L'amore illecito e l'amicizia

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Ciao a tutti
vi scrivo di nuovo per approfondire un altro argomento. Scusate se sarò un po' lunga. Chi mi ha già letto conosce la mia storia (leggere: Lui si sposa ed io muoio): io amante per un anno e mezzo, lui poi mi dice di amare l'altra, la ragazza ufficiale che mi aveva detto di voler lasciare, si sposa e addio. A parte la disperazione per l'ovvio abbandono, mi trovo a dover risolvere un' altra questione: le amicizie. Quando sono stata male perchè lui mi teenva in scacco o comunque mi ha lasciato, ho fatto la sciocchezza di non saper nascondere bene la cosa con le persone che avevamo in comune. Si vedeva paelsemente che stavo male, si sapeva che mi ero lasciata con l'ex, in presenza del mio amante mi comportavo in maniera goffa e lui pure..si aggiunga anche che avevo una folle esigenza di parlare con qualcuno di questa cosa quindi forse in maniera inconscia lasciavo messaggi che gli altri potessero leggere..insomma, 2+2 fa quattro tutti hanno capito ma nessuno ha detto niente. ad abbandono avvenuto, sono caduta in una profonda depressione per la quale mi sono curata (sono ancora in cura ma a livello di sintomi sto un po' meglio); mi sono chiusa in me e non sono stta molto brava a gestire i rapporti umani. Uscivo talvolta con gli stessi amici ma ero molto triste e giù di morale, avevo bisogno di sentire ridere gli altri per farmi trascinare ma non ero molto brava io a trascinare gli altri..non ne avevo forza. G,li inviti diminuiscono, Un giorno scopro casualmente che si vedono tutti tranne me, mi escludono. Onestamente, a torto o ragione non saprei, mi arrabbio, chiedo spiegazioni e tra discussioni varie mi viene risposto che metto a disagio, gli altri hanno problemi ed escono per diverrtirsi non per vedere musi, che mi hanno dato consigli ma non li ho seguiti, che mi piace star male, ne godo, altrimenti sarei uscita da questa storia tempo fa, che devono essere liveri di invitare chi vogliono etc etc. Io rimango offesa e mi sento sola... ma rifeltto sull'amicizia e mi domando chi sbaglia. Magari io, chissà. Non ho con chi parlare, con chi confrontarmi. Chiariamo, ci si rivede, provo ad essere più serena ,ma nel frattempo succedono altre cose (le ultime) con l'amante e ricomincia il dramma ospedali-antidepressivi-depressione. Sto male e cerco conforto. Lo trovo in un amico della stessa comitova che era amico anche del mio amante ma con il quale aveva litigato e ne sparlava. Il fatto di vedere il suo astio nei cfonronti della stessa persona mi fa sentire meno sola e mi avvicino a lui. Mi da qualche consiglio su come gestire la storia dell'amante ma io non riesco a seguirlo perchè sto male. Litighiamo di nuovo e vengo del tutto allontnata dalla cominitiva..cerco un contatto chiarificatore, lui si dimostra freddo e definitivo, facendomi capire che anche gli altri sono studfi di me. Per concludere, scopro, non vi dico come,. che questa persona mi considera ambigua per il fatto di aver nascosto la mia relazione agli amici (ma come potevo????l'altro era fidanzato e mi chiedeva di non metterlo nei guai), falsa, depressa ma sopttutto vittimista, masochista perche mi piace soffrire a suo dire, altrimenti avrei già risolto tutti i problemi, talmente abbietta da sperare nel male degli altri per sentire alleviate le mie sofferenze. Sono disperata. Non capisco in cosa ho sbagliato con loro e perchè mi odiano tanto.
Ciao,
sono Margherita84 e ogni tanto passo di qui a vedere come state. :)
In questo caso volevo offrire la mia solidarietà ad Atalanta, perchè all'epoca dei miei casini con sono passata anch'io. Solo che nel mio caso l'amore illecito era quello del mio ex. I nostri "amici" sapevano tutto e mi hanno scaricata, preferendo tenersi lui.

