chiesto info sulla quarantena, io avrei potuto rispondere "guarda in rete" o non rispondere affatto lasciando si arrangiasse, ma ho pensato che la persona (lei come chiunque altro) si trova sola, con questa cosa "nuova" (il virus) e possa avere momenti di panico, spaesamento, comunissima è l'ansia che di certo non aiuta.
Percui avere qualcuno che ti pone uno schema sul da farsi, io trovo possa essere utile, anche nel ripetere cose che già conosci. Dal mio punto di vista la dottoressa è stata persino carente di informazioni.
Passate le informazioni va da se che, come tu dici, uno se le gestisce nel miglior modo possibile che gli è concesso.
Però tra "il miglior modo possibile che si riesce ad applicare" (dove se c'è un bagno in comune e si vive in un piccolo appartamento ovviamente sarà più difficile) e il "qui comando io" mi pare ce ne passi... voglio dire che sentirsi offesi mi sembra fuori contesto.
Nel caso di @Foglia l'impressione però è più che non si sia sentita supportata da questa dottoressa.

I casi di contagio non hanno una certezza fiscale. Io ho sentito di una ragazza poco più che ventenne ma con qualche problema di salute, il padre risulta positivo al tampone -al rientro da un viaggio di lavoro di Francia- ma pseudo negazionista, in pratica ha creduto a chi gli diceva che non era niente. E' rimasto in casa ma senza applicare accorgimenti. La ragazza invece aveva paura e portava sempre la mascherina in casa, ma lui no. Si sono contagiati tutti. La mamma è risultata asintomatica. Invece lei e il padre son finiti in ospedale.
In questo caso è quasi certo che il padre ha contagiato la figlia.

Che poi alla fine è la stessa questione percui troverei assurdo negare le cure sanitarie. Tipo se ti becchi covid è colpa tua.
Non so se la sua reazione è stata di persona offesa, probabilmente da persona "invasa" e in questo senso l'offesa è intimamente legata alla percezione di invasione, con la conseguente fuga

Che invasi ci sentiamo tutti, nelle piccole cose nei piccoli gesti

Sei invaso ovunque, ti invade la guardia giurata che ti "ricorda" di passarti il gel sulle mani al super, ti invade la polizia che ti ferma per la strada, fino al dottore che ti ricorda che è opportuno tenere le distanze anche dentro casa, se c'è un componente covid positivo .

Ma il punto è che lo deve fare, e se non lo fa non può essere considerato un buon professionista.

Mia madre.. sul letto di morte il medico voleva ricoverarla, le cure domestiche non bastavano, ed era molto chiaro

Mia madre lo ringraziò e gli disse che aveva fatto il massimo, e che lei non si muoveva

Io lo ringraziati e gli dissi la stessa cosa.

Sapevamo che stava solo facendo il suo dovere, ed era nel suo ruolo segnalare che la situazione non era più gestibile da casa, a livello farmacologico

Noi abbiamo perfettamente capito lui, e lui ha perfettamente capito noi, non c'è bisogno di molto altro quando c'è intesa e consapevolezza, quando accetti che quella famosa ora di cui tanto si parla e che tutti fuggono disperatamente, è infine giunta alla tua porta
 

Foglia

utente viva e vegeta
Non so se la sua reazione è stata di persona offesa, probabilmente da persona "invasa" e in questo senso l'offesa è intimamente legata alla percezione di invasione, con la conseguente fuga

Che invasi ci sentiamo tutti, nelle piccole cose nei piccoli gesti

Sei invaso ovunque, ti invade la guardia giurata che ti "ricorda" di passarti il gel sulle mani al super, ti invade la polizia che ti ferma per la strada, fino al dottore che ti ricorda che è opportuno tenere le distanze anche dentro casa, se c'è un componente covid positivo .

Ma il punto è che lo deve fare, e se non lo fa non può essere considerato un buon professionista.

Mia madre.. sul letto di morte il medico voleva ricoverarla, le cure domestiche non bastavano, ed era molto chiaro

Mia madre lo ringraziò e gli disse che aveva fatto il massimo, e che lei non si muoveva

Io lo ringraziati e gli dissi la stessa cosa.

Sapevamo che stava solo facendo il suo dovere, ed era nel suo ruolo segnalare che la situazione non era più gestibile da casa, a livello farmacologico

