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Guest
Ciao,Ciao a tutti
vi scrivo di nuovo per approfondire un altro argomento. Scusate se sarò un po' lunga. Chi mi ha già letto conosce la mia storia (leggere: Lui si sposa ed io muoio): io amante per un anno e mezzo, lui poi mi dice di amare l'altra, la ragazza ufficiale che mi aveva detto di voler lasciare, si sposa e addio. A parte la disperazione per l'ovvio abbandono, mi trovo a dover risolvere un' altra questione: le amicizie. Quando sono stata male perchè lui mi teenva in scacco o comunque mi ha lasciato, ho fatto la sciocchezza di non saper nascondere bene la cosa con le persone che avevamo in comune. Si vedeva paelsemente che stavo male, si sapeva che mi ero lasciata con l'ex, in presenza del mio amante mi comportavo in maniera goffa e lui pure..si aggiunga anche che avevo una folle esigenza di parlare con qualcuno di questa cosa quindi forse in maniera inconscia lasciavo messaggi che gli altri potessero leggere..insomma, 2+2 fa quattro tutti hanno capito ma nessuno ha detto niente. ad abbandono avvenuto, sono caduta in una profonda depressione per la quale mi sono curata (sono ancora in cura ma a livello di sintomi sto un po' meglio); mi sono chiusa in me e non sono stta molto brava a gestire i rapporti umani. Uscivo talvolta con gli stessi amici ma ero molto triste e giù di morale, avevo bisogno di sentire ridere gli altri per farmi trascinare ma non ero molto brava io a trascinare gli altri..non ne avevo forza. G,li inviti diminuiscono, Un giorno scopro casualmente che si vedono tutti tranne me, mi escludono. Onestamente, a torto o ragione non saprei, mi arrabbio, chiedo spiegazioni e tra discussioni varie mi viene risposto che metto a disagio, gli altri hanno problemi ed escono per diverrtirsi non per vedere musi, che mi hanno dato consigli ma non li ho seguiti, che mi piace star male, ne godo, altrimenti sarei uscita da questa storia tempo fa, che devono essere liveri di invitare chi vogliono etc etc. Io rimango offesa e mi sento sola... ma rifeltto sull'amicizia e mi domando chi sbaglia. Magari io, chissà. Non ho con chi parlare, con chi confrontarmi. Chiariamo, ci si rivede, provo ad essere più serena ,ma nel frattempo succedono altre cose (le ultime) con l'amante e ricomincia il dramma ospedali-antidepressivi-depressione. Sto male e cerco conforto. Lo trovo in un amico della stessa comitova che era amico anche del mio amante ma con il quale aveva litigato e ne sparlava. Il fatto di vedere il suo astio nei cfonronti della stessa persona mi fa sentire meno sola e mi avvicino a lui. Mi da qualche consiglio su come gestire la storia dell'amante ma io non riesco a seguirlo perchè sto male. Litighiamo di nuovo e vengo del tutto allontnata dalla cominitiva..cerco un contatto chiarificatore, lui si dimostra freddo e definitivo, facendomi capire che anche gli altri sono studfi di me. Per concludere, scopro, non vi dico come,. che questa persona mi considera ambigua per il fatto di aver nascosto la mia relazione agli amici (ma come potevo????l'altro era fidanzato e mi chiedeva di non metterlo nei guai), falsa, depressa ma sopttutto vittimista, masochista perche mi piace soffrire a suo dire, altrimenti avrei già risolto tutti i problemi, talmente abbietta da sperare nel male degli altri per sentire alleviate le mie sofferenze. Sono disperata. Non capisco in cosa ho sbagliato con loro e perchè mi odiano tanto.
sono Margherita84 e ogni tanto passo di qui a vedere come state.
In questo caso volevo offrire la mia solidarietà ad Atalanta, perchè all'epoca dei miei casini con sono passata anch'io. Solo che nel mio caso l'amore illecito era quello del mio ex. I nostri "amici" sapevano tutto e mi hanno scaricata, preferendo tenersi lui.
Motivi:
-La leader del gruppo mi invidiava (questo l'ho capito con senno di poi, nel frattempo si è finta amica e ha usato le informazioni carpite per mettere zizzania e cercare di diventare "amica di cuore" del mio ex)
- Il mio ex di professione fa il musicista: ha accesso a locali, feste e conosce un sacco di gente "figa"
Gli altri del gruppo hanno semplicemente seguito la scia di questa ragazza e della sua migliore amica, che è arrivata addirittura a turare in ballo morti e tregedie familiari realmente successe per mettermi in cattiva luce. Due settimane dopo la rottura con il mio ragazzo, la tradizionale grigliata di pasquetta che di solito si svolgeva a casa di questa tiziaè stata spostata "per motivi logistici" a casa del mio ex, in modo da rendere chiaro chi sarebbe venuto e chi no. Ha telefonato lei per avvisarmi e chiedermi "se mi dispiaceva".
Lo ricordo come il momento peggiore di tutto il periodo. Più di quando il mio ex mi ha lasciata, lo stesso livello di dolore di quando ho scoperto il suo tradimento. Sola, completamente sola e abbandonata da tutti. Sistematicamente spinta a farmene una ragione e a non piantare il muso, a sforzarmi di superare la cosa se volevo uscire con loro (avrei dovuto rivedere il mio ex un mese dopo poche settimane, dopo 8 anni di storia). Un altro ragazzo del gruppo aveva avuto una storia simile alla mia (era stato scaricato dalla leader e continuava ad uscire con loro e a vederla provarci con tutti tutti i sabati sera) quindi non si capiva perchè avrei dovuto avere un trattamento migliore.
Dopo due mesi di questo trattamento contro cui all'epoca ero incapace di reagire ero ridotta a una larva umana. Ero effettivamente, scontrosa, piagnona, vendicativa e impossibile da sopportare. Chiedevo ascolto e comprensione, ma lo facevo con rancore, passando dalla parte del torto. Solo un ragazzo del gruppo, il mio amico più stretto lì dentro, mi ha dato supporto e probabilmente devo anche a lui il fatto di non aver avuto un crollo. Ho iniziato acoltivare vecchie amicizie trascurate, ho avuto solidarietà dalle persone più impensabili e dalle poche amicizie verissime della mia vita.
A distanza di quasi due anni posso dire che troncare con tutti loro (tranne quell'unico amico) è stata una delle cose più sagge che abbia mai fatto. Erano persone fintamente accoglienti, con un sacco di casini relazionali che continuano a trascinarsi dentro ancora oggi e pronte a tutto pur di non affrontare i problemi. Ho capito che non si cerca l'amicizia nei gruppi Non si fa da ragazzini e ancora meno da adulti. L'amicizia è rigorosamente singolare e personale. E ho per amiche solo poche persone che hanno lo stesso mio concetto di amicizia.
Un amico in grave difficoltà va aiutato prima ancora che debba chiedertelo. Se sei costretto a chiedere aiuto, quanto meno non sei circondato da persone premurose. Se rifiutano di aiutarti o addirittura cercano di approfittare del tuo momento di debolezza capisci bene che te la cavi comunque meglio senza di loro.
Non ho mai più visto nessuno di loro.
Guardati attorno e sono sicura che qualcuno (magari finora sottovalutato) disposto a darti una mano c'è.