Motivi:
-La leader del gruppo mi invidiava (questo l'ho capito con senno di poi, nel frattempo si è finta amica e ha usato le informazioni carpite per mettere zizzania e cercare di diventare "amica di cuore" del mio ex)
- Il mio ex di professione fa il musicista: ha accesso a locali, feste e conosce un sacco di gente "figa"

Gli altri del gruppo hanno semplicemente seguito la scia di questa ragazza e della sua migliore amica, che è arrivata addirittura a turare in ballo morti e tregedie familiari realmente successe per mettermi in cattiva luce. Due settimane dopo la rottura con il mio ragazzo, la tradizionale grigliata di pasquetta che di solito si svolgeva a casa di questa tiziaè stata spostata "per motivi logistici" a casa del mio ex, in modo da rendere chiaro chi sarebbe venuto e chi no. Ha telefonato lei per avvisarmi e chiedermi "se mi dispiaceva".

Lo ricordo come il momento peggiore di tutto il periodo. Più di quando il mio ex mi ha lasciata, lo stesso livello di dolore di quando ho scoperto il suo tradimento. Sola, completamente sola e abbandonata da tutti. Sistematicamente spinta a farmene una ragione e a non piantare il muso, a sforzarmi di superare la cosa se volevo uscire con loro (avrei dovuto rivedere il mio ex un mese dopo poche settimane, dopo 8 anni di storia). Un altro ragazzo del gruppo aveva avuto una storia simile alla mia (era stato scaricato dalla leader e continuava ad uscire con loro e a vederla provarci con tutti tutti i sabati sera) quindi non si capiva perchè avrei dovuto avere un trattamento migliore.

Dopo due mesi di questo trattamento contro cui all'epoca ero incapace di reagire ero ridotta a una larva umana. Ero effettivamente, scontrosa, piagnona, vendicativa e impossibile da sopportare. Chiedevo ascolto e comprensione, ma lo facevo con rancore, passando dalla parte del torto. Solo un ragazzo del gruppo, il mio amico più stretto lì dentro, mi ha dato supporto e probabilmente devo anche a lui il fatto di non aver avuto un crollo. Ho iniziato acoltivare vecchie amicizie trascurate, ho avuto solidarietà dalle persone più impensabili e dalle poche amicizie verissime della mia vita.

A distanza di quasi due anni posso dire che troncare con tutti loro (tranne quell'unico amico) è stata una delle cose più sagge che abbia mai fatto. Erano persone fintamente accoglienti, con un sacco di casini relazionali che continuano a trascinarsi dentro ancora oggi e pronte a tutto pur di non affrontare i problemi. Ho capito che non si cerca l'amicizia nei gruppi Non si fa da ragazzini e ancora meno da adulti. L'amicizia è rigorosamente singolare e personale. E ho per amiche solo poche persone che hanno lo stesso mio concetto di amicizia.

Un amico in grave difficoltà va aiutato prima ancora che debba chiedertelo. Se sei costretto a chiedere aiuto, quanto meno non sei circondato da persone premurose. Se rifiutano di aiutarti o addirittura cercano di approfittare del tuo momento di debolezza capisci bene che te la cavi comunque meglio senza di loro.

Non ho mai più visto nessuno di loro.
Guardati attorno e sono sicura che qualcuno (magari finora sottovalutato) disposto a darti una mano c'è.
 
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Guest
[Ah, e per quanto riguarda le accuse di esser falsa, e ambigua ecc... io non ci baderei. Sacricarti perchè l'ha detto la capobranco non è una cosa che una bella persona farebbe. Nemmeno se temi di inimicartela a sua volta e di essere escluso. Non è un motivo sufficiente. La gente ha bisogno di giustificarsi. Così trova scuse, o se le fabbrica, o ti mette in difficoltà per costringerti a fornigliele. Come per i tradimenti veri, insomma. E in effetti ci somiglia molto]

Marge
 
Ci stupisce l'atteggiamento dell'altro quando ci accorgiamo che l'altro ha finto di essere ció che non é. Per il mio concetto di amicizia questo é una delusione. Odio le persone false e se ho sbagliato così tanto da non rendermi conto della presa per il culo mi incazzo soprattutto con me stessa.
Per fortuna sono casi rarissimi e ogni volta queste situazioni mi insegnano a balutare meglio la prossima volta...
I veri amici possono essere completamente diversi da noi ma non hanno mai comportamenti inaspettati in negativo
:up::up::up::up::up:
Da cui il detto i veri amici si vedono nel momento del bisogno...
 