Noi abbiamo perfettamente capito lui, e lui ha perfettamente capito noi, non c'è bisogno di molto altro quando c'è intesa e consapevolezza, quando accetti che quella famosa ora di cui tanto si parla e che tutti fuggono disperatamente, è infine giunta alla tua porta
Ho sentito l'inadeguatezza. Quella ho sentito. L'inadeguatezza. Non l'invasione. Quella la sento, come dici tu, se mi "ricordano" il gel al supermercato. Dove ho anche assistito a scene che non mi sono piaciute. Vera e propria fobia. Per la mia sensibilità ovviamente, che ammetto essere particolare. Tipo gente che si metteva a urlare non appena a un poraccio era scivolata la mascherina dal naso, apposta o meno non saprei.
Nelle raccomandazioni della pediatra ho invece sentito inadeguatezza.
E ho ringraziato il Cielo di saper reagire come anche so fare. :)
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ho sentito l'inadeguatezza. Quella ho sentito. L'inadeguatezza. Non l'invasione. Quella la sento, come dici tu, se mi "ricordano" il gel al supermercato. Dove ho anche assistito a scene che non mi sono piaciute. Vera e propria fobia. Per la mia sensibilità ovviamente, che ammetto essere particolare. Tipo gente che si metteva a urlare non appena a un poraccio era scivolata la mascherina dal naso, apposta o meno non saprei.
Nelle raccomandazioni della pediatra ho invece sentito inadeguatezza.
E ho ringraziato il Cielo di saper reagire come anche so fare. :)
Le scene isteriche sono all’ordine del giorno. Io un paio di volte mi sono stupita di essere riuscita a non mandare a fanculo.
La situazione è sfuggita di mano da un po’. Hanno creato il panico e ne fanno le spese tutti
 

Marjanna

Utente di lunga data
Pensa.
Il nome del virus (SARS-CoV-2). Il nome della malattia (COVID).
Ti sei mai chiesta perchè si utilizzi questa nomenclatura?

Si continua, nell'informazione di base, a presentare il virus da una prospettiva umana. (e nella pubblica informazione, necessariamente, a sovrapporre il virus con la malattia - per anni e anche ora, la base confonde hiv e AIDS come se fossero la stessa cosa. E non lo sono. Come non lo sono SARS-CoV-2 e COVID).

Chi studia i virus (e quindi ne studia anche l'evoluzione) ne è consapevole ed è in grado di contemplare anche l'altro punto di vista ossia quello
quello del virus.

Diciamo che una delle regole che si seguono nell'osservazione riguarda la virulenza, ossia il potere di un virus...è un termine fra l'altro discusso anche fra studiosi, che a volte preferiscono utilizzare patogenicità. (se ti interessa approfondire trovi parecchio a riguardo, e a mio parere parecchio interessante se l'argomento incuriosisce).

Pasteur diceva, in buona sostanza, che "un parassita efficiente vive in armonia con il suo ospite", da questo consegue che le infezioni latenti "devono essere considerate la forma ideale di parassitismo".

Per un po' si è andati in questa direzione (se sei curiosa cerca gli scritti di Zinsser, Burnet. Poi da loro i collegamenti li trovi, se la cosa dovesse iniziare ad appassionarti :)).

Loro stessi però si sono accorti che che a questa sorta di regola esistevano importanti eccezioni.
Per esempio quei virus che uccidono con il 90% di mortalità, la rabbia per esempio. O anche l'hiv. (prima delle terapie)

Quindi entra in gioco un'altra variabile, ossia il fatto che non è tanto importante se un virus liquida l'ospite, ma quando lo fa.

(se fai il collegamento, e anche qui potresti vagare moltissimo, è la stessa variabilità considerata per l'emersione di una pandemia, il punto non è SE ma QUANDO, dicevano già parecchi anni fa gli "appassionati").

Se il parassita uccide troppo in fretta il suo ospite (diciamo conclamandosi in malattia?), si mette in crisi da sè.
E quindi un buon uso uso del tempo da parte del parassita è fondamentale, dal suo punto di vista, per la sua evoluzione.

Fondamentalmente, uccidere l'ospite in modo lento è buono.
(e nel frattempo passare di ospite in ospite riproducendosi - ai virus interessa la riproduzione, non la sopravvivenza - per quanto se ne sa ora. Questo è un punto non di poco conto).

Quindi la prospettiva dell'osservazione passa ad un altro piano, ossia l'equilibrio nell'interazione dinamica fra virulenza e trasmissione.
(possiamo dire che qui il piano virus e il piano malattia iniziano ad interagire in modo più stretto?).

La rabbia è interessante da questo punto di vista. Uccide velocemente, ma in ogni caso prima di uccidere fa il suo passaggio di ospite.
Pensa la rabbia nelle mucche, non è diffusa. Come mai? (e non è che non esistano casi fra bovini ed equini, per esempio).

Semplicemente, si fa per dire, un ospite bovino, difficilmente scapperà dal recinto per andare a mordere e quindi infettare. Non è un buon ospite.
La rabbia "si sceglie" (maledetta umanizzazione) generalmente mammiferi carnivori, mordaci e dai denti aguzzi.

Il suo equilibrio, pur nella velocità, è positivo. Si replica (la rabbia è affascinante nel suo conclamarsi: se ne va direttamente a lavorare nel cervello dell'ospite scatenando aggressività, per farla semplice) e poi passa nelle cellule salivari per passare da un ospite all'altro. Pensa che roba magnifica!!)

L'hiv invece, che è classificato fra i lentivirus, se ne può stare comodamente nel suo ospite anche per una decina di anni.
Se ne sta lì, comodo comodo, lavorando sul sistema immunitario dell'ospite e replicandosi nel frattempo, usando un sistema di contagio sicurissimo (non esce nell'aria, passa da un organismo all'altro senza "mettersi a rischio"), fino al conclamarsi dell'AIDS.