[Ah, e per quanto riguarda le accuse di esser falsa, e ambigua ecc... io non ci baderei. Sacricarti perchè l'ha detto la capobranco non è una cosa che una bella persona farebbe. Nemmeno se temi di inimicartela a sua volta e di essere escluso. Non è un motivo sufficiente. La gente ha bisogno di giustificarsi. Così trova scuse, o se le fabbrica, o ti mette in difficoltà per costringerti a fornigliele. Come per i tradimenti veri, insomma. E in effetti ci somiglia molto]

Marge
Grande grande ma dove sei finita eh?:D:D:D:D
io là che ti aspetto e tu non sei più fatta viva...:p:p:p
 

Atalanta

Utente
Provo a commentare un po' tutte le cose che ho trovato scritto sul mio posto e lo faccio con il rispondere all'ultimo commento

@Margherita 84
Carissima apprezzo il tuo contributo, che mi ha enormemente confortato, e te ne ringrazio. Di quanto hai scritto mi ha colpito questa frase: L'amicizia è rigorosamente singolare e personale. E' esattamente come dici, ci pensavo già da tempo e ci ho pensato dopo averla letta qui. Hai detto una cosa sacrosanta e vera, forse tristemente vera, non saprei. L'amicizia è per me ancora un grande mistero..se volessi provare a darne una definizione mi rendo conto di non saperlo fare perchè questa si ridurrebbe ad essere solo un insieme di aspettative mie personali che potrebbero non collimare con un'oggettiva necessità o con la realtà. Mi spiego con un esempio semplice. Nella mia testa l'amico è quello, come anche hai detto tu, che mi aiuta prima ancora che io lo chieda, che mi sta accanto che mi sorregge quando crollo e perdo l'equilibrio, che mi bacchetta se sto lì lì per fare qualche sciocchezza, che mi ascolta piangere se devo farlo anche se dall'altra parte del telefono magari in cuor suo non vede lìora di chiudere perchè ha i suoi problemi. Ma è davvero così? E se invece fosse come mi sono sentita dire in questa esperienza, che ho una visione dell'amicizia da sedicenne, che sono infantile, che nel mondo reale tutti hanno problemi e non possono pensare troppo a tutto e a tutti, che mi hanno dato consigli ma non li ho seguiti quindi amen etc etc? Forse l'amicizia come anche l'amore è una realtà semiconcreta condita da una bella porzione di illusione che noi costruiamo con speranze ed aspettative, quelle speranze e quelle aspettative che derivano dalle nostre insicurezze, fdalla paura della solitudine, dal timore del non esser apprezzati. Intendiamoci, non giustifico i miei amici che mi hanno ferito e lasciato sola in questo momento. Mentre accadeva quel che accadeva con l'ex amante nel frattempo si era ammalata mia madre di cancro (fortunatamente cosa risolta) e nessuno, dico, nessuno mi ha chiamata, nemmeno l'amico a cui avevo personalmente raccontanto che lei ultimamente non stava bene a si sospaettava qualcosa di grave. Al caffè, prima ancora che io dicessi nulla(cosa di paglia?), il mio amico si è giustificato dicendo:"per quanto riguarda tua madre non mi sono fatto vivo perchè ritengo che certe cose siano personali e se non ne parla l'altra persona io non apro l'argomento". Per me una frase del genere è inaccettabile. Al momento ho fatto buon viso a cattiva sorte, non ho detto nulla. Ma in cuor mio è stata una vergogna. Ho attraversato la mia depressione per l'amore finito e il terrore della malattia di mamma da sola...(incredibile a dirsi accanto a me c'è stato il mio ex ragazzo) e questa cosa non la perdonaerò mai. Alcuni meccanismi delle relazioni umane mi tornano oscuri. Sono stata male e ho chiesto aiuto e sono stata disprezzata....so che questo mio amico ha riferito ad una persona questa frase:"il modo in cui chiede di uscire con noi è da persona che implora, è senza dignità, senza amor proprio. Mi irrita" . Quanto mi ha ferito questa frase. E' vero..io li ho implorati, dopo che avevano cominciato ad escludermi, di non farlo. Stavo così male che ho elemosinato attenzioni e affetto. Durante i cosiddetti chiarimenti spesso scoppiavo a piangere, ma avevo una forte depressione, non avevo il controllo di me, forse l'ho imbarazzato ed infastidito. Adesso, a mente un po' piu lucida (ma non troppo) mi domando se avesse ragione lui a non volersi sobbarcare pesi altrui, oltre i personali che tutti hanno, o io a chiedere disperatamente aiuto. E credetemi, non ho trovato risposta. Cosa è lecito chiedere e cosa aspettarsi? O ,semplicemente, bisogna solo dare per piacere di farlo senza attendersi nulla in cambio?
 

Leda

utente Olimpi(c)a
O ,semplicemente, bisogna solo dare per piacere di farlo senza attendersi nulla in cambio?
Sarebbe così, in effetti. Solo che è abbastanza difficile riuscirci se non stai bene tu con te stessa. Certo, se mentre sei fragile e ferita qualcun altro applicasse lo stesso principio e donasse, senza curarsi troppo di quel che gli torna indietro, ne usciresti più velocemente... ma questo è un altro discorso ;)

Ieri ho trovato questo articolo, e lo riporto integralmente, sperando che sia d'aiuto a te e a molti altri.


MANIPOLAZIONE PSICOLOGICA: UNA STRATEGIA IN QUATTRO TAPPE

I manipolatori sono in mezzo a noi, perfettamente integrati nella società. La loro spinta è di tipo narcisistico e il loro metodo è ben collaudato: identificare le quattro tappe della loro strategia consente di riconoscerli e smascherarli. Abbiamo chiesto di illustrarcele alla comportamentalista Isabelle Nazare-Aga.



  • Tappa 1: Sedurre rapidamente
  • Tappa 2: Destabilizzare con piccoli gesti denigratori
  • Tappa 3: Seminare zizzania per isolarti
  • Tappa 4: Colpevolizzarti

"Ci siamo sposati dopo un mese dal primo incontro, lui è piaciuto a tutti", ricorda Anna. "Il mio capo mi ha rimproverato per ritardi inopportuni, mentre sono la puntualità fatta persona ed è rarissimo che arrivi in ritardo, se non in caso di grossi contrattempi!", sottolinea Giulio, portiere di notte in un albergo. "Ho smesso di frequentare la mia migliore amica quando mia madre ha insinuato che lei faceva la corte a mio marito", confida Luisa. Individuare un manipolatore, che sia un partner, un capo, un amico o un parente è tutt'altro che semplice. Di solito sono ben inseriti nella società, sanno mascherarsi con abilità e tormentano il prossimo senza vergogna. Sono spinti essenzialmente dal bisogno narcisistico di nobilitare la propria immagine e ci riescono molto bene. Si tratta spesso di fini strategici al servizio del loro interesse, non del tuo. Seguiamo passo per passo il loro metodo.

Tappa 1: Sedurre rapidamente
Ti ha già affascinato, vero? È normale, il suo atteggiamento è premuroso, attento... In una parola, è perfetto! In amore ti seduce, corrisponde alle tue aspettative, sembra soddisfare tutti i tuoi desideri. È anche possibile che ti chieda di sposarlo, in gran fretta, troppo in fretta, il che dovrebbe insospettirti. Sul lavoro, il manipolatore ti fa intravedere fin da subito una promozione e nuove responsabilità. Perché tanta urgenza? "In realtà, il manipolatore indossa delle maschere, a iniziare da quella della perfezione, e se ne serve per poterti manovrare meglio", spiega Isabelle Nazare- Aga. Sa però di non poter fingere a lungo e basta che tu mini il suo potere o il suo territorio e si trasformerà all'istante. La sua fretta ha quindi a che fare con una reale urgenza, quella di "legarti" a sé rapidamente, prima che la sua facciata non si sgretoli.

Tappa 2: Destabilizzare con piccoli gesti denigratori
"Con quegli orecchini assomigli a un albero di Natale", dice Michele a sua moglie. Piccole osservazioni maligne, battutine, atteggiamenti di disapprovazione: il manipolatore ha cambiato faccia e agisce con piccole mosse denigratorie. Questo comportamento è di solito abbastanza insidioso da passare inosservato, anche se è probabile che tu avverta un vago senso di malessere. "Queste piccole frasi assassine, ripetute incessantemente, hanno un effetto catastrofico sull'autostima", assicura Isabelle Nazare-Aga. La fiducia in te stesso non può che uscirne indebolita. Un'altra carta che gioca spesso è la ripetizione di ordini e contrordini, che ti destabilizzano gradualmente portandoti a non pensare più con la tua testa e ad assumere il suo punto di vista, come per inerzia. Tu che amavi la montagna e le lunghe camminate, ti ritrovi a vantare le gioie delle stazioni balneari e dell'ozio programmato: è un caso tipico di assedio psicologico, da non sottovalutare.