Con le terapie che sono state studiate negli anni, l'ospite ha una qualità della vita praticamente uguale a chi non è positivo e anche le possibilità di contagio possono essere messe in controllo. E non solo con mezzi meccanici.
Ad un certo livello di viremia, anche avere per esempio rapporti non protetti con un positivo non è rischioso.
Io avrei serenamente rapporti non protetti con un positivo con viremia controllata, per dire.

Quindi, giro la domanda, un positivo hiv (asintomatico AIDS) è malato?
sì, no?

E' davvero un punto chiave in una prospettiva che esce dall'emergenza e si amplia nelle strategie di contenimento, gestione e prevenzione? (e quindi di investimenti ad hoc).

Non è che il punto non è tanto questo, quanto il fatto che pur nell'asintomatologia il virus sta "vincendo" la sua battaglia evolutiva e si sta replicando e evolvendo comodamente nel suo ospite, oltre che ovviamente diffondersi?
Ragionare da questo punto di vista significa iniziare a ragionare da un punto di vista sistemico, anche per quanto riguarda i sistemi di gestione e contenimento e prevenzione. Uscire dall'emergenza ed entrare nella progettazione multilivello. (pensa a come si lega un vaccino e la sua concettualizzazione, piuttosto che un test rapido, piuttosto che le cure, piuttosto che piani di trasporto, piani di contenimento alternativi agli ospedali, medicina territoriale, investimenti sociali per la varie categorie, etc etc)

Noi abbiamo timore del contagio e, storicamente, della malattia (e si fanno tutti i giochi di quanto è grave o meno il conclamarsi della malattia) ma dal punto di vista del virus la parte interessante sono le mutazioni che gli permettono di muoversi ed evolversi sfruttando i suoi ospiti.
Ma la malattia da dove arriva?

(vogliamo davvero rimanere nella prospettiva della malattia considerata a sè stante e quindi fermarci alla cura dei sintomi? quando tutto il campo medico si sta muovendo in direzione completamente opposta. E deve farlo, se si vuol parlare di prevenzione. Li vedi gli agganci con la politica sanitaria in questo passaggio?)

(uno dei motivi per cui mi sento presa per il culo riguarda il giochetto sulla storica e culturale paura della malattia (pensa alla malattia come colpa e punizione, da cui conseguono i giochetti che si fanno politicamente e informativamente. pensa alle possibili reazioni che si possono scatenare in risposta e come le si possono manipolare per dirigere l'opinione pubblica e guidare le scelte di massa.
In altri paesi, dove la malattia ha una diversa base concettuale, le informazioni passano in altro modo, ovviamente).

Questo per farla molto semplice.

Se un medico, che queste cose le sa o le dovrebbe sapere ben meglio di me che sono semplicemente una curiosona, si mette a dire quello che dicono io qualche domande rispetto alla sua integrità e alla sua correttezza intellettuale me le pongo.
E mi chiedo qualcosina riguardo al rapporto col potere che quel medico ha. (e inizio ad informarmi su chi è quel medico, con chi e per chi lavora, etc etc).

Perchè sotto a questo gira, la parte economica della considerazione del malato e di tutto il discorso della cura.
(e quindi finanziamenti ad ospedali, cure sanitarie domicialiari, mezzi e strumenti, farmaci, territorio).

Sono anni che mi sono convinta del fatto che il diritto alla salute sia ben sotto considerato rispetto all'economia della salute.
E la salute dei cittadini è un grande busisness.

Non penso che si possa mantenere uno sguardo ingenuo, di questi tempi.
Come non penso che si possa esimersi da osservare il quadro da una prospettiva meno che complessa, dove per complessa intendo l'interazione dei diversi piani umani e non.
Grazie Ipazia. :)
Riguardo il fermarsi alla cura dei sintomi l'ho visto, ma non credo di essere l'unica, parecchie volte. E non mi ha fatto piacere. Il motivo del perchè accada è abbastanza palese.
Mi auguro veramente che il campo medico vada oltre, e che gli venga data la possibilità di farlo. In Italia la vedo dura.
Da paziente l'evoluzione che ho notato negli anni è tecnologica, sicuramente un grandissimo aiuto. Per il resto spesso ho visto applicare procedure, senza un tentativo di indagine.
Riguardo integrità e correttezza intellettuale di un medico, boh, mi pare che cada anche per minori cose.

La collaborazione di tutti noi nel rispettare le regole è fondamentale, ed è un peccato non poter vedere un movimento unitario che ricopra una certa costanza nel tempo, se non altro "per vedere come va", e parlo dell'Italia tutta.
Per come siamo messi (e in questo mi riferisco al mondo) il virus ha vinto.
In Argentina pare che i lunghi mesi di lockdown non abbiamo dato i risultati aspettati, con un esito devastante sulla popolazione.

Purtroppo anche se non sono certo negazionista, e non ho problemi a rispettare le regole, c'è qualcosa che bolle che fa venire tanti dubbi.
Ok che "non ci avevano capito un cazzo" ma si tanto lasciando andare, troppi aspetti.

[Questa notizia l'avevi sentita? https://www.focus.it/scienza/salute/importante-studio-sulla-covid-in-india
Mi riferisco alla parte finale.]
 
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