Tappa 3: Seminare zizzania per isolarti
La presenza di un manipolatore porta spesso a un deterioramento dei rapporti all'interno di una squadra, di una famiglia o di un gruppo di amici. "Dopo l'arrivo del nuovo capo, mi sono sentita esclusa dal gruppo che formavo con i miei colleghi, senza nemmeno sapere perché", lamenta Sandra, bibliotecaria. Provocare delle distorsioni all'interno della squadra o nel gruppo di amici, per il manipolatore è naturale come respirare. "Stasera, quando sei uscita a comprare il pollo, Maria si è lamentata del fatto che non restituisci mai i DVD che ricevi in prestito, dovresti farlo", suggerisce Giorgio alla sua compagna. Individui del genere hanno l'abitudine di insinuare il sospetto, con l'obiettivo di seminare zizzania e di isolarti. "Allontanare una persona dal suo ambiente consente indubbiamente di controllarla meglio", spiega la psicoterapeuta, che consiglia: "Fai attenzione alla comparsa di conflitti aperti o all'emergere di rancori segreti in concomitanza con l'ingresso di un manipolatore nella tua vita".

Tappa 4: Colpevolizzarti
Marco passerà le vacanze a rimettere a nuovo la casa dei genitori per le continue pressioni di un padre manipolatore, che insiste pur non avendo problemi economici. "Non puoi dirmi di no: sarà un modo per risparmiare e vederci un po' di più ", sostiene. "Il manipolatore colpevolizza gli altri in nome del legame familiare, di amicizia, amoroso o professionale", afferma la psicoterapeuta Isabelle Nazare-Aga. Potresti ritrovarti a fare delle cose per gli altri che per te saranno un peso e che inoltre non soddisferanno il beneficiario. "Sei stato gentile a innaffiare le mie piante, ma deve aver fatto molto caldo visto che comunque il mio bonsai è morto", è il ringraziamento della zia. È molto probabile che tu ti senta in dovere di regalargliene un altro, pur avendo fatto del tuo meglio. Dato che non amiamo essere giudicati male dagli altri, cadiamo spesso nella trappola del manipolatore, ignorando ovviamente che quello che facciamo non sarà mai abbastanza.
Per la maggior parte di noi, i manipolatori sono le principali cause di stress relazionale. "Cerca di non cascarci", avverte Isabelle Nazare Aga, "tutte queste tappe possono condurre alla depressione o alla dipendenza". Una volta identificata e trovata la causa del tuo "malessere cronico", il tuo prossimo obiettivo deve essere quello di non subirne più le conseguenze nefaste.
(Catherine Maillard fonte: http://psicologia.doctissimo.it/vol...icologica-una-strategia-in-quattro-tappe.html)


 
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Mentre accadeva quel che accadeva con l'ex amante nel frattempo si era ammalata mia madre di cancro (fortunatamente cosa risolta) e nessuno, dico, nessuno mi ha chiamata, nemmeno l'amico a cui avevo personalmente raccontanto che lei ultimamente non stava bene a si sospaettava qualcosa di grave. Al caffè, prima ancora che io dicessi nulla(cosa di paglia?), il mio amico si è giustificato dicendo:"per quanto riguarda tua madre non mi sono fatto vivo perchè ritengo che certe cose siano personali e se non ne parla l'altra persona io non apro l'argomento". Per me una frase del genere è inaccettabile. Al momento ho fatto buon viso a cattiva sorte, non ho detto nulla. Ma in cuor mio è stata una vergogna.

Se posso permettermi, hai fatto male.
Avresti dovuto essere sincera, fargli notare la sua mancanza, dirgli che avresti preferito sentirlo vicino.
L'amicizia si costruisce, è un processo di graduale e reciproca conoscenza.
Se poi lo consideri solo un conoscente, come non detto.
Ma in questo caso non dovresti chiamarlo amico e neanche avere aspettative.


..so che questo mio amico ha riferito ad una persona questa frase:"il modo in cui chiede di uscire con noi è da persona che implora, è senza dignità, senza amor proprio. Mi irrita" . Quanto mi ha ferito questa frase. E' vero..io li ho implorati, dopo che avevano cominciato ad escludermi, di non farlo. Stavo così male che ho elemosinato attenzioni e affetto. Durante i cosiddetti chiarimenti spesso scoppiavo a piangere, ma avevo una forte depressione, non avevo il controllo di me, forse l'ho imbarazzato ed infastidito. Adesso, a mente un po' piu lucida (ma non troppo) mi domando se avesse ragione lui a non volersi sobbarcare pesi altrui, oltre i personali che tutti hanno, o io a chiedere disperatamente aiuto. E credetemi, non ho trovato risposta. Cosa è lecito chiedere e cosa aspettarsi? O ,semplicemente, bisogna solo dare per piacere di farlo senza attendersi nulla in cambio?

Solitamente è lecito aspettarsi quello che si dà noi per primi, non per fare i contabili, ma per quel principio di reciprocità che dovrebbe governare le relazioni umane.
Chiedere... no! men che meno implorare, elemosinare.
Manifestare debolezza, una condizione di bisogno, come hai potuto verificare, induce facile arroganza negli altri.
 

aristocat

Utente iperlogica
Solitamente è lecito aspettarsi quello che si dà noi per primi, non per fare i contabili, ma per quel principio di reciprocità che dovrebbe governare le relazioni umane.
Chiedere... no! men che meno implorare, elemosinare.
Manifestare debolezza, una condizione di bisogno, come hai potuto verificare, induce facile arroganza negli altri.
Sul grassetto: dipende dal grado di intimità con l'altro. Se una sorella o un fratello mi implora di stare vicina, io lo faccio senza pensarci un attimo, con convinzione. Se avessi un amico tanto stretto come un fratello, farei lo stesso.

Sulla considerazione che è lecito aspettarsi quello che si dà noi per primi: verissimo.. Anche se non è così scontato che l'altro ti dia poi quello che legittimamente ti aspetti.
 
N

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Guest
Sul grassetto: dipende dal grado di intimità con l'altro. Se una sorella o un fratello mi implora di stare vicina, io lo faccio senza pensarci un attimo, con convinzione. Se avessi un amico tanto stretto come un fratello, farei lo stesso.

Sicuro, ma tua sorella, tuo fratello o un amico intimo, non avrebbero neanche bisogno di implorarti, credo.

Il contesto proposto da Atlanta non mi pare di grande intimità.
 

aristocat

Utente iperlogica
Sicuro, ma tua sorella, tuo fratello o un amico intimo, non avrebbero neanche bisogno di implorarti, credo.

Il contesto proposto da Atlanta non mi pare di grande intimità.
Infatti. Tanta quantità, poca qualità. In certi momenti può anche andar bene eh, io non demonizzo la caciara goliardica e ridanciana (senza contenuto e spessore umano). Forse Atalanta ha investito troppo in questo tipo di comitiva, probabile.
 

Atalanta

Utente
Io pensavo ci fosse intimità. Ma lui me l'ha negata..alla fine mi ha fatto intendere che alla fine ha scelto di rimanere amico del mio ex amante perchè coon lui aveva "condiviso gioie e sofferenze che non si possono scordare" (si riferiva a quel progetto nel mondo dello spettacolo di cui vi parlavo) e che la mia storia non c'entrava niente. Quando gli ho chiesto: "C. ma tu ci tieni a me, alla mia amicizia?" mi ha risposto che era una domanda da 15 enne ed ero ridicola. Boh.
 

aristocat

Utente iperlogica
Io pensavo ci fosse intimità. Ma lui me l'ha negata..alla fine mi ha fatto intendere che alla fine ha scelto di rimanere amico del mio ex amante perchè coon lui aveva "condiviso gioie e sofferenze che non si possono scordare" (si riferiva a quel progetto nel mondo dello spettacolo di cui vi parlavo) e che la mia storia non c'entrava niente. Quando gli ho chiesto: "C. ma tu ci tieni a me, alla mia amicizia?" mi ha risposto che era una domanda da 15 enne ed ero ridicola. Boh.
E' una persona senza valori morali. E' un fatto.
 
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Io pensavo ci fosse intimità. Ma lui me l'ha negata..alla fine mi ha fatto intendere che alla fine ha scelto di rimanere amico del mio ex amante perchè coon lui aveva "condiviso gioie e sofferenze che non si possono scordare" (si riferiva a quel progetto nel mondo dello spettacolo di cui vi parlavo) e che la mia storia non c'entrava niente. Quando gli ho chiesto: "C. ma tu ci tieni a me, alla mia amicizia?" mi ha risposto che era una domanda da 15 enne ed ero ridicola. Boh.

però... la butto lì, prendila per quel che vale... forse invece di chiedergli se teneva o meno a te, avresti potuto dirgli che tu tenevi a lui.
 

Atalanta

Utente
Si ma l'avevo precisato..avevo detto che ci tenevo a chiarire perchè tenevo a lui e a tutti loro, che se lo avevo reso partecipe del mio stato d'animo e di certe mie confidenze era un tributo alla amicizia ed al mio affetto per lui.
 

aristocat

Utente iperlogica
Comunque, al di là dei giudizi poco belli verso quelle persone, credo sia inevitabile, anche per i gruppi più "riusciti" e coesi, che quando si passa del tempo insieme con tante persone, non si possa pretendere che tutti provino lo stesso grado di affetto e amicizia verso tutti.
All'interno di un gruppo ci sarà sempre un minigruppo con due persone o tre che si "vogliono più bene", come potrà esserci un membro del gruppo che pensa: "Ah ma se Tizio non ci fosse nel gruppo, non è che sia una gran perdita" ... e via di questo passo.
Anche nei gruppi più riusciti e affiatati, possono verificarsi queste dinamiche. Dinamiche che magari non porteranno mai alla dissoluzione del gruppo e non lo metteranno in crisi, però possono manifestarsi.

ari
 
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Guest
Sicuro, ma tua sorella, tuo fratello o un amico intimo, non avrebbero neanche bisogno di implorarti, credo.

Il contesto proposto da Atlanta non mi pare di grande intimità.
Ma guarda. E' vero. Implorando dai un potere agli altri molto pericoloso. Ti consegni. Le persone che ti vogliono bene -e che di solito non arivano a farti implorare - fanno di tutto per aiutarti. Chi non è proprio retto, o chi ha turbe o complessi di inferiorità nei tuoi confronti, può essere tentato di schiacciarti per vedere l'effetto che fa e sentirii superiore. E' una conclusione molto amara ma che credo molto vera a cui mi ha condotto l'esperienza.

Nel mio caso quando mi sono ripresa un po' e ho cercato di capire dall'esterno la situazione (volevo capire fino a che punto ero uscita di testa io e fino a che punto erano stronzi loro) mi sono confrontata con il mio amico "talpa". Sembra che la mia colpa sia stata viceversa non aver "strisciato" abbastanza. Almeno, così riferisce la mia nemesi. Testuale: "Se voleva il mio aiuto doveva chiedermelo espressamente, così come ha fatto Antonio [Sembra che il mio ex la chiamasse ossessivamente per lamentarsi che tutti del gruppo ce l'avevano con lui, piangendo per i sensi di colpa di avermi abbandonata, N.d.A.]. Invece continuava a dirmi che stava male e non voleva uscire se c'era anche lui. Cazzi suoi!"

A pernsarci bene, io il mio ex non lo odio più. Odio ancora - profondamente -lei.
E comunque il karma l'ha colpita. Perchè il karma, cari miei, esiste eccome.
 
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Guest
Sicuro, ma tua sorella, tuo fratello o un amico intimo, non avrebbero neanche bisogno di implorarti, credo.

Il contesto proposto da Atlanta non mi pare di grande intimità.
Ma guarda. E' vero. Implorando dai un potere agli altri molto pericoloso. Ti consegni. Le persone che ti vogliono bene -e che di solito non arivano a farti implorare - fanno di tutto per aiutarti. Chi non è proprio retto, o chi ha turbe o complessi di inferiorità nei tuoi confronti, può essere tentato di schiacciarti per vedere l'effetto che fa e sentirii superiore. E' una conclusione molto amara ma che credo molto vera a cui mi ha condotto l'esperienza.

Nel mio caso quando mi sono ripresa un po' e ho cercato di capire dall'esterno la situazione (volevo capire fino a che punto ero uscita di testa io e fino a che punto erano stronzi loro) mi sono confrontata con il mio amico "talpa". Sembra che la mia colpa sia stata viceversa non aver "strisciato" abbastanza. Almeno, così riferisce la mia nemesi. Testuale: "Se voleva il mio aiuto doveva chiedermelo espressamente, così come ha fatto Antonio [Sembra che il mio ex la chiamasse ossessivamente per lamentarsi che tutti del gruppo ce l'avevano con lui, piangendo per i sensi di colpa di avermi abbandonata, N.d.A.]. Invece continuava a dirmi che stava male e non voleva uscire se c'era anche lui. Cazzi suoi!"

A pernsarci bene, io il mio ex non lo odio più. Odio ancora - profondamente -lei.
E comunque il karma l'ha colpita. Perchè il karma, cari miei, esiste eccome.


Marghe
 
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Guest
Provo a commentare un po' tutte le cose che ho trovato scritto sul mio posto e lo faccio con il rispondere all'ultimo commento
Al caffè, prima ancora che io dicessi nulla(cosa di paglia?), il mio amico si è giustificato dicendo:"per quanto riguarda tua madre non mi sono fatto vivo perchè ritengo che certe cose siano personali e se non ne parla l'altra persona io non apro l'argomento". Per me una frase del genere è inaccettabile. Al momento ho fatto buon viso a cattiva sorte, non ho detto nulla. Ma in cuor mio è stata una vergogna. Ho attraversato la mia depressione per l'amore finito e il terrore della malattia di mamma da sola...(incredibile a dirsi accanto a me c'è stato il mio ex ragazzo) e questa cosa non la perdonaerò mai. Alcuni meccanismi delle relazioni umane mi tornano oscuri. Sono stata male e ho chiesto aiuto e sono stata disprezzata....so che questo mio amico ha riferito ad una persona questa frase:"il modo in cui chiede di uscire con noi è da persona che implora, è senza dignità, senza amor proprio. Mi irrita" . Quanto mi ha ferito questa frase. E' vero..io li ho implorati, dopo che avevano cominciato ad escludermi, di non farlo. Stavo così male che ho elemosinato attenzioni e affetto. Durante i cosiddetti chiarimenti spesso scoppiavo a piangere, ma avevo una forte depressione, non avevo il controllo di me, forse l'ho imbarazzato ed infastidito. Adesso, a mente un po' piu lucida (ma non troppo) mi domando se avesse ragione lui a non volersi sobbarcare pesi altrui, oltre i personali che tutti hanno, o io a chiedere disperatamente aiuto. E credetemi, non ho trovato risposta. Cosa è lecito chiedere e cosa aspettarsi? O ,semplicemente, bisogna solo dare per piacere di farlo senza attendersi nulla in cambio?
Scusami cara, ma questo è uno stronzo fatto e finito. La concezione disinteressata di amicizia sarebbe quella dei 15 anni? Ma in quale film? A 15 anni in genere si è molto più egoisti di quando si è adulti. E' lui che è fermo ai 15 anni ed è anche parecchio meschino.

La mia concezione "adulta" di amicizia è: do senza pretendere in cambio. Non è che la bilancia deve essere pari, deve pendere anche di moltodalla parte di chi ha bisogno in quel momento. Ma tendo a considerare amiche le persone che hanno questo stesso concetto e non fanno un bieco calcolo. Se no sarei masochista.

Marghe
 

lunaiena

Scemo chi legge
Io pensavo ci fosse intimità. Ma lui me l'ha negata..alla fine mi ha fatto intendere che alla fine ha scelto di rimanere amico del mio ex amante perchè coon lui aveva "condiviso gioie e sofferenze che non si possono scordare" (si riferiva a quel progetto nel mondo dello spettacolo di cui vi parlavo) e che la mia storia non c'entrava niente. Quando gli ho chiesto: "C. ma tu ci tieni a me, alla mia amicizia?" mi ha risposto che era una domanda da 15 enne ed ero ridicola. Boh.


A parte che si la riterrei una domanda da 15enne insicura ...
E nel dubbio non riuscirei mai a fare una domanda cosi a nessuno ... sono del parere di queste cose te ne accorgi
senza chiedere...
pero dovessi per assurdo arrivare a fare questa domanda pretendo un si o un no..
se la risposta è quella data a te mi allontano dal soggetto...
 
Stato
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